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Comitato Contro La Guerra Milano
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PoliticaL’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori. Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com FB: facebook.com/comitato.milano.5 Email: [email protected]
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Pubblicato 29 dic
L'IRAN ALL'ONU: «ABBIAMO IL DIRITTO DI RISPONDERE A ISRAELE» ANSA, 27 dicembre 2023 "Ai sensi del diritto internazionale e dello Statuto delle Nazioni Unite, nel momento opportuno che sarà ritenuto necessario, l'Iran si riserva il diritto legittimo di rispondere con decisione" a Israele per l'uccisione del generale delle Guardie della Rivoluzione Seyyed Razi Mousavi, in Siria. Lo ha affermato in una lettera al Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, l'ambasciatore di Teheran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, definendo "un atto terroristico" l'operazione che ha portato alla morte di Mousavi, "a causa di tre missili sparati dalle posizioni del regime israeliano sulle Alture del Golan occupate". Ieri era stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanani, a sottolineare che Teheran "si riserva il diritto di prendere le misure necessarie e di rispondere a tempo e luogo debiti" dopo l'uccisione di Mousavi "Il regime sionista ha commesso un nuovo atto terroristico vigliacco ed aggressivo. Questo atto odioso è un nuovo, chiaro segno della natura terroristica del regime sionista", ha aggiunto Kanani. "Dalla sua creazione, il regime israeliano ha commesso ogni genere di crimine, violando ripetutamente e continuamente le regole internazionali"; ha concluso il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran. Fonte: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/12/27/liran-allonu-abbiamo-il-diritto-di-rispondere-a-israele_c7ae1503-647d-4340-a5d5-d5e708b04564.html
Pubblicato 27 dic
Ieri è stata arrestata nei pressi di Ramallah l’avvocatessa, parlamentare palestinese e attivista femminista Khalida Jarrar, leader dell’ufficio politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP, partito della sinistra laica e marxista palestinese). La sua casa è stata invasa dai soldati israeliani nella notte, senza preavviso, sfondando la porta di ingresso e trascinando Jarrar con la forza, come raccontato dal marito. Dal 2016 ad oggi, Khalida Jarrar è stata imprigionata in detenzione amministrativa almeno quattro volte, senza alcuna accusa né processo, come è avvenuto per centinaia di palestinesi e per molte figure politiche appartenenti al suo e ad altri partiti del proprio Paese (la cui Resistenza è considerata da Israele come terrorismo). Nel 2021 non fu autorizzata dai giudici neppure a partecipare ai funerali della figlia, Suha Jarrar, anch'essa attivista e deceduta all'età di 31 anni per un arresto cardiaco. Risulta evidente come la presunta guerra per "sradicare" Hamas sia soltanto un atto di propaganda, il quale serve a giustificare il fatto che Israele consideri nemico tutto il popolo palestinese. Per come vengono condotti i brutali attacchi e le incursioni, l'obiettivo di ciascuna azione israeliana è indubbiamente volto a deportare il popolo palestinese e arrestare tutti i leader della resistenza palestinese, ora come nei decenni passati. Comitato Contro La Guerra Milano, 27 dicembre 2023 Per approfondimento: https://www.presstv.ir/Detail/2023/12/26/717075/ISRAEL-ARMY-ARREST-PALESTINE-LAWMAKER--JARRAR--WEST-BANK
Pubblicato 26 dic
IN SERBIA, DOPO LE ELEZIONI CHE HANNO VISTO UNA SCHIACCIANTE VITTORIA DELLE FORZE GOVERNATIVE, LE FORZE AL SERVIZIO DEGLI INTERESSI OCCIDENTALI HANNO TENTATO UN MAIDAN SERBO. LA RUSSIA HA FORNITO IN ANTICIPO I PIANI ALLA SERBIA Enrico Vigna, 25 dicembre 2023 Pur tra mille contraddizioni, limiti e gravi incognite sul futuro del paese e della sempre più esplosiva situazione nel Kosovo Metohija, la maggioranza schiacciante è andata ai partiti che hanno finora gestito questa delicata e complessa fase politica interna e internazionale. Nei fatti un voto di contenimento e resistenza ai diktat occidentali e NATO. Mentre le forze filo occidentali e natoidi hanno subito una nuova sconfitta, nonostante gli ingenti investimenti economici e mediatici occidentali, e ora tentano una sorta di rivoluzione colorata/Maidan serba, assaltando il parlamento e scatenando violenze nelle strade. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=759835152850799&set=a.640431738124475
Pubblicato 19 dic
ANCHE L'ITALIA NELL'ALLEANZA NAVALE PER IL MAR ROSSO AGI, 19 dicembre 2023 L'Italia parteciperà con una fregata all'operazione per difendere la navigazione nel Mar Rosso, minacciata dagli attacchi dei ribelli yemeniti Huthi contro i mercantili diretti in Israele. L'annuncio ufficiale è arrivato dopo un videocollegamento a cui hanno partecipato il ministro alla Difesa, Guido Crosetto, e il capo del Pentagono, Lloyd Austin. "L'Italia", ha assicurato Crosetto, "farà la sua parte, insieme alla comunità internazionale, per contrastare l'attività terroristica di destabilizzazione degli Huthi, che abbiamo già condannato pubblicamente, e per tutelare la prosperità del commercio e garantire la libertà di navigazione e il diritto internazionale". L'invio della fregata europea multi missione 'Virgilio Fasan' nel Mar Rosso era inizialmente previsto per febbraio nell'ambito della missione antipirateria 'Atalanta' ma a questo punto rafforzerà l'operazione 'Prosperity Guardian' lanciata da Washington, a cui dovrebbero aderire alcuni Paesi arabi come l'Egitto e alleati Nato come Francia, Gran Bretagna, Norvegia e Canada, ma non la Russia che si è chiamata fuori. L'operazione sfrutterà le missioni multinazionali già operanti nell'area, compresa la Combined Task Force 153 creata un anno fa dagli Usa per vigilare su Golfo di Aden e Stretto di Bab el-Mandeb. Le nuove minacce dei ribelli sciiti e filo-iraniani Huthi, arrivati ora a paventare un attacco ogni 12 ore per premere su Israele affinché fermi l'offensiva su Gaza, hanno portato a un'accelerazione sui tempi: già domenica, vigilia di Natale, la fregata italiana dovrebbe attraversare il canale di Suez. "Durante il colloquio" con Austin, ha riferito il ministro la Difesa, "è stata affermata l'importanza del principio di libera navigazione, valutato l'impatto sul commercio internazionale e discusse le possibili opzioni per garantire la sicurezza delle rotte marittime al fine di prevenire ripercussioni sull'economia internazionale, con pericolose dinamiche sui prezzi delle materie prime". I fondamentalisti Huthi hanno usato droni, barchini e missili per colpire le rotte commerciali sul Mar Rosso, arrivando persino ad assaltare e dirottare un mercantile, il 22 novembre. Una petroliera norvegese è stata centrata da un missile e la scorsa settimana una fregata francese ha abbattuto due droni lanciati contro una portacontainer. La fregata Fasan, dotata di missili Aster 30 e 15 in grado di garantire protezione in un raggio di 100 chilometri, potrebbe in futuro essere affiancata da una seconda nave italiana. Media, per Huthi alleanza navale Mar Rosso "inutile" Dopo la creazione di un'alleanza internazionale navale per proteggere la navigazione marittima nel Mar Rosso, annunciata dal segretario alla Difesa degli Usa Lloyd Austin, gli Huthi dello Yemen, responsabili del lancio di razzi contro le navi commerciali, non cambieranno la loro posizione sul conflitto di Gaza. Lo ha dichiarato alla Reuters l'esponente del movimento yemenita alleato con l'Iran, Mohammed Abdulsalam. L'alleanza navale guidata dagli Stati Uniti è "essenzialmente inutile", ha osservato, aggiungendo che tutte le acque adiacenti allo Yemen sono sicure, tranne che per le navi israeliane o per quelle dirette in Israele, a causa della "ingiusta guerra di aggressione contro la Palestina". Fonte: https://www.agi.it/estero/news/2023-12-19/mar-rosso-attacchi-huthi-coalizione-usa-navi-24499730/
Pubblicato 18 dic
CARLO ROVELLI: “LA GUERRA IN UCRAINA È STATA UN DISASTRO: TEMO UN CONFLITTO MONDIALE” Il Fatto Quotidiano, 18 dicembre 2023 - Professor Rovelli, il mondo si riunisce per realizzare la transizione ecologica e il conclave è presieduto dal sultano degli Emirati Arabi che sul petrolio fa soldi a palate. Invece di guardare con sospetto gli altri, perché non ci chiediamo cosa fare noi? I Paesi del Golfo si preparano: utilizzano capitali accumulati dal petrolio per diversificare economie. Noi abbiamo ricchezze (l’Italia è la decima potenza economica del mondo) accumulate in tre secoli di colonialismo e per essere stati fra i primi ad entrare nella rivoluzione industriale. Stiamo meglio degli altri: dobbiamo essere i primi a contribuire a salvare tutti dal disastro che si avvicina. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=754718366695811&set=a.640431738124475
Pubblicato 13 dic
Ieri all'ONU, con 153 voti a favore, è stata ampiamente approvata una risoluzione per un immediato cessate il fuoco a Gaza. Il suo esito non è vincolante, essendo una risoluzione presentata all'interno dell'Assemblea Generale, al contrario delle risoluzioni presentate dal Consiglio di Sicurezza e la cui approvazione è sempre stata impedita dal veto degli Stati Uniti. Si tratta comunque di una importante indicazione politica, in cui si evidenziano 10 voti contrari (fra cui Austria, Repubblica Ceca, Stati Uniti e naturalmente Israele) e 23 astensioni (fra cui Italia, Germania, Regno Unito e Ucraina): Paesi che in particolare si definiscono portatori o esempi della democrazia e dei diritti umani, il cui voto invece giustifica i gravissimi crimini di guerra in corso contro la Palestina e la sua intera popolazione. Fonte dati: ONU (12/12/2023) https://twitter.com/UN_News_Centre/status/1734686801699491975
Pubblicato 12 dic
Fonte: https://fb.watch/oUfgUI-1lo/
Pubblicato 9 dic
Pubblicato 9 dic
ONU, GLI USA VOTANO NO ALLA RISOLUZIONE PER IL CESSATE IL FUOCO NELLA STRISCIA DI GAZA 13 Paesi danno voto favorevole, il Regno Unito si astiene e solo gli Usa votano contro RaiNews, 8 dicembre 2023 Gli Stati Uniti hanno posto il loro veto alla risoluzione dell’Onu, sostenuta dalla stragrande maggioranza del Consiglio di Sicurezza, per un cessate il fuoco immediato a Gaza. Per essere approvata, la risoluzione emiratina sul cessate il fuoco immediato aveva bisogno che non ci fosse nessun veto da parte di nessuno dei 5 membri permanenti del Consiglio, cioè Usa, Russia, Cina, Francia e Regno Unito. Il voto del Consiglio di Sicurezza, composto da 15 membri, è stato di 13-1, con l'astensione del Regno Unito. Il vice ambasciatore americano Robert Wood ha criticato il Consiglio dopo il voto per la sua incapacità di condannare gli attacchi di Hamas in Israele e di riconoscere il diritto di Israele a difendersi. Wood sostiene che fermare l'azione militare consentirebbe ad Hamas di continuare a governare e di "piantare solo i semi per la prossima guerra". La bozza di risoluzione era stata presentata dagli Emirati Arabi Uniti, rappresentante arabo in Consiglio, dopo che mercoledì il segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, aveva invocato per la prima volta nel suo mandato l'articolo 99 della Carta Onu, strumento che viene usato per richiamare l'attenzione del Consiglio stesso su una questione che il segretario ritiene possa "minacciare il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale". Fonte: https://www.rainews.it/video/2023/12/onu-gli-usa-votano-no-alla-risoluzione-per-il-cessate-il-fuoco-nella-striscia-di-gaza-video-2c569048-8d3c-4671-b63e-a1048af605dc.html
Pubblicato 4 dic
Alcune immagini dell'iniziativa "PROIEZIONE DEL FILM ERASMUS IN GAZA E INCONTRO CON IL DOTTOR AQEL TAQZ DI RAMALLAH", tenuta in Casa Rossa a Milano il 3 dicembre 2023 e a cui ha partecipato il Dottor Aqel Taqz, coordinatore del Palestinian Committee for Peace and Solidarity e membro del World Peace Council (Consiglio Mondiale della Pace). Il documentario è stato introdotto da Valeria Bacchelli di Assopace Palestina. Qui il video dell'approfondimento con il Dottor Taqz: https://fb.watch/oJQj9yse9f/
Pubblicato 3 dic
PROIEZIONE DEL FILM ERASMUS IN GAZA E INCONTRO CON IL DOTTOR AQEL TAQZ DI RAMALLAH (03/12/2023) In diretta dalla Casa Rossa Milano, con il Dottor Aqel Taqz (coordinatore del Palestinian Committee for Peace and Solidarity e membro del World Peace Council): https://www.facebook.com/comitato.milano.5/videos/854962326417754/
Pubblicato 1 dic
RISOLUZIONE ONU: ISRAELE RESTITUISCA LE ALTURE DEL GOLAN ALLA SIRIA Giulio Chinappi, 29 novembre 2023 Una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha chiesto a Israele di ritirarsi dalle alture del Golan, territorio siriano illegalmente occupato sin dal 1967. Le alture del Golan, una regione siriana di importanza strategica e storica, sono state oggetto di tensioni e conflitti per decenni. Il 28 novembre, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiama Israele a ritirarsi dalle alture del Golan occupate, riaccendendo i riflettori su una questione che ha radici profonde nella storia e nella geopolitica della regione. La risoluzione è stata presentata da un nutrito gruppo di Paesi, tra cui Algeria, Venezuela, Egitto, Giordania, Iraq, Qatar, Corea del Nord, Cuba, Kuwait, Libano, Mauritania, Emirati Arabi Uniti, Siria e Tunisia. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=744550521045929&set=a.640431738124475