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Marcello Foa
@marcellofoa
Notizie e mediaGiornalista, docente universitario, ex presidente della RAI
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Pubblicato 1 feb
Il falso è tutto. Tutto è falso. Lo cantò Giorgio Gaber anni fa. Ed ed è ancora straordinariamente attuale. Tante maschere stanno cadendo grazie agli Epstein files che, per quanto ancora incompleti sono indicativi di un’élite che ha costruito la propria rete di potere sull’inganno e sulla manipolazione delle masse. Molte altre maschere cadranno.
Pubblicato 31 gen
Essere o non essere un presidente di pace? Questo è il dilemma. Di Trump. Incrociamo le dita.
Pubblicato 31 gen
🟠 Il caso Epstein senza segreti? Ne dubito fortemente. Sebbene la quantità di documenti pubblicati negli Stati Uniti sia impressionante e imbarazzante soprattutto per Bill Gates (accusato — secondo email attribuite a Epstein — di aver contratto malattie veneree), in parte per Donald Trump (che era molto più amico di Epstein di quanto abbia finora ammesso) e per Elon Musk (il quale ha sempre sostenuto di non averlo mai frequentato, ma le carte dimostrerebbero il contrario), la parte più importante e scottante resta coperta dal segreto istruttorio. Si tratta dei video degli incontri sessuali di politici, capi di Stato e di governo, imprenditori con le ragazzine irretite da Epstein, che registrava tutto con telecamere nascoste. E proprio grazie a quei video egli era diventato il ricattatore supremo, per conto proprio e di alcuni servizi segreti. Finché non conosceremo i nomi di chi appare in quei filmati, non sapremo la verità su questa squallida e al contempo emblematica vicenda. Una verità che si intuisce essere colossale e devastante. Così devastante che mi stupirei se un giorno venisse davvero svelata.
Pubblicato 28 gen
L’elemento nuovo e molto interessante è il comportamento della Germania, che di solito si schierava in modo compatto con la Francia, mentre invece in più di un’occasione si è attestata su posizioni diverse. Era già successo sugli assets russi e sul Mercosur, ed è accaduto anche a Davos: Merz, anziché andare contro Trump, alla fine lo ha incontrato, ricevendone anche parole di elogio. In tutto questo si inserisce l’Italia. La Meloni sta cercando di essere l’interlocutore che in Europa riesce a parlare in maniera costruttiva con Trump, per tentare di accorciare le distanze. Si sta creando un nuovo asse, non più Francia-Germania, ma Germania-Italia, un asse che evidentemente a Trump va bene. Sono alcuni passaggi della mia intervista a Paolo Rossetti de @ilsussidiario . Leggila qui ilsussidiario.net/news/scenario-…
Pubblicato 25 gen
Persino la Germania di Merz si rende conto che questa Unione Europea ha fatto il suo tempo. E Macron balla da solo. (Da @ilsussidiario tv)👇
Pubblicato 22 gen
🔵Ma alla fine Trump ha davvero fatto marcia indietro sulla Groenlandia, come scrivono molti giornali? Non esattamente: ancora una volta si è avvalso delle sue consuete, spregiudicate tecniche negoziali. Ha fatto la voce grossa per mettere in soggezione gli interlocutori. “Voglio annettere la Groenlandia!”, “Metterò i dazi a chi mi ostacola!”. Insomma, chiedeva cento, ma in realtà mirava a trenta. E così è stato: otterrà di creare molte basi militari e, statene certi, avvierà un massiccio piano di investimenti a cui, scemata l’emozione di questi giorni, le autorità locali e la Danimarca non si opporranno. Insomma, Trump rispetterà la loro sovranità, esercitando di fatto un protettorato economico e militare. A Davos ha dimostrato ai partner e al mondo chi controlla davvero la Nato, a cominciare dal suo segretario generale Rutte, che si piega e, all’occorrenza, si spezza. E isolando Macron, la cui risentita partenza anticipata da Davos oggi appare inappropriata, se non patetica, di certo da perdente. Come quelle di von der Leyen e Lagarde, offese dagli attacchi di esponenti dell’Amministrazione, che hanno smontato veementemente la narrativa trentennale del World Economic Forum e dunque della Commissione europea, del Fondo Monetario Internazionale e dell’OMS. Emmanuel, Ursula e Christine: il magnifico trio ha sbattuto la porta in segno di plateale dissenso e si è trovato isolato, permettendo, peraltro, a Donald di individuare amici e nemici. Tutti gli altri, incluso Merz, sono rimasti a Davos. E hanno assistito, impotenti, al funerale della loro creatura: la globalizzazione.
Pubblicato 21 gen
Listen carefully Bill Gates at Davos: 'Ursula von der Leyen hosted a GAVI fundraising conference in Brussels.' Hold on… Is the President of the European Commission allowed to lobby for Bill Gates? Once again, it seems Ursula is ignoring the ethical rules she’s supposed to 100% respect. This is the same person who lectures us daily about defending values. Funny thing: her values don’t seem to match ours anymore.
Pubblicato 21 gen
Shock in Davos: Trump admin makes it crystal clear — globalisation is dead, old but wise values are back. Europe? Macron wants more globalisation + more direct Chinese investment in strategic sectors. Same as Ursula: keep globalising. US vs EU = real cultural clash. Listen to this two-minute speech.👆
Pubblicato 20 gen
Macron attacca Trump e … fa la corte a Pechino: “ Abbiamo bisogno di maggiori investimenti diretti cinesi in Europa in alcuni settori chiave”. Una svolta europeista, non c’è che dire.
Pubblicato 20 gen
🔵 L'Europa può urlare, ma ha talmente tante lacune e debolezze, ha detto talmente tante volte sì agli interessi americani per decenni, anche prima di Trump, indebolendo se stessa, che oggi riscoprire l’orgoglio europeo non solo è difficile, ma non è coerente con le posizioni tenute finora. Fare la voce troppo grossa può essere pericoloso: per contrapporsi agli USA bisogna avere la forza per farlo, altrimenti bisogna trovare un modo intelligente per sottrarsi a una situazione molto difficile. Ma Merz, Macron, von der Leyen non sembrano essere all’altezza. È un passaggio della mia intervista a Paolo Rossetti de @ilsussidiario . Leggila qui: ilsussidiario.net/news/caos-groe…
Pubblicato 18 gen
Dunque, fra Trump e l’Unione europea, la Meloni sceglie la terza via, quella della mediazione tra due mondi? Amica di Trump e al contempo di Ursula, Merz, Macron? Parrebbe la versione 2.0 della posizione equilibrista tenuta finora. Ma può funzionare? Intanto il Corriere della Sera scrive che « La faccia della presidente del Consiglio è una maschera di tensione » dopo il colloquio con Donald. Mossa delicatissima. E i tedeschi già ci ripensano e ritirano i militari dalla Groenlandia. Coerenti e coraggiosi. Chapeau.
Pubblicato 18 gen
Dunque, fra Trump e l’Unione europea, la Meloni sceglie la terza via, quella della mediazione tra due mondi? Amica di Trump e al contempo di Ursula, Merz, Macron? Parrebbe la versione 2.0 della posizione equilibrista tenuta finora. Ma può funzionare? Intanto il Corriere della Sera scrive che « La faccia della presidente del Consiglio è una maschera di tensione » dopo il colloquio con Donald. Non è un buon segno. E i tedeschi già ci ripensano e ritirano i militari dalla Groenlandia. Coerenti e coraggiosi. Chapeau.