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Sono editor, ghostwriter e writer coach. Nel canale scrivo e parlo di scrittura creativa, scrittura terapeutica e di comunicazione. Scopri il mio corso high level alessandraperotti.com/corso-editor-e-ghost-writer Contattami @AlessandraPerotti

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Pubblicato 11 ago

​COME SI DICE?🧐 Contro, contro a o contro di? Che cosa regge la preposizione impropria contro? Ricorro subito ad alcuni esempi per rendere più agevole la risposta. È giusto dire: Non posso combattere contro al tuo egoismo? O si deve scrivere piuttosto: Non posso combattere contro il tuo egoismo? La risposta giusta è la seconda: contro, seguito direttamente da un nome, non vuole nessuna preposizione. Treccani fa notare tuttavia che “secondo un uso oggi molto più raro (ma non scorretto), [la preposizione contro] può essere seguita dalla preposizione a” Es.: Si scagliò contro al nemico. Questa eventualità non è però contemplata né da Garzanti né dal nuovo dizionario De Mauro e anch’io mi sento di sconsigliarvene l’uso quando scrivete. Esiste invece un caso in cui contro deve essere seguito dalla preposizione semplice di: quando cioè precede i pronomi personali me, te, lui, lei, noi, voi, loro. Es. Ho ingaggiato una battaglia contro di lei. Ma se si colloca dopo le particelle pronominali mi, ti, si, ci, vi, di nuovo non ci vorrà nessuna preposizione: Es.: Mi si rivolse contro. #grammarbreak#scriverebene

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Pubblicato 7 ago

​DESCRIVI IL MOMENTO CHE VIVI✍🏻 Dovremmo sempre dedicare del tempo a descrivere il momento che stiamo vivendo, facile o complicato che sia. ✅Scriviamo che cosa caratterizza questo periodo a livello personale e professionale. ✅E come possa evolversi questo momento. ✅E poi - importante - che cosa possiamo apprendere da ciò che viviamo. Non trascuriamo mai nella nostra analisi l'insegnamento che c'è sempre nelle esperienze di vita, negli incontri con le persone, nelle difficoltà che affrontiamo. T'invito ad entrare nel gruppo fb dedicato alla Scrittura Terapeutica.

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Pubblicato 6 ago

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Pubblicato 6 ago

Attenzione a come vengono trattati determinati argomenti in un testo: non cadere mai nel pressapochismo. Ti riporto alcuni esempi nella nota audio. Buon ascolto. #editing#editingaporteaperte

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Pubblicato 5 ago

​Il legame tra scrittura e cinema, romanzo e sceneggiatura è molto stretto: i due mondi si contaminano e si ispirano a vicenda. Lo sa bene Angelo Roma, autore del libro che ti consiglio oggi, che addirittura affianca nel sottotitolo del proprio manuale il nome di Hemingway a quello di Marlon Brando. Il libro s’intitola: The writers method – Da Hemingway a Marlon Brando: la costruzione dei personaggi letterari con il metodo Stanislavskij di Angelo Roma (ed. Manni) La scrittura creativa basa la propria forza sulla potenza evocativa del linguaggio. Per Angelo Roma è fondamentale il giusto equilibrio tra istinto e tecnica, perché nella letteratura, come nella vita, quello che occorre è l'impasto di pancia, cuore e razionalità. E per arrivare a questa combinazione si devono saper maneggiare alcuni strumenti: punteggiatura, psicologia, scelta della voce narrante, colpi di scena. L'autore svela tecniche e segreti della scrittura, accorgimenti da prendere, errori da evitare. Soprattutto, spiega come applicare il metodo Stanislavskij alla costruzione dei personaggi: come Marlon Brando si calava nel ruolo di Stanley Kowalski fino a diventare Stanley Kowalski, così lo scrittore deve entrare nel personaggio che racconta fino a sentire ciò che lui sente, fino a pensare ciò che lui pensa. In altre parole, non si deve fingere. Come fa Hemingway.

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Pubblicato 4 ago

​I PAESI FRUGALI? Ma chi l'ha detto? Che cosa significa davvero “frugale”?🧐 Risalire all’etimo delle parole per comprenderne il significato non è solo un’indagine affascinante, ma è anche un’operazione utile che può aiutarci ad usare i vocaboli a ragion veduta, evitando imbarazzanti tranelli. È di questi giorni la discussione linguistica intorno alla locuzione “Paesi frugali”, utilizzata dal mondo della politica italiano che ha pensato, con questa espressione, di tradurre le parole inglesi “frugal countries”. In realtà l’aggettivo “frugale” in italiano ha un significato diverso rispetto al “frugal” inglese, il che non giustifica la traduzione letterale che se ne è fatta. La radice di frugale infatti va ricercata nel latino “frux” che significa frutto. Al genitivo diventa “frugis” e da lì è derivato il nostro aggettivo. Il significato ha a che fare con il cibo, infatti per noi la persona frugale è quella parca, che si accontenta di poco, che non eccede nel mangiare e nel bere. Per estensione anche un pasto può essere definito frugale, quando sulla tavola compaiono pietanze semplici e sobrie. Ma in inglese il significato di frugal è diverso: riferito ad un comportamento o a uno stile di vita, come nel caso di “frugal countries”, il termine significa “parsimonioso, economo” e non ha un uguale corrispettivo in italiano. Treccani lo ha messo subito in evidenza tirando le orecchie ai politici italiani e introducendo fra i neologismi 2020 l’espressione giornalistica “Paesi frugali” con relativi esempi.

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Pubblicato 30 lug

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Pubblicato 30 lug

Qual è la tua tematica dominante quando scrivi? La riconosci oppure no? C'è sempre anche se a volte è nascosta ai nostri stessi occhi. Averne consapevolezza è utile per fare le giuste scelte stilistiche. #scrittura#editingaporteaperte. Ne parlo nella nota audio di questa mattina.

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Pubblicato 29 lug

https://www.linkedin.com/pulse/la-scrittura-take-away-scegli-tu-alessandra-perotti/?trackingId=i2m7zlnQSeCIryWy4jl49w%3D%3D La scrittura take away esiste ed è praticabile, acquistabile. Ma spesso dimentichiamo che la scrittura è educazione alla comunicazione perché è composizione pensata e ragionata; è confronto, spesso ribaltamento dell’idea iniziale. Scrivere dovrebbe portarci al ragionamento, alla confutazione. Alla riscoperta di noi stessi e del nostro stesso lavoro. In questo caso però si parla di maturazione lenta: un'altra cosa.

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Pubblicato 29 lug

TI CONSIGLIO UN LIBRO 📕 Scrivere non è un’attività qualsiasi: esige tempo, dedizione, conoscenze tecniche e grammaticali, ha a che fare con il talento, ma premia solo i più determinati, provoca e trasmette emozioni, non lascia uguali a prima d’averla praticata. Tante sono le forze da mettere in campo e vale la pena considerarle tutte prima di intraprendere l’avventura della scrittura. Il manuale che ti consiglio oggi vuol proprio fare una carrellata su tutto quello che occorre conoscere se si è davvero decisi a voler scrivere. S’intitola: Scrittura creativa: istruzioni per l’uso di Maurizio Barbarisi (ed. Caravaggio) Questo manuale, con linguaggio chiaro e incisivo, affronta tutte le problematiche della scrittura creativa fornendo non solo le basi tecniche del buon scrivere, ma anche suggerimenti, idee e consigli per sviluppare le proprie capacità espressive. Nulla viene tralasciato: da un ripasso delle regole grammaticali di base all’analisi della punteggiatura come strumento per migliorare il flusso narrativo e la cadenza temporale del testo, dall’esame delle figure retoriche più importanti al lessico e al registro linguistico, fino a giungere alla costruzione complessa dei personaggi, all’intreccio e al subintreccio, oltre alla interrelazione tra soggetti e oggetti della storia e al tessuto dei dialoghi. Particolare attenzione è riservata alla correzione del testo e a tutte le metodiche indispensabili per renderlo efficace e fruibile al lettore.

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Pubblicato 28 lug

MA COME SI DICE?🧐 Assembramento o assemblamento? Sì lo so, in questo periodo se ne è già parlato tanto per via dell’ampio uso che si è fatto della parola, che insieme a pandemia, distanziamento sociale, lockdown e altri termini balzati agli onori della cronaca a seguito dell’effetto Covid, hanno popolato i discorsi di tutti. La parola è assembramento. O assemblamento? ✅Togliamo subito i dubbi: nel significato di adunanza di persone disordinata, occasionale e di solito all’aperto, si deve usare il sostantivo assembramento. Il verbo di riferimento è assembrare che significa mettere insieme, riunire, adunare in folla, come riporta Garzanti, ma è l’etimologia a mandare in confusione, perché deriva dal francese assembler (ecco da dove viene la “elle”) che, a sua volta, proviene dal latino simul che significa “insieme”, preceduto dal prefisso ad che vuol dire “verso” e il suffisso are che trasforma il tutto in una forma verbale: adsimulare. Al tranello etimologico si aggiunge la presenza, nella lingua italiana, del sostantivo assemblea, la cui derivazione linguistica è la stessa del verbo analizzato sopra. Ma in italiano la parola assemblamento non esiste, quindi non si può usare quando si parla di una riunione di persone. Esiste invece assemblaggio, nel significato di operazione utile a mettere insieme varie parti di un manufatto o di un apparecchio e, in informatica, esecuzione del programma di traduzione da un linguaggio di programmazione al linguaggio macchina (sempre Garzanti), che con le adunanze di persone però non ha niente a che vedere. #grammarbreak#scriverebene

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Pubblicato 27 lug

​5 GIORNI DI ESERCIZI DI SCRITTURA CONSAPEVOLE Si parte questa mattina fino a venerdì, 5 giorni dedicati alla scrittura consapevole sul tema "determinazione". 5 giorni in cui troverete sul gruppo fb Scrittura Terapeutica - Vision un esercizio di scrittura consapevole al giorno per riflettere sull'impegno che infondete nei vostri obiettivi e progetti. Preparate un quaderno (meglio scrivere a mano) e una penna. Pronti? 5 giorni di scrittura terapeutica e consapevole. Se non siete ancora nel gruppo fate subito la richiesta di ammissione, dai che si scrive.

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