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Writing Way
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IstruzioneSono editor, ghostwriter e writer coach. Nel canale scrivo e parlo di scrittura creativa, scrittura terapeutica e di comunicazione. Scopri il mio corso high level alessandraperotti.com/corso-editor-e-ghost-writer Contattami @AlessandraPerotti
Post recenti
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Pubblicato 25 lug
A che cosa ci riferiamo di preciso quando parliamo di "scrittura creativa"? Quali sono gli ambiti di applicazione e che cosa dovrebbe insegnarci un corso di formazione? Ne parlo in questo articolo. https://www.alessandraperotti.com/scrittura-creativa-regole-corsi-e-libri-la-guida-utile/
Pubblicato 23 lug
Pubblicato 23 lug
"Volevo solo averti accanto": oggi vi parlo dell' incipit di questo (curioso) romanzo mostrando come l'attacco di un testo sia basilare per dare il via all'intreccio che conquista il lettore. #editingaporteaperte#scriverebene
Pubblicato 22 lug
TI CONSIGLIO UN LIBRO📕 Scrivere e viaggiare sono due attività che già prese singolarmente possono arricchire chi le pratica assicurandogli emozioni intense. Scrivere di viaggi però non è per niente facile: si rischia di cadere nel banale e di svilire sia l’uno che gli altri. Il libro di oggi è un manuale per chi vuole dedicarsi nel migliore dei modi a questo genere particolare di scrittura. S’intitola: Come diventare scrittori di viaggio di Don George, Janine Eberle (ed. EDT) Essenziale per chi desidera imparare i trucchi della scrittura di viaggio. Un manuale che indica come costruire un racconto o un articolo, quali ricerche effettuare prima della partenza e come arricchire il proprio testo con fotografie di qualità. Interviste ad autori, editori e agenti affermati valorizzano il testo, con lo scopo di insegnare al viaggiatore come imparare a guardare il mondo con gli occhi dello scrittore. #leggere#libri#scrivere
Pubblicato 22 lug
La scrittura creativa è la tua passione o il tuo lavoro? Ecco una galleria di risorse utili se vuoi migliorare e metterti alla prova. Troverai gli Esercizi di scrittura per allenarti e verificare le tue abilità narrative, il test dedicato allo stile e molti consigli pratici per evitare di cadere nelle solite trappole. Ma c'è anche una risorsa del tutto rinnovata e approfondita per Creare personaggi efficaci. Scoprile, scaricale tutte e non dimenticare che la buona scrittura non è solo questione di talento ma di formazione, allenamento e perseveranza. Scaricale dal sito www.alessandraperotti.com/risorse-gratuite
Pubblicato 21 lug
Capace di o capace a?🤓 Succede a volte di sentir dire o di leggere frasi del tipo: Non sono capace a fare niente, in cui l’aggettivo “capace” viene costruito con la preposizione “a”. È un errore.😱 Capace regge la preposizione “di”, quindi l’espressione corretta sarà: Non sono capace di fare niente. Ma la storia dell’etimologia e del significato di questo aggettivo è interessante e vale la pena conoscerla: viene dal latino capax, a sua volta derivante da càpere che significa “contenere”, quindi l’aggettivo ha come significato principale quello di “capace di contenere qualcosa”. Anche a noi oggi capita di usarlo con questo significato ad esempio in frasi come: Uno stadio capace di centomila persone. Più diffuso, in questo senso, è l’uso del sostantivo “capacità” e del participio presente “capiente”: La capacità dello stadio è di centomila persone e ancora Prendi con te una borsa capiente. Il fatto è che nel latino tardo si è diffusa anche la forma verbale capire, derivante sempre da càpere, ma con cambio di coniugazione. Nella lingua italiana è entrata nell’uso più quest’ultima forma e con il significato metaforico di “contenere con la mente, comprendere, capire” appunto. E così quando parliamo di capacità il pensiero corre subito alla facoltà di fare qualcosa prima ancora che di contenerla. #grammarbreak#scriverebene
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Pubblicato 16 lug
Quando scriviamo abbiamo un approccio alla scrittura che ci distingue. Tu che tipo di autore o autrice sei?
Pubblicato 15 lug
TI CONSIGLIO UN LIBRO📕 Non c’è modo migliore per apprendere una tecnica di vederla applicata, capirne i meccanismi mentre sono in funzione. Per la scrittura è la stessa cosa: imparare a leggere le storie comprendendone la struttura è il segreto per trasformare un testo in una vera narrazione. Il libro che ti consiglio oggi intende accompagnare il lettore in questo viaggio tra le pagine dei grandi maestri della scrittura. S’intitola: Seminario sui luoghi comuni – Imparare a scrivere (e a leggere) con i classici di Francesco Pacifico (ed. Minimum Fax) Questo saggio raccoglie 37 passi celebri di altrettanti classici della letteratura e ne analizza i dettagli e i meccanismi che costituiscono il vero segreto della scena in questione, il suo "dietro le quinte". Ne emerge un godibile ed efficace manuale di scrittura creativa, perché composto proprio con "l'aiuto" dei grandi scrittori. #ticonsigliounlibro#libri#leggere
Pubblicato 14 lug
Ognuno o ciascuno: quando si usa l’uno e quando l’altro? A volte intorno alle regole sintattico-grammaticali nascono delle vere e proprie querelles linguistiche. Ognuno e ciascuno sono sinonimi? Si può ricorrere all’uno o all’altro senza differenza alcuna? Cominciamo a chiederci quale sia la loro funzione grammaticale. Entrambi sono pronomi indefiniti “usati per indicare una quantità non determinata della quale si vogliono considerare i singoli elementi” (sic Treccani online). Es.: Ognuno è padrone della propria vita; Ciascuno offre quel che può. Entrambi hanno la forma femminile, ma non quella plurale. Es: Le amiche stavano parlando: ognuna (o ciascuna) rispettando il proprio turno. Entrambi possono essere seguiti da un complemento partitivo: Es.: Ciascuno (oppure ognuno) di voi riceverà tre carte. Entrambi hanno anche un valore distributivo: Es: A ciascuno (oppure a ognuno) il suo. Ma solo ciascuno può essere usato anche come aggettivo. Es: Ciascun giocatore (ma non ognun giocatore) dispone di tre carte. La querelle sull’uso di ciascuno e ognuno riguarda però un’altra questione: è giusto usare ognuno o ciascuno alla stessa stregua sia che ci si riferisca a persone, sia che ci si riferisca a cose? Per esempio, si può dire: Ciascuno (e anche ognuno) dei quaderni su cui scrivi dev’essere ordinato, oppure quando ci si riferisce a cose e non a persone si deve usare soltanto “ciascuno” e non “ognuno”? Treccani online non sembra porre la questione. Garzanti Linguistica online non fornisce una risposta inequivocabile all’interrogativo, ma nelle sue definizioni sembra propendere per la distinzione nell’uso, là dove scrive: ciascuno: “con riferimento a una totalità di persone o cose, ne indica ogni singolo individuo o elemento; equivale a ogni e significa “tutti, tutte” in relazione al numero”. ognuno: “ogni persona”. Infine De Mauro dizionario online, nella propria definizione di “ognuno" si pronuncia espressamente in questi termini: ognuno: 1a. pron. indef. m., solo sing., ogni singola persona: ognuno aveva una domanda da fare; […] 3. pron. indef. m., solo sing., estens., riferito a qcs., ciascuno: ognuno dei miei libri ha impresso il mio timbro. A voi la scelta, quindi.
Pubblicato 9 lug
TI CONSIGLIO UN LIBRO📕 A volte, invece di ricevere consigli da manuale, abbiamo voglia di sentircela raccontare, la scrittura. Soprattutto quando il narratore è un autore della portata di Stevenson, padre di capolavori come L’isola del tesoro e Il dottor Jekyll e mr. Hyde. Il libro che ti suggerisco oggi contiene cinque saggi sull’arte della scrittura, ma è anche una riflessione sul valore morale “della professione di lettere” e una raccolta di ricordi e riflessioni personali piene di umanità. L’arte della scrittura di Robert Louis Stevenson (ed. Mattioli editore 1885) "Chiunque può scrivere un racconto - un cattivo racconto - voglio dire, chiunque abbia sufficiente diligenza, carta e tempo; ma non tutti possono sperare di scrivere un romanzo, anche cattivo. È la lunghezza che uccide." Stevenson elabora le sue teorie sull'arte della scrittura: dalla scelta delle parole, alla costruzione dell'intreccio, alle preferenze di stile. #ticonsigliounlibro#leggere#scrivere
Pubblicato 7 lug
Lei, lui, loro: pronomi personali soggetto o complemento? Quello che affronto oggi è un esempio di come la lingua sia in costante evoluzione e arrivi non solo ad accettare, ma anzi a consigliare come preferibili nella forma scritta, consuetudini tipiche di quella parlata, che un tempo sarebbero state valutate come errore. Sto parlando dei pronomi personali: lei, lui loro usati nella funzione di soggetto e non solo di complemento. Ad esempio: Yu non riusciva a pronunciare la “erre”: lei veniva dalla Cina. Se in un tema al liceo avessi scritto questa frase, non l’avrei passata liscia: il pronome “lei” sarebbe stato sottolineato e sostituito dall’insegnante con il pronome “ella”, perché lei (come anche “lui” e “loro”) sono pronomi personali complemento e quando avessimo voluto usarli nella funzione di soggetto – come nel caso dell’esempio – avremmo dovuto utilizzare i pronomi egli, ella, essi, esse, nati proprio con questo ruolo. Parlo al passato perché oggi non è più così e se durante l’editing di un testo trovassi le antiche forme dei pronomi personali soggetto, consiglierei all’autore di svecchiare le frasi, sostituendole con quelle più moderne ormai preferite dall’uso. Sempre che non si tratti di un romanzo storico o di un testo che preveda personaggi di una certa età, la cui caratteristica risieda proprio nel loro tipico modo di parlare "all'antica". #grammarbreak#scriverebene
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Pubblicato 3 lug
Quando scriviamo, nella fase di revisione, valutiamo le parole che abbiamo scelto? A volte non ci stanno proprio nel contesto in cui ci muoviamo, non sono adeguate oppure sono prese dal parlato senza un filtro. Per migliorare l'espressività e la comunicazione scritta, la ricerca delle parole è basilare. Ne parlo in questo video. https://youtu.be/XbU6Yv0SoAA