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Savino Balzano
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Tag: #gruber · 8 post
Pubblicato 21 mag
https://x.com/SavinoBalzano/status/1925089837624783337?t=RqMxp2myp_-td1kGAREUUA&s=19 Ieri sera, a casa, cenavamo io e mia moglie mentre guardavamo Otto e mezzo. A un certo punto, ci passa davanti questa scenetta. #Gruber: «Quindi l’#Europa deve prepararsi a un’eventuale aggressione russa». L’interlocutore, visibilmente confuso, cerca di negare di aver parlato – solo pochi istanti prima – proprio di un’eventuale aggressione russa. Ci siamo guardati, esterrefatti. E poi abbiamo sorriso, increduli. Sì, perché davvero il limite è stato superato: siamo oltre. Siamo over. Tutto questo accade infatti mentre sembra ormai concreta la possibilità di trovare una quadra sul conflitto. Pazzesco. Non ci si rassegna. Dopotutto, lo stesso #Mattarella ieri: «L’Europa dia risposte rapide per evitare di accodarsi ad altri». Diamoci da fare, mi parrebbe di capire, non sia mai che quelli fanno pace per davvero. Mi è tornata in mente, come un flash, una scena della commedia di Eduardo, Questi fantasmi. Il protagonista decide di trasferirsi in un grande appartamento che si dice infestato dagli spettri. Lo fa per pagare poco d’affitto, evidentemente. Il portiere del palazzo, un bel lestofante, lo ammonisce: «È la cosa più importante che vi devo avvertire, a scanso di equivoci e responsabilità. Badate che qua sparisce qualunque cosa. Sì, chessò, voi lasciate un cappello e non lo trovate più. Fazzoletti, cravatte – specialmente la roba da mangiare. L’olio se lo succhiano: forse per le lampadelle sopra alla terrazza, chi lo sa? I fuochi. E se sparisce qualche oggetto di valore, badate che io non voglio storie, eh! Non vi permettete di andare a denunciare il furto, sennò potete pure abbuscare: qua si tratta di spiriti, di fantasmi, non scherzano! Non denunciate i furti che devono avvenire in questa casa, sennò è peggio per voi!» Andatevelo a vedere quel dialogo tra Eduardo e Ugo D’Alessio. Una meraviglia. Come quello tra Gruber e #Bernabè: un capolavoro di comicità. Certo, una comicità amara, che nasconde un risvolto tragico, oscuro. L’Europa deve prepararsi, come i furti devono avvenire. Stessa logica. Per fortuna c’era quel sorrisetto malandrino sullo sfondo, quello di Travaglio, pronto a dire semplicemente la verità. A dire, semplicemente, ciò che un giornalista dovrebbe dire. Eduardo a Pasquale Lojacono glielo fa dire come stanno davvero le cose: «Non è vero! I fantasmi non esistono, li abbiamo creati noi, siamo noi i fantasmi...».
Pubblicato 18 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/1901899033376932119?t=-LckrAnUrF5HblX9yq1Ipg&s=19 IL RITORNO DI LUCA JOSI LEVA OBBLIGATORIA EUROPEA: IL RITORNO Il noto "imprenditore della comunicazione", spesso ospite di #Gruber, torna alla carica con la sua idea di leva obbligatoria europea. Quali sono i suoi argomenti? A) «Tutti vogliono l'hamburger, ma nessuno vuole ammazzare il vitello»; B) «La libertà si capisce quando la perdi: se te la toglie per qualche mese il tuo Paese, non la vorrai più perdere»; C) «Sono un garibaldino e quindi vado a conquistare la pace in armi». E allora qualcuno, senza dubbio, si chiederà: in quanti mesi, in quante puntate, ha raccolto tutta questa sequela di follie? E qui sta la sorpresa, il colpo di scena: in una puntata sola. Ecco la grandezza di quest'uomo, al quale rivolgo tutta la mia ammirazione. Una puntata di Otto e mezzo dura circa trenta minuti, e il tempo a disposizione di ciascun ospite è ridotto e da condividere con altri ospiti e la conduttrice: hai 2-3 interventi. Ebbene, in un contesto tanto avverso, è riuscito a sparare tutti quegli spropositi: in una sola puntata! Oh, non si diventa mica "imprenditori della comunicazione" per caso, e che cazzo! Ricordiamo, per chi avesse perso le puntate precedenti, che stiamo parlando dello stesso #Josi che, poche settimane fa, nel medesimo contesto, ci ha deliziato con questa perla: «Visto che io sono della generazione che è nata con l’#Erasmus ma ha fatto anche il militare, probabilmente dovremmo fare una leva europea, così i giovani d’#Europa si conoscono.» E nulla, Luca, continua a farci sognare: sei tutti noi!
Pubblicato 3 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/1896484131753644366?t=VXga0yRtDwWkdlClJ0dSkA&s=19 Cominciamo la meravigliosa settimana che ci attende con l'uscita di quest'altro: «visto che io sono della generazione che è nata con l'#erasmus, ma ha fatto anche il militare, probabilmente dovremmo fare una leva europea, così i giovani d'#Europa si conoscono». Insomma, io provo quasi imbarazzo nel dover commentare certe uscite e faccio una fatica enorme a trattenermi dall'utilizzare gli attributi che a mio avviso sarebbero necessari, più che opportuni, per qualificare l'idea e la "mente" che l'ha partorita. Il soggetto si chiama Luca #Josi e viene invitato frequentemente nel salotto di #Gruber per esprimere le sue auguste opinioni. Giovedì, senza alcuna reazione da parte di chi era presente, ha detto ciò che potete leggere: la leva europea come nuovo erasmus, così i giovani europei «si conoscono». Insomma, fino a ieri ci si incontrava in occasione di un progetto osannato in Europa (al punto che secondo alcuni costituirebbe una ragione quasi sufficiente a tenere in piedi il baraccone), l'erasmus, che per chi lo ha fatto (come me) non ha rappresentato proprio lo scambio culturale di cui tanto si scrive. Si, qualche corso universitario lo abbiamo seguito, ma principalmente era una buona occasione per ubriacarsi e - se ti andava bene - trombare. Questo è l'erasmus per i giovani europei: fidatevi, la potete considerare una interpretazione autentica. Oggi, più che per bere e fornicare, i nostri ragazzi dovrebbero incontrarsi per fare il milirare, per parlare di #guerra, di #armi e per sostenere la macchina propagandistica di leader mummie, senza Popoli, in preda a un delirio bellicista che ormai li domina. Ora, al netto dell'idea, per la quale non ci stupiamo più di tanto vista l'enorme quantità di minchiate che si dicono ormai in certe trasmissioni, colpisce davvero come un certo racconto venga riproposto ossessivamente: si parla di schieramenti militari, di armamenti (con tanto di grafici sul numero di pezzi di artiglieria, aviazione e uomini), di scenari di conflitto nei quali il nostro avversario sarebbero gli #StatiUniti di #Trump e la #Russia di #Putin. Noi contro tutti, in poche parole. È il momento che il #Governo italiano prenda una posizione chiara e netta, non lasciando alla sola #Lega il compito di prendere le distanze da questa follia: #Meloni sia chiara e netta e, una volta per tutte, dica dove vuole che vada l'#Italia, dove vuol portare il Paese.
Pubblicato 13 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/1889975430721015999?t=9MG9bxIFjWZJgs-LgWZPvQ&s=19 Ormai siamo alle battute finali: #Trump e #Putin stanno definendo la fine della #guerra. Ieri sera #Gruber si domandava: «tra autocrati si capiscono?» Comprendo il nervosismo, ma arriva sempre il momento in cui la storia ti sbatte in faccia la verità: in questi casi meglio parare i colpi perché si rischia di apparire ancora più patetici. I figuri che governano l'#UE continuano la loro farneticazione: #Kallas arriva persino a dire di voler mettere in guardia #DonaldTrump dalle possibili minacce di #VladimirPutin. Sono abbastanza sicuro del fatto che #Donald non sappia nemmeno chi sia quella fanatica estone mezza o tutta invasata. Qualcuno ha visto la #VonDerLeyen? Ultimamente pare latitare, dopo aver sostenuto per anni la necessità che l'Unione Europea si rassegnasse alla guerra per la vittoria finale sulla #Russia. Nel frattempo #Macron, #Scholz e #Sánchez si umiliano, facendo scrivere una lettera frignante ai propri ministri degli esteri sperando di essere coinvolti in una trattativa che li vede esclusi per una ragione semplicissima: non contano nulla, come non contano nulla le istituzioni eurounitarie. Per anni abbiamo fatto da cassa di risonanza a una propaganda di macellai, alimentata anche dai nostri giornali e dalle nostre televisioni: va la ricordate quella dei soldati russi che combattevano con le pale? quella di Putin in fin di vita? la straordinaria controffensiva dell'#Ucraina? Che vergogna... Io mi domando come si faccia ad avere ancora il coraggio di parlare, di pretendere di raccontare i fatti, di proporre chiavi di lettura circa ciò che accade: con quale coraggio ci si presenta all'opinione pubblica? Alla fine si scopre che ad avere ragione sono sempre stati quelli che venivano insultati, dileggiati: l'Ucraina non ha mai avuto nemmeno la più remota speranza di vincere, mai. Trump ha solo accelerato un processo ineludibile. E adesso tutto si definirà sopra le nostre teste: a noi resteranno i cetrioli. Quello della ricostruzione, ad esempio, ma anche la dipendenza da risorse naturali che ci costano enormemente di più rispetto a quelle che ci forniva la Russia prima della guerra. Per non parlare dei civili ucraini, che si troveranno un paese distrutto e avvelenato: altro che green! Lo erediteranno i loro figli e nipoti e la colpa è anche nostra. Non resta che dare dell'autocrate al Presidente #USA, in questo circo di soli clown. Ah, poi ci sarebbe #Zelensky, quello che veniva ascoltato in tutti i Parlamenti con reverenzialità, quello che dovevamo aiutare spegnendo il condizionatore: su di lui non c'è mai stato nulla da dire e nulla da dire c'è anche adesso.
Pubblicato 10 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/1888972057322348796?t=2btrsA1li11bqpWv_3US-g&s=19 Sentite cosa è in grado di dire #Giannini: «#Meloni è la cheerleader di #Trump e lo sta dimostrando». Il risvolto comico è che queste parole le pronuncia da #Gruber, quella che tiene a dire ogni sera "grazie telespettatrici e telespettatori", quella che la lotta al #patriarcato è un'emergenza nazionale. Nessuna reazione all'uscita di #MassimoGiannini: come se non avesse detto nulla. Ma il sessismo non era a destra? le sgrammature istituzionali non erano a destra? la scompostezza nell'analisi politica non era a destra? il patriarcato non è a destra? L'ipocrisia di certe scenette è plateale: determinate battaglie (vedi la pseudo inclusività, gli asterischi alla fine delle parole, le e rovesciate) sono solo fumo negli occhi, strumetalizzazioni utli a nascondere il vuoto cosmico e la totale assenza di idee nelle zucche della #sinistrucola. Che poi io a Giannini avrei posto una domanda semplicissima: «mi scusi, ma lei non è lo stesso che si spellava le mani perché Giorgia Meloni, nonostante i toni tenuti quando era all'opposizione, non aveva spostato il Paese dal solco del cieco atlantismo? perché quando assecondava #Biden era una "responsabile" e adesso è una cheerleader?». Nessuno l'ha domandato.
Pubblicato 17 dic
https://x.com/SavinoBalzano/status/1868955755107271155?t=DnSRyzb5frMEdUA3MzmTig&s=19 Ieri c'è stata una mezza zuffa a #OttoEMezzo, tra #Gruber e #Sechi, colpevole di aver attribuito un ruolo politico a #Saviano. Penso che il Direttore di #Libero avesse ragione: #RobertoSaviano è perfettamente collocabile nelle vesti di un attore politico in senso stretto; i suoi attacchi sono unilaterali, gli argomenti adottati spesso sovrapponibili a quelli dell'opposizione di #sinistrucola e, dunque, il suo è un ruolo politico, funzionale all'opposizione. Avete mai sentito #RobertoSaviano muovere una critica seria al #PD, evidenziarne le infinite contraddizioni? avete mai assistito a un Saviano feroce col Sinsacato, che ne denunciasse le profondissime incoerenze e le misere strumentalizzazioni? io non ricordo nulla di tutto ciò. Il suo è un ruolo politico, ha ragione Sechi. Come un ruolo politico svolgono alcuni giornalisti, dei quali peraltro non apprezzo minimamente (forse per mio limite) la qualità: cosa c'è di apprezzabile nel pedinare il Presidente del Senato #Larussa e nel domandargli ossessivmente, pappagallescamente, se è #antifascista? Dove sarebbe l'inchiesta? dove la rilevanza pubblica per chi legge? Peraltro il tutto fatto provocatoriamente ad #Atreju2024, nella speranza di una reazione forte da parte di qualcuno che gli consentisse di presentarsi al mondo come vittima del regime. La banalità del male. Si, insomma, mettiamo che Larussa si fosse rivolto a #Tommasi rispondendogli: «lo ammetto, sono fascista». Cosa sarebbe accaduto? quale sarebbe stata la reazione nell'opinione pubblica? come avrebbe reagito la gente? Francamente, e lo dico da fervente antifascista per nulla orgoglioso di chi ricopre il ruolo della seconda carica dello Stato, penso che la gente se ne sarebbe completamente sbattuta di un epilogo del genere, perché la gente è stufa dell'#antifascismo politicamente corretto e salottiero di cui questi sono l'espressione. Io trovo offensivo che una roba seria come l'antifascismo sia nelle mani di certa gente, che certi soggetti possano davvero considerarsi eredi e depositari di quella cultura. I valori della nostra Costituzione sono stati traditi da chi ha svenduto il Paese affamando la gente: perché non evidenziare queste gravissime contraddizioni, laddove ad animarle sono stati proprio quelli che oggi cantano Bella Ciao in piazza? ci hanno scippato quella canzone, con tutta la memoria della Resistenza, per farne un vessillo scialbo e ormai insignificante, da sbandierare irrispettosamente e strumentalmente contro l'avversario non gradito, nel teatrino che è diventato il dibattito pubblico italiano. Davvero qualche cretino può pensare che i valori dell'antifascismo possano essere incarnati da chi si vantava di fottere il tavolino esterno di un bar a chi non possedeva il #GreenPass? che l'antifascismo sia coerente col negare il diritto a qualcuno di prendere un caffè? nel divertimento sorridente sbattuto in faccia a chi veniva escluso dal godimento di diritti fondamentali? e non mi riferisco solo al caffè, evidentemente. Certe nefandezze non saranno mai dimenticate e mai perdonate: resteranno marchiate a fuoco, come uno stigma morale, sulla pelle di chi se ne è reso responsabile, alimentando un odio sociale ingiustificato e vessatorio del quale paghiamo il prezzo ancora adesso. Che categoria decaduta è quella degli intellettuali! #Pasolini era un intellettuale, non #Saviano, non #Valerio, non #Murgia («Può durare un altro po' questo virus? se il risultato è la vivibilità delle strade, io ci metterei la firma»). L'intellettuale è spietato, non guarda in faccia nessuno, ha un solo faro: le proprie idee, espresse con la massima onestà intellettuale possibile. #Pasolini era un comunista e le critiche più feroci le ha rivolte proprio al partito che rappresentava l'ideologia che sentiva più vicina. Questi fanno lo stesso? (...) CONTINUA SU X
Pubblicato 20 set
https://x.com/SavinoBalzano/status/1837046410228670607?t=BPfrtNo11PEMP-AW2iYefQ&s=19 Ci potremo sempre contare perché banalità del male resta una certezza assoluta. Ieri qualcuno, anch'io assai modestamente, prevedeva che l'#Alluvione sarebbe stata strumentalizzata per ripartire a bomba col teatrino ridicolo del #GreenDeal made in #Bruxelles e, difatti, puntuale come un orologio, #Fittipaldi, ospite di #Ottoemezzo di #Gruber, va alla carica con l'accusa ai sovranisti brutti e cattivi di ostacolare la santissima #Ue, che invece - povera e incompresa - vorrebbe salvare il pianeta. La domanda che sottoporrei, mi pare davvero banale e sono imbarazzato per questo, a tali individui è: se avessimo fatto i cappotti termici (a spese nostre), avessimo costretto gli operai a non guidare la loro auto populista e inquinante, li avessimo costretti (a spese loro, ça va sans dire) ad acquistare un'auto elettrica social-democratica o popolare, oggi non patiremmo l'#alluvioneromagna? È questo che mi significate? Non solo: riprendendo le dichiarazioni di #EllySchlein, la guida del quotidiano @DomaniGiornale, sottolinea come criticare gli amministratori locali, il signor @sbonaccini in primis, sarebbe sciacallaggio puro. Ullallà! Niente di meno? Domanderei ancira al Direttore @emifittipaldi, che a mio avviso confonde il mestiere di giornalista con quello di portavoce (di #Schlein e del #PD), se i "tappi" di legname e di detriti che hanno di fatto reso impossibile il corretto fluire dell'acqua non c'entrino proprio nulla col disastro e coi morti (le foto le riportano diversi giornali, non i soliti complottisti trumpiani). Oltre a lambiccarsi il cervello sul ritorno del #fascismo, non le parrebbe utile ragionare - seppur fugacemente - sul macello che gli amministratori dell'#EmiliaRomagna hanno causato in decenni, consumando ad esempio il suolo a velocità forsennata? Sul punto mi pare che anche la Segretaria possa avere qualche piccola responsabilità: ricordo ricoprisse un ruolo particolarmente rilevante in Regione: sbaglio? Che mi dice degli argini, ma soprattutto del fatto che il letto dei canali non viene praticamente più pulito, riducendo drasticamente la portata degli stessi e dunque agevolando enormemente lo straripamento delle acque? No, perché secondo il vostro ragionamento parrebbe quasi che la colpa del casino sia del mio climatizzatore e dell'auto di mio nonno. E mi girano un po' le palle, sono certo comprenderà. Esimio Direttore, mi permetta di chiosare con un ulteriore quesito, piccolo piccolo. Essì perché lei mi parla di "sciacallaggio" da parte di chi evidenzia invece delle fattualità e non mi pare colga viceversa l'azione degli sciacalli, quelli veri. Sia chiaro, per me lei è in assoluta buona fede. Mi consenta di spiegare: dopo aver falcidiato la #sanità con decine di miliardi di tagli, tutti votati dal @pdnetwork, la sua Wonder-Elly ci viene a scassare i maroni sulle liste d'attesa e ci racconta che la colpa è del #Governo in carica; ancora ci scaramella (si immagini il caramello bollente eh, perché cerco di renderle l'idea di quanto la cosa risulti urticante) le gonadi con la storia della precarietà e dei bassi salari, dopo che il suo partito ha appoggiato gli abomini di #Fornero (riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in primis), ma soprattutto dopo aver varato quella robaccia mefitica che è stato il #JobsAct. Ora, perdonerà il tono suburbano e periferico, ma se non è sciacallaggio questo, allora che cos'è? Direi che è proprio il caso di finirla: mancherà anche il senso del grottesco, ma che almeno si rispettino i morti.
Pubblicato 16 ago
https://x.com/SavinoBalzano/status/1824359252506386618?t=vjy1GYyYmdMETTN3RwAvnQ&s=19 Se mi domandassero (come a volte mi capita) «sei di #destra o di #sinistra», farei molta fatica a rispondere. Io non credo che i valori storicamente della destra e della sinistra siano superati: credo siano vivi più che mai e le tensioni che agitano sono attuali e necessitate da problemi tanto annosi quanto irrisolti. In primis persiste il tema della redistribuzione della ricchezza, come pure del tutto irrealizzato è il programma scolpito nel secondo comma dell’articolo 3 della #Costituzione: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Diverso, completamente diverso, sarebbe se mi domandassero se mi rispecchio in coloro i quali, nello scenario politico italiano di oggi, si definiscono di destra o di sinistra. Prima di tutto c'è da dire che i partiti (o ciò che sono diventati) sono realtà complesse al loro interno e convivono molte anime, spesso distanti tra loro. Lo schema bipolare, la contrapposizione, costituisce quasi una rendita, una sorta di vitalizio indebolito che tutt’ora resiste, ma che inevitabilmente limita l’elettore stesso, il quale vota per ricordo, per affezione, per romanticismo. Insomma, uno che pensa con nostalgia a #Berlinguer perché dovrebbe votare per #Schlein o #Fratoianni? Ma davvero qualcuno è intimamente convinto del fatto che #Landini sia l’erede spirituale e politico di #DiVittorio? Siate seri: questo è il Paese dove #Bersani, considerato da molti "uno dei pochi che si salva", presentato dalla #Gruber come "leader storico della sinistra", va in televisione a vantarsi di essere stato più liberale della destra. E, attenzione, questo senza citare tutte le scelte compiute quando guidavano il Paese (quasi sempre negli ultimi anni), quelle che hanno ciecamente sostenuto, e che ci hanno condotto esattamente dove siamo. Hanno smantellato tutto: dall'industria di Stato al mondo del lavoro, dalla sanità alla scuola, dall'università alla previdenza sociale. In ginocchio (diciamo così, và) ai dettami eurounitari. Contano le persone e le idee che difendono nelle istituzioni: personalmente credo che fondamentale sia riconquistare la nostra sovranità nazionale, al fine di poter adoperare le leve (economiche e giuridiche) necessarie al programma costituzionale. Se nel c.d. #CampoLargo mi trovate qualcuno che propone questa agenda, io sono pronto a valutarlo. La vedo black. Che Nicola Fratoianni apra a #Renzi è perfettamente in linea con quello che vi sto dicendo: possibile che sorprenda e scandalizzi? Sotto la sua intervista ho letto persino di gente che indignata urla «Nicola, straccio la tessera!». Vi voglio bene, sul serio, e devo volervene perché senza il consenso di tanti le cose non cambieranno mai, perciò prendetela davvero positivamente, ve lo dico con affetto che siete fessi, fessi nel midollo, proprio geneticamente. Lo so che ci credete: ne conosco tanti, ho amici (l'affetto da miracoli!) che pensano che da sinistra sia giusto votare Fratoianni e #Bonelli. Penso persino di conoscere qualcuno che vota #PD: è un sospetto che preferisco non svelare. Però dovete farlo questo sforzo, dovete proprio, perché siete in ritardo di quasi vent’anni. Pensare che uno sia di sinistra (nel senso valoriale del termine) perché ti candida #Soumahoro o #Salis è proprio da fessi. Avete mai sentito Fratoianni mettere in discussione l’#UE, il cappio, il cambio fisso, l’euro (che è la stessa cosa), i “conti in ordine”? Li avete mai sentiti criticare il #Quirinale, il più tenace baluardo a difesa del vincolo esterno? Denunciare il “dolce colpo di Stato” del 2011? E oggi vi sorprendete perché questa gente apre a Renzi, l’autore delle riforme più neoliberali che questo Paese abbia visto negli ultimi trent’anni? Svegliatevi, vi prego, fatelo almeno per dignità.