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PoliticaLa fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
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Pubblicato 6 nov
https://x.com/SavinoBalzano/status/1986356173591773612?t=9mKQhyQM9sEH82K7RZxm3w&s=19 CROLLA UNA STRUTTURA CHE AVEVA 1200 ANNI A #ROMA: QUANDO CHIEDIAMO LE DIMISSIONI A #GUALTIERI? Devo confessarvi che questa ossessiva insistenza sulle dichiarazioni della #Zakharova comincia a puzzarmi. Sì, per carità, sono state infelici perché pronunciate mentre un operaio era sotto le macerie. Ma insomma, in quanto a uscite infelici, la nostra classe politica non è che abbia molto da insegnare. Sergio Mattarella ha paragonato i russi al Terzo Reich: non saprei cosa sia peggio. Eppure alcuni telegiornali, il TG Draghi in prima fila, non riescono più a trovare aggettivi da riservare alle parole della portavoce del ministro degli esteri russo: immonde, barbare, invereconde, e chi più ne ha più ne metta. E la miseria! Quando il coro è così univoco e assordante, c’è da interrogarsi a fondo. Uscita infelice, vero (a mio avviso, più per il tempismo che per il merito), però noi siamo quelli che davano della “culona inchiavabile” alla cancelliera tedesca. Non pubblicamente, noterà qualcuno, va bene, ma l’uscita fu oltremodo “colorita”. E allora perché si insiste tanto? Domandatevi — col massimo dell’onestà intellettuale che riuscite a portare — che cosa sarebbe accaduto se al Campidoglio ci fosse stata Virginia Raggi. Secondo voi, che cosa sarebbe successo? Guardate i giornali di qualche anno fa: alla #Raggi veniva addossata qualsiasi responsabilità, anche la più assurda, e le notizie di Roma erano sempre in prima pagina, ogni sera, anche sul TG Draghi. A Virginia si riservava sempre l’apertura e gli attacchi erano ferocissimi, notoriamente anche volgari. È curioso che crolli la Torre dei Conti, un edificio che stava lì, dritto dritto, da 1200 anni, e nessuno abbia nulla da dire a chi ha commissionato i lavori di “restauro”. Quasi sette milioni di euro del #PNRR (a debito) per demolire un edificio storico nel cuore di Roma. Vi sembra accettabile? La vicenda peraltro appare controversa: chi abitava attorno all’edificio era preoccupato da tempo. Dico, ma ve lo ricordate cosa accadde nel 2010 col crollo della Palestra dei Gladiatori a Pompei? Al governo c’era #Berlusconi e alla Cultura Sandro Bondi, quello delle poesie a Silvio, alla mamma, alla moglie e così via (certe gesta riecheggiano per l’eternità). Accadde un putiferio senza precedenti — giustamente, direi — eppure in quella circostanza le responsabilità, pur essendoci, apparvero indirette. A leggere la cronaca del tempo, emerge che piovve molto, che i materiali usati per i restauri del dopoguerra erano forse inadeguati, ad esempio. Eppure, com’è giusto che sia, l’esecutivo venne crocifisso. Oggi si risparmia il Governo, ma soprattutto Roberto Gualtieri, che avrebbe la responsabilità politica di quanto accaduto. Quel crollo è politicamente assai rilevante perché fa cadere una maschera d’ipocrisia davvero insopportabile: oltre a mostrare il miserrimo livello della nostra classe politica — che non merita nemmeno l’eredità della storia, del nostro passato, che si ribella a noi venendo giù — punta il dito anche su qualcun altro. Sì, perché a morire è stato un operaio, rumeno, di 66 anni. Ogni giorno, stando alle stime ufficiali (e molti morti non vengono nemmeno registrati), tre persone escono di casa per non tornarvi: muoiono sul lavoro. Nel 2024 abbiamo avuto quasi seicentomila infortuni sul lavoro: molti ti distruggono la vita, ti lasciano invalido per sempre (e non si contano quelli domestici, solo perché dedicarsi alla casa non è “formalmente lavoro”). Poi ci sono le malattie professionali: tantissime. Si consideri, ad esempio, che alcuni stimano circa diecimila casi di tumore professionale ogni singolo anno. Molti di essi sono mortali. E non ci sono solo i tumori, purtroppo. E dunque, per esempio, in merito alla morte di Octay #Stroici, operaio rumeno di 66 anni: che hanno da dire coloro i quali dovrebbero tutelare il mondo del lavoro, dei precari, dei più fragili? Che dice il sindacato?
Pubblicato 6 nov
Sul roveto ardente di Veronica Tomassini, la scrittura come rivelazione Ilaria Palomba Roveto ardente, poetica di una vita – tra la ferita e la rivelazione (Transeuropa, 2025) di Veronica Tomassini è un libro di fuoco, che potremmo includere nella saggistica, eppure, allo stesso tempo, potremmo considerarlo il racconto letterario di una vita che s’incide nella carne, perché Veronica Tomassini o la ami o la odi, non… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/06/sul-roveto-ardente-di-veronica-tomassini-la-scrittura-come-rivelazione/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 6 nov
Dick Cheney: il potere al servizio della guerra (e non solo) Paolo Arigotti Richard Bruce Cheney, meglio noto come Dick, classe 1941, è morto lo scorso 3 novembre all’età di 84 anni. Segretario alla Difesa (oggi lo chiameremmo alla Guerra) con Bush “padre” e Vicepresidente durante l’Amministrazione di George W. Bush (2001–2009), lascia un’eredità politica tra le più controverse della storia recente. Se per i… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/06/dick-cheney-il-potere-al-servizio-della-guerra-e-non-solo/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 6 nov
La nuova panacea: il sorteggio Dario Raffone La riforma costituzionale della magistratura appena approvata prevede, fra l’altro, che i componenti togati dei due istituendi Consigli Superiori della Magistratura siano eletti per sorteggio. Stranamente (a voler essere magnanimi), tale sistema non è previsto per i componenti di estrazione politica, che continueranno a essere scelti, col consueto bilancino di cencelliana memoria, fra politici… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/06/la-nuova-panacea-il-sorteggio/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 5 nov
MUORE CHENEY, IL VICE ⚰️Dick Cheney è spirato il 3 novembre; figura controversa, divenne famossissimo nel mondo dopo l'11 settembre, visto come il vero "uomo forte" del governo a fronte di uno spaesato G.W Bush. 📢 Politico di lungo corso, già capogabinetto presidenziale negli anni '70 e più volte eletto al Congresso nelle file dei repubblicani. 🌎 A capo del Pentagono fra il 1989-93, firmò il documento di strategia politico militare del post Guerra Fredda: la Defense Planning Guidance 1994–1999 (redatta da P Wolfowitz e I. Libby, futuri neocon) prefigurava gli Usa come unica potenza mondiale impedendo la ascesa di potenziali rivali, agendo anche fuori dall'ONU. ✊ Durante gli anni di Clinton (1993-2000) diventa CEO della multinazionale Hulliburton e è fra i promotori del manifesto suprematista Project for the New American Century (PNAC). ⚔️ Principi realizzati pienamente nella "Guerra al Terrorismo" (2001-09) con la vicepresidenza sotto Bush: l'aggressione a paesi sovrani sulla base di menzogne, programmi di repressione, tortura e sequestri fuori dal quadro legale internazionale, sorveglianza interna massiva. Dick Cheney passerà alla storia come un suprematista e un criminale.
Pubblicato 5 nov
Il mio intervento di lunedì 3 novembre presso la Sala del Carroccio del Campidoglio, Roma. Riprese a cura della redazione di Radio Radicale. ⚡️ Segui il canale Telegram ⚡️https://t.me/mauriziovezzosi
Pubblicato 5 nov
🛑 Se metti in discussione Israele, nella democratica UE, vieni licenziato! 📰 Il giornalista Gabriele Nunziati è stato licenziato da Agenzia Nova per aver chiesto alla Commissione UE se Israele debba contribuire alla ricostruzione di Gaza. La funzione del giornalismo è porre domande, sorpattutto quelle scomode. Questo licenziamento solleva, di nuovo, gravi interrogativi sulla libertà di informazione in Unione Europea. 🤕 Entra nel canale telegram http://t.me/lafionda
Pubblicato 5 nov
Alle radici della crisi della magistratura: un capitolo dello “Stato incostituzionale” Geminello Preterossi L’indipendenza è una condizione “ontologica” di una magistratura realmente democratica e costituzionale: è e allo stesso tempo deve essere tale. Non è che esista in natura, l’indipendenza: è inevitabilmente basata su presupposti che sono di carattere storico, sociale e culturale. Ha bisogno di un habitat. Inoltre, è necessario chiedersi: indipendenza non… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/05/alle-radici-della-crisi-della-magistratura-un-capitolo-dello-stato-incostituzionale/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 5 nov
Eddington: la più grande satira sull’America contemporanea Simone Luciani Leggerete cose pessime, di questo Eddington. Non fidatevi: è l’assuefazione all’ideologia hollywoodiana, che ormai si sovrappone con precisione sartoriale a quella liberal e progressista, per la quale il “grande romanzo americano” può essere scritto, diretto, interpretato solo da chi ha la patente. Non è, in realtà, il film di Ari Aster, nemmeno… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/05/eddington-la-piu-grande-satira-sullamerica-contemporanea/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 4 nov
Approdo per noi naufraghi Elena Basile Il titolo del libro di politica internazionale, pubblicato da Paperfirst il 4 novembre u.s., “Approdo per noi naufraghi”, richiama l’aspirazione principale del saggio. Chi sono i naufraghi e dove è l’approdo? I naufraghi sono innanzitutto i componenti del variegato mondo del dissenso, sono la generazione Z, ancora priva di soggettività… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/04/approdo-per-noi-naufraghi/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 4 nov
La Fine di Israele di Ilan Pappé Matteo Bortolon Ilan pappé è uno degli accademici israeliani più famosi al mondo: ebreo antisionista, già membro di un partito comunista, è parte di quella corrente di nuovi storici israeliani critica verso la storia del proprio paese. La posizione di Pappé è la più radicale, per esempio nel suo testo La pulizia etnica della Palestina… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/04/la-fine-di-israele-di-ilan-pappe/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 3 nov
😡Chi sono i veri responsabili del declino economico, culturale e antropologico dell’Italia e dell’Europa? Due nomi su tutti: Mario Draghi e Sergio Mattarella. La rielezione di Mattarella e la rielezione della Von der Leyen sono stati due traumi tremendi che ancora segnano il nostro stato di crisi terminale. Gabriele Guzzi Movimento L’Indispensabile #gabrieleguzzi#politica#responsabili#istituzioni#europa#ue