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Comitato Contro La Guerra Milano
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PoliticaL’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori. Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com FB: facebook.com/comitato.milano.5 Email: [email protected]
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Pubblicato 21 giu
UNA VISITA CHE RAFFORZA LA CONVINZIONE DI CUBA DI AVERE NELL'IRAN UNA NAZIONE AMICA Granma Cuba, 15 giugno 2023 Díaz-Canel ha avuto colloqui ufficiali con il Presidente dell'Iran. Nel contesto del ricevimento sono stati firmati sei strumenti bilaterali. "È un onore e un'enorme soddisfazione riceverla oggi a Cuba", ha dichiarato il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, durante i colloqui ufficiali che ha avuto giovedì con Sua Eccellenza Dr. Ayatollah Seyed Ebrahim Raisi, Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran. Allo "stimato amico", il Capo di Stato cubano ha portato i saluti a nome del Generale dell'Esercito Raúl Castro Ruz e ha chiesto di portare "affettuosi saluti" alla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, il Grande Ayatollah Ali Khamenei. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=648527500648232&set=a.640431738124475
Pubblicato 20 giu
Alcune immagini dell'iniziativa "UCRAINA TRA GUERRA, NEONAZISTI E NATO: UN POPOLO SACRIFICATO. L'ALTERNATIVA DEL MONDO MULTILATERALE", tenuta in Casa Rossa a Milano il 17 giugno 2023 e a cui hanno partecipato SARA REGINELLA (autrice e documentarista), ANDREA LUICIDI (reporter in Donbass) e FRANCESCO MARINGIÒ (presidente dell’Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta e studioso della Cina contemporanea). Questo il video dell'iniziativa: https://fb.watch/lhBejFrM8r/
Pubblicato 15 giu
LA NATO IN GUERRA. DA DRAGHI A MELONI SI CORRE A COMPIACERE IL BELLICISTA BIDEN Alessandro Orsini, 13 giugno 2023 L’Italia deve prepararsi a inviare i soldati in Ucraina. Ma è un processo complicato che richiede sei condizioni. In primo luogo, è necessario uno scenario complessivo, o condizione strutturale, che prenderebbe corpo ove la controffensiva ucraina defunga. Zelensky si troverebbe tragicamente indebolito e la Russia potrebbe puntare a Odessa o altrove. Il trambusto nel Pd è legato a questo scenario che conduce a Bonaccini, la seconda condizione per l’ingresso dell’Italia in guerra. Quando richiesto dalla Casa Bianca, Bonaccini dovrà spingere il Pd a votare per l’invio dei soldati. Una prova? È iniziata in Germania e durerà fino al 23 giugno la più grande esercitazione aerea della storia della Nato, la “Air Defender 23”. L’obiettivo dell’esercitazione è la guerra con la Russia. In sintesi, mentre la Nato si organizza per sparare sui russi, Bonaccini fa il suo lavoro per conto di Stoltenberg nel Pd. La terza condizione per l’invio dei soldati italiani è la fornitura ininterrotta di armi avviata da Draghi in base alla strategia dell’ingresso in guerra un passo alla volta. La quarta è l’uso del Pnrr per le munizioni che pone le condizioni necessarie per la trasformazione dell’economia italiana in economia di guerra. La quinta condizione è il giornalismo compiacente. Ai giornalisti è proibito rivolgere a Meloni e Bonaccini l’unica domanda che avrebbe senso fare: “Se richiesto da Biden, lei direbbe sì all’invio dei soldati italiani?”. I giornalisti mainstream fanno le domande importanti a cose fatte per evitare che i cittadini diventino consapevoli dei pericoli. La sesta condizione è la disponibilità di un finto tecnico che sostituisca Meloni nel caso in cui la richiesta dei soldati italiani determini una crisi di governo. Il che conduce al discorso da candidato premier che Draghi ha pronunciato a Boston. In quel discorso di propaganda bellica, Draghi, il tecnico più politico del mondo, ha ripetuto le parole di John Kirby e Biden. La Nato e l’Unione europea – ha spiegato Draghi – devono battersi per la sconfitta della Russia sul campo, senza peraltro spiegare come sconfiggere una super-potenza nucleare. Draghi si è detto contrario a un’attenuazione del conflitto, persino al cessate il fuoco e a ogni soluzione diplomatica. Il discorso di Draghi svolge due funzioni nel processo di costruzione dell’invio dei soldati italiani. La prima è garantire alla Casa Bianca che, se Meloni traballasse, il banchiere sarebbe pronto a prendere il suo posto. Così facendo, Draghi incentiva Giorgia a radicalizzarsi per dare a Biden più certezze, un fenomeno che prende il nome di “outbidding”. Draghi si estremizza e Meloni rilancia. La seconda funzione del discorso di Draghi è spaventare Salvini affinché sappia che, caduta Meloni, perderebbe la sua posizione preminente nel governo. È noto, per bocca di Massimiliano Romeo, capogruppo Lega al Senato, che Salvini è iper-critico verso la linea iper-estremista di Draghi. La morte di Berlusconi, colomba contro i falchi, favorisce la corsa verso la distruzione dell’Ucraina. Schlein, che proviene dal movimento pacifista, è al centro di questa contesa geopolitica e deve dimostrare di essere una leader. Meloni ha già superato la prova. Quella di Schlein è resa ardua dalla presenza dietro le quinte di Gentiloni, super-falco della Commissione europea, al punto che si parla di lui come presidente del Pd al posto di Bonaccini per rafforzare la componente guerrafondaia contro quella pacifista. Gentiloni non ha smentito la notizia. Vorrebbe diventare presidente della Repubblica. Per accreditarsi, deve dimostrare di essere pronto a calpestare gli interessi nazionali dell’Italia per curare quelli di Biden. Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/06/13/la-nato-in-guerrada-draghi-a-meloni-si-corre-a-compiacere-il-bellicista-biden/7192091/
Pubblicato 14 giu
Il menù della cena che si terrà questo sabato in Casa Rossa, subito dopo l'iniziativa delle ore 18.00 "Ucraina tra guerra, neonazisti e NATO: un popolo sacrificato. L'alternativa del mondo multilaterale". Prenotatevi ora! Qui l'evento Facebook: https://www.facebook.com/events/561199026200903/
Pubblicato 12 giu
UCRAINA, LA “CONTROFFENSIVA” È UN FUMETTO DI SANGUE 70mila uomini, caos e “vittoria” impossibile. Solo 4 brigate di soldati, un fronte di 300 km. Non potrà mai essere un’offensiva su larga scala: zero obiettivi strategici raggiungibili Fabio Mini, 10 giugno 2023 Sulla mappa dell’Ucraina finalmente ritornano le freccette (simbolo di direzione di movimento), i cerchietti (simbolo di aree di combattimento) e la designazione degli obiettivi strategici ovvero quelli da conquistare e mantenere per dichiarare la vittoria. Mancano ancora i soldatini e i carrarmatini così cari ai nostri narratori di guerra, ma è questione di poco, arriveranno anche loro. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=643033094531006&set=a.640431738124475
Pubblicato 11 giu
KOSOVO: CAPPIO AL COLLO PER LA SERBIA? Enrico Vigna, 7 giugno 2023 Come avevo scritto mesi fa negli ultimi due articoli sulla situazione, il nodo Kosovo sta avanzando a tappe forzate verso l’ultima stazione, come da progetto USA/NATO, con le pressioni, provocazioni, minacce al governo serbo, intensificatesi negli ultimi mesi con il diktat: o con la Russia o con l’occidente. Ora con il fronte ucraino aperto, quanto sta accadendo non è casuale, è un messaggio chiaro, possente, se la Serbia non sceglie “la parte giusta”, andrà verso la sua destabilizzazione e il conflitto. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=642485617919087&set=a.640431738124475
Pubblicato 10 giu
CUBA: MINISTERO DEGLI ESTERI SMENTISCE LA PUBBLICAZIONE DEL WALL STREET JOURNAL SULLA CREAZIONE DI UNA BASE MILITARE CINESE A CUBA Cubadebate, 8 giugno 2023 Il viceministro degli Esteri Carlos Fernández de Cossío ha smentito la pubblicazione, da parte del quotidiano statunitense The Wall Street Journal (WSJ), di un presunto accordo tra i governi di Cina e Cuba per la creazione di una base militare cinese in territorio cubano con lo scopo di intercettare le comunicazioni negli Stati Uniti. L'alto funzionario del Ministero degli Esteri cubano ha respinto con forza la calunnia pubblicata dal WSJ, il quale ipotizza, senza alcuna prova, che una base di spionaggio stabilita a Cuba, a meno di 150 chilometri dalla Florida, sarebbe utile per conoscere i dettagli del traffico marittimo in una regione con un gran numero di basi militari e per monitorare tutte le comunicazioni elettroniche nel sud-est degli Stati Uniti. Cuba rifiuta la presenza militare straniera nella regione dell'America Latina e dei Caraibi ed è firmataria di accordi internazionali in materia. L'intenzione della pubblicazione è quella di fuorviare l'opinione pubblica sulla realtà di Cuba; l'articolo pubblicato dal WSJ è infondato, ha sottolineato. Ha sottolineato che "a prescindere dai diritti sovrani di Cuba in materia di difesa, il nostro Paese è firmatario della Dichiarazione dell'America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace, firmata all'Avana nel gennaio 2014". In virtù della Dichiarazione, ha affermato, "rifiutiamo ogni presenza militare straniera in America Latina e nei Caraibi, compresa quella di numerose basi e truppe militari statunitensi, soprattutto nella base militare che occupa illegalmente una porzione del territorio nazionale nella provincia di Guantánamo". Allo stesso modo, il viceministro degli Esteri cubano ha sottolineato che "calunnie di questo tipo sono state spesso fabbricate da funzionari statunitensi, apparentemente a conoscenza di informazioni di intelligence, come quelle che si riferiscono a presunti attacchi sonici contro il personale diplomatico statunitense, la falsità su un'inesistente presenza militare cubana in Venezuela e la menzogna sull'esistenza immaginaria di laboratori di armi biologiche". "Sono tutte falsità promosse con il perfido intento di giustificare l'inasprimento senza precedenti del blocco, la destabilizzazione e l'aggressione contro Cuba e di ingannare l'opinione pubblica negli Stati Uniti e nel mondo", ha sostenuto il viceministro degli Esteri. Ha concluso dicendo che "l'ostilità degli Stati Uniti contro Cuba e le misure estreme e crudeli che causano danni umanitari e puniscono il popolo cubano non possono essere giustificate in alcun modo". Fonte: http://www.cubadebate.cu/noticias/2023/06/08/minrex-desmiente-publicacion-de-wsj-sobre-establecimiento-de-base-militar-china-en-cuba/ Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
Pubblicato 7 giu
IRAN: RAISI PRESTO IN VENEZUELA, NICARAGUA E CUBA Pars Today, 7 giugno 2023 La prossima settimana il presidente della Repubblica Islamica dell'Iran partirà per un tour nei Paesi latinoamericani. Ebrahim Raisi, con l'obiettivo di proseguire la politica di rafforzamento delle relazioni con i Paesi amici e di rafforzare la cooperazione economica, politica e scientifica con i paesi latinoamericani la prossima domenica inizierà un tour in Venezuela, Nicaragua e Cuba. Il presidente iraniano incontrerà anche gli imprenditori e attivisti economici locali e iraniani in questi tre Paesi. Fonte: https://parstoday.ir/it/news/iran-i333652-iran_raisi_presto_in_venezuela_nicaragua_e_cuba
Pubblicato 7 giu
Comitato Contro La Guerra Milano pinned «UCRAINA TRA GUERRA, NEONAZISTI E NATO: UN POPOLO SACRIFICATO. L'ALTERNATIVA DEL MONDO MULTILATERALE SABATO 17 GIUGNO 2023 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO) E IN DIRETTA STREAMING Un metro di ghiaccio non si forma…»
Pubblicato 6 giu
UCRAINA TRA GUERRA, NEONAZISTI E NATO: UN POPOLO SACRIFICATO. L'ALTERNATIVA DEL MONDO MULTILATERALE SABATO 17 GIUGNO 2023 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO) E IN DIRETTA STREAMING Un metro di ghiaccio non si forma in una sola notte di gelo: ciò a cui stiamo assistendo è l’esito di un processo che è in atto da anni. Il racconto della Storia non sempre è uniforme e soprattutto in periodo di guerra assume le caratteristiche della propaganda. Ci sono profonde ragioni dietro a questo conflitto che vede la NATO confrontarsi con la Russia attraverso l’Ucraina: tra queste non sfuggono agli analisti seri ed esperti di politica internazionale, di qualsiasi colore politico essi siano, l’impetuosa crescita economico-finanziaria della Cina e la crescente influenza politica sul resto del mondo da parte dei Paesi appartenenti ai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) in associazione con Pechino. Ne parleremo alle ore 18.00 con SARA REGINELLA (autrice e documentarista), ANDREA LUICIDI (reporter in Donbass) e FRANCESCO MARINGIÒ (presidente dell’Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta e studioso della Cina contemporanea). Con i nostri ospiti proveremo inoltre ad approfondire i ruoli svolti dalle bande neonaziste nell’indirizzare il colpo di Stato di Euromaidan del 2014 a favore delle potenze occidentali, nel contribuire ad accendere la miccia di questa guerra fratricida e nello stroncare qualsiasi forma di dissenso all’interno del Paese. Infine ci sarà un aggiornamento delle notizie dal fronte ucraino e rifletteremo sui possibili esiti di questa guerra a livello internazionale e per il nostro Paese. Nel corso dell’iniziativa si potrà firmare per i referendum contro l’invio di armi in Ucraina. Alle ore 20.00 circa, cena popolare di autofinanziamento, per la quale chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di giovedì 15 giugno al numero 353-4351278 oppure alla mail [email protected] o [email protected] Ci ritroviamo sabato 17 giugno alle ore 18.00 in Casa Rossa, via Privata Monte Lungo 2, Milano (MM1 Turro). Comitato Contro La Guerra Milano Qui l'evento Facebook: https://www.facebook.com/events/561199026200903/
Pubblicato 1 giu
PERCHÉ L’UCRAINA NON PUÒ VINCERE Pino Arlacchi (ex vicesegretario generale dell'ONU), 31 maggio 2023 Il conflitto in Ucraina viene spesso definito come una guerra di posizione, di trincea, più simile alla Prima che alla Seconda guerra mondiale. La guerra di posizione si distingue per la sua brutalità, dove a pesare sul risultato sono il numero di morti nel campo di battaglia causati soprattutto dalla potenza del re delle stragi, l’artiglieria. I fattori che contano nelle guerre di posizione non sono gli armamenti disponibili all’inizio dello scontro, ma quelle che vengono chiamate le capabilities dei contendenti: la popolazione, il territorio, l’apparato industriale, le fonti di energia, le risorse naturali. Cioè l’hardware che consente di finalizzare verso lo sforzo bellico le risorse di un Paese. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/comitato.milano.5/photos/a.773452456008814/6521755354511800/
Pubblicato 31 mag
L'intervento di Marcello, in rappresentanza del Coordinamento per la Pace - Milano, durante la manifestazione dello scorso 27 maggio, tenuta a Milano per chiedere la cessazione dell'invio di armi in Ucraina e per promuovere i negoziati di pace. Qui il video integrale con gli interventi delle organizzazioni che hanno aderito all'iniziativa: https://youtu.be/CJvAIGdigJI