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PoliticsLa fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
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Tag: #netanyahu · 7 posts
Posted Mar 31
https://x.com/SavinoBalzano/status/2038917225424244758?s=20 Il Cardinale #PierbattistaPizzaballa ha confermato, ancora una volta, tutta la sua misura e il suo incredibile senso di responsabilità: «Ci sono stati dei fraintendimenti con Israele, non ci siamo compresi ed è questo quello che è accaduto». Parla di fraintendimenti e lo fa, a mio modestissimo avviso, sapendo benissimo che non c’è alcun fraintendimento. Quella di #Israele è stata una ritorsione, una rappresaglia alle parole che il Patriarca di Gerusalemme ha pronunciato in diverse circostanze. Luglio 2025: «Quello che il governo di Israele sta facendo a #Gaza non è giustificabile. Non riusciamo a capire le ragioni di tutto questo (...). Abbiamo il dovere morale di esprimere con assoluta chiarezza e franchezza la nostra critica alla politica che questo governo sta adottando a Gaza». Ancora: «Quello che sta accadendo nella Striscia è moralmente inaccettabile (...). Non c’è giustificazione alcuna per lo sfollamento di massa deliberato e forzato di civili. Non può esserci futuro basato sulla prigionia, sullo sfollamento dei palestinesi o sulla vendetta». Settembre 2025: «Israele oggi si percepisce come unica vittima, e questo impedisce di avere una visione lucida e libera del futuro». Febbraio 2026: «La comunità internazionale permette a Israele di fare a Gaza quello che la Russia non può fare in Ucraina». Le critiche del Cardinale sono state espresse poi relativamente ai crimini in #Cisgiordania, anche nei confronti dei villaggi cristiani. #Pizzaballa ha inoltre precisato, qualora ce ne fosse bisogno, di non avere nulla «contro il mondo ebraico» e persino di non essere «contro la società israeliana». Quest’ultima affermazione è probabilmente fin troppo cauta: fino a che punto è scindibile l’operato di un governo dal popolo di quel Paese? La precisazione sull’ebraismo è necessaria laddove ogni critica a Israele viene subdolamente ascritta all’antisemitismo: un giochetto noto, cui si presta la nostra politica, che recentemente in Senato (contrari 5 Stelle e AVS) ha dato via libera a un disegno di legge che prova a mettere il bavaglio a ogni critica possibile allo Stato di Israele. Eppure è davvero interessante che proprio chi fa la vittima, denunciando ogni giorno il montare di un sentimento antisemita — che in primis Israele sta purtroppo alimentando — poi si renda responsabile di un gravissimo attacco alla cristianità, come quello che abbiamo visto nelle scorse ore, impedendo al Patriarca di Gerusalemme di accedere alla chiesa del Santo Sepolcro. E a indignare ancor di più è il coro dei servi nostrani - tra commentatori e giornalisti - che arrivano persino a prendere le distanze dal nostro governo, che una volta tanto ha il coraggio di protestare seriamente contro il governo di gerarchi di Tel Aviv. Una certa informazione prova addirittura ad attribuire la colpa alla Chiesa cattolica: si arriva a scrivere che certe cose si potevano organizzare per tempo, con un minimo di preavviso insomma. Da non crederci. Da secoli non accadeva e parliamo della Domenica delle Palme: di quale preavviso aveva bisogno Benjamin #Netanyahu? Lo dovremmo avvertire ogni anno circa una ricorrenza che si ripete da tempo immemore? Chi lo sostiene dovrebbe farsi vedere da un luminare della psichiatria. Di quale rischio per la sicurezza farneticano, poi, considerando che Pizzaballa era praticamente solo? Dobbiamo ammirare la compostezza del Cardinale che, anche in questa circostanza, evita un inasprimento della crisi, pur essendo consapevole della gravità inaudita di quanto accaduto: il suo obiettivo resta proteggere i deboli, i palestinesi e i cristiani, sottoposti al terrore di Israele. Uno Stato del tutto fuori controllo, che ha recentemente approvato alla Knesset una legge che prevede, di fatto per i soli palestinesi della Cisgiordania — per i quali interviene il tribunale militare — la pena di morte come misura ordinaria (“the rule is the death penalty”). Chi ha ruoli così delicati è chiamato alla moderazione per non esporre gli innocenti a ulteriori... CONTINUA SU X
Posted Mar 4
https://x.com/i/status/2029240551011160249 Ovviamente in #Italia ci stiamo davvero distinguendo in questa fase. I nostri giornali, la nostra stampa (fatico, nella maggior parte dei casi, a definirla “informazione”, comprenderete) enfatizzano il gravissimo attacco iraniano a #Cipro. Un Paese dell’Unione Europea, insistono a ricordarci gli augusti commentatori. Un fatto gravissimo, inaudito, inconcepibile. Peccato solo per un piccolissimo dettaglio: la distruzione del #NordStream ad opera degli ucraini del pianista magico (quello che suona il piano col pisello, con i sorci al seguito), una delle più importanti infrastrutture energetiche d’#Europa, che ci avrebbe consentito peraltro di acquistare più agilmente il gas russo a un prezzo molto inferiore rispetto a quello statunitense. E ancor più lo pagheremo. Il nostro Presidente del Consiglio è riuscito a dare la colpa a #Putin. #Trump e #Netanyahu attaccano Teheran e "ha stato Putin". Perché avrebbe rotto l’argine: avrebbe dato il via alla violazione del diritto internazionale. Datemi pure del putiniano, come fa qualche disagiato pellicano pelato, però, a me la replica dell’ambasciata russa sembra impeccabile: «A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026)». Sublime, ancora una volta, il nostro Capo dello Stato, #Mattarella. A caldo, subito dopo l’aggressione all’Iran, dichiara che «la guerra sia tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia». Adesso la guerra si muove da sola, ha quattro ruote motrici. Torna così, autonomamente, non si sa come. Quando si tratta dei russi, facciamo un bel paragone con i nazisti, nonostante abbiano lasciato sul terreno decine di milioni di morti per arrivare a Berlino. Quando si tratta di #Israele, viceversa, la guerra diventa impersonale: come un’auto senza conducente. E se non c’è il conducente, a chi la dai la colpa? Bella trovata.
Posted Mar 3
https://x.com/i/status/2028774213952106653 Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Solo che oggi, al posto di Catilina ci siamo noi. Al posto di Cicerone c’è il resto del mondo. Si resta davvero basiti, allibiti per ciò che si sente dire e per ciò che si legge. Come si fa ad ammantare di legittimità quanto #Israele e gli #StatiUniti stanno facendo in Medio Oriente? Si parla di guerra difensiva. Si dice che l’#Iran avesse a disposizione armi pericolosissime (mentre lo nega la CIA). Si afferma che #Netanyahu e #Trump vogliano restituire libertà alle donne, agli omosessuali, agli oppositori iraniani. Sappiamo che con le bombe non si esporta la democrazia, ma sappiamo anche che esportarla non interessa affatto a nessuno. Tanto è vero che a nessuno viene in mente di liberare gli oppressi da bin Salman. Anzi, ci facciamo affari. Come ce li facciamo con al-Jolani, pur conoscendone la storia. È semplicemente ridicolo negare che questa operazione risponda a meri interessi geopolitici. Israele e gli Stati Uniti, al di là delle esigenze di distrazione di massa dei loro leader, hanno bisogno di un regime change. Gli Stati Uniti, in funzione anticinese, in primo luogo. E dunque la domanda resta: quanto ancora il mondo deve pazientare? Quanto può farlo dinanzi alla nostra propaganda demenziale? Perché gli altri non dovrebbero avere il diritto di replicare i nostri comportamenti? Leggo di condanne per le azioni militari iraniane. Si chiede a #Teheran di fermarsi. Ma, dico, siamo pazzi? Che fine hanno fatto #Maduro e sua moglie? Qualcuno ne sa qualcosa? Vi sembra normale andare in giro per il mondo a rapire o sopprimere capi di Stato e di governo? Se i cinesi cominciassero a fare davvero come noi, che cosa accadrebbe? Come reagiremmo? Il nostro dibattito pubblico è imbarazzante. Le aggressioni israeliane a sette Paesi vengono descritte come lotta alle basi del terrorismo, dimenticando che sono state bombardate capitali e un numero incalcolabile di strutture civili. È imbarazzante l’assenza di dignità nei commenti, l’assoluta e palese disonestà: qualche pagliaccio domanda persino quando scenderemo in campo militarmente per difendere #TelAviv. È il riflesso della nostra decadenza culturale e morale. Siamo ormai in una profonda, forse inesorabile, decadenza. Il futuro dei più giovani appare quanto mai fosco. Poveri innocenti. Perché alla fine restano loro: i civili, i bambini, gli innocenti. Sempre sacrificabili, sempre “collaterali”. In nome di una libertà che non arriva mai.
Posted Mar 1
https://x.com/SavinoBalzano/status/2028025360843964570?s=20 Ovviamente sono le ore della peggiore ipocrisia. Leggi le note stampa, apri i social e vieni letteralmente invaso da un fiume mefitico di impudenza. Il peggiore di tutti è l'ucraino magico, quello che suona il piffero — anzi, il pianoforte col pisello — e i sorci gli vanno dietro incantati: per #Zelenski «giusto liberarsi di un regime terrorista». Dovrebbe fare attenzione a certe uscite: se sabotare il #NordStream, unico vero attacco a infrastrutture europee, può essere considerato un atto terroristico o comunque illegale, la testa a rischiare potrebbe essere anche la sua. Lui e le pantegane che da anni farneticano, con le loro patetiche bandierine #UE e ucraine nella bio, di Stato aggredito e Stato aggressore, esultano: sono in piena estasi, in delirio totale. Fioccano pure le foto di #Khamenei con la croce sopra: uno in meno, colpito. A pubblicarle sono cagasotto da divano che non avrebbero mai il coraggio di imbracciare nemmeno una cerbottana per difendere la libertà e la democrazia. Si nasconderebbero nel primo buco disponibile, nel primo tombino. E già me li immagino, i minus habens: «ecco il soccorso al regime degli #ayatollah!». Io penso che ogni Paese debba regolarsi come vuole e che gli iraniani debbano vivere come credono: vedremo adesso quale sarà l’effetto dell’intervento. Ma il punto è un altro: agli israeliani e agli statunitensi non importa nulla della libertà e della democrazia in #Iran. Lo hanno spiegato bene alcuni ieri — bravissimo Marcello Foa nella sua analisi: #Netanyahu rischia di andare in galera e #Trump ha il grosso bubbone #Epstein. L’Iran non aveva armi pericolose per noi (come non le aveva Saddam), è la CIA dirlo, e stava facendo passi enormi per giungere a un accordo mediato dall’Oman. Di che parlate? Se davvero fosse un intervento in difesa delle donne soggiogate, degli omosessuali impiccati, della libertà di un popolo oppresso, perché non una parola per le bambine della scuola femminile #ShajarehTayyebeh? Le immagini che giungono da #Minab sono semplicemente strazianti. Anche qui la risposta ce l’hanno pronta: ci furono vittime anche nella guerra di liberazione in Italia, oggi abbiamo la democrazia. A parte il fatto che toccherebbe parlarne: siamo davvero così liberi oggi dai nostri “liberatori”? Lo potrebbe credere solo un idiota. In ogni caso, un crimine di guerra non ne cancella un altro e lo scopo dell’intervento cominciato ieri è tutt’altro che benevolo. Ti sbattono in faccia le immagini di iraniani in festa. Nessuno dice che il regime iraniano fosse un bene e dunque si capisce che qualcuno (alcuni, non tutti) esulti. Ma domandatevi cosa accadrà adesso: cos’è oggi l’Afghanistan? E cos’è oggi l’Iraq? E la Libia? Gli iraniani soffriranno ancora perché non hanno amici in Occidente. E i piccoli politicanti che affollano il nostro dibattito pubblico continuano a dimostrare la loro patetica inconsistenza. In tutto questo, però, che fine ha fatto il garante assoluto del diritto internazionale? Qualcuno ha sentito per caso la severa e autorevolissima voce di #SergioMattarella? Si può tifare, esultare, sentirsi dalla parte giusta della Storia. Ma la Storia, di solito, presenta il conto ai popoli, non ai commentatori da tastiera. E quando arriverà, sarà troppo tardi per scoprire che la libertà non si esporta con i bombardamenti.
Posted Oct 22
La polizia tedesca ha fatto irruzione nell’abitazione dello scrittore, giornalista ed ex parlamentare del partito di Unione Cristiano-Democratica (CDU) Jürgen Todenhöfer, a Monaco di Baviera, per una serie di post sui social in cui criticava il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo quanto riferito da Todenhöfer, gli agenti hanno confiscato telefoni e dispositivi digitali dopo aver monitorato la sua abitazione. “Un tribunale tedesco ha avviato un procedimento penale contro di me, emettendo un mandato di perquisizione e di sequestro di tutti i miei dispositivi, perché ho criticato duramente Netanyahu e Scholz”, ha dichiarato lo scrittore. Nel post X al centro dell’indagine, Todenhöfer scriveva: "Signor Netanyahu, la sua coscienza non protesta mai quando fa ai palestinesi quello che i maledetti nazisti hanno fatto agli ebrei?". #germany#netanyahu#scholz
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Posted Aug 13
https://x.com/SavinoBalzano/status/1955525498030719325?t=Wi_pEC80mNbXHbKY-Nj_jg&s=1 Sono oltre 240 i giornalisti colpiti da #Israele dall’avvio dell’ultima fase del genocidio del popolo palestinese. Oltre 240 persone che, eroicamente, provavano a raccontare l’orrore, i crimini che un paese sta compiendo ai danni di un popolo ridotto alla fame e alla sete, privo di ogni mezzo essenziale alla sopravvivenza che possa venirvi in mente. Ormai praticamente più nessuno ha il coraggio di difendere l’orrore scatenato da Israele, neppure chi sosteneva che #Netanyahu stesse facendo il lavoro sporco per noi. A #Gaza, ma non solo, i giornalisti sono diventati un obiettivo deliberatamente individuato: non devono raccontare, non devono contrastare la propaganda di alcune agenzie, finanziata con milioni e milioni di euro, orientata a dipingere Israele come la vittima e non come ciò che è davvero: uno stato terrorista e canaglia. Qualsiasi giornalista dovrebbe inorridire dinanzi a tale strategia, eppure, in Italia, un giornalista del Servizio Pubblico, Antonino Monteleone, esulta per l’uccisione di Anas al-Sharif, giornalista ventottenne di Al Jazeera. A parte la scelta codarda di impedire i commenti al suo post, tipica di chi è consapevole della ridicola debolezza di certe affermazioni, colpisce che uno che da anni si batte per dar voce a chi professa l’innocenza di coloro i quali sono ancora considerati i responsabili della strage di Erba, Olindo Romano e Rosa Bazzi, con tanta leggerezza affermi che Anas al-Sharif fosse un terrorista. Alla faccia del garantismo. Quali sarebbero gli argomenti a suffragio di tale posizione? Alcuni post che il giornalista avrebbe scritto in sostegno di #Hamas e del 7 ottobre. Ammesso che siano autentici, sono sufficienti a considerarlo un terrorista? In effetti sono in molti a ritenere — a mio avviso sbagliando — che quella del 7 ottobre fosse una reazione legittima ai crimini subiti dal popolo palestinese da decenni. Attenzione, possiamo anche starci a questo modo di ragionare. Occhio però, Antonì, perché è rischioso: in molti considerano le azioni di Israele criminali, a partire dalle Nazioni Unite e dal Tribunale internazionale dell’Aia. Dunque, aiutami a capire, stando al tuo metodo: un post in sostegno dell’operato di Israele rende l’autore un fiancheggiatore di quanto accade oggi a Gaza? Shireen Abu Akleh? Ti tice niente il suo nome? Terrorista anche lei?
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Posted Jul 5
https://x.com/SavinoBalzano/status/1941439030119313842?t=w39UlpsndtC6b-af-mx94Q&s=19 Secondo il direttore de #IlFoglio, le sanzioni a #Israele? "Assolutamente no". Serve la diplomazia. Hai capito! Curioso, davvero curioso, considerando la linea editoriale della testata sul conflitto tra #Russia e #Ucraina. Colpiscono l’indipendenza e la libertà di pensiero di una certa stampa… E ancora, la ciliegina sulla torta (è proprio il caso di dirlo): i crimini di Israele andranno dimostrati. Secondo loro, non c’è ancora nulla di evidente. Anche qui, tutto molto interessante. Quando si parla di #Netanyahu, Il Cherry invoca garantismo e tribunali internazionali; quando si parla di #Putin, diventa manettaro, al punto da voler anticipare il giudizio universale, scavalcando pure nostro Signore. Ma guai a parlare di doppi standard: è roba complottista, no-vax, putiniano e così via. #BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.