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Comitato Contro La Guerra Milano
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PoliticaL’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori. Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com FB: facebook.com/comitato.milano.5 Email: [email protected]
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Pubblicato 26 ott
IN BOSNIA SI STA PREPARANDO UNA NUOVA RIVOLUZIONE COLORATA? BALCANI A RISCHIO ESPLOSIONE Di Enrico Vigna - 24 ottobre 2022 Sotto le pressioni delle ambasciate occidentali e dell’opposizione locale europeista, c’è stata la decisione di ricontare i voti delle elezioni presidenziali nella Republika Srpska del 2 ottobre, presa dalla Commissione elettorale centrale (CEC) della Bosnia ed Erzegovina, nonostante ancora non siano stati dati ufficialmente i risultati finali della votazione, che hanno visto la vittoria con uno scarto di oltre 30.000 voti del presidente uscente Milorad Dodik contro l’esponente filooccidentale Jelena Trivic. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/comitato.milano.5/photos/a.773452456008814/5840053229348686/
Pubblicato 25 ott
UCRAINA, ORA ANCHE TRA I DEMOCRATICI USA C’È CHI CHIEDE LA VIA DIPLOMATICA. LETTERA DI 30 DEPUTATI: “CERCHI UN DIALOGO CON LA RUSSIA” Il Fatto Quotidiano, 24 ottobre 2022 La strategia del pugno duro e del sostegno incondizionato a Kiev inizia a scricchiolare anche al di là dell’Atlantico. Se una settimana fa era stato il leader dei Repubblicani alla Camera, Kevin McCarthy, a dire che, in caso di vittoria del Grand Old Party al midterm, “non ci saranno più assegni in bianco per Kiev”, adesso a chiedere al presidente Biden di spingere per la via diplomatica e abbandonare la linea della fermezza sono anche una trentina di membri del Congresso americano di sponda democratica. Il Washington Post è infatti entrato in possesso di una lettera, pubblicata, nella quale i 30 deputati Dem invitano l’amministrazione a cambiare radicalmente la strategia sulla guerra in Ucraina e portare avanti negoziati diretti con la Russia, dato che Mosca ha più volte ribadito la volontà di discutere della pace con l’altra superpotenza coinvolta nello scontro. È la prima volta che membri di spicco del suo stesso partito chiedono a Biden di cambiare il proprio approccio sul conflitto, un tema che, fino a poche settimane fa, non sembrava nemmeno poter essere messo in discussione. La missiva, con prima firmataria la deputata Pramila Jayapal, rischia adesso di aumentare la pressione sulla Casa Bianca, convinta di portare avanti la strategia della fermezza, a pochi giorni ormai dal voto di midterm nel quale la compagine democratica rischia di subire una sconfitta. Non basta, sostengono i 30 Democratici, fornire aiuto economico e militare all’esercito di Volodymyr Zelensky se parallelamente non si imprime una “spinta diplomatica proattiva, raddoppiando gli sforzi per cercare un quadro realistico per un cessate il fuoco”. Un invito che contrasta con la posizione assunta fino ad oggi da Biden in persona, il quale ha in più occasioni ribadito la necessità di arrivare a una pace solo alle condizioni stabilite da Kiev e non da attori esterni. Un approccio che, però, non concepisce alcuna exit strategy pacifica, dato che proprio Zelensky ha recentemente firmato un decreto presidenziale col quale ha vietato per legge ogni tipo di dialogo e contrattazione con Vladimir Putin. “Più a lungo va avanti la guerra in Ucraina, maggiore è il rischio di un’escalation con effetti diffusi e devastanti“, ha detto Jayapal in una dichiarazione a The Post. “Non dovremmo farci illusioni sulla sfida che ci attende, ma io e i miei colleghi stiamo esortando l’amministrazione a impegnarsi in una spinta diplomatica. L’alternativa alla diplomazia è la guerra di lunga durata, con le sue certezze e i rischi catastrofici e inconoscibili”. Una posizione meno rigida, quella dei Dem, rispetto alla frangia più oltranzista del Partito Repubblicano. Nella formazione di Biden non si mette in discussione il sostegno a Kiev, si chiede soltanto uno sforzo altrettanto importante per stimolare il processo di pace. Ben diverso da chi mette inizia a riconsiderare l’idea di fornire aiuti al governo ucraino a causa del loro costo e dell’aumento dei prezzi che questa situazione sta provocando anche negli States. “Se c’è un modo per porre fine alla guerra preservando un’Ucraina libera e indipendente, è responsabilità dell’America perseguire ogni via diplomatica per sostenere una tale soluzione che sia accettabile per il popolo ucraino”, continuano i membri del Congresso, tra i quali spiccano i nomi di Jamie Raskin, Alexandria Ocasio-Cortez, Cori Bush, Ro Khanna e Ilhan Omar. Troppo presto, però, per parlare di una vera e propria spaccatura, sia per i toni usati che per le dimensioni del fenomeno, dato che la maggioranza del partito rimane allineato a Joe Biden. Ma con il voto imminente, la pressione sul presidente potrebbe aumentare velocemente. Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/10/24/ucraina-ora-anche-tra-i-democratici-usa-ce-chi-chiede-la-via-diplomatica-lettera-di-30-deputati-cerchi-un-dialogo-con-la-russia/
Pubblicato 24 ott
«Il Ministero degli esteri siriano ha salutato con soddisfazione la Dichiarazione di Algeri pubblicata al termine di un incontro interpalestinese tenutosi ad Algeri che sancisce la riunificazione delle varie anime della società palestinese per arrivare alla creazione di uno Stato indipendente della Palestina con Gerusalemme capitale. Il Ministero degli esteri siriano elogia il ruolo svolto in questo processo dalla Presidenza algerina retta da Abdel Majid Tebboune. Va ricordato come Damasco sia stata da sempre una seconda capitale per i dirigenti palestinesi di primo piano che non avevano altri luoghi dove poter riparare in sicurezza, come il leggendario George Habbash o Nayef Hawatmeh oppure Ahmed Jibril, e tanti altri ancora, senza contare gli oltre mezzo milione di palestinesi che vivono in Siria da sempre in quanto profughi in terra.» Fonte: SYRIA - L'altra faccia della rivolta (24/10/2022) Per approfondimento: Syria welcomes Algiers Declaration on Palestinian reunification
Pubblicato 23 ott
Segnaliamo il video dell'iniziativa che si è tenuta ieri in Casa Rossa a Milano: "Guerra o mondo multipolare: cosa giova al nostro Paese?" https://www.facebook.com/lacasa.rossa.3/videos/3441461906082825/
Pubblicato 21 ott
«La delegazione governativa giunta a Damasco dalla Repubblica Popolare di Donetsk, staccatasi dall'Ucraina e guidata dal responsabile Esteri la signora Nataliya Nikonorova, ha avuto diversi colloqui con partner siriani. Tra questi di estrema importanza è stato l'incontro con il ministro dell'Industria siriano Ziad Sabbagh. Nel corso del colloquio sono state esaminate le ipotesi di collaborazione e le opportunità offerte dai rispettivi mercati, ribadendo l'interesse a cooperare "con ogni mezzo a disposizione" per rafforzare l'interscambio commerciale. Il ministro Sabbagh ha sottolineato come la Siria offra opportunità speciali di investimento a capitali provenienti da Paesi amici e sia molto interessata alla ricostruzione del settore dell'industria pesante nazionale, a cui la Repubblica Popolare di Donetsk può dare il suo rilevante contributo.» SYRIA - L'altra faccia della rivolta (19/10/2022) Per approfondimento: Nikonorova: Syria, Donetsk Republic aspire for boosting bilateral relations in all domains
Pubblicato 19 ott
AUSTRALIA ANNULLA RICONOSCIMENTO GERUSALEMME CAPITALE ISRAELE «L'Australia annuncia che non riconoscerà più Gerusalemme Ovest come capitale di Israele, annullando una decisione controversa del precedente governo conservatore. "Quella di Gerusalemme è una questione di status che dovrebbe essere risolta nell'ambito di un negoziato di pace tra Israele e il popolo palestinese", ha affermato il ministro degli Esteri Penny Wong in una nota.» Fonte: ANSA (18/10/2022) https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/10/18/australia-annulla-riconoscimento-gerusalemme-capitale-israele_60f6ccc6-06f7-465a-a2c2-dad922b2bd22.html
Pubblicato 18 ott
WANG YI ALL’ONU Di Fabio Massimo Parenti, 14 ottobre 2022 L'ultima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite è giunta nel bel mezzo di una fase estremamente critica della politica internazionale. La guerra in Ucraina, con il rischio, paventato da più parti, di un'irreversibile escalation, sta chiaramente monopolizzando l'attenzione del pianeta. Nell'aspro confronto, sempre meno a distanza, tra Washington e Mosca, l'Ucraina assomiglia ogni giorno di più ad un vasto campo di battaglia dove si sta decidendo una parte importante degli equilibri globali del prossimo futuro. Gli attori giocano ormai a carte scoperte, avendo dichiarato i propri intenti. Da un lato, la Russia, che, sentitasi minacciata lungo i propri confini, ha deciso di intervenire prima che il Donbass e le altre aree russofone del Paese fossero prese d'assalto dai battaglioni nazionalisti ucraini, ormai decisi a chiudere la questione con una vasta e massiccia operazione militare. CONTINUA A LEGGERE...
Pubblicato 17 ott
SERGIO ROMANO NEL 2018: COS'È LA NATO? In questo video del 2018 il diplomatico, giornalista e storico Sergio Romano esprime molto chiaramente le proprie considerazioni sulla NATO. Negli anni '80 Romano ricoprì il ruolo di ambasciatore proprio all'interno dell'Alleanza atlantica. Fonte: ISPI (04/06/2018) https://youtu.be/oI5hOyJK82U
Pubblicato 16 ott
Vi segnaliamo questa interessante iniziativa GUERRA O MONDO MULTIPOLARE: COSA GIOVA AL NOSTRO PAESE? SABATO 22 OTTOBRE 2022 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO) E IN DIRETTA STREAMING Oggi il mondo si sta rendendo conto di come la guerra non sia unicamente quella combattuta in campo militare, ma si esprima anche in ambito economico, energetico, nonché diplomatico. Questo comporta implicazioni che ricadono sia a livello internazionale che nazionale, come attualmente avviene anche nel nostro Paese. Mentre l'Occidente tende a isolarsi, sulla scia delle sanzioni e delle imposizioni energetiche volute dagli Stati Uniti e applicate dall'Unione Europea, i Paesi emergenti e in forte crescita, tra cui la Cina in prima fila, stanno promuovendo un mondo multipolare, basato su accordi di reciproco vantaggio, di sviluppo e quindi di pace. Spiccano infatti importanti iniziative come la Nuova Via della Seta, i BRICS e l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai: realtà verso le quali Paesi dell'Africa, del Sud America e del Medio Oriente si stanno rivolgendo sempre più numerosi. In questa partita è significativa e determinante la posizione dei partiti comunisti e progressisti nel mondo, i quali altrove sono in carica al governo o sono comunque più forti e radicati che in Occidente. - Dalle ore 18.00 approfondiremo tutto questo con il contributo del compagno ANDREA CATONE, direttore di MarxVentuno Edizioni, il quale interverrà in presenza a questa iniziativa, dove sarà disponibile l'ultimo numero speciale della rivista che tratta anche di questi temi. - Ore 20.00 circa, cena popolare con sottoscrizione, per la quale chiediamo di prenotare entro e non oltre giovedì 20 ottobre al numero 353-4351278 oppure alla e-mail [email protected] Ci ritroviamo sabato 22 ottobre alle ore 18.00 in Casa Rossa, via Privata Monte Lungo 2, Milano (MM1 Turro). La Casa Rossa - Milano Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/630832735258730/
Pubblicato 14 ott
STATI UNITI: ATTIVISTI CONTESTANO DEPUTATA DEL PARTITO DEMOCRATICO (12/10/2022) Due attivisti hanno contestato la deputata del Partito Democratico statunitense Alexandria Ocasio-Cortez, durante un incontro che si è tenuto a New York questo mercoledì. Al centro della protesta il massiccio invio di armi all'Ucraina, sostenuto dalla parlamentare, con il conseguente rischio di una guerra nucleare. "Deputata, niente di tutto questo conta di fronte al rischio di una guerra nucleare per la quale lei ha votato, inviando equipaggiamento e armi in Ucraina", ha gridato uno degli attivisti. "Tulsi Gabbard ha lasciato il Partito Democratico perché sono falchi di guerra. Hai votato per l'inizio di una terza guerra mondiale con Russia e Cina. Stai giocando con le nostre vite". Un secondo attivista ha aggiunto: "Hai votato per mobilitarci e inviare soldi ai nazisti ucraini. Tu saresti una socialista progressista? Io credevo in te e sei diventata proprio ciò che dicevi di voler combattere: l'establishment". Fonte
Pubblicato 13 ott
«Il sindaco di Monaco di Baviera, Dieter Reiter, si è detto “irritato” dal concerto programmato nella città tedesca da Roger Waters ed ha aggiunto che, anzi, al co-fondatore dei Pink Floyd andrebbe negata la possibilità di esibirsi il 21 maggio 2023 all’Olympiahalle. L’esponente dell’Spd monacense contesta, infatti, a Waters le sue posizioni radicali sul conflitto israelo-palestinese. Ma Waters ci ha abituato a posizioni nette anche per altre questioni, anche relative alla guerra russo-ucraina [1]. Comunque, per molti in Occidente la striscia di Gaza non esiste, e la questione palestinese è una finzione della propaganda araba. Io sto con Roger Waters.» Fonte: Nicola Morra (12/10/2022) https://www.facebook.com/photo/?fbid=640152380815398&set=a.486796616150976 [1] In merito consigliamo la visione di questa recente intervista al co-fondatore dei Pink Floyd https://youtu.be/iZsRj3_iDfM
Pubblicato 12 ott
LA MARCIA CONTRO LA PACE Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano, 12 ottobre 2022 Il dibattito da asilo nido sulle manifestazioni pacifiste impone di ritoccare così la battuta di Churchill: “Gli italiani parlano delle guerre come fossero partite di calcio, e delle partite di calcio come fossero guerre”. Gli scemi di guerra che marciano da fermi contro le marce per la pace sono così accecati dalla loro propaganda da non accorgersi che gli spiriti guida made in Usa li stanno scavalcando, avendo scoperto che armare Kiev fino alla vittoria finale non ha senso: quando un paese senza atomica incontra un paese con l’atomica, quello senza atomica è un paese morto. E, al posto della vittoria finale di uno, c’è la disfatta tombale di tutti. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/comitato.milano.5/photos/a.773452456008814/5794552303898779/