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Comitato Contro La Guerra Milano
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PoliticaL’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori. Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com FB: facebook.com/comitato.milano.5 Email: [email protected]
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Pubblicato 21 feb
ONU: ENNESIMO VETO USA CONTRO RISOLUZIONE PER UN CESSATE IL FUOCO A GAZA Ieri, per la terza volta, gli Stati Uniti hanno imposto il veto contro una risoluzione presentata dall'Algeria all'interno del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, in cui si chiedeva un immediato cessate il fuoco a Gaza. Assieme all'astensione britannica, l'azione statunitense protegge Israele alle Nazioni Unite e li rende compici del massacro in atto in Palestina. Sull'esito della risoluzione, la Cina ha espresso ufficialmente il proprio disappunto: CINA: STATI UNITI SPINGONO LA SITUAZIONE DI GAZA IN UNA POSIZIONE PERICOLOSA https://italian.cri.cn/2024/02/21/ARTITxZATxH32lHLWP17UWjF240221.shtml Fonte video: https://youtu.be/I7oMWAge_78
Pubblicato 16 feb
L'Ambasciata israeliana presso la Santa Sede, tramite un comunicato ufficiale in risposta alle dichiarazioni del Vaticano sulla carneficina in atto a Gaza, dichiara senza mezzi termini come i civili palestinesi siano considerati parte attiva del “progetto di Hamas”. Ciò significa che per Israele i civili a Gaza sono un legittimo obiettivo militare. "Gran parte del 'progetto' di Hamas, vale a dire la costruzione di questa infrastruttura terroristica senza precedenti, è stato attivamente sostenuto dalla popolazione civile locale. I civili di Gaza hanno anche partecipato attivamente all'invasione non provocata del 7 ottobre nel territorio israeliano, uccidendo, violentando e prendendo civili in ostaggio." Fonte: Israel in HolySee (14/02/2024) https://twitter.com/IsraelinHolySee/status/1757772849383694727
Pubblicato 15 feb
Segnaliamo e invitiamo a partecipare a questo importante presidio a cui abbiamo aderito. Contro l'estradizione negli USA del giornalista di WikiLeaks Julian Assange e per la sua liberazione. JULIAN ASSANGE: IL GIORNO X È ARRIVATO, FERMIAMO L'ESTRADIZIONE! ll 20 e 21 febbraio si terrà presso l'Alta Corte del Regno Unito l'udienza finale sulla richiesta di estradizione di Julian Assange negli USA. Se estradato, il fondatore di WikiLeaks rischia una condanna a 175 anni di carcere per aver svelato i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq. Per aver svolto il mestiere di giornalista ha già trascorso 7 anni da rifugiato politico e gli ultimi 5 da prigioniero a Belmarsh, conosciuta come la Guantanamo britannica, subendo una costante tortura psicofisica come riconosciuto da Nils Melzer, Relatore Speciale dell'ONU sulla tortura. Lui che ha rivelato i crimini di guerra viene perseguitato, coloro che li hanno commessi sono a piede libero. Ricorda ciò che avviene in Palestina dove oltre 100 giornalisti sono stati uccisi dall'indisturbato governo israeliano nel massacro in atto a Gaza. Colpire Assange non significa soltanto distruggere l'uomo, ma lanciare un messaggio intimidatorio a tutti coloro che fanno del vero giornalismo, libero ed indipendente, di cui ciascuno di noi ha un gran bisogno per comprendere la realtà che ci circonda. Per queste ragioni, in coordinamento con la campagna globale promossa dalla moglie Stella Assange, partecipiamo alla manifestazione del GIORNO X: MARTEDì 20 FEBBRAIO DALLE ORE 17.00 DAVANTI AL CONSOLATO BRITANNICO IN PIAZZA DEL LIBERTY A MILANO È in corso la raccolta adesioni scrivendo alla email [email protected] Questo l'evento Facebook: https://www.facebook.com/events/753229893024236
Pubblicato 8 feb
GLI USA SONO FINITI FUORI DAL MONDO Pino Arlacchi, 6 febbraio 2024 Quattro sconfitte in quattro conflitti combattuti in meno di due anni. Conflitti ancora in corso, indirizzati verso esiti rovinosi. E non solo per le vittime. Gli Stati Uniti e le loro sfortunate estensioni a Kiev, in Europa e a Tel Aviv hanno perso e stanno perdendo su tutta la linea. In Ucraina, a Gaza, nel Libano e nello Yemen gli ex padroni del pianeta collezionano un fiasco dopo l’altro. Il resto del mondo, il cosiddetto Grande Sud, sta a guardare perplesso questo finale di partita. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=787295170104797&set=a.640431738124475
Pubblicato 6 feb
COMMENTO DI MARIA ZAKHAROVA, RAPPRESENTANTE UFFICIALE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI RUSSO, IN RELAZIONE ALLA DECISIONE DELLA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA DI RESPINGERE LE ACCUSE MOSSE DALL’UCRAINA ALLA RUSSIA PER VIOLAZIONE DELLA CONVENZIONE SUL GENOCIDIO Il 2 febbraio, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia ha emesso una sentenza sul caso “Ucraina contro Russia: interpretazione e applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio”. Al momento, la decisione si limita alla questione procedurale relativa alle competenze della Corte. Tuttavia, già in questa fase preliminare, il caso montato dall’Ucraina è stato smontato: la Corte ha interamente respinto tutte le dichiarazioni dell’Ucraina, secondo cui la Russia, per giustificare l’avvio dell'Operazione Militare Speciale, avrebbe abusato della Convenzione, violandola. La Corte ha ascoltato le obiezioni preliminari della Russia e ha convenuto che le accuse mosse da Kiev non hanno nulla a che vedere con la Convenzione. Non si tratta affatto, peraltro, di un genocidio che la Russia avrebbe commesso o del mancato adempimento dei suoi obblighi volti a prevenirlo: al contrario, Kiev sostiene che la Russia avrebbe attuato la Convenzione «con troppo zelo», lanciando, l'Operazione Militare Speciale, senza sufficienti prove, per proteggere il Donbass dal genocidio. Come noto, tuttavia, l'Operazione Militare Speciale si fonda sul diritto all'autodifesa sancito dall'articolo 51 della Carta dell'ONU, come è stato notificato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. È stata proprio l’escalation militare da parte delle Forze Armate ucraine, che hanno intensificato gli attacchi armati contro le Repubbliche Popolari di Doneck e Lugansk, a causare la reazione di Mosca. Neppure l’inusitato coinvolgimento nel conflitto dell’“Occidente collettivo” ha aiutato Kiev. Ben 47 Paesi (per lo più membri della NATO e dell’UE) hanno dichiarato la propria intenzione di sostenere l’Ucraina aderendo al processo; tra questi, 33 Paesi hanno presentato rilevanti istanze già nella fase giurisdizionale. La Russia ha bloccato l'adesione americana: gli stessi Stati Uniti non riconoscono la giurisdizione della Corte Internazionale di Giustizia ai sensi di questa Convenzione. In sintesi, nel settembre 2023, 32 squadre di legali (Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Grecia, Irlanda, Spagna, Italia, Canada, Cipro, Lettonia, Lituania, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Nuova Zelanda , Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Finlandia, Francia, Croazia, Repubblica Ceca, Svezia, Estonia) erano intervenute a turno alle udienze della Corte dell'Aia, trasformandole in una vera e propria farsa. Merita notare che, in precedenza, sempre gli stessi Paesi della NATO, accusati dalla Serbia di aver violato, col bombardamento della Jugoslavia, la Convenzione sul genocidio, avevano sostenuto davanti alla stessa Corte che la Convenzione non regola questioni relative all’uso della forza e che la campagna militare per “proteggere” gli albanesi del Kosovo era legale. All’epoca, la Corte Internazionale di Giustizia aveva accolto queste posizioni, respingendo l’istanza serba. Naturalmente, la Russia lo ha fatto presente alla Corte. Da tempo, il nostro Paese aveva avvertito l’Occidente che il Kosovo gli si sarebbe ritorto contro. E questo è successo per l’ennesima volta. In definitiva, alla Corte resta da affrontare una sola questione: se l’Ucraina abbia commesso un genocidio in Donbass. Ovvero, Kiev stessa, in relazione alle sue proprie rivendicazioni, si è messa sul banco degli imputati. Non resta che applaudire i “mastri” kieviani e i loro mecenati occidentali: si sono dati da soli la zappa sui piedi. Fonte: Ambasciata della Federazione Russa nella Repubblica Italiana (02/02/2024) https://telegra.ph/Commento-di-Maria-Zakharova-Rappresentante-Ufficiale-del-Ministero-degli-Affari-Esteri-della-Federazione-Russa-in-relazione-alla-02-02
Pubblicato 3 feb
Segnaliamo e invitiamo a partecipare al seguente presidio a cui abbiamo aderito. Domani alle ore 15.00 in Largo Cairoli a Milano. JULIAN ASSANGE: L'ESTRADIZIONE È VICINA, FERMIAMOLA PER LA LIBERTÀ D'INFORMAZIONE! ll 20 e 21 febbraio si terrà presso l'Alta Corte del Regno Unito l'udienza finale sulla richiesta di estradizione di Julian Assange negli USA. Se estradato, il fondatore di WikiLeaks rischia una condanna a 175 anni di carcere per aver svelato i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq. Per aver svolto il mestiere di giornalista ha già trascorso 7 anni da rifugiato politico e gli ultimi 5 da prigioniero a Belmarsh, conosciuta come la Guantanamo britannica, subendo una costante tortura psicofisica come riconosciuto da Nils Melzer, Relatore Speciale dell'ONU sulla tortura. Lui che ha rivelato i crimini di guerra viene perseguitato, coloro che li hanno commessi sono a piede libero. Ricorda ciò che avviene in Palestina dove oltre 100 giornalisti sono stati uccisi dall'indisturbato governo israeliano nel massacro in atto a Gaza. Colpire Assange non significa soltanto distruggere l'uomo, ma lanciare un messaggio intimidatorio a tutti coloro che fanno del vero giornalismo, libero ed indipendente, di cui ciascuno di noi ha un gran bisogno per comprendere la realtà che ci circonda. Per queste ragioni è necessario mobilitarsi fin da subito in vista del GIORNO X, così definito il primo giorno dell'udienza finale. DOMENICA 4 FEBBRAIO DALLE ORE 15.00 IN LARGO CAIROLI A MILANO È in corso la raccolta adesioni valida sia per la manifestazione di domenica 4 febbraio h.15:00 in Largo Cairoli sia per quella di martedì 20 febbraio h. 17:00 in piazza del Liberty scrivendo alla email [email protected] Qui l'evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1489354468576812/
Pubblicato 31 gen
GLI USA (E I LORO SERVI) CE L’HANNO CON UNRWA PER UNA RAGIONE: DOCUMENTA IL GENOCIDIO DI ISRAELE Il Fatto Quotidiano, 30 gennaio 2024 Il 26 gennaio, il Commissario generale dell’agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti ai palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, ha aperto un’indagine su alcuni dipendenti sospettati di essere coinvolti negli attacchi di Hamas del 7 ottobre in Israele e li ha licenziati. Tutto questo sulla sola segnalazione da parte delle autorità israeliane che non hanno ad oggi prodotto alcun dossier con prove documentali. Lazzarini sperava di poter proteggere la capacità dell’agenzia di poter fornire assistenza umanitaria ma sottovalutava la volontà di vendetta che covava nei confronti della sua agenzia. A distanza di un’ora dalla comunicazione ufficiale il Dipartimento di Stato degli Usa aveva già deciso di sospendere i finanziamenti all’Unrwa. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=782306270603687&set=a.640431738124475
Pubblicato 28 gen
“DECISIONE AJA SU GAZA BRUTTO COLPO PER ISRAELE, NESSUNO PUÒ PIÙ VOLTARSI DALL’ALTRA PARTE” Intervista a Micaela Frulli, docente di Diritto Internazionale all’Università di Firenze Riccardo Amati, 26/01/2024 "È arrivata a un passo dall’ordinare esplicitamente la cessazione delle ostilità. Praticamente lo ha parafrasato, quell’ordine. Che sotto traccia c’è”. Secondo Micaela Frulli, la decisione della Corte internazionale di giustizia è “storica” ed è un brutto colpo per Israele, che presentandosi alle udienze si è praticamente messo in una trappola e difficilmente potrà sorvolare su quanto deciso, come ha fatto altre volte di fronte al diritto internazionale. E l’ordinanza dell’Aja, se tecnicamente riguarda solo lo Stato ebraico e il Sudafrica che lo accusa, deve “mettere sull'attenti” anche gli Stati terzi parte della Convenzione sul genocidio. Perché dichiara “plausibile” il rischio genocidario nella Striscia. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=780426580791656&set=a.640431738124475
Pubblicato 26 gen
Il Comitato Contro La Guerra Milano parteciperà alla manifestazione per la Palestina questo sabato, 27 gennaio, in piazzale Loreto a Milano alle ore 15.00, dietro allo striscione del Coordinamento per la Pace - Milano.
Pubblicato 25 gen
FERMIAMO LA GUERRA ALLO YEMEN! International Action Center, 11 gennaio 2024 L’International Action Center condanna i governi imperialisti statunitense e britannico per i loro attacchi ingiustificabili allo Yemen dall’11 gennaio. Quest’ultima aggressione è un’espansione diretta della guerra genocida con cui hanno collaborato a Gaza. Ciò coincide con le accuse di quel genocidio contro Israele presentate alla Corte internazionale di giustizia dal Sudafrica. Questo attacco allo Yemen smaschera le bugie dell’amministrazione Biden sull’adozione di ogni misura necessaria per evitare l’espansione della guerra nella regione. Ancora una volta, dopo le invasioni dell’Iraq, della Libia e dell’Afghanistan, Washington e i suoi alleati della NATO, primo fra tutti il suo partner minore a Londra, hanno attaccato un altro paese nella regione dell’Asia occidentale. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=778463804321267&set=a.640431738124475
Pubblicato 23 gen
Persino La Repubblica si rende conto del vero piano di Israele... DISTRUTTI I REGISTRI DELLA STRISCIA, ISRAELE CI HA RIDOTTI A UN POPOLO SENZA IDENTITÀ Con i bombardamenti degli archivi la gente non ha più documenti, certificati e proprietà Di Sami al-Ajrami, 23 gennaio 2024 Uno Stato palestinese. Un miraggio di cui si parla tanto. Ma volete una prova concreta del fatto che oggi Israele cerca di impedirne in ogni modo la nascita? Ha sistematicamente distrutto i registri pubblici della Striscia. Qualche giorno fa ha di nuovo bombardato una delle sedi. Questo significa che i palestinesi stanno perdendo le prove del loro passato. Fonte: https://www.repubblica.it/esteri/2024/01/23/news/gaza_registri_stato_civile_distrutti-421949842/
Pubblicato 22 gen
Alcune immagini dell'iniziativa "MEDIO ORIENTE IN FIAMME: LA GUERRA SI ESTENDE ALLO YEMEN E AL MAR ROSSO. RESISTENZA O TERRORISMO?", tenuta in Casa Rossa a Milano il 20 gennaio 2024 e a cui hanno partecipato CARLO REMENY (giornalista e ex-inviato speciale per gli affari internazionali in Europa centro-orientale e Medio Oriente) e MARIA MORIGI (archeologa, saggista esperta di Islam e fondamentalismo). Qui il video dell'iniziativa: https://www.facebook.com/comitato.milano.5/videos/1083159069698025/