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Per non dimenticare

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"Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola" Info e richieste @pernondimenticarebot 👣@disagioinunclick Membro di: @networklamusa

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Pubblicato 29 lug

https://youtu.be/ywtB6vyPYXg

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Pubblicato 29 lug

Gianluca Cimminiello, era un ragazzo di 31 anni, di Secondigliano, aitante, solare, nutriva plurime passioni: la pesca, il canto, le arti marziali, i tatuaggi, divenuti anche il suo mestiere. E la sua, inconsapevole, “condanna a morte”. Gianluca, orfano di padre, è un figlio e un fratello, innamorato della vita e soprattutto della sua famiglia: la mamma, due sorelle e Hermes, un Dogo Argentino che Gianluca aveva adottato prendendosene cura come un figlio.

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Pubblicato 28 lug

https://youtu.be/hLmxsO8XkgM

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Pubblicato 28 lug

“Ci si dimentica che il successo delle mafie è dovuto al loro essere dei modelli vincenti per la gente. E che lo Stato non ce la farà fin quando non sarà diventato esso stesso un «modello vincente».” Giovanni Falcone

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Pubblicato 27 lug

https://youtu.be/xfC2l-G8O_Q

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Pubblicato 27 lug

Giangiacomo Ciaccio Montalto sta rientrando a casa, a Valderice: la moglie e le tre figlie ad attenderlo. Nessuna auto blindata, niente scorta nonostante le numerose minacce. È il 25 gennaio 1983, l’orologio segna l’una e trenta di un martedì mattina iniziato prima ancora che il giorno precedente termini. È nella sua auto, Montalto, quando tre uomini gli sparano armati di una mitraglietta e due pistole calibro 38, spezzandone la vita a quarantadue anni. Il suo corpo dovrà attendere la mattina seguente prima di essere ritrovato, esangue e senza vita, poco prima delle 7.00. Da cosavostra.it

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Pubblicato 26 lug

https://youtu.be/2gF7sNi_STc

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Pubblicato 26 lug

La strage dei netturbini, Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte "Era l’alba del 24 maggio 1991. A Lamezia Terme-Sambiase un gruppo di operai si raduna per iniziare come ogni mattina il lavoro della raccolta dei rifiuti, in quel periodo affidata dal Comune ad una ditta privata. Sono assenti due persone che lavorano per questa azienda e i dipendenti comunali Tramonte e Cristiano decidono di accompagnare, nel consueto giro mattutino, l’unico presente al turno, Eugenio Bonaddio. Pasquale Cristiano non dovrebbe lavorare sui mezzi meccanici in quanto soffre di disturbi per i quali non può lavorare con macchine, ma va lo stesso in compagnia dell’amico e collega di sempre, Francesco Tramonte. Il camion che svuota i cassonetti parte, a bordo ci sono Bonaddio alla guida, Cristiano seduto al centro e Tramonte a destra. Intorno alle 5 arrivano alla Miraglia, tra le case dell’antico crocevia di Sambiase nord che porta alle frazioni montane, si fermano. Un uomo esce da dietro i cassonetti dov’era nascosto e punta un’arma contro i tre operai: un kalashnikov di fabbricazione statunitense calibro 7,62, un’arma da guerra. L’uomo intima di scendere ma appena Francesco Tramonte apre lo sportello del camion, arriva la raffica dei proiettili. Tramonte viene crivellato di colpi, per Cristiano il colpo mortale è uno solo, alla testa; Eugenio Bonaddio, pur ferito, riesce ad aprire lo sportello e scappare. Alla fine si conteranno 22 colpi esplosi. Per il duplice omicidio e per il tentato omicidio, la macchina della giustizia si è fermata a un’assoluzione in primo grado. Nessun processo d’appello perché il pm presentò in ritardo la richiesta di ricorso che pertanto venne dichiarata inammissibile. La sentenza di assoluzione è diventata definitiva dal 18 luglio 1996. Il resto è storia: all’efferato delitto fu conferita da subito una matrice mafiosa legata agli appalti del servizio di nettezza urbana del Comune di Lamezia Terme, matrice riportata in dettaglio (anche se le prove non furono sufficienti per arrivare a condanne) nelle motivazioni della sentenza d’assoluzione della Corte d’Assise di Catanzaro. Il 30 settembre 1991 il decreto del Presidente del Repubblica che stabilisce lo scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia «Visto che il Consiglio comunale di Lamezia Terme (Catanzaro), rinnovato nelle consultazioni elettorali del 13 maggio 1991, presenta collegamenti diretti ed indiretti tra parte dei componenti del consesso e la criminalità organizzata rilevati dalle locali forze dell’ordine e dall’alto commissario per il coordinamento della lotta contro la delinquenza mafiosa […] Il consiglio comunale di Lamezia Terme è sciolto per la durata di diciotto mesi»." Da www.reportageonline.it

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Pubblicato 25 lug

https://youtu.be/AXRJsSJzV9I

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Pubblicato 25 lug

Roberto Antiochia Le parole che seguono sono un o stralcio della lettera che la madre di Roberto scrisse per rivendicare il diritto al non oblio e alla verità, parole dure che avrebbero dovuto aprire gli occhi ad una classe politica cieca, sorda e alcune volte collusa con un potere più grande e oscuro di lei. “Giusto, signor ministro, niente bugie di Stato, e lasciamo da parte la retorica del sacrificio fatto per servire lo Stato. Mio figlio è morto per la Squadra mobile di Palermo, per la sua Squadra mobile. E’ morto nel volontario, disperato tentativo di dare al suo superiore e amico Cassarà un po’ di quella protezione che altri avrebbero dovuto dargli (…) Per questo provo tanta amarezza e tanto rancore verso questo potere governativo cieco e sordo che è pronto, rapido ed efficiente per i decreti “Berlusconi” o per trovare i fondi che raddoppiano il finanziamento ai partiti, mentre manda a morire indifesi, per carenza di mezzi e di volontà, uno dopo l’altro, gli uomini migliori delle forze dell’ordine e della magistratura." Saveria Antiochia

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Pubblicato 24 lug

https://youtu.be/4ADVqHxVLOo

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Pubblicato 24 lug

“A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.” Giovanni Falcone

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