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Cosa accade quando la polizia usa ChatGPT per creare identikit dei sospettati? A Goodyear, in Arizona, le forze dell’ordine, partendo dai classici disegni a matita, utilizzano l’IA per generare volti fotorealistici da diffondere sui social, puntando però più sull’engagement che sull’accuratezza investigativa. Il risultato? Zero arresti, molti like e immagini artificiali che possono danneggiare persone innocenti e del tutto estranee alle vicende. I modelli generativi, infatti, amplificano i bias e gli errori nei dati. Affidarvi, anche solo indirettamente, dinamiche di giustizia significa delegare il potere di accusare a algoritmi opachi e non regolamentati. Se questo approccio dovesse diffondersi, milioni di persone potrebbero diventare vittime di errori d’identificazione o di forme di “giustizia sommaria” e gogna social(e): uno scenario già documentato in diversi casi negli Stati Uniti e non solo. Ne parliamo oggi, in questa nuova puntata di #CiaoInternet 👉https://www.youtube.com/watch?v=2hv9k58riys

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Publié 20 janv.

🎨 Artisti del prompt: categoria professionale o etichetta priva di fondamento giuridico? È da questa domanda che parte la puntata di questa settimana di “Intelligenze artificiali – in mezzo a noi”, in onda ogni sabato su TGCOM24, affrontando uno dei nodi più delicati dell’intelligenza artificiale generativa: il rapporto tra prompting, apporto umano e diritto d’autore. La normativa sta cercando di fare ordine, ribadendo che l’opera dell’ingegno deve essere riconducibile a un intervento creativo umano. Ma quando la creazione passa attraverso una macchina, stabilire dove risieda il valore del lavoro diventa tutt’altro che semplice. Se il prompt è la “bacchetta del direttore d’orchestra”, il merito è di chi formula l’istruzione, di chi governa il processo creativo o della macchina che esegue? Con Lucia Maggi, avvocata esperta di diritto d’autore e CEO di 42 Law Firm, abbiamo analizzato cosa oggi può essere considerato tutelabile alla luce della normativa italiana, chiarendo perché un prompting generico difficilmente produce opere proteggibili, mentre un apporto umano preciso, creativo e documentabile può fare la differenza. 🎥 La puntata completa è già disponibile su Mediaset Infinity: https://link.mgpf.it/ai3-10

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Publié 19 janv.

Mattel ha lanciato una Barbie “autistica”, inserendola nella linea pensata per rappresentare disabilità e neurodiversità. In confezione arriva con accessori tipici “da spettro”, cuffie antirumore, fidget e tablet con l’intento dichiarato di far sentire rappresentati i bambini neurodivergenti e, allo stesso tempo, educare quelli neurotipici all’inclusione. 👉 Nei giorni scorsi mi avete chiesto, da “dentro lo spettro”, cosa ne penso e la mia riflessione è semplice: nella bontà del gesto, forse dovremmo chiederci se il rischio non sia quello di vendere una versione Instagram-friendly dell’inclusione. L’autismo non è semplicemente un set di gadget, è complessità quotidiana, overload, fatica relazionale, incomprensioni e crisi. E quando l’unica immagine pop diventa quella carina e rassicurante, chi vive lo spettro in modo più duro rischia di diventare ancora più invisibile. È una rappresentazione con un retrogusto amaro di tokenism: ti do il simbolo, ma non cambio davvero lo sguardo (né il mondo) attorno a quel simbolo. La Barbie può essere un inizio. Ma non scambiamola per un arrivo. 🎥 Ne parliamo nel video di oggi, su CiaoInternet 👉https://www.youtube.com/watch?v=_ROzXSvpnfU E voi, cosa ne pensate?

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Publié 18 janv.

🎥 Vi siete persi i video di questa settimana su Ciao Internet? Li trovate qui 👇 ⚖️ AGCOM multa Cloudflare 14 milioni di euro non per “pirateria”, ma per l’inosservanza degli ordini di blocco: quando l’infrastruttura Internet smette di essere neutra. 👉https://www.youtube.com/watch?v=0wGdZWFkErM 👙 Grok e la sessualizzazione non consensuale Generazione massiva di immagini, anche di minori: un fallimento di Trust & Safety che accelera verso un’Internet a blocchi. 👉https://www.youtube.com/watch?v=SnoXQNQ8cbo 🚨 Virtual kidnapping con l’IA Truffe che simulano sequestri usando foto e voci clonate: come funzionano e quali contromisure adottare. 👉https://www.youtube.com/watch?v=8r2G2lxGSws 📩 Iscriviti alla newsletter 👉https://link.mgpf.it/nl 💬 Seguimi su WhatsApp 👉https://link.mgpf.it/wa 📢 Oppure sul canale Telegram 👉https://t.me/matteoflora

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Publié 17 janv.

🎨 La creazione non è più questione di materia, ma di linguaggio. Nella nuova puntata di Intelligenze Artificiali, la rubrica settimanale di TGCom24, esploriamo il mondo del Prompt Engineering, l’arte di istruire le macchine che sta ridefinendo lavoro e creatività. Al centro, il paradosso degli “Artisti del Prompt”, orchestratori della creatività sintetica che rivendicano diritti sulle proprie “formule”, mentre usano sistemi addestrati su miliardi di opere umane. Un conflitto etico e legale inedito: una istruzione è un’opera o un atto tecnico? 🎙️In studio Lucia Maggi, avvocato esperto di diritto d’autore e CEO di 42 Law Firm, per capire come la normativa provi a rimettere al centro l’apporto umano e perché la vera sfida non sia proteggere la domanda, ma rivendicare la responsabilità dell’intenzione. 📺 Appuntamento sabato 17 gennaio, alle 17:00 su TGCOM24 (Canale 51)

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Publié 17 janv.

🎙️Oggi dalle 10:30 saró ospite a Eta Beta con Massimo Cerofolini su Rai Radio 1, e, subito dopo, mi trovate in streaming alla masterclass di Factanza! 👉 Per chi non fosse riuscito a iscriversi all'evento, la diretta sarà qui: https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_MgIvURMiTuyOKJ1pNJlp8Q#/registration

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🚨 Ti arriva una foto di tuo figlio su WhatsApp. Ha lividi in faccia. Una voce ti dice che se non paghi subito, accadrà qualcosa di terribile. Panico. Cuore in gola. Ma… è tutto falso. È una truffa creata dall’IA. Secondo l’FBI, i “virtual kidnapping” stanno esplodendo: bastano app gratuite per simulare sequestri, clonare voci o manipolare foto prese dai social. In pochi minuti puoi perdere migliaia di euro e un po’ della fiducia in ciò che vedi online. Nel video di oggi analizzo come funzionano queste pratiche, perché colpiscono anche persone informate e quali contromisure di cybersecurity adottare, a livello individuale e familiare. Hai mai pensato di avere una parola in codice di sicurezza con la tua famiglia… o ti sembra troppo paranoico? Guarda il video su #CiaoInternet👉https://www.youtube.com/watch?v=8r2G2lxGSws

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Publié 15 janv.

“Non abbiate paura dell’Intelligenza Artificiale”. È il titolo della mia intervista a Sorrisi e Canzoni TV, in cui rispondo a domande, timori e dubbi su come stiamo vivendo l’IA oggi. L’Intelligenza Artificiale non è una mente che pensa, ma uno strumento che può amplificare (o impoverire) le nostre capacità, a seconda di come la usiamo. Il rischio non è l’IA in sé, ma l’uso scorretto, acritico, o la delega totale del giudizio umano. Nell’intervista parlo di lavoro, creatività, fake, manipolazione e futuro: temi che ci riguardano tutti, perché stiamo entrando in un’epoca in cui distinguere vero e falso sarà sempre più difficile e in cui la tecnologia correrà comunque più veloce di noi. Per questo servono regole, formazione e consapevolezza. Perché l’IA migliorerà ancora. La vera domanda è se sapremo farlo anche noi. 🔗 Leggi l'intervista, a firma di Paolo Fiorelli, su Sorrisi e Canzoni TV al link: https://link.mgpf.it/sorrisiAI

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Publié 14 janv.

«La memoria collettiva è diventata il nuovo campo di battaglia.» Da questa frase è iniziata l’intervista con Lorenza Pigozzi, Strategic Communication Executive VP di Fincantieri, nell’ultima puntata di "Intelligenze Artificiali – in mezzo a noi." Non abbiamo parlato di disinformazione nel senso classico, né di singole fake news, ma di guerra cognitiva: un conflitto che usa l’intelligenza artificiale, l’infodemia e l’avvelenamento dei dati alla sorgente per riscrivere la percezione della realtà, saturare il campo informativo e indebolire la nostra capacità di distinguere il vero dal falso. Quando l’informazione smette di essere conoscenza e diventa ingegneria culturale, il rischio non è tecnologico ma democratico. E in questo scenario il fact-checking da solo non basta più: serve una vera difesa cognitiva, che passa dalla storia, dalla comprensione dei pattern e dal perché certi messaggi vengono costruiti e indirizzati. 📺 L’intervista è disponibile su Mediaset Infinity al link https://link.mgpf.it/ai3-09

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Publié 14 janv.

📆 Sabato 17 gennaio parteciperò alla masterclass di Factanza In New Media Res, dedicata al futuro dell’informazione. Interverrò all’interno della prima masterclass “L’informazione oggi e domani”, parlando di algoritmi, bolle informative e architettura dell’attenzione per capire meglio chi decide cosa vediamo, come funzionano i sistemi di raccomandazione e in che modo stanno cambiando il lavoro di chi produce informazione, anche con l’ingresso dell’IA come nuova fonte informativa. 📍 Spazio IlluMi – Milano 🗓 Sabato 17 gennaio 2026 ⏰ All’interno della masterclass del mattino "L’informazione oggi e domani" La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati (40 per masterclass). 👉 Iscrizioni entro il 14 gennaio al link qui sotto https://in-new-media-res-wl8v2cg.gamma.site/ Se lavori (o vuoi lavorare) nel mondo dell’informazione e dei new media, ci vediamo lì. 😉

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"Hey Grok, immaginala in bikini!"👙 Tra il 5 e il 6 gennaio, su X è esploso l’uso dell’editing immagini di Grok con la generazione di quasi 7.000 immagini l’ora. E in mezzo a queste, tantissimi contenuti di sessualizzazione non consensuale, anche di minori. La Commissione UE parla apertamente di “illegalità”, mentre UK e India alzano il tiro tra Online Safety Act, DSA e minacce di revoca del safe harbor. Il punto è semplice: non è “spicy”. È un disastro annunciato. Se smonti Trust & Safety, togli i filtri e poi metti lo strumento dietro paywall, non stai mitigando il rischio: stai monetizzando un’arma. E mentre i governi convergono verso regole più dure la posta in gioco diventa la sovranità digitale e l’inizio di una Internet a blocchi. Con le vittime reali lasciate a pagare il prezzo. Ne parliamo oggi, con un lungo deep dive, su #CiaoInternet 👉https://www.youtube.com/watch?v=SnoXQNQ8cbo

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Publié 13 janv.

No, la multa da 14 milioni a Cloudflare non è un attacco alla libertà di Internet. È il prevedibile epilogo dello scontro tra la cultura della Silicon Valley e lo Stato di Diritto europeo: la fine dell’alibi della “neutralità tecnica” per chi gestisce l’infrastruttura della rete. Questa vicenda mostra in modo molto chiaro che operare in Europa significa rispettarne le leggi, non solo incassarne i profitti, e segna la fine dell’“eccezionalismo infrastrutturale” con cui per anni ci si è nascosti dietro l’idea di essere solo “tubi neutri”. Nel mio nuovo articolo di Tech Policy su StartupItalia provo a raccontare cosa c’è davvero dietro la sanzione di AGCOM a Cloudflare, perché il DSA rende superata la scusa del “noi siamo solo il martello, non rispondiamo di come viene usato” e cosa cambia, da oggi, per tutti gli “idraulici” della rete che vogliono fare business nel mercato europeo. 👉 Leggi l’articolo su StartupItalia: https://link.mgpf.it/neD2

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