TGINSIGHT CHAT
White House Watch
@WhiteHouseWatch
PoliticaLa politica degli Stati Uniti, spiegata semplicemente 🇺🇸 🗣 Gruppo: @theovaloffice 📸 Instagram: https://instagram.com/whitehousewatchig 📹 TikTok: https://www.tiktok.com/@white.house.watch Siamo anche nelle principali piattaforme di podcasting!
Post recenti
Pag. 31 di 85 · 1,013 post
Pubblicato 26 mar
#USA#Ucraina Il corrispondente a Washington DC per la sicurezza nazione di ReutersJonathan Landay riporta che la #NATO ha dichiarato che le armi statunitensi destinate all'Ucraina tramite il programma PURL sono state consegnate e che le consegne continuano ad affluire, non registrando per ora dirottamenti. Sul punto e sulla notizia riportata dal Washington Post su un possibile dirottamento, l'analista di The Insider Colby Badhwar scrive: "Questo è uno dei meccanismi di funzionamento del PURL. Se gli Stati Uniti vendono materiale bellico dalle proprie scorte per la consegna immediata all'Ucraina, i fondi del PURL verrebbero utilizzati per rimpiazzare tali scorte. In questo scenario, non si tratterebbe di fondi sottratti. L'articolo del Washington Post è troppo vago per stabilire con precisione cosa stia accadendo. Le informazioni che io e i miei colleghi riceviamo dalle nostre fonti, e quanto affermato ieri da #Zelensky, non lo confermano. E i sostenitori dell'Ucraina al #Congress non sono in preda al panico per l'articolo del Washington Post. Solo i commentatori lo sono. È prudente aspettare ulteriori informazioni". @OsservatorioEsteri
Pubblicato 26 mar
#Ucraina, #Iran: Il Pentagono sta valutando di trasferire in Medio Oriente alcune delle armi che erano state pensate per l’Ucraina visto l'elevato consumo nel contesto della guerra contro l'Iran. Sebbene una decisione non sia stata ancora raggiunta, riguarderebbe i missili intercettori che i Paesi NATO hanno acquistato dagli Stati Uniti per conto dell'Ucraina nel quadro del Prioritized Ukraine Requirements List (PURL), un'iniziativa che fa sì che gli equipaggiamenti militari arrivino a Kyiv anche davanti al taglio quasi totale del trasferimento diretto da parte degli Stati Uniti. A partire dalla scorsa estate, la PURL ha permesso il trasferimento del 75% dei missili Patriot e quasi tutte le munizioni usate nei sistemi di difesa aerea.
Pubblicato 26 mar
#Iran: Il Presidente della Commissione sui Servizi Armati della Camera Mike Rogers (R-Alabama) ha criticato il Pentagono per non aver fornito informazioni adeguate sulle operazioni in Iran e ha voluto "ricordare" al Dipartimento della Guerra che i movimenti delle truppe nelle regioni devono essere "ragionati e deliberati". "Vogliamo sapere di più su quello che sta succedendo, quali sono le opzioni e perché sono prese in considerazione. E non stiamo ricevendo sufficienti informazioni su queste domande. E questo è il motivo per cui alla fine di questa udienza ho ricordato loro che ci saranno delle conseguenze se non vi saranno dei rimedi", ha dichiarato Rogers dopo la fine del briefing, e si tratta di una vera e propria notizia: Rogers è un falco in temi di difesa e ha appoggiato sino a questo momento la politica estera di Trump. Ma è anche il segno che l'Amministrazione sta perdendo l'appoggio di cui ha bisogno sia per continuare la guerra sia per ottenere le risorse che le sono necessarie. "Posso capire perché abbia detto certe cose", ha fatto seguito il Presidente della Commissione sui Servizi Armati del Senato Roger Wicker (R-Mississippi) dopo la conclusione di un briefing simile: "Non ho sentito i suoi commenti e non so il contesto, ma posso immaginarlo. Volevamo solamente che ci dicessero quale fosse il piano e non abbiamo avuto alcuna risposta. Posso capire perché, non ci devono dare i dettagli specifici delle operazioni. Ma, generalmente, dovremmo avere un po' di contesto rispetto a quanto stiamo ricevendo." Funzionari del Pentagono hanno tenuto questi briefing diretti alle Commissioni dei Servizi Armati di Camera e Senato, incontri separati, vista l'intenzione di dispiegare diverse migliaia di truppe in Medio Oriente, una notizia che sta cominciando a preoccupare il Congresso per una potenziale invasione di terra.
Hashtags
Pubblicato 26 mar
#Iran: L'Iran avrebbe risposto ufficialmente alla proposta di 15 punti formalizzata dagli Stati Uniti, secondo quanto dichiarato dall'agenzia di stampa Tasnim.
Pubblicato 26 mar
#Iran: L'Iran avrebbe risposto ufficialmente alla proposta di 15 punti formalizzata dagli Stati Uniti, secondo quanto dichiarato dall'agenzia di stampa Tasnim.
Hashtags
Pubblicato 26 mar
#Iran: Secondo quanto riportato da Axios, alti funzionari statunitensi avrebbero riferito che le Forze Armate statunitensi avrebbero progettato quattro opzioni principali per un eventuale "colpo finale" che Trump potrebbe scegliere contro l'Iran: - Invadere o bloccare l'isola di Kharg, il principale hub iraniano per l'esportazione di petrolio. - Invadere Larak, un'isola che aiuta l'Iran a consolidare il suo controllo sullo Stretto di Hormuz. L'avamposto strategico ospita bunker iraniani, imbarcazioni d'attacco in grado di affondare navi mercantili e radar che monitorano i movimenti nello stretto. - Prendere il controllo dell'isola strategica di Abu Musa e due isole minori, situate vicino all'ingresso occidentale dello stretto e controllate dall'Iran ma rivendicate anche dagli Emirati Arabi Uniti. - Bloccare o sequestrare le navi che esportano petrolio iraniano sul lato orientale dello Stretto di Hormuz. Tuttavia nessuna decisione sarebbe ancora stata presa, anche se il Presidente sarebbe incline a procedere verso un'ulteriore escalation qual'ora i tentativi diplomatici non portassero a risultati tangibili entro breve tempo.
Hashtags
Pubblicato 26 mar
#Trump: GLI STATI DELLA NATO NON HANNO FATTO ASSOLUTAMENTE NULLA PER AIUTARCI CON LA NAZIONE PAZZA, ORA MILITARMENTE DECIMATA, DELL'IRAN. GLI STATI UNITI NON HANNO BISOGNO DI NIENTE DALLA NATO, MA "NON DIMENTICHEREMO MAI" QUESTO MOMENTO STORICO DI ESTREMA IMPORTANZA!
Hashtags
Pubblicato 26 mar
#Trump: I negoziatori iraniani sono molto diversi (da quelli di altri stati, ndr) e "strani". Ci "supplicano" di raggiungere un accordo, cosa che dovrebbero fare visto che sono stati militarmente annientati, senza alcuna possibilità di ripresa, eppure dichiarano pubblicamente di stare solo "valutando la nostra proposta". SBAGLIATO!!! Farebbero meglio a darsi una mossa, prima che sia troppo tardi, perché una volta che succederà, NON SI POTRÀ PIÙ TORNARE INDIETRO, e non sarà una bella fine!
Hashtags
Pubblicato 26 mar
#Israele, #Iran: La scorsa settimana, in un colloquio telefonico, Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno avuto opinioni nettamente differenti su cosa fare nei confronti di un possibile regime change in Iran. Il Primo Ministro israeliano, infatti, avrebbe voluto rilasciare un comunicato congiunto con Trump per invitare i civili a scendere per strada e protestare, un'idea rigettata da Trump. "Perché diamine dovremmo dire alle persone di andare per strada quando verrebbero semplicemente falciate via", ha risposto Trump. Nella giornata di martedì 16 marzo, Israele ha ucciso Gholamreza Soleimani, a capo della milizia Basij e considerato la persona che ha voluto fermare le proteste nel sangue. Contemporaneamente è stato ucciso anche Ali Larijani, capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran. Davanti al successo delle proprie operazioni, Netanyahu ha telefonato a Trump comunicandogli che il Governo iraniano era allo sbando e c'era ora l'opportunità di destabilizzarlo ulteriormente, proponendo quindi di rilasciare un appello condiviso e coordinato orientato a invitare i cittadini iraniani a scendere in piazza. Nel colloquio telefonico, Trump e Netanyahu avevano deciso di osservare se le persone sarebbero scese in piazza per conto loro per festeggiare il Festival del Fuoco. Ciononostante, Netanyahu ha deciso comunque di fare un appello agli iraniani: "I nostri aerei stanno colpendo i terroristi sul terreno, per le strade e per le piazze. Questo è pensato per permettere al coraggioso popolo iraniano di festeggiare il Festival del Fuoco. Quindi andate fuori e celebrate, noi vi guardiamo dall'alto". Pochi cittadini hanno partecipato pubblicamente alle celebrazioni. È ormai evidente come, da questo punto di vista, gli obiettivi della guerra contro l'Iran siano differenti tra Israele e Stati Uniti. Per Tel Aviv, il regime change è un obiettivo chiave, mentre non è così per gli Stati Uniti. Prima dell'inizio delle ostilità, Trump aveva paventato la possibilità che i cittadini iraniani avrebbero potuto rovesciare il Governo, ma da quando il conflitto è cominciato Trump sembra aver abbandonato l'idea. Qualche giorno fa, nuovamente, l'Ambasciatore israeliano in Washington, Yechiel Leiter, ha dichiarato alla CNN che l'obiettivo dell'operazione bellica è quello di far venire meno le capacità del regime di colpire l'opposizione: "Nella speranza che questo inneschi una reazione in cui le persone siano capaci di prendere in mano le loro vite. Penso che possiamo colpire dall'alto questo regime e farlo collassare. Gli unici boots on the ground devono essere quelli iraniani".
Pubblicato 26 mar
Europa, USA e il deal sospeso: il cattivo, il brutto e il buono Oggi in seduta plenaria, il parlamento europeo voterà sulla riduzione o annullamento dei dazi verso gli USA. La posizione dell'Europarlamento sarà poi oggetto del trilogo, ovvero negoziati congiunti con Commissione e Consiglio dei capi di stato per raggiungere un accordo finale. Il Cattivo Queste imposte, da non confondere con altre barriere regolamentari quali quelle fitosanitarie e dei requisiti industriali CE, avverrebbero in cambio di un supposto impegno da parte americana a mantenere fissi i dazi sulle merci europee a 'soltanto' 15%. Le altre componenti dell'accordo quali un supposto impegno a effettuare ingenti investimenti su suolo americano e ad orientare il procurement militare europeo verso le manifatture statunitensi non saranno oggetto della votazione. Negli ultimi mesi questi impegni sono stati ampiamente disattesi da parte europea e, nel caso del procurement, la direzione normativa e industriale è diametralmente opposta. Questione diversa per le forniture energetiche che, visto il conflitto nel Golfo partito per volontà degli stessi USA, hanno visto un grosso ricorso allo LNG da parte dei paesi più esposti: Italia, Belgio e Polonia. Il Brutto Vista la guerra USA-Iran e le minacce fatte recentemente alla Spagna, le tempistiche per la votazione sono alquanto sfortunate. Socialisti e liberali avevano proposto di posticipare ulteriormente la data, arrivando a fine Aprile, ma hanno trovato forte opposizione da parte del PPE maggioritario. Prendere tempo sarebbe stato utile anche dal lato della 'resilienza' dei dazi in questione. Quelli imposti sui prodotti europei non sono stati interessati dalla recente sentenza della SCOTUS che ha invalidato prevalentemente le varie tariffe spropositate imposte su Cina e altri paesi del sud-est asiatico: queste ultime poggiavano sulla IEEPA statunitense, un regime tariffario adoperabile soltanto in caso emergenziale. Tuttavia, considerando la spirale inflativa che rischia di essere accentuata dall'attuale conflitto, non avrebbe fatto male attendere un altro po' e fare indebolire ulteriormente la posizione negoziale statunitense. Il Buono Il DG Trade ha fatto comunque un buon uso dei mesi di 'buffer' generati dalle varie proroghe dei negoziati. Il trilogo non è neppure iniziato e l'UE ha già all'attivo il trattato con MERCOSUR, il trattato di libero scambio con l'India e, in dirittura di arrivo, la nuova partnership economico-difensiva con l'Australia, diversificando il più possibile le reti commerciali del continente. In sede europarlamentare, i socialisti sono riusciti ad imporre diverse condizioni e clausole di sicurezza sull'eliminazione dei dazi. Sono, a seguire: - Una "clausola sunrise", che prevede che le preferenze tariffarie per i prodotti statunitensi diventino effettive solo quando le preferenze tariffarie concesse ai prodotti UE a Turnberry siano effettivamente rispettate - Una clausola di sospensione solida ed efficace, che copra minacce o atti contro l'integrità territoriale degli Stati membri dell'UE o in ragione delle loro decisioni di politica estera - Una clausola sunset stringente e a tempo determinato (fine marzo 2028), che garantisca al Parlamento l'ultima parola su qualsiasi proroga - Una clausola di standstill rafforzata, che consenta la sospensione dell'accordo qualora gli Stati Uniti impongano dazi aggiuntivi superiori al 15% - Salvaguardie specifiche per i settori dell'acciaio e dell'alluminio. È stata introdotta una clausola sub-sunset automatica di sei mesi, che concede agli Stati Uniti sei mesi di tempo per ridurre i dazi sui prodotti UE contenenti acciaio o alluminio dal 50% a un massimo del 15%. In caso contrario, l'UE ristabilirà automaticamente i propri dazi sulle esportazioni statunitensi In ogni caso, potremo tirare le somme soltanto dopo la votazione e alla fine del trilogo.
Pubblicato 26 mar
#Iran, #Trump: "Non userò la parola 'guerra' perché mi dicono che non è una cosa giusta da fare. Non piace la parola 'guerra' perché in teoria devi ricevere un'approvazione (da parte del Congresso, ndr). Userò il termine operazione militare che poi, in fin dei conti, è quello che è."
Pubblicato 25 mar
#Iran: L'Iran ha cominciato a posizionare personale militare e asset difensivi sull'isola di Kharg in preparazione di un'operazione militare statunitense per prendere il controllo dell'isola. Nelle ultime settimane sono stati installati sistemi missilistici terra-aria conosciuti come MANPAD che possono essere utilizzati dai militari. Sono state poi installate quelle che la CNN identifica come trappole per le persone e mine anti-carro, soprattutto lungo la costa. L'isola è il principale hub energetico iraniano, da cui passa il 90% del greggio che viene esportato dall'Iran. Al momento, gli esperti militari hanno avvertito di grandi rischi per gli Stati Uniti nel caso volessero prendere il controllo dell'isola, come un alto numero di vittime statunitensi. Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha minacciato che una eventuale occupazione dell'isola "tutte le infrastrutture vitali della regione saranno, senza restrizione, oggetto di attacchi senza sosta."
Hashtags