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Savino Balzano
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Tag: #pd · 48 post
Pubblicato 24 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/2036362204031623562?s=20 La #Costituzione si rispetta, sempre, e dunque anche la sovranità popolare: il #No ha stravinto la consultazione referendaria e va bene così. Continueremo a rispecchiarci nella Carta, il nostro contratto sociale. Dobbiamo continuare a batterci per la Costituzione, come Paese e come popolo. A farlo per davvero: non come quelli che in questi mesi hanno frignato citando i padri costituenti (senza aver mai letto un rigo dei lavori dell’Assemblea), dopo averla sventrata inserendovi il pareggio di bilancio. Ritenevo e ritengo che la magistratura in Italia sia diventata un problema serio: e l’esultanza con “chi non salta la Meloni è” lo conferma. Lo abbiamo sentito tante volte, da quelli bravi: “il giudice deve apparire imparziale oltre a esserlo”. Una magistratura così politicizzata e in balia delle correnti diventa eversiva. È eversiva. Ma ha vinto il No e dunque nulla cambia: si rispetta la volontà popolare. Ha vinto il No anche nelle regioni del Sud, anche in quelle ad altissima concentrazione mafiosa. Questo è un dato che dovrebbe colpire: mafiosi e massoni non votavano tutti per il #Sì? Non erano in grado di condizionare radicalmente il voto? Ci citavano i risultati dei socialisti, quelli di #Berlusconi del passato. Un risultato curioso. Cosa facciamo con chi ha votato Sì: 13.251.887 tra mafiosi, massoni e dementi? Così dicevano durante la campagna elettorale: li abbiamo schedati tutti? Ne rinviamo a giudizio qualcuno? Sono 15.083.988 quelli onesti e intelligenti, ma anche i malandrini non sono poi pochissimi: come ce ne liberiamo? Dalle parti del #PD provano una sensazione inedita: aver ragione, avendo vinto. Ecco, vedete? È così che dovrebbe funzionare: chi vince decide. Un’esperienza nuova per chi ha governato il Paese per anni e anni, facendo scempio della Costituzione senza aver vinto le elezioni, grazie a qualche inciucio di palazzo benedetto dal Colle più importante di Roma. E la #Meloni paga quello che deve pagare: la riforma non avrà convinto l’elettorato, va bene; i suoi compagni di viaggio si sono spesso dimostrati semplicemente impresentabili, sissignore. Ma la verità è che Giorgia cade (finalmente!) sui temi economici: il Paese è in ginocchio, le prospettive sono cupe, e lei va a braccetto con le élite europee che aveva promesso di mettere in riga. Hanno votato sovranista e si sono trovati la draghina. Un po’ come nel 2018: votarono gialloverde e chiusero la legislatura con #Draghi. Il più pulito ha la rogna, sia chiaro. Come quelli che hanno votato la Cartabia e oggi parlano di impunità per colpa di #Nordio: fanno ridere. Ma loro proposero degli emendamenti, giusto: dimentico sempre questa parte della filastrocca del #M5S. Un’ultima notazione va fatta. In chiusura di campagna elettorale, la polemica più stupida di tutte: il decreto-legge sulle #accise fatto per condizionare il #referendum. Praticamente, secondo alcuni, il Governo avrebbe dovuto lasciare il prezzo del carburante alto per non condizionare il voto: roba da matti. Polemiche che dimostrano la considerazione che alcuni nutrono per la gente: se non la pensa come loro è mafiosa, massona, demente… o in vendita. E invece, nonostante la diffidenza che le riservate, il popolo vi ha dato ragione, vi ha premiati. La prossima volta, magari, siate un po’ meno ingenerosi. La Carta è di tutti: di chi ha vinto e di chi ha perso. Ora resta l’Italia, a cui dobbiamo voler bene davvero. Vedremo, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, chi alla Costituzione vuole bene per davvero. Anche se, da tempo, un’idea ce la siamo già fatta.
Pubblicato 21 nov
https://x.com/SavinoBalzano/status/1991797759167418409?t=yGBkPYQoPZm33Q4eAuwWOA&s=19 La notizia: il sindaco di #Genova, #SilviaSalis, stanzia 156 mila euro per un consulente LGBTQIA+. Il compito della politica dovrebbe essere quello di trovare soluzioni, determinare equilibri, esercitare una mediazione volta a individuare un compromesso tra i vari interessi in campo. E questo, quantomeno, dovrebbe essere il compito della politica di governo. Per farlo, evidentemente, soprattutto laddove le risorse sono limitate (e pare lo siano eccome), è necessario stabilire delle priorità. Non possiamo che dedurre che queste siano le priorità del sindaco di Genova, Silvia #Salis. Ed è rilevante sottolinearlo, dal momento che Salis è, a detta di molti, un possibile nome da proporre per la guida del campo largo, il profilo ritenuto più adeguato da contrapporre alle proposte di #GiorgiaMeloni. Ebbene, io me la immagino, la #Meloni, a sfregarsi le mani: non starà più nella pelle. Davvero possiamo considerare anche solo lontanamente accettabile, con tutti i problemi che le nostre città stanno affrontando, che si stanzi una cifra del genere per una figura di questo tipo? A Genova non ci sono problemi più impellenti e urgenti? Quali sono le priorità della sinistra oggi in Italia? Ammesso che questa si possa ancora definire sinistra. Secondo la segretaria Elly #Schlein, il #PD sarebbe tornato a parlare ai lavoratori, agli operai. Sarebbe insomma tornato nelle fabbriche. Ma come la prenderebbe un’operaia genovese la notizia della nuova trovata di Silvia Salis? Il PD, un mero cartello elettorale completamente privo di idee e visione, conferma di essere il baluardo di un insopportabile politicamente corretto che non riempie la pancia; la patria di perbenisti benpensanti che disprezzano il popolo ma vogliono imporgli un solo modo di parlare, pensare, agire. Il popolo ha fame? Che mangi asterischi e schwa! Sarei proprio curioso di sapere cosa la vedono gli omosessuali e transgender metalmeccanici. La sinistrucola — perché questo è — non ha alcuna possibilità contro la destra: nessuna.
Pubblicato 27 set
https://x.com/SavinoBalzano/status/1971824054085538117?t=HtMh2kCA1cKDByImA7pzww&s=19 Avete voluto la barca? Ora navigate! Capisco che il #PartitoDemocratico debba moltissimo al #Quirinale: il Colle ha garantito innumerevoli volte che il #PD governasse pur avendo straperso le elezioni. Umanamente comprendo l'attaccamento al #Presidente, ma c’è un limite a tutto. Adesso il PD spinge perché la #Flottilla torni a casa con la coda tra le gambe. Provenzano, responsabile esteri del partito, sostiene che lo scopo primario fosse portare aiuti umanitari a #Gaza. Imbarazzante. In realtà, questi si sono imbarcati senza aver davvero chiaro il perché: troppo presi da selfie, interviste che altrimenti nessuno avrebbe richiesto, post sui social, per comprendere l’obiettivo reale dell’iniziativa. Quello, cioè, di rompere l’assedio e creare un corridoio permanente. Quello, cioè, di compiere un gesto politicamente significativo, di fronte all’inedia dei governi europei. Il PD oggi ci racconta che lo scopo principale fosse far arrivare una decina di chili di pasta sulle coste palestinesi. E allora che ci pensi #Pizzaballa. Esiste una legge ferrea nella politica italiana, che non sbaglia mai: il PD non perderà mai l’occasione — persino quando (per sbaglio, caso o miracolo) potrebbe fare qualcosa di buono — di dimostrare di non averci capito assolutamente nulla. È un comportamento indecoroso, indegno, che fa pensare come la causa dei bambini palestinesi sia stata strumentalizzata per biechi interessi politici e di contrapposizione all’esecutivo. Tornate a casa, che è meglio. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su #RadioCusano #Mattarella#GlobalSumudFlotilla#Israele#Palestina
Pubblicato 24 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1948284600700031367?t=TUbjNI_YGz28yWTmwBbPMQ&s=19 Sulla vicenda #Sala, #EllySchlein dimostra tutta la debolezza della sua leadership. Ha dichiarato: «Ribadiamo che il #Pd è al fianco del sindaco Sala e continua a sostenere il lavoro che l’amministrazione farà nei prossimi due anni per affrontare le grandi sfide che ha di fronte la città, dall’abitare alla transizione ambientale che va tenuta sempre insieme all’inclusione sociale e all’accessibilità». Certo, qualcuno potrebbe consolarsi — accontentarsi, come farebbe un sottone qualsiasi — del riferimento all’inclusività. Ma la ciccia è un’altra: pieno sostegno al sindaco. #BeppeSala rappresenta, politicamente parlando, tutto ciò che Elly #Schlein aveva promesso di combattere. Né più né meno. È uno che ha collaborato con l’amministrazione di Letizia Moratti. Uno che arriva a guidare la città grazie a Matteo #Renzi — quello del #JobsAct, del "PD che sbagliava", quello che asfaltava l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Per redimersi da quella stagione, la Segretaria ha abbracciato la recente campagna referendaria, finita come tutti sappiamo. Beppe Sala è il sindaco della #gentrificazione. Di quel processo che trasforma la città sostituendo economicamente la popolazione: via i poveri — da destinare a cupi e squallidi quartieri dormitorio — per far posto ai ricchi nelle zone più sfavillanti e luminose. L’idea di Sala per #Milano è la sublimazione di un certo paradigma politico: la ZTL, gli asterischi alla fine delle parole, la schwa a mascherare il vuoto cosmico di politiche sociali per chi resta indietro. Ciò che avrebbe dovuto scardinare chi veniva da fuori per cambiare tutto, chi non era visto arrivare, chi voleva voltare pagina. Al netto delle questioni giudiziarie — sulle quali vedremo — resta una contraddizione evidente: se metti la faccia di #Berlinguer sulla tessera, poi l’indulgenza sulla questione morale imbarazza parecchio. Si chiama karma. Francamente, non so se sia incapacità, assenza di reale volontà, paraculaggine o resistenze troppo forti all’interno del partito. Ciò che vedo è il totale fallimento di un progetto politico che doveva cambiare tutto e che, in realtà, non ha cambiato proprio un bel niente. Come, peraltro, si poteva prevedere fin dal primo istante.
Pubblicato 10 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1943371895446917137?t=2NwbBfbgJsVl2YZ1gPVQxA&s=19 Quello che è successo oggi è incredibile e deve restare nella memoria delle persone. Spero lo ricordino alle prossime elezioni e sappiano chi scegliere. C’era la possibilità di votare una mozione di sfiducia contro la Commissione Europea di Ursula #VonDerLeyen. Tra i partiti italiani, solo #Lega e #M5S hanno votato a favore. Forse dovrebbero tornare a parlarsi. Non sorprende che #ForzaItalia abbia votato contro, insieme al #PD. #EllySchlein si conferma ufficialmente sostenitrice dell’esecutivo europeo, riarmo incluso: attendiamo con ansia il momento in cui tornerà in televisione a raccontare ai suoi elettori di essere contraria. Uno dei partiti più ipocriti nella storia di questo Paese. Si astengono, come prevedibile, gli ignavi del nostro arco costituzionale: #FdI e #AVS. Incredibile la posizione di quest’ultima, che ai nostri microfoni giustifica l’astensione così: «non volevamo sostenere una mozione nata tra le file degli “eredi del nazifascismo”». Quanto a Fratelli d’Italia, dico solo che codardia e patriottismo sono difficili da conciliare. Gli italiani hanno di che imbarazzarsi: essere rappresentati da questa classe politica è un’onta che non meritano. #BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
Pubblicato 10 giu
https://x.com/SavinoBalzano/status/1932337408302886936?t=N_vcA9ApCZh1AH39JBeK6A&s=19 Capito, ragazzi? Se lo dice #Boccia vi dovete fidare: «OGGETTIVAMENTE è così». Hanno vinto e non ce ne siamo nemmeno accorti. Lo ripeto ancora una volta: attribuirsi 12 o 15 milioni di sostenitori sulla base dell'#affluenza è un patetico gioco delle tre carte. Primo, perché a promuovere il #referendum c’era un caravanserraglio infinito, un’armata Brancaleone senza capo né coda. Secondo, perché molti hanno votato entrando nel merito dei quesiti, turandosi letteralmente il naso, cercando in tutti i modi di ignorare il fatto che dietro l'iniziativa ci fosse proprio il #PD. Le faccio un esempio, Onorevole: il mio. Sono andato a votare nonostante Lei e #Schlein. Intendo dire che – pur avendo scelto di non astenermi – non voterei per il #PartitoDemocratico nemmeno se fosse l’ultimo partito rimasto sulla faccia della Terra. Nemmeno se la segretaria del PD fosse mia madre, nemmeno se il capogruppo al Senato fosse mio figlio, io vi voterei. Attribuirsi i voti di chi ha partecipato è semplicemente – mi permetta – un modo imbarazzante di non ammettere la sconfitta. E se anche solo per un attimo volessimo entrare nel merito dei quesiti, non dimentichi un dettaglio "piccolo piccolo": lo scopo del #referendum8e9giugno era abrogare le vostre riforme, quelle volute e introdotte dal Partito Democratico. E allora, Onorevole, la domanda è semplicissima: di cosa sta parlando? Avete perso. La gente non si fida di voi perché non siete credibili. La gente vi evita, vi schiva – e fa bene – come si evita chi ti ha già fregato troppe volte. Avete sostenuto Monti, Draghi, Renzi e chiunque abbia fatto a pezzi il welfare italiano. Non siete nemmeno capaci di ammettere una figuraccia quando è evidente a tutti. Siete politicamente disonesti persino in questo. Per quale motivo la gente dovrebbe fidarsi di voi? La strategia del silenzio, invece? Si fidi, a volte paga. #ReferendumFlop#Referendumabrogativi2025
Pubblicato 9 giu
https://x.com/SavinoBalzano/status/1932151539365298194?t=aUc6XOi6jkP7QItg8U5CvA&s=19 Comunque, soprattutto nel #PD, c’è davvero tanta gente che sembra non avere il minimo senso del ridicolo. Ma sul serio volete vendervi il #Referendum come una vittoria? Avete fatto una figuraccia inenarrabile. Punto. Uno dei più esilaranti è tal #Boccia. Secondo lui, chi è andato a votare lo ha fatto contro il governo e, soprattutto, in sostegno al campo santo. Ebbene, io sono la prova vivente di quanto questa teoria rasenti il comico (anzi, siamo ben oltre): ho votato al #referendum2025, ma non voterei il PD nemmeno se fosse l’ultimo partito rimasto sulla faccia della Terra. La verità è che quel 30%, considerando chi invitava gli italiani a votare, è un risultato che ha del miracoloso. Qualcuno da lassù ci ha messo una mano, altrimenti non si spiega. #referendum8e9giugno#affluenza #BattitoriLiberi#RadioCusanoCampus
Pubblicato 6 giu
https://x.com/SavinoBalzano/status/1930896258694074412?t=H78cl3mcaomMaD1iUtA9PQ&s=19 Giannini: «Se uno studente va in piazza per l'ambiente o per la scuola, viene arrestato e messo in galera. Se un lavoratore protesta perché gli hanno chiuso la fabbrica o è in cassa integrazione da un anno, finisce in galera. Il salto di qualità è questo». Queste le parole pronunciate ieri sera da @MassimGiannini. Ora, prendendole alla lettera, dovremmo dedurre che tutte le persone che oggi e domani parteciperanno alle manifestazioni verranno “arrestate e messe in galera”. Tra l’altro, sullo stesso tema sono state convocate ben due manifestazioni distinte. Il campo santo non è riuscito a trovare una linea comune nemmeno su questo. Addirittura il #PD è diviso al suo interno. Nell’era del #DecretoSicurezza, nell’era della dittatura delle destre destre destre, le manifestazioni si duplicano. Pensa un po’. Ecco, francamente non so cosa dire. Non vorrei dare l’impressione di un accanimento personale verso #Giannini, ma davvero cadono le braccia, per non dire altro. Prendiamo il commento di Pagella Politica sul decreto sicurezza. Ecco cosa scrivono: "Il testo, poi, inasprisce le pene per chi blocca una strada con il proprio corpo (...) o danneggia cose pubbliche durante le manifestazioni che si svolgono in un luogo pubblico o aperto al pubblico". Vi sembra compatibile con quanto affermato ieri sera da Giannini a @OttoemezzoTW? Se le due affermazioni sono inconciliabili, è evidente: una delle due è falsa. Qualcuno sta mentendo. Oppure è semplicemente incompetente. Non saprei che altra conclusione trarre. Ci sono aspetti critici nella vicenda, ad esempio il ricorso alla decretazione d'urgenza. Sulla conversione, peraltro, è stata posta la questione di fiducia. Questo sì che è un punto importante, anche se purtroppo non nuovo. Mi sono laureato quasi quindici anni fa, a Perugia, con una tesi intitolata: "La decretazione d’urgenza e la sua incidenza tra i poteri dello Stato anche alla luce delle più recenti evoluzioni". E già allora, nel 2011, descrivevo l’abuso del decreto-legge come un fenomeno strutturale, annoso e bipartisan. La mia Relatrice mi costrinse (giustamente!) a scrivere pagine e pagine sul punto, distinguendo peraltro l'abuso dal distorto uso. Quindi, Massimì, di cosa stiamo parlando? Che vi sia un indebolimento profondo del #Parlamento è vero. Ma smettila con il gioco retorico sulla "torsione istituzionale", la "democratura", la "capocrazia", la "democrazia illiberale made by Giorgia Meloni". Si rischia di diventare ridicoli. Molto ridicoli. Per essere chiari: se un gruppetto di esaltati pensa di bloccare il Raccordo Anulare, arrecando danni (anche gravi) a centinaia di migliaia di persone, è sacrosanto intervenire. Se qualcuno crede di poter lanciare vernice sulle opere d’arte nei musei, è giusto che lo Stato ponga un argine a questa deriva. Che vi sia un rischio per la democrazia e la libertà in Italia è in parte vero. Ma questo rischio oggi deriva soprattutto da un’informazione mendace e propagandistica. Quella sì, davvero di regime. Alla prossima, temo.
Pubblicato 3 giu
https://x.com/SavinoBalzano/status/1929835506403016835?t=sjAT86E-MOvIb7iTPAEpFg&s=19 Si potrebbero dire molte cose sul nuovo volto di Forza Italia, Leoni. Ma ci interessa il giusto. Quel che colpisce davvero è che, da una platea tanto affollata, parta un attacco così diretto al Vicesegretario della Lega, Vannacci. O qualcuno vuol negare che il bersaglio fosse lui? Vale la pena chiarire che #Vannacci non è uno scrittore qualsiasi, né un generale qualunque, né uno che passa lì per caso: è il Vicesegretario di uno dei tre partiti che compongono la maggioranza del Governo #Meloni. È uno dei vice di #Salvini alla guida della #Lega (il più rilevante, peraltro). Tajani era davvero all’oscuro delle parole che il suo giovanotto avrebbe pronunciato dal palco? Se così fosse, sarebbe grave. Gravissimo. Denoterebbe un’assenza pressoché totale di controllo sul partito. A parlare, infatti, è il neoeletto Segretario della sezione giovanile, immortalato nella foto di rito accanto al Ministro degli Esteri. La seconda ipotesi — siamo sempre nel campo delle illazioni, ma mi sembra più plausibile — è che #Tajani sapesse benissimo cosa avrebbe detto #Leoni. E sarebbe ancora più grave. Decisamente poco coraggioso come approccio, direi. Ad ogni modo, l’intenzione di attaccare frontalmente un alleato di governo risulterebbe evidente. Tutto questo per dire cosa? Due cose. La prima: la maggioranza di #Governo è tutt’altro che solida. I partiti sono drammaticamente divisi (fortunatamente, verrebbe da dire: #ForzaItalia è la brutta copia del #PD, che già bello non è) e non è affatto detto che #GiorgiaMeloni arrivi alla fine della legislatura. Qualcuno vuole che questo Governo cada. Forza Italia, sicuramente, con la benedizione del #Quirinale e di #Bruxelles. Non perché l’esecutivo sia realmente scomodo per l’#UE, figuriamoci, ma perché si potrebbe ambire ad averne uno più comodo. Senza la Lega, per intenderci, che sul tema del #riarmo è piuttosto fastidiosa. Uno nuovo sarebbe certamente meglio, con dentro Forza Italia, riscopertasi forza centrista e progressista, proprio come vorrebbe chi comanda davvero lì dentro: la famiglia #Berlusconi. Un anno fa, a giugno 2024, #MarinaBerlusconi esprimeva vicinanza “alla sinistra” (che infatti non esiste) sul terreno dei diritti civili. E questa è la seconda. Insomma, non si tratta del solito volto nuovo da lanciare in prima serata. La questione è molto più profonda. E potremmo vederne delle belle, anche considerando il fatto che in sala si siano alzati tutti in piedi per applaudirlo.
Pubblicato 2 mag
https://x.com/SavinoBalzano/status/1918303212865822960?t=71LvNPbwwVoE9RxKNu6Big&s=19 «L'8 e il 9 giugno andate a votare per riscattare la dignità del lavoro che questo governo sta calpestando». Non so chi curi la comunicazione di #Schlein. Sappiamo che si avvale di un’armocromista; non è chiaro se paghi profumatamente un consulente politico o qualcuno che la supporti su altri fronti. Ma i lavoratori vanno a votare a un #referendum contro il #Governo? Un eventuale referendum abrogativo del #JobsAct sarebbe uno smacco per #Meloni? Parliamo dello stesso Jobs Act varato tra il 2014 e il 2015 dal governo #Renzi, in una legislatura a trazione #PD (#Letta, Renzi, #Gentiloni)? Ma siamo seri? Ovviamente il giornalista non batte ciglio, ma da #Formigli non mi aspetto più nulla da tempo. Il Jobs Act lo ha scritto e approvato il PD. La demolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – a opera della #Fornero nel 2012 – l’ha votata il #PartitoDemocratico. La #precarietà chi l'ha dunque iniettata nel nostro mercato del lavoro? I salari sono crollati per effetto di misure di #austerità deliberatamente adottate da governi guidati (o sostenuti) dal PD. Lo ha ammesso, di recente, persino Draghi: i salari in Italia sono stati volutamente tenuti bassi per restare “competitivi” sul mercato internazionale. La stranota svalutazione interna (meno nota a Elly, evidentemente). Quanto al taglio dello Stato sociale, è vero che è un disastro e contribuisce al nostro impoverimento: per molti beni essenziali siamo costretti ad attingere a risorse private. Ma basta guardare i dati. I governi più severi sono stati i loro. Nessuno di rilevante nel PD ha mai davvero messo in discussione le politiche imposte dall’Unione Europea. È stata l’#UE a pretendere l’introduzione della flessibilità nel lavoro. Fu #Prodi (che te lo dico a fare!), con il Pacchetto Treu del 1997, il primo a obbedire. E da lì, tutti gli altri a seguire. La #BCE, nel 2011, chiese la semplificazione dei licenziamenti, il taglio degli stipendi, il rafforzamento della contrattazione di secondo livello. E loro, ancora una volta, si sono messi sull’attenti, obbedendo al vincolo esterno, al pilota automatico, al whatever it takes. Provo a dirlo in modo semplice: chiunque non metta in discussione le politiche economiche imposte da Bruxelles, non mette in discussione la debolezza salariale in Italia. Tradotto: chi propone soluzioni facili al problema dei bassi salari, senza una critica radicale ai diktat europei, vi sta semplicemente prendendo in giro. Alla luce di tutto questo, dove si colloca il PD?
Pubblicato 28 apr
https://x.com/SavinoBalzano/status/1916769260325540183?t=to0hud06riN_rZ2AgGuq1A&s=19 Voi siete quelli dei pass: green, red, pink, e così via. Il pass è la negazione stessa della #Resistenza. Sia chiaro: non nutro alcuna affinità intellettuale con Alessandro Sallusti. La scorsa settimana è riuscito a sostenere che la #guerra in #Ucraina sia scoppiata a causa dei comunisti, poiché la #Russia sarebbe, a suo dire, un regime di stampo comunista. Insomma, roba a cui rispondere sarebbe impossibile. Con simpatia gli dico che, se a casa qualcuno mi dicesse una cosa del genere, non esiterei un istante a comporre il 118 e attenderei febbrilmente l’arrivo dell’ambulanza. Ciò premesso, trovo letteralmente insopportabile questa ossessione di chiedere alla gente se si dichiara #antifascista. In pratica hanno introdotto un rainbow pass: se ti dichiari in un certo modo, sei ammesso al dibattito pubblico senza alcun pregiudizio. Puoi parlare senza che gli altri ridano, si scambino occhiate d’intesa, o ti trattino con sufficienza. È la dittatura del politicamente corretto: se non esibisci il passepartout del momento, sei fuori. Ti aspettano scherno, ostracismo, esclusione, insulti. Magari finisci anche in qualche lista, con tanto di foto, sbattuto sulla prima pagina del più grande quotidiano nazionale. Roba di questo tipo. E allora ti dicono: «Ma cosa ti costa dire se sei antifascista? Cosa ti costa dire se sei vaccinato?» È questo il punto. Io sono fieramente antifascista. Ricordo con amore quando mio padre mi cantava Bella ciao nella nostra Fiat Duna, e io, da bambino, pensavo dicesse "parmigiano" anziché "partigiano". A volte, ancora oggi, la canto come ninna nanna ai miei figli. Per questo inorridisco. Inorridisco perché sento che me l’hanno rubata. Rubata per condire un nuovo fascismo travestito da antifascismo; per armare la dialettica sciocca e superficiale del politicamente corretto; per imporre una tirannide del pensiero unico, che di pensiero non ha più nulla. Provo rabbia nel vedere come una canzone e un mito che irrigavano il tessuto sociale dell’#Italia siano oggi ridotti a un circo da ballare in qualche sfilata ridicola e priva di senso. Perché mai si dovrebbe fare pubblica ammissione di #antifascismo? E poi, quale antifascismo? Quello della #Schlein e del #PD? Sarebbero loro gli eredi della Resistenza? O forse #Fratoianni e #Piccolotti, impantanati nel racconto imbarazzante della loro Tesla di famiglia? Sarebbe questa gente, davvero? Ma non vi vergognate?
Pubblicato 7 apr
https://x.com/SavinoBalzano/status/1909155482440478747?t=qHztv8w78QQksaH6OhGCbw&s=19 Era il 20 gennaio 2015 e qualcuno prevedeva ciò che sarebbe accaduto. La svalutazione dell'#euro, evidentemente, agevolava le nostre esportazioni danneggiando altri. Se lo dicevi, ovviamente, venivi tacciato di essere un pericoloso estremista reazionario. Magari anche un po' fascista: certe logiche non cambiano mai. I "migliori" ci rassicuravano: era tutto a posto, andava bene così, si poteva fare. Altri facevano notare — qui @AlbertoBagnai — che quel giochetto avrebbe provocato una reazione. Una reazione che, sia chiaro, non arriva oggi per la prima volta: i #dazi non li ha certo inventati #Trump. Oggi sono al centro del dibattito pubblico non perché il tema debba essere gestito con attenzione, ma per alimentare il solito terrorismo mediatico finalizzato all’imposizione di scelte antisociali e neoliberali. Per fare ciò che piace all’#Ue e al #PD, in poche parole. #Meloni aveva promesso di contrastare queste logiche, ma stiamo ancora aspettando. Gli #USA di #DonaldTrump avevano anche un’altra strada per fiaccare le importazioni: falcidiare redditi e domanda interna, l’#austerità. Non hanno trovato un #Monti o una #Fornero a portata di mano, e hanno scelto un’altra strategia. Non devono esserci molti antiamericani da quelle parti.