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"Ciao, Internet!" » Matteo Flora
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News and mediaLe NEWS di "Ciao, Interent!" con Matteo Flora, gli appuntamenti, le dirette tanto altro per rimanere aggiornati! http://matteoflora.com/#ci
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Publié 8 avr.
Il 16 aprile parteciperò a "Dati, algoritmi e conflitto: la guerra cognitiva nell'era dell'intelligenza artificiale tra sorveglianza e diritti", il primo webinar del ciclo di incontri preparatori alla Global Data Conference 2026, organizzato da Officine Dati. Con Giuseppe Vaciago e la moderazione di Marianna Vintiadis, analizzeremo come l'uso dei dati e degli algoritmi stia ridefinendo i confini del conflitto e della governance sociale. Dall'integrazione dell'AI nelle kill chain alle applicazioni in ambito migratorio e identificazione digitale, fino all'uso dei dati sanitari come infrastruttura strategica. Un confronto tra prospettiva tecnologica e riflessione giuridica, per orientarsi in un contesto dove la linea tra innovazione e sorveglianza si fa sempre più sottile. 📅 16 aprile 2026 ore 18:00 Live streaming 👉 Info e iscrizioni: https://www.officinedati.org/it/iniziative/webinar/dati-algoritmi-e-conflitto-la-guerra-cognitiva-nell-era-dell-intelligenza-artificiale-tra-sorveglianza-e-diritti/
Publié 8 avr.
È inutile pretendere che siano i social a fare i guardiani: al primo blocco per minore età, sono i genitori stessi a presentarsi giurando che l'account è loro, che lo gestiscono loro, che il figlio "lo usa solo ogni tanto". E così ogni filtro salta. Nel nuovo articolo di Arcangelo Rociola su La Stampa ho spiegato perché responsabilizzare le piattaforme è un esercizio a perdere: non esiste verifica dell'età, sistema di parental control o moderazione algoritmica che regga, se poi sono gli adulti i primi a sabotare il meccanismo. Bastano due clic e una dichiarazione mendace per riaprire un profilo chiuso, e l'intera impalcatura normativa si sgretola. Il problema non è tecnologico, e non è nemmeno delle piattaforme. Il problema è che continuiamo a chiedere a Meta, TikTok e agli altri di fare il lavoro che spetta a chi quel telefono, quella SIM e quell'account li ha materialmente consegnati a un minore, e che, quando viene chiamato in causa, sceglie di coprirlo invece di assumersene la responsabilità. Finché non disincentiviamo (economicamente) questo comportamento, ogni discussione sulla "responsabilità dei social" è teatro. Puro, semplice teatro. 👉 L'articolo completo su La Stampa: https://link.mgpf.it/uD-W
Publié 7 avr.
Approvare un progetto AI sapendo che non è adeguatamente protetto. È quello che ha fatto il 60% dei manager italiani, quasi sempre per non restare indietro rispetto ai competitor. Nella nuova puntata di "Intelligenze Artificiali – In mezzo a noi" su TGcom24 ne ho parlato con Salvatore Marcis, Country Manager di TrendAI Italia, partendo dai dati della ricerca "Securing the AI-Powered Enterprise" condotta su 3.700 decision maker in 23 paesi. Il dato più inquietante non riguarda la pressione competitiva. Il 28% delle aziende ammette di non avere alcuna visibilità su cosa stiano facendo i propri sistemi di AI, che nel frattempo accedono a dati, eseguono operazioni e prendono decisioni in autonomia. Il 38% chiede già un kill switch per poterli fermare. E se quasi quattro aziende su dieci sentono il bisogno di un interruttore d'emergenza, la domanda da farsi è cosa abbiamo messo in funzione senza davvero capire come funziona. La puntata è disponibile su Mediaset Infinity: https://link.mgpf.it/ai3-20
Publié 6 avr.
L'AI ti dà sempre ragione. E questo è un problema serio. 🤖 Uno studio appena pubblicato su Science da Stanford e Carnegie Mellon ha testato undici dei più avanzati modelli AI su oltre 11.000 scenari reali, da conflitti interpersonali a comportamenti esplicitamente illeciti. Il risultato è inquietante: i modelli confermano le azioni degli utenti il 49% più spesso degli esseri umani. Non il 5%. Non il 10%. Quasi la metà in più. Il dato più paradossale: nonostante questo, le persone preferiscono l'AI che le adula. La giudicano più affidabile, più competente, e tornano a usarla il 13% in più. È quello che chiamo "comfort cognitivo predatorio": la macchina non ha inventato il confirmation bias, ma lo ha industrializzato, scalandolo su milioni di conversazioni simultanee, ognuna calibrata per dirti esattamente ciò che vuoi sentirti dire. Qualcosa che puoi fare subito? Chiedi al chatbot di argomentare il punto di vista opposto al tuo. Basta questa piccola frizione per ridurre significativamente l'effetto adulante. E ricorda che l'amico che ti dà sempre ragione su tutto non è un buon consigliere... nemmeno (anzi, soprattutto) se è digitale. Ne parlo nel nuovo articolo. Buona lettura. 👉https://mgpf.it/2026/04/04/sei-il-migliore.html
Publié 4 avr.
Il 60% dei manager italiani ha approvato progetti AI sapendo che non erano adeguatamente protetti perché la pressione competitiva non lasciava spazio ad alternative. È uno dei dati preoccupanti che emerge da "Securing the AI-Powered Enterprise", la nuova ricerca di TrendAI condotta su 3.700 decision maker in 23 paesi. Nella nuova puntata di "Intelligenze Artificiali - in mezzo a noi" ospito Salvatore Marcis, Country Manager di TrendAI Italia, per capire perché solo il 20% delle organizzazioni dispone di policy AI complete, cosa significa che il 28% delle imprese non ha alcuna visibilità sui propri sistemi, e perché il 38% chiede già un "kill switch" per spegnere tutto quando qualcosa va storto. L'appuntamento è OGGI, 4 aprile alle 17:00 su TGCom24.
Publié 3 avr.
🍺 La tua pinta di Guinness costa troppo? Non imprecare, usa l'AI.🤖 Un tizio paga €7,80 per una birra a Dublino e, invece di sbuffare e andarsene, progetta un agente vocale con accento nordirlandese che chiama 3.000 pub in tutta l'Irlanda per mappare i prezzi in tempo reale. Risultato? Un indice pubblico dei prezzi, The Guinndex, che ha convinto i gestori ad abbassare i listini da soli, senza che nessuno li obbligasse a farlo. Piccolo particolare: la stragrande maggioranza dei baristi non si è accorta di stare parlando con una macchina. Ne parliamo oggi, su Ciao Internet! 👉https://www.youtube.com/watch?v=fzI_luN2cyw
Publié 1 avr.
⚠️ Questo NON sono io. Sta girando un video deepfake nel quale parlo di un fantomatico "scandalo in tabaccheria" per promuovere gioco online. Ovviamente poco credibile e non ci cascherete, ma ve lo segnalo lo stesso. 🪑 Interessante come l'anteprima sia... una SEDIA (per non farlo trovare subito). p.s. non è un pesce d'aprile 🎣
Publié 31 mars
⚕️ Un orologio al polso che, mentre dormi, invia i tuoi parametri a una centrale medica attiva ventiquattro ore su ventiquattro. È uno degli esempi più concreti di sanità digitale che ho raccontato nella nuova puntata di “Intelligenze artificiali – In mezzo a noi” su Tgcom24. 🎙 Insieme a Riccardo Starace, CEO e fondatore di XTE, abbiamo visto come wearable, telemedicina e intelligenza artificiale stiano spostando la nostra idea di salute dalla logica “vado dal medico quando sto male” a un modello in cui restiamo sotto controllo continuo anche (e soprattutto) mentre stiamo bene. 🎥 Guarda la puntata su Mediaset Infinity 🔗https://link.mgpf.it/AI3-19 Vi farebbe sentire davvero più al sicuro sapere di essere continuamente monitorati, oppure lo riterreste eccessivamente invasivo?
Publié 31 mars
L’Europa ci controlla e ci spia… o almeno, questa è la narrazione. La verità, come sempre, è molto più complessa. Insieme a Jakidale, sul suo canale TechDale, abbiamo passato quasi un’ora a fare chiarezza su Piracy Shield, Chat Control, AI Act, spyware di Stato, blocco dei social ai minori, andando a vedere cosa c’è davvero dentro norme, direttive e provvedimenti. Dal “pezzotto” al riconoscimento facciale, dai database di identità ai filtri sulle nostre chat private, proviamo a raccontare cosa sta succedendo DAVVERO alle regole di Internet in Europa e in Italia e perché riguarda chiunque usi il web ogni giorno. Guarda il video “L’EUROPA CI CONTROLLA E CI SPIA? Cosa sta succedendo davvero.” su TechDale 👉https://youtu.be/CGW4kEVMNPU?si=j_4J2LzFhJatQorH
Publié 30 mars
⚖️ Due recenti sentenze negli Stati Uniti hanno colpito duramente Meta e YouTube con multe da quasi 400 milioni di dollari complessivi. Le piattaforme social non sono state condannate per ciò che viene pubblicato, ma per il design delle loro interfacce, accusate di creare dipendenza nei bambini: è la prima volta che la Section 230, lo scudo legale delle big tech americane, viene aggirata in modo così significativo e incisivo. Cosa significa davvero questa svolta? Queste sentenze aprono la strada a una responsabilità che le piattaforme non potranno più ignorare, ma il prezzo potrebbe essere altissimo: una sorveglianza di massa camuffata da tutela dei minori. Se da un lato la giustizia sembra prevalere, dall'altro potremmo finire in una rete più stretta, con meno privacy e libertà per tutti. La domanda, insomma, non è più se Internet cambierà, ma in che modo e a quale costo. 🎥 Ne parliamo oggi in questo DeepDive! 🔗https://www.youtube.com/watch?v=K6jjd0dos28
Publié 29 mars
🎥 Ecco i video della settimana su Ciao Internet 👇 ⚖️ Cassazione: la storia oltre il titolo. L’indignazione nasce da una semplificazione. L’ordinanza n. 3263 parla invece di responsabilità individuale e diligenza professionale, tracciando un confine molto più netto di quanto raccontato. 👉https://www.youtube.com/watch?v=OhCOPjG73Go 🎯 Quando la guerra diventa una scommessa. Un giornalista riporta un fatto vero, ma manda in fumo una giocata da 900 mila dollari. Risultato: minacce e intimidazioni. Se trasformi tutto in gioco, la verità diventa un ostacolo. 👉https://www.youtube.com/watch?v=Rwxymipknp8 🔴 MetaPhile: il problema è strutturale. Una tredicenne finta, migliaia di adulti in contatto e algoritmi che facilitano le connessioni. Non contenuti fuori controllo: un sistema che li organizza. E intanto arrivano anche le prime sanzioni importanti, ma il nodo resta il modello. 👉https://www.youtube.com/watch?v=VYRPL41KZnQ Scopri il mio corso online! 👉👉https://zero.matteoflora.com👈👈
Publié 28 mars
🏥 In Italia le liste d'attesa del SSN si allungano. Nel frattempo, un dispositivo indossabile monitora i tuoi parametri vitali in tempo reale. E un algoritmo segnala le anomalie al medico prima che diventino emergenze. Oggi alle 17:00 su TGCom24, nella nuova puntata di "Intelligenze Artificiali — In mezzo a noi", esploriamo le nuove frontiere della medicina digitale con Riccardo Starace, fondatore e CEO di XTe, l'azienda italiana che sta ridefinendo il concetto di cura. Un wearable certificato. Una piattaforma software medicale. Algoritmi di AI che analizzano dati biometrici in tempo reale. 🤖 Non un algoritmo che sostituisce il medico. Un'AI che gli dà superpoteri. ▶️ Oggi, sabato 28 marzo, ore 17:00 su TGCom24 — Canale 51