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Politica

La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda

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Pubblicato 11 ago

“Vi affido la Palestina”: il testamento di Anas Al-Sharif Redazione Poche ore prima di essere barbaramente ucciso, il giornalista palestinese Anas Al-Sharif ha scritto una lettera testamentaria. Era destinata alla sua famiglia, alla sua terra, alla sua patria. Valgano le sue invocazioni per tutti noi, in segno di pietà e partecipazione, contro la barbarie di cui è vittima il popolo palestinese: «un’oscenità… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/08/11/vi-affido-la-palestina-il-testamento-di-anas-al-sharif/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 11 ago

La destra al potere e le sue complicità con le politiche terroristiche del governo israeliano Enrico Grazzini Il governo di Giorgia Meloni e gli intellettuali di destra dovrebbero rispondere della loro complicità ideologica e morale con il terrorismo di fronte al tribunale della coscienza pubblica. Perché sono colpevoli di complicità ideologica con il terrorismo? Per le argomentazioni con cui hanno giustificato il massacro di decine di migliaia di esseri umani da… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/08/11/la-destra-al-potere-e-le-sue-complicita-con-le-politiche-terroristiche-del-governo-israeliano/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 11 ago

🟥Elezioni Regionali in arrivo Giunti in pieno agosto a constatare la crisi del turismo balneare va ricordato che nessun paese può arricchirsi con il turismo, specie se distrugge la propria industria e i settori produttivi. Nel frattempo in Toscana mancano 2 mesi alle elezioni e l'attuale presidente Giani sarà il candidato del csx e M5S. Prima di tuffarsi nelle strategie elettorali, prove tecniche di "campo largo" e altri equilibrismi, gli elettori toscani dovrebbero conoscere quale idea di sviluppo incarna l'attuale governo della regione, ascoltando lo stesso Giani durante l'abbattimento delle ciminiere della ex centrale Enel Piombino, nell'ottobre 2024. "Meno industria, più turismo", è il folle programma economico delle forze politiche che hanno governato fino ad oggi e si presentano per governare per altri 5 anni una regione con un importante tessuto industriale, da diversi anni gravemente a rischio. I toscani saranno disponibili ad accettare un futuro di ulteriore povertà e disoccupazione? @lafionda

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Pubblicato 11 ago

https://x.com/SavinoBalzano/status/1954819593337237752?t=jkN0booOZzDUJTOQeo03xg&s=19 Da ore continuo a rosicchiarmi febbrilmente le unghie, sudo freddo, vivo momenti costantemente sull’orlo di una crisi di panico. Per forza: ormai – scossoni a parte – pare certo l’incontro tra Trump e Putin per avviare un confronto concreto che porti al cessate il fuoco in #Ucraina. Le richieste dei russi, ovviamente, comprendono il controllo dei territori occupati. Insomma, non serve un esperto per immaginare che, dopo aver sacrificato centinaia di migliaia di uomini, il #Cremlino voglia salvaguardare alcuni punti nevralgici: avere un territorio cuscinetto che contenga la nostra (sic!) avanzata a oriente e – soprattutto – ottenere una sorta di neutralità di #Kiev, che ad esempio si impegni a non aderire alla #Nato. Insomma: l’incontro pare si terrà; la presenza di #Zelensky è assolutamente opzionale, come quella delle tartine al caviale, e le richieste di #Putin – qualora accettate – sarebbero in netto contrasto con la propaganda che per anni ha avvelenato il nostro dibattito pubblico. Quello italiano e quello europeo. Per la verità, anche quello statunitense, fintanto che a guidare quel Paese era l’obnubilato democratico poi soppiantato. E non ci dormo la notte perché mi tremano letteralmente i polsi al pensiero di come potranno viverla alcuni personaggi. Penso alla Presidente della Commissione Europea, ad esempio, che per anni ha dipinto se stessa come una sorta di Giovanna d’Arco, un po’ più cotonata, promettendo il collasso di #Mosca. La mia mente va a #KajaKallas e alle sue affermazioni invasate: la ricordo mentre ci prometteva una roba tipo #Putin in catene, con la palla al piede, trascinato tra le vie delle capitali europee, con la gente a lanciargli ortaggi addosso. Penso a #Macron che, tra le botte prese in famiglia, prometteva di inviare l’esercito in Ucraina a difendere la democrazia e la libertà: le vedeva solo lui. A #Merz (e, per la verità, anche al suo predecessore), che desidera l’esercito più grande del Vecchio Continente per una nuova operazione Barbarossa o qualcosa del genere. Vogliamo parlare di #Rutte? Con la sua fierezza – la stessa di chi l’ha preceduto – prometteva mari e monti e ci preparava alla guerra contro Mosca e i suoi alleati. Fierezza venuta meno di recente, quando si è azzerbinato sotto le caviglie gonfie di #TheDonald. Penso però anche agli italiani illustri: di ieri e di oggi. Incessantemente a chi ci chiedeva di spegnere l’aria condizionata per la pace. Il migliore dei migliori, quello che nemmeno si può nominare senza inchino: Mario #Draghi. Anche la nostra Premier, tuttavia, ha speso moltissima della sua credibilità attorno a questa vicenda: con Kiev fino alla fine dei tempi, diceva. Adesso ci sarà (ancora una volta) da ridere. Per la verità, la sua credibilità l’ha espressa al massimo in una telefonata con due comici, il che è tutto dire. E il #Quirinale? #Mattarella dovrà mandar giù che si tratti col nuovo Reich: questa volta ci tireranno fuori la solfa della conferenza di Monaco del ’38, dell’appeasement, di Chamberlain che – secondo Churchill – aveva scelto il disonore alla guerra e si sarebbe ritrovato la guerra comunque? Staremo a vedere. Ciò che conta, a mio sommesso avviso, è che quanto viviamo fosse del tutto prevedibile: chi è davvero in guerra (direttamente o per procura) si incontra per mettere fine alle ostilità. A rimetterci saranno gli sconfitti e chi ha perso la vita. Tra gli sconfitti ci siamo noi: tagliati fuori da commerci convenienti (penso a quello energetico con la #Russia) e costretti in altre rotte assai meno convenienti, come quella con gli #USA. Tra gli sconfitti, anche la credibilità del nostro dibattito pubblico: assai meno libero e democratico di quanto si voglia sostenere.

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Pubblicato 10 ago

Ovviamente evito di mostrare qui le crudissime immagini del bombardamento della tenda dei giornalisti nella Striscia, tra cui i corrispondenti di Al Jazeera Anas Al-Sharif e Mohammed Qreiqea, nonché i fotografi Ibrahim Zaher e Mohammed Noufal. Come per la stragrande maggioranza dei casi riguardanti le altre centinaia di giornalisti barbaramente assassinati in questi due anni, è stata una scelta precisa e deliberata delle forze comandate da Bibi il Genocida. Si tratta della fredda determinazione terroristica di chi non vuole testimoni mentre accentua le misure volte a cancellare un intero popolo Provo un ribrezzo infinito per quei giornalisti italiani che in mezzo a questo livello di crimini, rivolti anche e proprio all'essenza del mestiere del cronista, scelgono di solidarizzare esplicitamente e spudoratamente con la giunta dei carnefici dei loro colleghi. Perfino in queste condizioni estreme sono favorevole alla libertà di parola di queste iene impazzite, senza liste di proscrizione. Ma proprio per questo mi sentirò libero di definire comunque il livello orrendo e incancellabile della loro pessima reputazione. I loro nomi li misureremo con la loro infamia.

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Pubblicato 10 ago

CHI VINCE, CHI PERDE di Marco Travaglio Nessuno può sapere se il ferragosto di Trump e Putin in Alaska congelerà la guerra. Per ora le certezze sono solo due. 1) Il summit consacrerà una verità nota a tutti, ma negata come putinismo: la guerra non è fra Ucraina e Russia, ma fra Usa e Russia. E Trump, rinnegando le follie della filiera nera Clinton-Bush jr-Obama-Biden, lo riconosce col summit bilaterale, in cui Zelensky e magari qualche euro-pigmeo faranno forse capolino da remoto, cioè da comparse più che da protagonisti. 2) Se il vertice avrà successo, la soluzione sarà quella nota a tutti da due anni, cioè dal flop della controffensiva ucraina del 2023, ma respinta come “pace ingiusta”: oltre alla Crimea, Mosca si terrà gran parte dei territori conquistati e, se rinuncerà a quelli in sovrappiù, sarà per barattarli con garanzie di sicurezza: Kiev non solo fuori dalla Nato, ma anche ampiamente smilitarizzata. Altrimenti i russi continueranno ad avanzare e gli ucraini a perdere terreno e uomini, pentendosi di non aver firmato. Così come oggi si pentono di non aver firmato a Istanbul nel 2022, subito dopo l’invasione, quando Putin non chiedeva territori e offriva il ritiro delle truppe in cambio di un’Ucraina neutrale e smilitarizzata e di un Donbass autonomo. Nel dicembre scorso Zelensky si arrese alla realtà: “Non riusciremo a riconquistare la Crimea e le regioni occupate dai russi”: Lugansk, gran parte del Donetsk e metà di Kherson e Zhaporizhzhia. Ma, per salvare la faccia sua e dei complici Ue, continuò la guerra senza riuscire a spiegarne il perché al popolo e alle truppe. In aprile il suo ex consigliere Oleksji Arestovich lo avvisò: “Possiamo scegliere di negoziare oggi perdendo 4 regioni più la Crimea, oppure accettare tra sei mesi di perderne 7 o 8”. Ora infatti i russi avanzano pure a Odessa, Sumy, Kharkiv e Dnipropetrovsk. A lasciarli fare, fra un anno Zelensky – se sarà ancora lì – potrebbe vedersi costretto a chiedere a Putin ciò che oggi Putin chiede a lui. È questo che rende asimmetriche le posizioni di protagonisti e comprimari del negoziato. Quella di Putin è “win win” perché, comunque vada, vince lui: se la guerra finisce, ottiene a tavolino ciò che ha preso; se continua, mantiene ciò che ha preso e conquista nuovi territori. Quella di Zelensky e dell’Ue è “lose-lose” perché, comunque vada, perdono: o rinunciano subito alla follia della “vittoria sulla Russia” e ammettono la sconfitta; o continueranno a subirla sul campo. Trump invece ha un’opzione favorevole su due: se riesce a chiudere la guerra, può continuare ad accarezzare l’aspirazione-illusione-ossessione del Nobel per la pace. Ed è il fattore Usa che rende la tregua meno improbabile di tre anni fa. A Istanbul, Biden remava contro. In Alaska, Trump remerà a favore. Il Fatto Quotidiano, 10 Agosto 2025 Entra nel canale telegram de @lafionda

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Pubblicato 9 ago

Il tour della speranza di Francesca Albanese Giuseppe Giannini Il coraggio e la testimonianza di chi dà voce alla dignità di un popolo A Sant’Andrea di Conza, in provincia di Avellino, la sera del 5 agosto si è concluso il tour di presentazione del libro Quando il mondo dorme di Francesca Albanese, Relatrice speciale dell’ONU. Sul palco, insieme a lei, l’attore-scrittore-cantante… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/08/09/il-tour-della-speranza-di-francesca-albanese/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 9 ago

Guerra e pace Umberto Vincenti Guerra o pace era, invece, il titolo di un fortunato numero de La Fionda, uscito alla fine del 2022. Un’alternativa che, però, non esaurisce le possibilità. Puoi sì decidere, se mai puoi decidere, di muovere guerra o di valutare più conveniente non farla, così optando per conservare la pace. Ma puoi… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/08/09/guerra-e-pace/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 9 ago

Variabili di potere e sovranità: le guerre per procura dell’Occidente Elena Basile Attualmente, ancora più che in passato, è essenziale, per condurre un’analisi corretta delle dinamiche internazionali, comprendere la differenza tra variabili indipendenti e non, che operano in un contesto complesso e fortemente strutturato. Nel corso delle primavere arabe, il malcontento popolare albergava nei Paesi del Nord Africa da tempo, ma ha costituito un fattore in… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/08/09/variabili-di-potere-e-sovranita-le-guerre-per-procura-delloccidente/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 8 ago

Qua signori abbiamo un capolavoro🖼 Un Gauguin, un Monet, un Van Gogh, fate voi. Questo video risale alla campagna elettorale per le ultime elezioni europee, al 4 giugno 2024. Ursula von der Leyen è a fare un comizio a Helsinki, in Finlandia. Sotto al palco un uomo protesta. Grazie al cielo nelle democrazie europee esprimere il dissenso è ancora possibile. Infatti Ursula lo strilla chiaramente: "Se tu fossi a Mosca saresti portato in prigione in due minuti". Peccato che l'uomo venga effettivamente portato via di peso dalla polizia e questo lunedì sarà messo a processo per quello che da noi sarebbe "resistenza a pubblico ufficiale". Ah, la democrazia europea. Una pennellata di finti diritti sopra una tela di repressione. E quando il colore cade, seccato dal tempo e dalle intemperie e rivelando solo il bianco della tela, il pittore continua a sorridere mostrando a tutti quanto sia bello il suo dipinto sgargiante. 👉Contro la repressione dell'UE, unisciti a t.me/lafionda

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Pubblicato 8 ago

ULTIM'ORA - Israele decide per l'occupazione di Gaza. Il gabinetto di sicurezza ha approvato dopo dieci ore di discussione la proposta del primo ministro Benjamin Netanyahu di conquistare Gaza city. Lo riferisce un alto funzionario a Channel 12. L'operazione richiederà l'evacuazione dell'area in cui attualmente vive circa un milione di abitanti della Striscia. L'obiettivo è evacuare tutti i residenti della città verso i campi profughi centrali e altre aree entro il 7 ottobre 2025. Tu chiamala se vuoi, pulizia etnica. 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist

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Pubblicato 8 ago

L’impersonale Ilaria Palomba La tematica dell’impersonale in Simone Weil è al centro di questo breve scritto, che si lega all’ultimo da poco pubblicato. Tale questione è affrontata in ogni suo libro, ma raggiunge una formulazione più ampia e definita in uno dei suoi ultimi scritti: La persona e il sacro, scritto a Londra… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/08/08/limpersonale/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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