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Comitato Contro La Guerra Milano
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PoliticaL’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori. Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com FB: facebook.com/comitato.milano.5 Email: [email protected]
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Pubblicato 28 feb
Pubblicato 27 feb
Pubblicato 27 feb
STATI UNITI: LA PIÙ GRANDE MINACCIA ALLA STABILITÀ E ALLA PACE NEL MONDO DOMENICA 8 MARZO 2026 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO) E IN DIRETTA STREAMING “Ho il diritto di distruggere un Paese. Ho persino il diritto di imporre un embargo distruttivo a un Paese straniero. Posso fare tutto quello che voglio.” Donald Trump Non è soltanto con questa ultima amministrazione che gli USA rappresentano la più grande minaccia alla stabilità e alla Pace nel mondo. Certo è che a differenza delle precedenti amministrazioni dei Democratici, questa dei Repubblicani si toglie sempre più spesso la maschera dell’ipocrisia e senza troppi pretesti si arroga il diritto all’intervento militare e ai blocchi economici, trovando le proprie linee guida nella National Security Strategy. Alle ore 18.00 ne parleremo con Stefano Orsi (analista militare) e proveremo ad analizzare la politica estera di Washington, approfondendo le conseguenze nei vari quadranti: soprattutto quello latino americano con le aggressioni contro Venezuela e Cuba, quello mediorientale con il genocidio del popolo palestinese e la incombente guerra contro l’Iran, nonché quello europeo con lo scontro Russia/NATO attraverso l’Ucraina e le tensioni interimperialiste tra alleati. Dalle ore 20.00 cena popolare con sottoscrizione, per la quale chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di venerdì 6 marzo al numero 353-4351278 (solo telefonate) oppure alla mail [email protected] Comitato Contro La Guerra Milano La diretta streaming sarà trasmessa sul canale YouTube "La Casa Rossa - Milano" Qui l'evento Facebook: https://www.facebook.com/events/893022767040192/
Pubblicato 26 feb
DICHIARAZIONE DI ALLERTA DEL CONSIGLIO MONDIALE DELLA PACE: I TAMBURI DI GUERRA SUONANO FORTE IN MEDIO ORIENTE World Peace Council, 26 febbraio 2026 Il Consiglio Mondiale della Pace (WPC) esprime la sua più profonda preoccupazione e inquietudine per i preparativi bellici degli Stati Uniti e dei loro alleati in Medio Oriente, in particolare contro l'Iran. L'elevata concentrazione di potenza militare degli Stati Uniti, tra l'altro con due portaerei e lo schieramento di truppe nei Paesi confinanti, l'accerchiamento dell'Iran da parte di decine di basi militari statunitensi, britanniche e della NATO e la relativa retorica bellica sono più che un segnale di un attacco pianificato contro l'Iran. I colloqui e i negoziati in corso in questi giorni a Ginevra vengono utilizzati dagli Stati Uniti per guadagnare tempo ed esercitare ulteriore pressione sull'Iran per gli interessi geopolitici degli Stati Uniti, ovvero le ricche riserve di petrolio e le rotte di trasporto nella regione. L'imperialismo statunitense non ha mai nascosto le proprie ambizioni e piani per il Medio Oriente. Avendo Israele come alleato strategico, il quale prosegue con i crimini genocidi contro il popolo palestinese in una aggressione pianificata, dopo il rovesciamento del governo siriano e il passaggio del potere ai propri collaboratori fondamentalisti religiosi, il prossimo obiettivo è l'Iran. Ci sono diverse indicazioni e informazioni che dimostrano una chiara e aperta preparazione alla guerra contro l'Iran. I pretesti sono gli stessi di sempre. Nonostante la totale assenza di prove e indizi che evidenzino come l'Iran possieda armi nucleari, gli imperialisti stanno costruendo la propria narrativa attraverso i media internazionali da loro controllati, secondo cui il Paese si starebbe preparando ad acquisire tali armi. L'attacco dello scorso anno (2025) degli Stati Uniti contro l'Iran è stato solo il primo passo verso gli attuali piani di guerra. Il WPC invita apertamente tutte le forze e i popoli amanti della pace nel mondo a rimanere in massima allerta, a pianificare e organizzare proteste e manifestazioni in ogni angolo del mondo per denunciare i piani di guerra dell'imperialismo statunitense e dei suoi alleati contro l'Iran. Una simile aggressione pianificata incendierebbe l'intera regione, con conseguenze imprevedibili a livello regionale e persino globale. Il WPC esprime la sua solidarietà al popolo iraniano, contro qualsiasi interferenza straniera nei suoi affari, per il suo diritto a determinare in autonomia e liberamente il proprio destino. No alla guerra contro l'Iran! L'imperialismo statunitense fuori dal Medio Oriente! Il Segretariato del WPC, 26 febbraio 2026 Fonte: https://www.wpc-in.org/statements/statement-alert-world-peace-council-war-drums-are-beating-loudly-middle-east
Pubblicato 21 feb
GLI USA STANNO MUOVENDO LA GRANDE FLOTTA ARMATA AEREO NAVALE MAI VISTA PER LO SCONTRO FINALE CON L'IRAN Alberto Larghi, 19 febbraio 2026 Le operazioni di guerra degli Usa, storicamente, sono sempre precedute da torrenti di video e scritti servili sulle violenze nel paese che sarà poi aggredito, cosi da dare una giustificazione all'intervento. Fu cosi per il Vietnam, per l'Iraq, la Libia e la Jugoslavia. Anche la maggioranza di quelli che teoricamente si oppongono oggi, a differenza dei tempi del Vietnam quando erano guidati da punti di vista autonomi, lo fanno con motivazioni ambigue e di fatto giustificazioniste tipo "io sono contrario alla guerra, ma quelli sono regimi criminali che devono andarsene". Se cadrà l'Iran, quello che c'è ora, che ha difetti, come altri paesi del resto, che ha bisogno di riforme, come tanti altri del resto, che ha bisogno di una minor presenza di preti nelle aree decisionali della società, come da noi del resto che paghiamo tasse concordate ad una casta millenaria esattamente come loro e che si è resa partecipe di vergognose benedizioni dei peggiori crimini nella storia; ecco se cadesse l'Iran, finirebbe per un tempo lunghissimo ogni residua possibilità di resistenza di chiunque in quell'area, a partire dai palestinesi. Chi auspica una caduta dell'attuale Iran, sotto la pressione angloamericana, non sta proprio per niente con la resistenza dei palestinesi, perlomeno quella che vogliono loro che in quell'inferno ci vivono fino a quando gli è permesso; l'Ira condusse attentati spietati e il suo braccio politico ora è un partito di governo, per esempio. Ci sono cose semplici, che una volta ti avrebbe detto anche un onesto (qualcuno c'era) socialista e persino democristiano, una di queste è che la politica quando interviene militarmente lo fa per ragioni che non sono morali, ma per proteggere o guadagnare sfere d'influenza che in questo caso, come negli altri citati, sono palesi e sono da un secolo gli stessi e che non sono i nostri. La discussione che ci sarà, si svolgerà nella stessa modalità nella quale si svolgono le altre, tipo il "caro bollette", o il "crollo della produzione industriale", dove ci si potrà confrontare su presunte differenze, nessuno dirà qual è la vera causa di una e dell'altra, almeno quella principale e cioè che per sudditanza, sia a destra, che nel futuro campo santo della sinistra si è accettato che l'energia non la si compri dove costa molto meno. Nel dibattito perimetrato dal capitale finanziario attraverso i suoi attori nel circo della politica, chi vince sempre è il capitale stesso. L'obiettivo è il colpo mortale ai Brics e il dominio in un'area cruciale, il resto sono cazzate buone per prendere per scemi i telespettatori. Fonte: https://www.facebook.com/1001807944/posts/10237474714299556/
Pubblicato 19 feb
Pubblicato 19 feb
Vi invitiamo a divulgare e a partecipare: DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA: L'ITALIA AI TEMPI DELLA CENSURA, DELLA REPRESSIONE E DEL RIARMO “Occorre silenziare i dissenzienti, far tacere il pensiero critico, annullare il dissenso ancor prima che venga espresso, impedire che il dibattito politico venga connotato dalla conoscenza storica, che rende più difficile la costruzione della menzogna” Con queste parole il Professor Angelo d'Orsi fa una fotografia della democrazia nel nostro Paese, con la propaganda di guerra e la militarizzazione in ogni ambito della società, con la scuola e l'università che diventano sempre più terreno dove fare propaganda militare per inculcare nei giovani e futuri cittadini la figura del “soldato”, in divisa o in borghese, che esegue senza obiettare gli ordini dell’Autorità. Il tutto in contrasto con gli articoli 11 (“L'Italia ripudia la guerra”) e 21 (“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”) della nostra Costituzione. Le decisioni politiche orientate al riarmo e alla guerra hanno ricadute negative non solo sulle condizioni economiche dei cittadini, con il carovita, i salari fermi, i tagli ai servizi sociali, ma anche sulla nostra democrazia con la concentrazione del potere nelle mani di un'esigua minoranza senza contrappesi e organi di controllo, con la riduzione dei diritti e degli spazi politici e sociali. Per invertire la tendenza prima che si arrivi al punto di non ritorno è necessario mobilitarsi partendo dalla presa di coscienza della condizione in cui viviamo. Per questo ci troviamo al Salone Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano (C.so di Porta Vittoria 43) venerdì 13 marzo alle ore 20:30 dove interverranno di presenza Angelo d’Orsi ed Elena Basile e da remoto Alessandro Di Battista e Moni Ovadia. Per info e contatti: [email protected] https://linktr.ee/coordinamentopacemilano Evento Facebook: https://www.facebook.com/share/1D27k4rCBt/
Pubblicato 18 feb
GAZA E CUBA: DUE ASSEDI, UNA STESSA LINEA DI FRATTURA, LA STESSA LOTTA CONTRO L'IMPERIALISMO. Freedom Flotilla Italia, 15 febbraio 2026 ____________ Due navi provenienti dal Messico, con 814 tonnellate di alimenti, medicinali e beni essenziali, hanno attraccato a L’Avana. È un gesto politico: una frattura nell’architettura dell’isolamento imposto dagli Stati Uniti a Cuba dal 1963. La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha annunciato un nuovo invio imminente. La linea è chiara: la sovranità latinoamericana non si negozia sotto minaccia. La minaccia, infatti, è esplicita. Il presidente statunitense Donald Trump ha rilanciato la strategia della “massima pressione”, arrivando a dichiarare che non dovrebbe arrivare “una goccia di petrolio” a Cuba. Un’escalation che, sommata all’embargo economico, commerciale e finanziario in vigore da oltre sessant’anni, mira a colpire il punto più vulnerabile dell’isola: l’energia. CONTINUA A LEGGERE...
Pubblicato 13 feb
IL DALAI LAMA COINVOLTO NELLO SCANDALO EPSTEIN: LA CRISI DI UNA PRESUNTA AUTORITÀ MORALE Giulio Chinappi, 7 febbraio 2026 La nuova ondata di documenti sul caso Epstein riapre interrogativi pesanti anche sul Dalai Lama, mettendo in evidenza una frattura tra predicazione etica, frequentazioni d’élite e collocazione politica dentro la strategia statunitense contro la Cina. La pubblicazione massiva di una parte dei cosiddetti Epstein files ha prodotto, nelle ultime settimane, un impatto politico e mediatico enorme, perché per la prima volta una mole documentale gigantesca è stata resa consultabile in modo sistematico. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha indicato che il materiale rilasciato supera i 3 milioni di pagine, con oltre 2.000 video e 180.000 immagini, all’interno di un perimetro legale che include anche “individui nominati o citati” in relazione alle attività criminali di Jeffrey Epstein. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=1336464951854480&set=a.640431738124475
Pubblicato 12 feb
Questo il ricordo di Fidel da parte di Zivadin Jovanovic, allora ministro esteri Jugoslavia, oggi nostro Presidente del Forum Belgrado per un Mondo di Eguali. Quando il mondo, i leader, la politica e i valori umani erano altra cosa. Con Fidel, il Che e Chavez nel cuore, cerchiamo di non farci annullare e almeno Resistere. Enrico Vigna, portavoce per l'Italia del Forum Fonte: CIVG - Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia
Pubblicato 10 feb
Pubblicato 10 feb