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Comitato Contro La Guerra Milano

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Politica

L’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori. Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com FB: facebook.com/comitato.milano.5 Email: [email protected]

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Pubblicato 9 set

LA UE COMPLICE DEL PIANO USA DI GETTARE L’EUROPA NEL CAOS Manlio Dinucci, 2 settembre 2022 «Josep Borrell, Alto rappresentante per la politica estera UE, non solo annuncia la sospensione dei visti ai turisti russi, assestando un altro duro colpo al settore turistico italiano ed europeo. In una riunione dei ministri UE della Difesa ha dichiarato: “I Paesi dell’Unione Europea hanno discusso l’ipotesi di una missione di addestramento per le forze ucraine sin da prima della guerra: ora è il momento di agire”. Con l’invio di armi e l’addestramento delle forze di Kiev la UE diviene un paese belligerante contro la Russia a fianco della NATO. Allo stesso tempo Ursula Von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ribadisce che bisogna: “porre fine alla nostra dipendenza dagli sporchi combustibili fossili russi”.» CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/comitato.milano.5/photos/a.773452456008814/5695014150519262/

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Pubblicato 8 set

Pubblichiamo il seguente appello, rilanciato sul quotidiano Avvenire lo scorso 2 settembre, in cui si invita a non dare il proprio voto a quei parlamentari responsabili di aver approvato l'aumento delle spese militari al 2% del PIL: un costo di circa 30 miliardi di euro annui. Aggiungiamo che proprio in questo periodo, in cui si stanno pagando le conseguenze dell'epidemia ed in cui si annuncia una fase di rincari che danneggerà ulteriormente i lavoratori e le aziende, si tratta di un tema fondamentale per la stabilità economica del nostro Paese nonché per la pace a livello internazionale.

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Pubblicato 7 set

AGGRESSIONE ISRAELIANA COLPISCE L'AEROPORTO CIVILE DI ALEPPO, DANNI MATERIALI ALLA PISTA Nella sera di martedì 6 settembre un'aggressione missilistica israeliana che ha colpito l'aeroporto internazionale di Aleppo. Fonti militari hanno affermato che l'attacco aereo è stato effettuato con una serie di missili provenienti dalla direzione del Mediterraneo, a Ovest di Lattakia, causando danni alla pista dell'aeroporto, la quale rimarrà fuori servizio fino a quando non saranno effettuati i lavori di riparazione. L'aeroporto internazionale di Aleppo era già stato colpito e danneggiato da Israele soltanto una settimana fa, lo scorso 31 agosto, azione di particolare gravità a cui non sono pervenute condanne né alcun commento da parte della diplomazia e dei mezzi di informazione occidentali. Fonte: SANA - Syrian Arab News Agency (07/09/2022) http://sana.sy/en/?p=283067

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Pubblicato 6 set

LA "DEMOCRAZIA AMERICANA" HA PORTATO OVUNQUE DISTRUZIONE «Il 29 agosto 2021, un giorno prima del ritiro delle truppe Usa dall’Afghanistan, con il pretesto di colpire le forze estremiste nel paese i militari americani hanno condotto un raid che ha provocato la morte di 10 civili tra cui 7 bambini, il più piccolo di soli 2 anni. Esattamente un anno dopo si è verificato a Bagdad un violento conflitto che ha causato 30 morti e centinaia di feriti. È stata colpita la “zona verde”, protetta in modo particolare dalle truppe americane. Secondo il New York Times, questo porterà a rendere la situazione in Iraq più pericolosa. Da Afghanistan all’ Iraq, la verità mostra chiaramente che dove c’è la “democrazia americana”, ci sono turbolenze e conflitti, vittime innocenti e profughi. In ambito poltico, gli Usa hanno stabilito in Iraq un sistema politico dalla democrazia occidentale, stabilendo una modalità in cui sono suddivisi i poteri delle fazioni religiose, il presidente è curdo, insieme a un premier sciita e un presidente parlamentare sunnita. Ciò ha causato divisione politica nel paese, per questo le diverse fazioni in lotta non riescono a riconciliarsi. In ambito economico, la guerra ha portato enormi perdite all’economia irachena. Secondo le statistiche, nel 1990 il PIL pro capite in Iraq aveva raggiunto i 10356 USD, mentre nel 2020 è sceso ai 4157. Secondo gli analisti, le ripetute manifestazioni organizzate dalla popolazione locale rappresentano uno sfogo per le insoddisfazioni nei confronti dell’elevato tasso di disoccupazione e delle difficoltà di vita. In ambito della sicurezza, il terrorismo si è diffuso rapidamente a seguito del disordine politico, per questo la popolazione locale è diventata di nuovo vittima della situazione. Secondo le statistiche, dal 2003 al 2021 si sono verificati ogni anno in Iraq circa 3400 attentati terroristici e ognuno ha provocato almeno 4 morti tra i civili innocenti. Negli ultimi 20 anni circa un milione di civili sono stati uccisi dalla“democrazia americana”, per questo motivo la comunità internazionale è chiamata a punire i crimini commessi dagli Usa in Medio Oriente e assicurare giustizia alle vittime.» Fonte: Radio Cina Internazionale (01/09/2022) https://italian.cri.cn/2022/09/01/ARTIlm2ahZvU0qscMDsBXCGY220901.shtml

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Pubblicato 5 set

CRISTINA KIRCHNER: CRONACA DI UN ATTENTATO ANNUNCIATO Atilio Borón, 2 settembre 2022 Mai come in questo caso è appropriata la parafrasi del celebre libro di Gabriel García Márquez. L'attentato alla vita della vicepresidente dell'Argentina è stato il prevedibile corollario di anni di attacchi e aggressioni di ogni genere, in cui la figura di Cristina Fernández de Kirchner è stata ridicolizzata e diffamata implacabilmente. Disprezzata crudelmente dai famigerati abitanti della fogna mediatica nazionale, gente che trova il suo habitat più confortevole in quel pestilenziale torrente di escrementi e rifiuti di ogni genere; denigrata dai vertici della sanguinaria destra argentina, che continua a ricordare con nostalgia i tempi della dittatura genocida; insultata dai rappresentanti politici e intellettuali dei poteri di fatto, tutti infiammati da un odio viscerale verso Kirchner. Tutto questo ha favorito la comparsa di un sicario disposto a portare queste premesse alle loro ultime conseguenze pratiche: eliminare fisicamente chiunque, in questo bombardamento mediatico, fosse dipinto come una figura satanica, la personificazione stessa del male. Ecco perché il frustrato assassinio va visto come il punto di arrivo di un processo perverso, segnato da un susseguirsi di gesti, messaggi e discorsi di morte i cui emissari sono, oggettivamente, autori psicologici o quantomeno istigatori del fallito attentato alla vicepresidente. Costoro hanno congegnato e poi applaudito alla comparsa di ghigliottine, forche, sacchi funerari, bare in Plaza de Mayo e in altri luoghi, tutti con il volto o il nome di Cristina; legislatori e principali leader dell'opposizione hanno chiesto l'ergastolo o la pena di morte per lei e per i suoi collaboratori, accusati di aver commesso i peggiori crimini contro la Repubblica; dichiarazioni scandalose sono state udite e lette a favore del diritto di possedere e utilizzare armi da fuoco, presumibilmente giustificate in nome della libertà, sapendo che queste affermazioni sarebbero giunte a orecchie pronte a passare dalle parole ai fatti. Niente è stato casuale. Questo clima velenoso di opinione che invoca la violenza è stato meticolosamente incoraggiato dal vomito quotidiano, senza sosta, di una truppa di criminali; gli pseudogiornalisti della fogna mediatica che, sotto il manto della libertà di espressione, nascondono le loro scellerate manovre al servizio dei poteri di fatto. La battuta finale di questo deplorevole processo è stata la rumorosa - e inconsistente - accusa di un oscuro avvocato che ha convinto l'assassino di essere la reincarnazione stessa di Catone il Vecchio, famoso perché al Senato romano concludeva tutti i suoi discorsi con la vibrante esortazione di "Distruggere Cartagine". Esaltato dalla manipolazione a cui è stato sottoposto "dai media", il successore dell'operetta del vecchio senatore si è appellato a una formula simile e con voce tonante ha proclamato che "Cristina è a capo di un'associazione illecita" e che per il bene della Repubblica doveva solo distruggerla. Con tutti questi elementi il tavolo era servito per l'apparizione del sicario affinché premesse il grilletto. Ma chi ha caricato i proiettili nella pistola di Fernando Sabag Montiel sono stati "i profeti dell'odio", per usare l'espressione molto appropriata di Arturo Jauretche, coniata in tempi in cui la destra aveva dato libero sfogo alla sua furia omicida bombardando civili inermi che in una giornata lavorativa transitavano per Plaza de Mayo. Sono loro, insieme all'assassino frustrato, che devono anche essere assicurati alla giustizia. La storia li ha già condannati; è tempo che i pubblici ministeri e i giudici di questo sventurato Paese facciano lo stesso. Fonte: https://atilioboron.com.ar/cronica-de-un-atentado-anunciado/ Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

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Pubblicato 3 set

LIBIA: IL REGNO UNITO SAPEVA CHE I TERRORISTI AVREBBERO APPROFITTATO DEL ROVESCIAMENTO DI GHEDDAFI Phil Miller e Mark Curtis, giugno 2022 «La rivelazione solleva seri interrogativi sulla politica estera britannica e la domanda è se David Cameron abbia ingannato il Parlamento. L'esercito britannico sapeva che i combattenti di un'organizzazione terroristica collegata ad Al Qaeda stavano beneficiando del rovesciamento del colonnello Muammar Gheddafi nel 2011, ma ha continuato a sostenere gli attacchi aerei della NATO in Libia per altri due mesi. La rivelazione solleva seri interrogativi sulla politica estera britannica e pone la domanda se l'allora primo ministro britannico David Cameron abbia ingannato il Parlamento. All'inizio di settembre 2011, Cameron aveva aggiornato la Camera dei Comuni sulla situazione in Libia, dicendo ai parlamentari: “Questa rivoluzione non riguarda l'islamismo estremo; Al-Qaeda non ha avuto alcun ruolo in questo".» CONTINUA A LEGGERE...

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Pubblicato 1 set

"La NATO non vuole che la guerra in Ucraina finisca. Ci sono enormi fortune da accumulare. Combatteranno fino all'ultimo ucraino." Roger Waters, co-fondatore dei Pink Floyd

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Pubblicato 31 ago

Uno dei motivi che viene riportato come causa dei disordini avvenuti in questi giorni a Baghdad, con decine di morti e feriti, sarebbe il sempre più stretto legame diplomatico tra Iraq e Iran. Di certo questo rapporto non è nell'interesse degli Stati Uniti d'America, i quali sono ancora presenti in Iraq con le proprie basi militari ed ai quali il parlamento iracheno ha più volte espresso in questi anni la richiesta di lasciare il Paese. IRAN, PROBLEMI DELL'IRAQ VANNO RISOLTI ATTRAVERSO I CANALI LEGALI «Il ministro degli Esteri iraniano ha sottolineato la necessità di preservare l'unità nazionale dell'Iraq, affermando che i problemi del Paese devono essere risolti attraverso canali legali. Hossein Amir-Abdollahian ha fatto l'osservazione in un incontro di ieri lunedì con il suo omologo iracheno, Fuad Hussein, a Teheran. Durante l'incontro, l'alto diplomatico iraniano ha evidenziato la necessità di preservare la stabilità, la pace e l'unità nazionale dell'Iraq, invitando tutti i gruppi politici a mostrare rispetto per le istituzioni legali del Paese arabo. Abdollahian ha aggiunto che tutti gli attuali problemi in Iraq devono essere risolti attraverso i canali legali, mostrando rispetto per la sovranità del governo. Ha anche chiesto un'ulteriore espansione della cooperazione commerciale ed economica tra i due paesi sfruttando le loro potenzialità esistenti. Il ministro degli Esteri iracheno, dal canto suo, ha affermato che la sicurezza dell'Iran e dell'Iraq sono intrecciate, sottolineando che il suo Paese non permetterà che il suo territorio venga utilizzato per rappresentare una minaccia per la Repubblica islamica. Hussein ha affermato che l'Iraq attribuisce grande importanza alle relazioni con l'Iran, elogiando le opinioni costruttive dei funzionari iraniani sugli sviluppi interni in Iraq.» Fonte: ParsToday (30/08/2022) https://parstoday.com/it/news/iran-i308372-iran_problemi_dell'iraq_vanno_risolti_attraverso_i_canali_legali

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Pubblicato 30 ago

WASHINGTON ED IL FURTO DI PETROLIO SIRIANO «Da Hasakah, in Siria, innumerevoli autocisterne trasportano petrolio rubato dalla regione alle basi militari statunitensi in Iraq. Gli Stati Uniti non stanno solo rubando petrolio dalla Siria, ma impoveriscono ulteriormente la nazione dilaniata dalla guerra.» Fonte: Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia (29/08/2022) https://fb.watch/fdFc9krC2D/

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Pubblicato 29 ago

Il popolo dello Sri Lanka sta manifestando dalla scorsa primavera in tutto il Paese chiedendo di sciogliere il parlamento e permettere nuove elezioni. Per questo ieri, domenica 28 agosto 2022, la comunità srilankese in Europa si è ritrovata a Ginevra, dove hanno partecipato anche gli amici e compagni del Janatha Vimukthi Peramuna (JVP - Fronte Popolare di Liberazione dello Sri Lanka). Il Paese è considerato in default tecnico, come dire in fallimento, con un disavanzo di circa 55 miliardi di euro. Le scuole sono chiuse e la produzione del Paese è ferma; manca il combustibile, l'energia, il carburante, perfino i generi alimentari e di prima necessità. Gli srilankesi sono una comunità a cui va tutta la nostra solidarietà: il loro Governo attuale ha stretti legami con la Gran Bretagna, la quale in passato li ha colonizzati. Avere in mente un sano internazionalismo porta ossigeno alle idee di solidarietà, emancipazione e giustizia sociale. Comitato Contro La Guerra Milano Foto: Ivan Jayalath Fernando

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Pubblicato 28 ago

Pubblichiamo questa analisi a cura di Enrico Vigna del CIVG, la quale aiuta a comprendere il contesto in cui sono avvenuti di scontri di ieri a Tripoli, con 32 morti e centinaia di feriti. LA SITUAZIONE IN LIBIA, ENNESIMO TASSELLO DI DESTABILIZZAZIONE PERMANENTE DELLE FORZE UNIPOLARISTE, LEGATA ALLA CRISI UCRAINA ...E SAIF AL ISLAM GHEDDAFI A cura di Enrico Vigna, 25 agosto 2022 LEGGI L'ARTICOLO... https://www.facebook.com/comitato.milano.5/photos/a.773452456008814/5661031037250907/

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Pubblicato 27 ago

CINA ESORTA USA, REGNO UNITO E AUSTRALIA A SOSPENDERE LA COOPERAZIONE SUI SOTTOMARINI NUCLEARI «Il pomeriggio del 25 agosto, il ministero della Difesa cinese ha tenuto una regolare conferenza stampa. Nel rispondere ad una domanda, il vicedirettore dell'Ufficio informazioni e portavoce del ministero della Difesa, colonnello Tan Kefei ha detto che la parte cinese ha ripetutamente sottolineato che la cooperazione sui sottomarini nucleari USA-Regno Unito-Australia porta con sé un serio rischio di proliferazione nucleare e conseguenze sul sistema internazionale di non proliferazione, intensificando la corsa agli armamenti e minando la pace e la stabilità regionale. Tan Kefei ha aggiunto che il trasferimento di reattori nucleari sottomarini e uranio altamente arricchito per armi a nazioni non dotate di armi nucleari da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito - in quanto depositari del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari e degli stati che possiedono le armi nucleari - rappresenta una chiara violazione dello scopo e dei principi del Trattato. La Cina esorta i paesi interessati ad adempiere i loro obblighi di non proliferazione nucleare, a cancellare la loro decisione di cooperare nel settore dei sottomarini nucleari e rivolge un appello alla comunità internazionale affinché difenda congiuntamente il sistema internazionale di non proliferazione nucleare per tutelare la pace e la sicurezza internazionale.» Fonte: Radio Cina Internazionale (25/08/2022) https://italian.cri.cn/2022/08/25/ARTIZxQvIfzLaLs4Cs4f0TN4220825.shtml

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