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Comitato Contro La Guerra Milano

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Politica

L’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori. Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com FB: facebook.com/comitato.milano.5 Email: [email protected]

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Pubblicato 7 apr

Vi segnaliamo questa interessante iniziativa: DALLA RESISTENZA ALLA VITTORIA: RITROVARE LA STRADA PERDUTA SABATO 11 APRILE 2026 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO) E IN DIRETTA STREAMING Negli anni della clandestinità, durante il fascismo, i comunisti seppero costruire una rete di Quadri che conquistarono la fiducia dei lavoratori nelle fabbriche e nelle campagne. Malgrado il fatto che sovente venissero decimati con il carcere, il confino e infine la deportazione, riuscirono a ripristinare sempre la presenza e quando fu il momento si misero alla testa degli scioperi e ricoprirono ruoli di direzione politica e militare nella Resistenza. Alla Liberazione, partendo da poche migliaia di iscritti, fecero crescere un Partito che divenne in breve tempo il più grande Partito comunista dell’Occidente, conquistando la più avanzata Costituzione, e nel corso degli anni, lo Statuto dei Lavoratori, la Sanità pubblica e gratuita, la scuola a portata di tutti e tanto altro ancora. Di quello che successe poi alla cosiddetta “anomalia italiana” ne avevamo discusso il 15 marzo dell’anno scorso. Nella situazione attuale, dove i lavoratori non hanno assolutamente più rappresentanza, la dispersione e la degenerazione delle residue forze non cessano di riprodursi, perseverando nel percorso distruttivo. Molti di noi si pongono sinceramente la questione: tutto questo è ineluttabile? Come si può fare per invertire la tendenza e ricominciare a costruire? Quali strumenti utilizzarono i compagni che riuscirono, in quel difficile contesto, a costruire il Partito della classe lavoratrice più forte dell’Occidente? Come recuperare ed attualizzare, rendendolo efficace nel contesto dei nostri giorni, l’insegnamento lasciato da Pietro Secchia, grande dirigente comunista e cuore politico-organizzativo delle vittorie di quegli anni? Alle ore 18.00 ne discutiamo con Norberto Natali (dirigente comunista, prefatore di “Viva la Resistenza!” scritti scelti di Pietro Secchia, libro appena pubblicato da Edizioni 4 Punte) e con i compagni che vogliano impegnarsi a ritrovare la strada. Interverrà online Francesco Maringiò, presidente dell'Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta. Dalle ore 20.00 cena popolare con sottoscrizione, per la quale chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di giovedì 9 aprile al numero 353-4351278 (solo telefonate) oppure alla mail [email protected] La Casa Rossa Milano La diretta streaming sarà trasmessa sul canale YouTube "La Casa Rossa - Milano" Qui l'evento Facebook: https://www.facebook.com/events/967938722338290/

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Pubblicato 2 apr

L'Unione delle Comunità Palestinesi in Europa condanna la legge su “l'esecuzione dei prigionieri” e chiede misure europee urgenti L'Unione delle Comunità e delle Organizzazioni Palestinesi in Europa ritiene che la ratifica da parte della Knesset sionista della legge su "l'esecuzione dei prigionieri" palestinesi rappresenti una svolta storica nella storia del movimento dei prigionieri e costituisca una pericolosa escalation nelle politiche dell'occupazione volte al genocidio del popolo palestinese. L'Unione sottolinea che questa legge minaccia direttamente la vita e i diritti fondamentali dei palestinesi, rivelando il vero volto del regime fascista israeliano che continua a commettere crimini contro il popolo palestinese, ultimo dei quali la guerra genocida a Gaza. L'Unione avverte che la legge conferisce ai tribunali militari l'autorità di emettere ed eseguire condanne... Continua a leggere su: Instagram: https://www.instagram.com/p/DWkB0qmDATu/ Facebook: https://www.facebook.com/share/1AS6wHdDgB/

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Pubblicato 1 apr

Fondata con il Patto Atlantico (4 aprile 1949) la NATO è la più grande alleanza militare del mondo, responsabile delle maggiori spese militari (oltre 1500 miliardi di dollari all’anno!), del più grande programma di riarmo e del più imponente arsenale nucleare del pianeta, con decine di armi nucleari stanziate in alcune delle ben 110 basi militari in Italia. La NATO viene presentata come un’alleanza difensiva, ma in realtà è la più grande coalizione guerrafondaia del globo, causa di conflitti in tutti i continenti: dall’Europa al Medio Oriente, dal Mediterraneo all’Africa, dall’America Latina all’Asia orientale. Nel totale disprezzo del diritto internazionale ha devastato Yugoslavia, Iraq, Afghanistan, Siria, Libia, e contribuito in maniera decisiva allo scoppio dei conflitti in Ucraina. Non è mancato poi l’appoggio diplomatico dei membri della NATO alle guerre in Palestina e Iran scatenate dalla coalizione Epstein (USA + l’entità sionista Israele). A tutti questi popoli va tutta la nostra solidarietà e l’impegno attivo a lottare per l’uscita del nostro Paese da questa alleanza portatrice di stragi e crisi economica. L’appartenenza alla NATO espone l’Italia al rischio di minacce e ritorsioni e porta all’impoverimento delle condizioni di vita dei lavoratori e alla riduzione degli investimenti sociali (scuola, sanità, pensioni, trasporti). Su spinta degli USA si è imposto ai membri della NATO di aumentare la spesa militare portandola al 5% del PIL entro il 2035: per l’Italia significa una spesa militare di 110 miliardi, molto più dell’intera spesa destinata alla scuola, e poco meno dell’intera spesa destinata alla sanità. L’Unione Europea è complice di queste politiche, e i suoi capi, collusi con le élite statunitensi, non possono costituire un’alternativa politica credibile. Essa risponde alla crisi statunitense con un piano enorme di riarmo e con la guerra contro la Russia, che dovranno vedere le forze comuniste e antimperialiste duramente contrarie. Per questo il 4 aprile è un anniversario di morte e di guerra. In questo giorno ribadiamo che gli USA sono il nemico principale da cui sganciarsi ad ogni costo. Per questo è necessario organizzarsi, fare rete e coordinare tutte le realtà che già oggi lottano contro la guerra, il riarmo dell’UE e della NATO. Spezziamo insieme le catene della collaborazione e partecipazione del nostro paese alle guerre di aggressione USA e NATO. Facciamo del 4 aprile una giornata di mobilitazione: a Ghedi davanti alla base NATO dalle ore 15 e a Milano in Piazza dei Mercanti dalle ore 16!

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Pubblicato 1 apr

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Pubblicato 26 mar

COMUNICATO DELL'AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA ISLAMICA DELL'IRAN IN ITALIA 25 marzo 2026 Le aggressioni militari brutali e illegali del regime israeliano e degli Stati Uniti, iniziate il 28 febbraio 2026 contro l’integrità territoriale, le strutture civili e le infrastrutture vitali dell’Iran, continuano e si stanno ampliando giorno dopo giorno. Sulla base di prove documentate, gli attacchi ripetuti contro impianti industriali ed energetici hanno causato l’incendio di centinaia di milioni di litri di carburante e la diffusione massiccia di sostanze inquinanti pericolose nell’atmosfera. Questa situazione non solo ha determinato un aumento senza precedenti dell’inquinamento atmosferico e la comparsa di fenomeni come le piogge tossiche, ma ha anche esposto gravemente alla minaccia immediata la salute dei cittadini, in particolare di bambini, anziani e malati. La diffusione di composti pericolosi, tra cui sostanze cancerogene e particolato sospeso, ha aumentato in modo significativo il rischio di malattie respiratorie, cardiache e di vari tipi di cancro, trasformandosi in una crisi urgente nell’ ambito della salute pubblica. Parallelamente, la massiccia fuoriuscita di idrocarburi nelle pianure e nelle risorse vitali, tra cui le falde acquifere sotterranee, ha provocato un inquinamento a lungo termine i cui effetti distruttivi persisteranno per decenni sull’ambiente, sull’agricoltura e sulla sicurezza alimentare del Paese. Gli attacchi hanno preso di mira direttamente e indirettamente il patrimonio culturale e storico dell’Iran. Centinaia di preziosi siti storici, dai tessuti urbani antichi agli edifici registrati a livello nazionale, sono esposti a un degrado progressivo causato dalle piogge acide e dagli inquinanti chimici; un patrimonio che appartiene non solo al popolo iraniano, ma costituisce parte della memoria storica dell’umanità. In questo contesto, l’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran sottolinea i seguenti punti: - La prosecuzione degli attacchi militari contro infrastrutture civili e l’ambiente rappresenta una grave e continua violazione del diritto internazionale, compresi i principi fondamentali del diritto umanitario, e la responsabilità ricadrà sugli autori e sui sostenitori di tali azioni. - Le conseguenze ambientali di queste aggressioni hanno una natura transfrontaliera e i loro effetti possono influenzare la regione e persino il mondo, dall’inquinamento dell’aria e dell’acqua fino alla minaccia alla biodiversità e alle risorse naturali. - La sicurezza alimentare e la salute delle future generazioni sono seriamente minacciate e l’inerzia di fronte a questa situazione può condurre a una vasta catastrofe umanitaria e ambientale. Nel frattempo, le posizioni di alcuni Paesi europei e occidentali, che chiedono un cessate il fuoco solo dopo aver percepito le conseguenze economiche di questa crisi, mentre evitano di condannare esplicitamente i responsabili degli attacchi, suscitano seria riflessione e critica. Un approccio che appare più influenzato da considerazioni economiche e interessi nazionali a breve termine che da principi umanitari e obblighi giuridici. Tale atteggiamento selettivo e strumentale nei confronti dei diritti umani e della pace non solo contraddice i valori di riferimento dichiarati di questi Paesi, ma è anche eticamente indifendibile e mina la fiducia nel sistema internazionale. L’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran invita le organizzazioni internazionali, in particolare gli organismi competenti nei settori dell’ambiente, della salute e del patrimonio culturale, a condannare con fermezza questi crimini, a esaminare con precisione le dimensioni di questa crisi e ad adottare misure urgenti per prevenire l’aggravarsi dei danni. Fonte: https://x.com/iraninitaly/status/2036715229472563237

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Pubblicato 23 mar

Alcune immagini della manifestazione nazionale che si è tenuta a Roma lo scorso sabato 21 marzo, organizzata da OttolinaTV, Multipopolare, Paese Reale, Marx21, Disarma e molti altri, fra cui il Comitato Contro La Guerra Milano che è intervenuto con una sua rappresentante. Con lo slogan "Fuori l'Italia dalla terza guerra mondiale" si è avviata questa prima tappa per uscire dal "sistema guerra", il quale comprende tutti i principali attori della politica occidentale subordinata agli scellerati atti di guerra di Stati Uniti e Israele. Questo in un contesto globale in cui è necessario riconoscere la giusta spinta verso un mondo multipolare. In piazza si sono alternati interventi di alto livello, fra cui il professore Angelo d'Orsi e alcuni rappresentanti del mondo sciita i quali hanno contribuito a chiarire il grave quadro mediorientale che vede l'Iran sotto attacco dalle stesse forze che vorrebbero cancellare la Palestina e il suo popolo. Seguiranno ulteriori mobilitazioni in questo percorso coerente con la solidarietà e il riconoscimento della resistenza verso i Paesi colpiti dalla guerra e dalle sanzioni occidentali, come per esempio lo sono il Venezuela e Cuba.

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Pubblicato 23 mar

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Pubblicato 19 mar

Ecco il video integrale dell'iniziativa "DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA: L'ITALIA AI TEMPI DELLA CENSURA, DELLA REPRESSIONE E DEL RIARMO" che si è tenuta il 13 marzo 2026 presso la Camera del Lavoro di Milano. Con la partecipazione di Angelo d'Orsi ed Elena Basile e gli interventi registrati di Moni Ovadia e Alessandro Di Battista: https://youtu.be/be5c51V3WWY

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Pubblicato 16 mar

Partecipiamo alla manifestazione "FUORI L'ITALIA DALLA TERZA GUERRA MONDIALE" che si terrà sabato 21 marzo alle ore 15.00 a Roma in Piazza Santi Apostoli. Dopo un autunno che ha visto il popolo italiano scendere in piazza contro il genocidio in corso a Gaza e contro il riarmo, è fondamentale mobilitarci contro il sistema guerra nel suo complesso. Un sistema che comprende tutti i principali attori della politica occidentale. Un sistema che già da tempo ha deciso di avviare la terza guerra mondiale a pezzi e di cui l'Iran ed il Medio Oriente in generale rappresentano solo l'ultimo e probabilmente più pericoloso focolaio aperto. Per questo come Comitato Contro La Guerra Milano insieme a OttolinaTV, Multipopolare, Paese Reale, Marx21, Disarma e molti altri abbiamo deciso di mobilitarci al fine di far crescere un movimento per la Pace che abbia come fine quello di tenere l'Italia fuori dalla terza guerra mondiale a prescindere dalla retorica utilizzata da chi siede alla Casa Bianca. La guerra è contro i lavoratori. Fuori l'Italia dalla guerra. Fuori la guerra dall'Italia. Non un uomo, non un soldo, non una base per aggredire l'Iran.

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Pubblicato 16 mar

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Pubblicato 11 mar

LA RIFORMA COSTITUZIONALE NORDIO-MELONI NON È UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, non accorcerà i processi, non migliorerà la giustizia. Anzi, per i cittadini peggiorerà perché aumenteranno i costi, riducendo le risorse per personale e infrastrutture informatiche che sono le vere carenze del malfunzionamento della giustizia. NON È UNA RIFORMA PER RIDURRE GLI ERRORI GIUDIZIARI perché non modifica le procedure dei processi, non aumenta il personale né le strutture d’indagine. Il famoso caso Tortora, prima accusato da pentiti di mafia e poi assolto per la falsità delle accuse, dimostra il buon funzionamento della Magistratura. NON È UNA RIFORMA PER SEPARARE LE CARRIERE. Ogni anno solo lo 0,5% dei magistrati chiede il passaggio tra carriere (di fatto già separate): la totale separazione si sarebbe potuta attuare tramite legge ordinaria e non con una lunga e onerosa riforma costituzionale. Inoltre con la divisione del CSM aumenterebbero i costi di funzionamento per tre organi anziché solo uno. NON È UNA RIFORMA PER LIMITARE LA FORMAZIONE DELLE CORRENTI, ma sfrutta un singolo episodio distorto (caso Palamara) per giustificare l’estrazione a sorte dei membri del CSM. Di conseguenza i magistrati verrebbero sorteggiati tra tutti gli appartenenti alla propria categoria, mentre la componente civile verrebbe sorteggiata da una lista decisa dal Parlamento, quindi dalla maggioranza. Avremmo così un gruppo eterogeneo di magistrati e un gruppo compatto di membri civili allineati con la maggioranza, ai quali sarà più facile prendere il controllo politico dei diversi CSM. Vorresti che nel tuo Comune il Sindaco e la Giunta fossero estratti a sorte tra tutti cittadini? Sostituire il sistema di elezione con il sorteggio annullerebbe il principio di Democrazia Rappresentativa, di libera scelta dei propri rappresentanti, svuotando di responsabilità i sorteggiati non eletti. ALLORA A COSA SERVE QUESTA RIFORMA? Serve a porre le basi per consentire il controllo della politica sulla Magistratura, per bloccare indagini scomode e sentenze in contrasto con la linea del Governo, quindi annullare l’autonomia della Magistratura e il suo operare esclusivamente nel rispetto della legge. Con un Parlamento già succube dell’Esecutivo, mettere tutto il potere nelle mani del Governo comporterebbe compromettere la democrazia dello Stato di diritto e ritornare al potere assoluto della monarchia feudale. Un governo autoritario, senza più controlli di legge e contrappesi istituzionali, continuerà a non occuparsi dei bisogni dei cittadini, ridurrà ancor più le risorse di sanità, scuola e pensioni per dirottarle verso un insensato programma di riarmo (5% del PIL), ridurrà gli organismi e gli spazi democratici, aumenterà la censura e la repressione di ogni manifestazione di dissenso. VOTA NO! Comitato Contro La Guerra Milano

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Pubblicato 11 mar

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