TGTGInsightintelligence telegramLIVE / telegram public index
Torna ai canali
la fionda📗 avatar

TGINSIGHT CHAT

la fionda📗

@Lafionda

Politica

La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda

Iscritti2.0万Iscritti attuali
Post tracciati1,005Post indicizzati
Reach recente69,670Visualizzazioni post recenti
Post recenti

Post recenti

Pag. 44 di 84 · 1,005 post

Pubblicato 11 mar

🔴ATTENZIONE CAMER...EHM VOLEVAMO DIRE CITTADINI: ALL'ARMI! ALL'ARMI! Sulla pagina del Comune di Roma è apparsa questa locandina che invita la cittadinanza ad aderire alla manifestazione dei guerrafondai europeisti del 15 marzo. Non basta la gravità del richiamo alle armi lanciato da Serra e dai suoi Repubblichini, ora anche le istituzioni usano gli spazi pubblici e comuni (che noi paghiamo con le nostre tasse) per dirci cosa dobbiamo pensare e a quali manifestazioni dobbiamo aderire. Chissà come mai sulla pagina del Comune di Roma non abbiamo mai visto locandine che invitavano ad aderire a manifestazioni in solidarietà col popolo palestinese vittima di genocidio. No, Gualtieri ha deciso che Roma e i romani devono scendere in piazza per la guerra. E dire che con lui le metro manco arrivano in orario. 🤜Rifiuta i guerrafondai, unisciti a t.me/lafionda

6,130 views

Pubblicato 11 mar

Gaza, la scorta mediatica Mario Soldaini Raffaele Oriani è un giornalista. Lungamente presente tra le firme de Il Venerdì di Repubblica poco dopo il 7 di ottobre 2023 decide di abbandonare la redazione: per non partecipare alla «scorta mediatica» che sosteneva – e ancora protegge – la carneficina compiuta dentro le mura di Gaza. È lo stesso Oriani a… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/03/11/gaza-la-scorta-mediatica/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

4,700 views

Pubblicato 11 mar

Il crollo dell’Europa Federico Maiozzi Semplificando, risulta tutto sommato corretto affermare che il colonialismo europeo del XIX secolo funzionava come sarà esposto nelle righe seguenti (gli studiosi di storia coloniale europea di professione mi perdoneranno). Un grande imprenditore privato o un ufficiale governativo studiava per anni con diligenza e competenza una data area geografica. Poteva farlo in prima persona… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/03/11/il-crollo-delleuropa/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

4,980 views

Pubblicato 10 mar

Nella sostanza sia la politica della Casa Bianca che quella di Bruxelles muovono contro l'Europa ed i suoi interessi generali, mentre l'abbaglio della ricostruzione ucraina distoglie l'attenzione dai problemi e dagli interessi generali dell'Italia. E' importante avere chiaro un punto: la Casa Bianca vuole la pace tra sé stessa ed il Cremlino, non la pace in Europa. Se gli Stati Uniti volessero davvero la pace in Europa non imporrebbero ai paesi dell'Europa in cui sono presenti militarmente sanzioni soffocanti, acquisti energetici antieconomici e colossali aumenti di spesa militare a proprio beneficio. Nella visione di Donald Trump così come in quella di Ursula Von der Leyen l'Unione Europea è insomma la luogotenenza antirussa – ed antieuropea - sotto il controllo di Washington. Con costi energetici insostenibili ed un ceto medio sempre più impoverito l'Europa continuerà a deindustrializzarsi a beneficio di Washington. Forti di questo presupposto gli Stati Uniti prevedono di concentrare tutte le proprie risorse in chiave anticinese. Mentre il Financial Times scrive in maniera esplicita che i paesi europei devono “sfoltire” il proprio stato sociale per dare forza all'economia di guerra, in sfregio a qualunque mantra sul pareggio di bilancio e sul patto di stabilità. Il discorso alla nazione francese di Emmanuel Macron ha offerto una rappresentazione plastica di quali siano i connotati del fantomatico esercito europeo di cui si fa un gran parlare. Si, presto o tardi la NATO finirà, come tutte le alleanze militari: nonostante ciò, gli interessi della grande finanza statunitense continueranno a cercare ogni espediente per dividere lo spazio continentale fintanto che ne avranno la forza. Il “contingente di pace europeo” di cui si parla in queste ore sarebbe di certo uno strumento utile a questo scopo, richiedendo enormi risorse per la sua realizzazione e contribuendo al proseguimento dell'ottusa quanto dissennata politica di scontro con la Federazione russa. Il supposto nemico esistenziale contro cui si pretende di costruire l'unità europea è il più grande paese d'Europa, con il più grande esercito, la più grande popolazione e le maggiori risorse. Ad essere quantomai necessaria sarebbe una nuova architettura di sicurezza per tutto il continente, non contro la Federazione russa, ma con la Federazione russa. Una classe politica all'altezza del compito non permetterebbe in alcun modo di distorcere questa lampante realtà. I fantasmi della democrazia, dei diritti e dei valori agitati a Bruxelles costituiscono il paravento logoro e ipocrita di quelle cricche che, se indisturbate, porteranno l'Europa nel baratro. Un' Europa degna del nome d'Europa dichiarerebbe guerra alla guerra ed alla povertà, arrivata in Italia a coinvolgere ben un italiano su sei. Invece ai popoli dell'Europa occidentale viene prescritto ogni giorno di odiare i russi, perché presto o tardi, gli ucraini da mandare al macello per far crescere gli indici di Wall Street potremmo essere noi, i nostri figli o i nostri nipoti. (2 di 2) ⚡️ Segui il canale Telegram ⚡️https://t.me/mauriziovezzosi

4,940 views

Pubblicato 10 mar

Nonostante l’obiettivo della pace in Ucraina dichiarato dalla Casa Bianca, l’Unione Europea ha annunciato nella persona di Ursula Von der Leyen un piano di riarmo dal valore di 800 miliardi di euro. E’ probabile che, nonostante le dichiarazioni d'intenti apparentemente contrastanti tra Washington e Bruxelles, i principali beneficiari di questo piano siano comunque destinati ad essere gli Stati Uniti. Del resto, come far coesistere un piano del genere con le commesse per la propria industria bellica che Washington pretende apertamente dai paesi dell’Europa occidentale tra cui l’Italia? La burocrazia dell’Unione Europea, difficilmente per caso, si trova in buona misura nelle mani di funzionari polacchi e baltici, accomunati dall'accecamento ideologico antirusso. La trazione baltica imposta all’Unione Europea è una delle migliori trovate che Washington ha saputo escogitare a discapito degli interessi europei. Il rinnovato sostegno – pari a 2,5 miliardi di sterline – annunciato dal primo ministro britannico Starmer a favore dell'Ucraina sembra avere a che fare più con la volontà di accaparrarsi quante più risorse possibile – siano queste metalli rari e non – che con il paventato invio di truppe in Ucraina in sé. Una lotta, quella per le risorse dell'Ucraina, in cui la Gran Bretagna - come la Francia - non vuole accontentarsi delle briciole lasciate cadere dagli Stati Uniti. Oltre a questo, nonostante i toni altisonanti, secondo le valutazioni di alcuni media britannici, i carri armati nella disponibilità dell’esercito britannico sarebbero nell’ordine di qualche decina: questo elemento, certo non l’unico, suggerisce che le bellicose dichiarazioni del primo ministro britannico così come di altri rappresentanti dell’Unione Europea servano in primo luogo a far gonfiare i titoli in borsa dell’industria militare, piuttosto che a preparare le proprie truppe a marciare sulla Piazza Rossa. Giova comunque ricordare come anche durante la seconda guerra mondiale e fino all’epilogo di Suez le posizioni di Londra sono state ben più oltranziste di quelle di Washington. Malgrado le dichiarazioni di Donald Trump, gli interessi statunitensi nella sostanza spingono l'Europa verso il baratro della guerra. Del resto, se un'iniziativa europea puntasse realmente alla pace ed alla stabilità con il presupposto del rapporto di buon vicinato con Mosca, gli interessi della grande finanza statunitense ne risulterebbero indeboliti. Con l'obiettivo di scongiurare questo scenario Washington tratta con Mosca a partire dai grandi temi che riguardano la reciproca sicurezza strategica – nucleare e convenzionale – ed impone alla burocrazia dell'Unione Europea l'oltranzismo di cui ci troviamo a prendere atto. Enormi commesse per l'industria militare statunitense sono in attesa di essere pagate con i soldi dei lavoratori italiani e del resto d'Europa, mentre Washington ringrazia con la beffa dei dazi. Dazi a cui si dovrebbe almeno rispondere con l'immediato annullamento delle sanzioni alla Federazione russa, stimolando il rilancio dell'industria italiana e più in generale europea. (1 di 2, segue) ⚡️ Segui il canale Telegram ⚡️https://t.me/mauriziovezzosi

4,860 views

Pubblicato 10 mar

https://x.com/SavinoBalzano/status/1899033683081810052?t=FNBQFVA4RLyPqLWHAhbLjg&s=19 Ho una regola: durante il fine settimana mi disintossico. Niente telegiornali, niente programmi politici, che purtroppo mi tocca guardare per lavoro dal lunedì al venerdì. Il lunedì mattina recupero i notiziari di sabato e domenica. Ebbene, stamattina guardavo il #TgDraghi – quello che viene dopo Italia1 e prima di TV8 – e, come al solito, sono riusciti a sorprendermi. Sabato sera, nell’edizione delle 20, la conduttrice raccontava la posizione degli Stati Uniti d’Europa (sic!). Cito testualmente, signori. Facendo poi riferimento alle dichiarazioni del Capo dello Stato, specificava (lei) che ovviamente non debordavano i confini del ruolo istituzionale. Mi ha fatto sorridere: ti danno la notizia e ti dicono pure come la devi prendere, come la devi interpretare. Fanno tutto loro. Aspettavo il servizio dedicato alla #Romania. Ragazzi, credetemi: praticamente nulla. Zero totale, niente di niente. Ovviamente, quando capita che commentino ciò che sta accadendo in quel Paese, il racconto è sempre lo stesso: #Georgescu è al soldo di #Putin e le precedenti elezioni sono state annullate per ingerenze russe. Punto. Non uno straccio di prova, nessun elemento circostanziato, zero. Questo è il giornalismo del TG Draghi. Sono sereno, sia chiaro: io credo nella gente e nel buon senso delle persone. Sì, per carità, di cretini siamo pieni, ma penso che le masse abbiano capito bene come sta andando questo mondo e, soprattutto, questo povero continente. Ci sono interessi poderosi in campo: interessi economici enormi, sorretti da politici e partiti morenti, da un'informazione stantia e completamente asservita. Vanno tutti in un’unica direzione: quella delle #armi e della #guerra. La gente questo non lo vuole. È chiaro, evidente. L’arroganza di chi pretende di rappresentare la #libertà e la #democrazia, per poi soffocare nella violenza ogni forma di pluralismo, critica o alternativa, provoca nausea. Un disgusto senza precedenti. È davvero una vergogna, un’indecenza. Non credo ci fosse ancora bisogno di dimostrarlo: se rivedessimo le edizioni del TG Draghi degli ultimi tre anni, ci sarebbe da pisciarsi addosso dalle risate. Ma la presunzione di chi insiste nel raccontare ciò che non esiste e nell’omettere ciò che invece esiste continua a rattristarmi.

5,370 views

Pubblicato 9 mar

Dichiarazione della Commissione UE contro le forze pro Assad, cioè a sostegno dei nuovi tagliagole al potere in Siria, che stanno compiendo massacri di civili alawiti e cristiani. Anziché schierarsi a difesa delle minoranze siriane di etnia alawita e cristiana, l'Unione Europea rilascia una vergognosa dichiarazione a sostegno delle truppe jihadiste di AlJulani, sostenute dal governo della Turchia e supportate dall'Occidente, che stanno compiendo massacri di civili. Nei fatti l'Unione Europea sta coprendo e legittimando una vera e propria strage di innocenti. Qui il link: https://www.eeas.europa.eu/eeas/spokesperson-statement-latest-developments-syria_en @lafionda

6,560 views

Pubblicato 8 mar

Come ci immaginiamo le élite europee in questo momento. 🤕STOP REARM EUROPE! Entra nel canale Telegram https://t.me/lafionda

6,810 views

Pubblicato 8 mar

Lo scorso agosto, mentre i turisti affollavano come di consueto le bellissime spiagge della Sardegna, ad ogni angolo dell’isola una fitta rete di comitati spontanei, allestiva centinaia di banchetti. Per fare cosa? per sostenere una legge di Iniziativa Popolare contro la speculazione energetica. La legge ha preso il nome di Pratobello 24, dal luogo dove la NATO voleva impiantare un bel poligono di tiro nel 1969 prima che i sardi occupassero le terre e impedissero la cosa. Il video di oggi è il terzo appuntamento di Energia Multipopolare, un panel organizzato da Multipopolare Sardegna con la collaborazione di diverse realtà. Dopo aver esplorato il contesto storico e geopolitico nei primi due video, in questa puntata l’avvocato Michele Zuddas fa chiarezza sull’intricato quadro normativo che dovrebbe governare la transizione energetica ma che invece si regge maldestramente su una giungla di decreti legislativi e ministeriali calati dall’alto. Appuntamento sul nostro sito, a questo link: https://ottolinatv.it/2025/03/07/come-difendersi-vento-di-profitto/

5,830 views

Pubblicato 8 mar

Hermann Heller, giurista attuale della sovranità e della società Carlo Magnani Se non un vero e proprio “ritorno a Weimar”, costituisce ancora oggi un passaggio obbligato nelle scienze giuridiche e politiche almeno una “lunga sosta meditativa” nei pressi di quel laboratorio eccezionale che è stata appunto la Repubblica di Weimar. Momento di autentica prolessi del Novecento, capace di anticipare nel primo ventennio del secolo quasi… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/03/08/hermann-heller-giurista-attuale-della-sovranita-e-della-societa/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

6,660 views

Pubblicato 7 mar

Essere europeisti significa essere guerrafondai. Da sempre. 🤕NO UE, NO REARM EUROPE! Entra nel canale Telegram https://t.me/lafionda

7,130 views

Pubblicato 7 mar

Travaglio oggi imperdibile. Lo famo strano di di Marco Travaglio Se non l’avessimo sperimentata per 14 anni a suon di governi tecnici e trame quirinalizie, oggi dovremmo piangere per la post-democrazia che dilaga in Europa. Ma continua a raccontarsi e a raccontarci la fiaba della democrazia che combatte l’autocrazia dei Putin e dei Trump. Un bel mattino la baronessa Von der Leyen si sveglia e annuncia un piano da 800 miliardi per riarmare non l’Europa (che non è uno Stato e non ha un esercito: solo una Commissione senza poteri in politica estera), ma i 27 Stati membri, esonerandoli dai vincoli che impediscono di spendere in welfare, sanità e scuola, ma non in armi per fare la guerra a non si sa bene chi. Il tutto all’insaputa dei 27 Stati, che non le hanno mai chiesto il piano. Decenza vorrebbe che ne discutessero i 27 Parlamenti, ma non si può. Il nostro, per dire, non ha la più pallida idea di cosa pensi il governo: legge sui giornali che la Meloni ha telefonato a tizio e caio e litiga col vicepremier Salvini e il ministro Giorgetti, i quali litigano col vicepremier Tajani. Per evitare brutte sorprese, la Von der Bomben taglia fuori anche il Parlamento europeo, presieduto da una simpatica signora maltese, tale Metsola, che non fiata per non disturbare. Però il piano Eurobomb piace parecchio a una tizia estone, una certa Kallas, “alta rappresentante della politica estera” di un’Europa senza politica estera, perché la madre, la nonna e la bisnonna furono deportate in Urss 84 anni fa e lei se l’è legata al dito. A quel punto salta su Macron, che non riesce a governare la Francia e sforna governi bimestrali nati morti, ma s’è fissato di dirigere l’Europa: le annuncia che verrà presto invasa da Putin non si sa bene perché; le offre prêt-à-porter il suo “ombrello atomico” (290 testate contro le 7 mila russe) che però la Costituzione riserva alla sola Francia; e vaneggia di truppe europee da spedire in Ucraina per fare il peacekeeping in un Paese tuttora in guerra, anche perché lui è in prima fila a sabotare i negoziati; ma si guarda bene dall’interessarne il Parlamento, dove lo odiano sia la destra sia la sinistra. Completa il quadro l’aspirante cancelliere tedesco Merz, uscito primo dalle elezioni, che vuol cambiare la Costituzione per aumentare il debito e finanziare il riarmo, ma il Parlamento uscito dalle elezioni non gli garantisce i due terzi, quindi riconvoca quello vecchio. Tanto vale tutto. In Romania, frattanto, a furia di annullare elezioni e arrestare Georgescu per evitare che vinca, il candidato anti-Nato e anti-Ue è balzato nei sondaggi al 45%. Quindi bisognerà annullare anche le prossime elezioni, o arrestarlo di nuovo, o votare a oltranza finché perde, o varare una legge elettorale che fa vincere chi arriva ultimo. Che s’ha da fare per salvare la democrazia dall’autocrazia. 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist

5,700 views
12•••5•••10•••15•••20•••25•••30•••35•••40•••4243444546•••50•••55•••60•••65•••70•••75•••80•••8384