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Tag: #time · 1 post

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Pubblicato 25 lug

https://x.com/SavinoBalzano/status/1948659594831528232?t=eRdx5GOUJ7LAvQiTVZaI_g&s=19 A me dispiace molto rovinare l’entusiasmo che si respira dalle parti di Fratelli d’Italia, ma ho la vaga sensazione che i tifosi non abbiano molto di cui gioire per la prima pagina del #Time dedicata a #GiorgiaMeloni. Ammesso che ci fosse bisogno di un’ulteriore conferma, se fossi uno di quelli che l’ha votata, non la prenderei benissimo. In pratica, con la fine della scuola, tutti quelli che aveva giurato di contrastare le hanno dato la pagella… e l’hanno promossa a pieni voti. La copertina del Time è un termometro per noi: serve a capire, di volta in volta e tempo per tempo, chi sono i politici invisi al sistema delle élite dominanti, della grande finanza internazionale, dei vincoli esterni, della tecnocrazia. E, attenzione: non sono tutte uguali. Alcune ti esaltano, altre ti stroncano. Indovinate voi di quali è bene preoccuparsi. #Berlusconi, nel 2011, detestato: obbediva solo in parte agli ordini che arrivavano da #Bruxelles, mentre c’era il programmino di #Draghi e #Trichet da realizzare. Bisognava picconare lo Stato sociale, e Silvio perdeva tempo. #Monti, nel 2012, ovviamente amatissimo: che ve lo dico a fare. Fu lo scolaretto modello, quello che dimostrò che certe cose si potevano fare. Come destrutturare l’articolo 18, sostenendo che il posto fisso fosse noioso. Lui, nominato senatore "a vita" da quell’altro salvatore della patria, #GiorgioNapolitano. Poi serviva mettere mano alle pensioni e alle lacrime di coccodrillo ci avrebbe pensato #ElsaFornero. Insomma, bisognava chiudere la stagione del welfare italiano e Monti fece tutti i compiti a casa. Copertina meritatissima. Draghi nel 2013, ovviamente promosso con lode: il programmino per l’#Italia l’aveva firmato proprio lui. Come si fa a non dare il bacio accademico a uno che sigilla la condanna del proprio Paese? Peraltro era l'ultimo di una lunga serie di gesti apprezzatissimi. Certe cose meritano la menzione d’onore. E gli venne ampiamente riconosciuta. #Salvini nel 2018: eh, qui non ci siamo proprio. Matteo protestava contro la mamma Unione Europea, metteva in discussione la tratta degli schiavi dal Nordafrica, tanto cara ai gruppi dominanti. Come fai, senza schiavi, a tenere bassi i prezzi in un sistema interamente votato all’export? Non reggi la compressione della domanda interna, quella di cui si è “lamentato” persino Draghi di recente (altre lacrime di coccodrillo). Meritava proprio il sette in condotta. Bocciato, il monello. Ma guardatela, anche visivamente, la copertina riservata a Giorgia #Meloni: sembra Hermione Granger subito dopo aver alzato la mano per spiegare a cosa serve un bezoar. Salvini invece pareva Lord Voldemort in persona. Dopo la ciliegina sulla torta, essersi astenuta sulla mozione di sfiducia a #VonDerLeyen, ha dimostrato pienamente il suo pentimento, la sua conversione. Merita di essere ammessa al club dei bimbi buoni. Lei, che aveva promesso di mettere in riga l’#UE, che aveva garantito di mettere fine alla pacchia. Quella che doveva sbattere i pugni sul tavolo e ha finito per sbattere solo i tacchi. Promossa col 10, con targhetta onoraria: finalmente ha una copertina del Time da incorniciare e di cui andare orgogliosa. L’importante è sapere per cosa.

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