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Source channel @lambdaexpression · Post #310 · 2月13日

by iPhone13 Pro #摄影

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Pensiero Verticale

@verticale_blog · Post #685 · 2026/03/07 14:36

La narrazione che molti influencer stanno diffondendo da Dubai sembra ignorare un punto fondamentale: quando l’informazione è controllata e la libertà di parola limitata, ciò che vediamo online può trasformarsi facilmente in propaganda. Dietro il lusso e la calma apparente del Golfo esistono dinamiche politiche e mediatiche molto più complesse di quanto venga mostrato sui social. #politica#politicaestera#politicaitaliana#dubai#governo

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #476 · 2023/10/11 17:01

NON NASCI TERRORISTA Se organizzazioni criminali riescono ad assoldare tanti giovani e godono di un ampio consenso da parte della popolazione palestinese, un motivo dovrà pur esserci. Possibile che Israele non abbia alcuna responsabilità? Pensate davvero che basti proiettare una bandiera su un palazzo per lavare le coscienze dell'occidente "civilizzato, libero e democratico"? Chi avanza questi dubbi, ovviamente, adesso è filo Hamas: tutto troppo banale. La mia al TG Plus di Cusano Italia TV #Italia#politica#politicaestera#guerra#pace#Israele#Palestina#notizie#attualità#informazione#dibattito#televisione#giornalismo https://www.youtube.com/watch?v=xXqhxyvRjNQ&ab_channel=SavinoBalzano

Pensiero Verticale

@verticale_blog · Post #684 · 2026/03/06 09:53

Un veterano dei Marines si alza durante un’audizione al Senato degli Stati Uniti e urla una frase semplice ma pesante come un macigno: «Nessuno vuole morire per Israele». Pochi secondi dopo viene trascinato fuori dalla sicurezza, mentre i politici continuano la seduta come se nulla fosse. La scena racconta molto più di una protesta isolata. Racconta il divario crescente tra l’élite politica, pronta a sostenere nuovi conflitti all’estero e il popolo, compresi molti veterani, che ha già pagato il prezzo delle guerre infinite. Quando un marine che ha servito il suo Paese arriva a gridare che l’America non deve combattere per interessi stranieri, non è soltanto dissenso: è il segnale di una frattura profonda tra chi decide le guerre e chi dovrebbe combatterle. #guerra#politica#politicaestera#israele#iran

Marx21.it

@marx21news · Post #9989 · 2026/03/18 14:03

La Cina all’ONU: "Le armi sono strumenti infausti, fermate subito l'operazione militare contro l'Iran" Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha usato un antico proverbio per commentare l'escalation in Medio Oriente: «Le armi sono strumenti infausti e non dovrebbero essere usate senza discernimento». Nel corso di una conferenza stampa, Pechino ha condannato l'operazione militare congiunta di USA e Israele contro l'Iran, lanciando un appello accorato per un cessate il fuoco immediato e una soluzione politica. Wang Yi ha ribadito cinque punti chiave per la pace: - Rispetto della sovranità nazionale (Iran e Paesi del Golfo) - Rifiuto dell'abuso della forza - Non interferenza negli affari interni - Soluzione politica attraverso il dialogo - Ruolo costruttivo delle grandi potenze «La forza non offre soluzioni – ha dichiarato – e i conflitti armati non fanno che aumentare l'odio». In un momento così critico, la Cina si propone come partner per la stabilità, invocando il ritorno al tavolo dei negoziatori. La comunità internazionale può ancora scegliere la via della saggezza. #Cina#Iran#MedioOriente#Pace#Diplomazia#WangYi#PoliticaEstera https://www.marx21.it/internazionale/le-armi-sono-strumenti-infausti-e-non-dovrebbero-essere-usate-senza-discernimento-wang-yi-ricorre-a-un-antico-detto-cinese-per-commentare-loperazione-militare-usa-israele-contro-l/

Pensiero Verticale

@verticale_blog · Post #661 · 2026/01/24 14:31

Nel nord-est della Siria la situazione sta peggiorando. Non è una guerra finita, è una guerra ignorata. Dopo anni di controllo curdo, l’equilibrio si sta rompendo. Le SDF arretrano sotto pressione militare e politica. Gli Stati Uniti riducono la presenza e il supporto. La priorità occidentale non sono più i curdi, ma la “stabilità” del territorio. Anche a costo di accordi con ex jihadisti. Nelle zone di detenzione il sistema cede. Carceri e campi sovraffollati collassano. Miliziani dell’ISIS riescono a fuggire. Nel frattempo iniziano le repressioni. Arresti arbitrari, esecuzioni, epurazioni. A colpire soprattutto le minoranze. Curdi. Cristiani. Alawiti. Sciiti. Chi non ha milizie, non ha voce. Chi non serve più, viene abbandonato. Gli alleati di ieri diventano un problema. I “terroristi” di ieri diventano interlocutori. In Siria non vince la pace. Vince il potere. #politica#politicaestera#siria#statiuniti#news

Pensiero Verticale

@verticale_blog · Post #649 · 2026/01/03 10:29

Nella notte, poco dopo le due, la città di Caracas è stata svegliata da almeno sette violente esplosioni, accompagnate da forti boati descritti da alcuni testimoni come simili al rumore di aerei in volo. L'episodio ha generato momenti di forte tensione nella capitale venezuelana. In una dichiarazione successiva, il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero condotto con successo un'operazione militare su vasta scala contro il Venezuela. Secondo quanto riportato, I'intervento avrebbe portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro, che sarebbe stato poi trasferito fuori dal Paese insieme alla moglie. Trump ha inoltre precisato che l'operazione è stata realizzata con il coinvolgimento e il coordinamento delle forze dell'ordine degli Stati Uniti. #politicaestera#venezuela#guerra#america#notizie

Marx21.it

@marx21news · Post #9712 · 2026/02/09 07:45

L’Europa ha un alleato o un padrone? La lezione dei dazi sulla Groenlandia e la strada per la vera autonomia. Le recenti pressioni degli USA sull'Europa, dalle minacce di dazi legati alla Groenlandia alle frizioni commerciali, hanno sollevato un velo. Mostrano una dipendenza non solo militare, ma strategica e psicologica, che rischia di trasformare l'UE in una periferia condizionata. Il Segretario NATO Mark Rutte ha detto chiaro: l'Europa "sogna" se pensa di potersi difendere senza gli Stati Uniti. Questa non è un'opinione, ma il sintomo di una cultura della subordinazione. Parliamo di "autonomia strategica", ma la trattiamo come un ornamento retorico, da accantonare quando i costi si fanno sentire. Il caso Groenlandia è emblematico: Washington arriva a minacciare dazi contro paesi europei per questioni di sovranità. La risposta europea, seppur significativa (lo stop temporaneo all'accordo commerciale UE-USA), rivela un'ambivalenza tossica: da un lato si rivendica un principio ("la sovranità non è negoziabile"), dall'altro si cerca più protezione dentro la NATO, cioè nello stesso sistema che cementa la dipendenza. È un circolo vizioso. La dipendenza è multidimensionale (tecnologica, finanziaria, energetica) e alla lunga ci costa caro, limitando la nostra capacità di scelta in un mondo che non è più unipolare. L'Asia cresce, il Sud Globale acquista voce. Persistere in una relazione asimmetrica con Washington significa pagare costi crescenti senza garanzie equivalenti. È ora di diversificare, non di cambiare padrone. Con la Cina: un partenariato pragmatico e reciprocitario (su innovazione, clima, mercati) è vitale. Trasformare questa relazione in un riflesso della rivalità USA-Cina significa solo perdere autonomia e opportunità. Con la Russia: la geografia non cambia. Recidere ogni legame in modo permanente, senza alternative sostenibili, ci rende più poveri e vulnerabili. Riaprire canali commerciali e diplomatici (con pragmatismo e fermezza sui principi) significa riconquistare margine di manovra e stabilità. Serve un ripensamento della NATO. Se la sua funzione pratica è ricordarci che non possiamo esistere senza gli USA, allora è un dispositivo che limita la nostra autonomia. Un'Europa che vuole contare deve costruire, gradualmente ma con decisione, una propria capacità autonoma: industriale, di deterrenza e di politica estera strategica. La scelta è dura ma chiara: continuare a scambiare la dipendenza per sicurezza, o imboccare la strada della sovranità decisionale, diversificando le alleanze e tornando a essere un soggetto, non una provincia di un altro impero. #AutonomiaStrategica#UE#NATO#Groenlandia#Dazi#PoliticaEstera#Multipolarità https://www.marx21.it/internazionale/dazi-groenlandia-e-nato-perche-lue-deve-emanciparsi-e-diversificare-guardando-anche-a-cina-e-russia/

Marx21.it

@marx21news · Post #9935 · 2026/03/12 15:05

La doppia crisi di Starmer: sottomesso a Washington, abbandonato dagli elettori A due anni dall'inizio del mandato, il ritratto di Keir Starmer si fa sempre più netto: arroganza interna e sudditanza esterna. Da un lato, apre le basi britanniche (Fairford e Diego Garcia) agli attacchi USA contro l'Iran, dopo aver inizialmente giudicato l'operazione illegale secondo il diritto internazionale. Un cambio di rotta avvenuto solo dopo le pressioni di Washington. Non sovranità, ma diligente amministrazione degli interessi altrui. Dall'altro, il crollo nel collegio popolare di Gorton and Denton, dove il Labour precipita al terzo posto, superato dai Verdi e da Reform UK. Un territorio operaio e impoverito che ha voltato le spalle a un partito ormai percepito come "una macchina amministrativa senz'anima". Il risultato? Un premier umiliato all'estero e un partito che, nei territori che un tempo lo rappresentavano, non sa più perché esiste. #KeirStarmer#Labour#PoliticaEstera#CrisiPolitica#GortonAndDenton https://www.marx21.it/internazionale/starmer-tra-servilismo-atlantico-e-disfatta-politica-il-labour-perde-il-paese-mentre-obbedisce-a-washington/

Marx21.it

@marx21news · Post #9636 · 2026/01/26 07:45

Le elezioni in Uganda: Museveni vince ancora, tra repressione interna e una politica estera che gli fa da "assicurazione" Le elezioni in Uganda del 15 gennaio hanno riconfermato Yoweri Museveni per un settimo mandato, prolungando un potere ininterrotto dal 1986. Un risultato scontato? Forse, ma che nasconde dinamiche molto complesse. Un voto sotto pressione Il leader dell'opposizione Bobi Wine ha denunciato brogli e intimidazioni, in un clima segnato da arresti, violenze e un blackout di internet durante la votazione. La "stabilità" promessa da Museveni ha un prezzo altissimo: la progressiva chiusura di ogni spazio democratico. La politica estera come scudo Ma come fa Museveni a resistere da così tanto tempo? Un fattore cruciale è la sua politica estera, che trasforma l'Uganda in un partner indispensabile per l'Occidente e per la regione: ✅ Leader nelle missioni di pace in Somalia contro al-Shabaab. ✅ Attivo nella stabilizzazione del Sud Sudan. ✅ Impegnato nella lotta contro gruppi armati nella Repubblica Democratica del Congo(Operazione Shujaa). Questo ruolo gli garantisce credito internazionale, finanziamenti e, soprattutto, una certa "tolleranza" verso le derive autoritarie interne. Per molti partner, l'Uganda è più utile come gendarme regionale che come democrazia modello. Doppio binario: Occidente e Cina Kampala gioca abilmente su più tavoli: è un alleato militare per Stati Uniti ed Europa, ma al tempo stesso si affida alla Cina per grandi progetti infrastrutturali e energetici, come la diga di Karuma e l'oleodotto per il petrolio del Lago Alberto. ⏳ Che futuro per l'Uganda? Museveni governerà fino al 2031, avvicinandosi a mezzo secolo di potere. La grande incognita è la successione, con il figlio Muhoozi Kainerugaba già in prima linea nelle forze armate: si prepara una dinastia familiare? L'Uganda resta un paese giovane e potenzialmente esplosivo, dove la politica è diventata un rito di conferma, mentre la società cerca canali, spesso conflittuali, per esprimere la sua domanda di futuro. Cosa ne pensate? Può la comunità internazionale continuare a chiudere un occhio sulle violazioni dei diritti in cambio di stabilità regionale? #Uganda#Museveni#BobiWine#Africa#PoliticaEstera#Democrazia#Geopolitica https://www.marx21.it/internazionale/uganda-la-settima-vittoria-di-museveni-e-luso-della-politica-estera-come-assicurazione/

Marx21.it

@marx21news · Post #9658 · 2026/01/29 15:42

Il Partito Comunista del Vietnam traccia la rotta per il futuro: stabilità, crescita e innovazione al centro del XIV Congresso Nazionale Il XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam (PCV) si avvia alla conclusione, dopo giorni di intensi lavori che hanno definito la leadership e gli obiettivi strategici del Paese per i prossimi anni. Un evento di cruciale importanza non solo per il Vietnam, ma osservato con attenzione a livello internazionale. ✅ Continuità alla guida: Come ampiamente atteso, il Segretario Generale Tô Lâm è stato riconfermato nel Comitato Centrale, primo passo verso la continuità alla guida del Partito. Una scelta che segnala stabilità e coesione nel perseguimento degli ambiziosi traguardi nazionali. Obiettivi ambiziosi: Il Congresso ha fissato obiettivi economici di grande rilievo, puntando a una crescita media annua del PIL del 10% per il periodo 2026-2030 e a un PIL pro capite di circa 8.500 dollari entro il 2030. Traguardi che mirano a trasformare il Vietnam in un paese ad alto reddito entro il 2045, centenario dell'indipendenza. Un nuovo modello di crescita: La parola d'ordine è innovazione. Il Vietnam punta a costruire un'economia basata sulla conoscenza, sul digitale e su modelli verdi e circolari. Trasformazione digitale, scienza e capitale umano diventano pilastri dello sviluppo e della sicurezza economica nazionale. Sicurezza e difesa: Anche in ambito militare, l'accento è su modernizzazione e autonomia. Il ministro della Difesa Phan Văn Giang ha sottolineato l'impegno per forze armate più professionali, tecnologicamente avanzate e sostenute da un'industria della difesa nazionale. La prospettiva dei "due centenari": Il Congresso si colloca in un orizzonte temporale simbolico e strategico: il 2030, centenario della fondazione del PCV, e il 2045, centenario della nascita della Repubblica Socialista. Due date che fungono da faro per lo sviluppo a lungo termine. Il XIV Congresso si conferma così come un momento cardine: unisce la sintesi di 40 anni di Đổi Mới (Rinnovamento) alla proiezione verso un futuro di crescita ambiziosa, tra stabilità politica e trasformazione economico-tecnologica. #Vietnam#PCV#XIVCongress#ToLam#DoiMoi#Sviluppo#Innovazione#CrescitaEconomica#PoliticaEstera#ASEAN https://www.marx21.it/comunisti-oggi/xiv-congresso-del-pcv-la-continuita-della-leadership-di-to-lam-tra-riforme-e-ambizioni-di-lungo-periodo/

Marx21.it

@marx21news · Post #9742 · 2026/02/13 14:28

Il futuro del Laos tracciato al XII Congresso del Partito Rivoluzionario del Popolo Lao! Dal 6 all'8 gennaio 2026, a Vientiane, si è tenuto un evento storico che ha definito la strategia nazionale fino al 2055, anno del centenario del Partito. Sotto la guida riconfermata del Segretario Generale Thongloun Sisoulith, il Congresso ha lanciato un ambizioso piano per trasformare il Laos in un paese a reddito medio-alto, mantenendo salda la rotta socialista. I pilastri del piano: ✔️ Crescita economica annua minima del 6% fino al 2030. ✔️ Rafforzamento dell’economia di mercato a orientamento socialista. ✔️ Modernizzazione, digitalizzazione e protezione ambientale. ✔️ Consolidamento della difesa nazionale e lotta alla corruzione. ✔️ Politica estera attiva, con un rapporto speciale con il Việt Nam al centro. Il Laos guarda avanti con determinazione, puntando su stabilità, autonomia e unità nazionale. Un percorso che rafforza anche i legami fraterni con il Vietnam, vero pilastro di cooperazione strategica nella regione. Un futuro di prosperità e sviluppo si costruisce oggi. Il Laos ha tracciato la sua strada. #Laos#XIICongress#PRPL#Sviluppo2055#Socialismo#Vietnam#Cooperazione#Asia#PoliticaEstera#CrescitaEconomica https://www.marx21.it/comunisti-oggi/il-xii-congresso-del-partito-rivoluzionario-del-popolo-lao-traccia-la-rotta-verso-il-2055/

Marx21.it

@marx21news · Post #9752 · 2026/02/17 07:45

Il XIV Congresso del Partito Comunista del Vietnam: una svolta storica verso la nuova era di sviluppo A pochi giorni dall’apertura del XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam, il Paese si prepara a tracciare il proprio futuro con una visione strategica chiara e ambiziosa. In un contesto globale segnato da instabilità economica, tensioni geopolitiche e sfide epocali come il cambiamento climatico e le crisi energetiche, il Vietnam si presenta al mondo con una strategia di sviluppo fondata su autonomia, innovazione e integrazione responsabile. Dalla "rinascita" all’“ascesa” A quasi quarant’anni dall’avvio del Đổi mới (Rinnovamento), il Vietnam ha compiuto un cammino straordinario: da economia pianificata a protagonista nelle catene globali del valore, con un PIL che nel 2025 supererà i 500 miliardi di dollari e scambi commerciali che hanno varcato la soglia dei 900 miliardi. Ma la sfida ora è qualitativa: uscire dalla “trappola del reddito medio” e diventare un Paese sviluppato ad alto reddito entro il 2045. Il Congresso come "seconda fase del Đổi mới" Il XIV Congresso non si limita a tracciare un bilancio: vuole essere una svolta. Tra i pilastri della nuova strategia: scienza, tecnologia e trasformazione digitale come motori della crescita; infrastrutture strategiche moderne (digitali, energetiche, logistiche); giustizia sociale e welfare come fondamento del modello socialista; rafforzamento della posizione internazionale del Vietnam. Un ruolo nuovo nel mondo Da partner affidabile a protagonista proattivo: il Vietnam ha elevato le sue relazioni diplomatiche a Partenariato Strategico Globale con numerosi Paesi, partecipando attivamente a missioni di pace ONU, iniziative climatiche e processi di cooperazione regionale. Un contributo concreto alla stabilità globale, che si accompagna a una politica estera indipendente, multilaterale e diversificata. L’obiettivo? Essere protagonisti del proprio destino In un mondo che cambia rapidamente, il Vietnam sceglie di non subire le trasformazioni, ma di guidarle con visione, coesione sociale e ambizione collettiva. Il XIV Congresso non è solo un evento politico: è la dichiarazione d’intenti di un popolo che guarda con fiducia al proprio futuro. Un appuntamento da seguire con attenzione, non solo per chi studia il Sud-Est asiatico, ma per chiunque creda che sviluppo, equità e sovranità possano camminare insieme. #Vietnam#XIVCongresso#PoliticaEstera#Sviluppo#Geopolitica#ĐổiMới#Asia#Innovazione#Socialismo#Leadership#ONU#TransizioneDigitale https://www.marx21.it/comunisti-oggi/il-xiv-congresso-del-partito-comunista-del-vietnam-visione-strategica-per-lo-sviluppo-nazionale-e-il-ruolo-internazionale-nella-nuova-era/

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