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PoliticaLa fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
Post recenti
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Pubblicato 24 feb
L’Europa suonata Michele Berti Puntuale come un orologio svizzero è arrivato l’ordine di scuderia e sulla stampa, nazionale e locale, è iniziata la difesa d’ufficio di un intero blocco di potere a mio avviso ormai spacciato. Quotidiani locali che si definiscono indipendenti pubblicano da giorni contributi imbarazzanti che confermano proprio la disperazione di questi momenti e il rilancio… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/24/leuropa-suonata/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 24 feb
L’ironia del crepuscolo: Ennio Flaiano e il suo Diario notturno Giusy Capone Ci sono autori che sembrano scrivere da un luogo a parte, da una postazione privilegiata ed, insieme, marginale, da un angolo appartato del mondo dove lo sguardo si affina nella solitudine e si impregna della malinconia di chi sa che nulla potrà mai essere del tutto salvato. Ennio Flaiano è, senza dubbio, uno di… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/24/lironia-del-crepuscolo-ennio-flaiano-e-il-suo-diario-notturno/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 24 feb
LA QUESTIONE DIMENTICATA DELLA RISERVA AUREA ITALIANA IN MANO STRANIERA Giorgio Kadmo Pagano Più della metà del nostro oro è in mano anglo-americane. Con esso saremmo i terzi detentori di riserva aurea del mondo.Una petizione per riaverlo indietro Il fatto di non trovarsi sotto ricatto da entità estere è la precondizione per la libertà, la sovranità e l’indipendenza di una nazione. Sappiamo… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/24/la-questione-dimenticata-della-riserva-aurea-italiana-in-mano-straniera/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 24 feb
BWS fuori dal Bundestag restando di pochissimo sotto la soglia. Immagine dal sito ufficiale: n. voti e percentuale.
Pubblicato 23 feb
ELEZIONI TEDESCHE, 70,9% DI VOTI SCRUTINATI BSW al momento è sotto lo sbarramento per un soffio. Grande incertezza. La cosa è cruciale per le alleanze, perché se BWS entra i partiti maggiori nella redistribuzione prendono meno seggi, e la sommatoria della Grande Coalizione SPD+Conservatori non sarebbe sufficiente. Ci vorrebbe in tal caso coalizione a tre.
Pubblicato 23 feb
ELEZIONI TEDESCHE, 2/3 DI VOTI SCRUTINATI 👑 Unione cristiano-democratica di Merz saldamente primo partito (29,3%) 💥 Boom AFD (destra radicale), oltre il 20% (al momento 21,2%) 📉 Collasso socialdemocratico SPD, in molte circoscrizioni sconfitto dalla dx cristiano-democratica (16%) ✅ Verdi verso il 10-11% 🏃🏼 Liberali pare definitamente fuori 😳 Linke imprevisto successo, verso l'8% ❓Rebus BWS: sulla soglia del 5% (a pelo dallo sbarramento).
Pubblicato 23 feb
VIDEO ELEZIONI IN GERMANIA: sondaggi, candidati, possibili coalizioni 👇 https://www.youtube.com/watch?v=qimYFSsRhB4 Come funziona il sistema politico tedesco? Quali esiti e coalizioni sono possibili? In attesa dei risultati ve spieghiamo assieme agli amici di Ottolina e con Mario Barbi, conoscitore di lungo corso del paese.
Pubblicato 23 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/1893719608701731225?t=cK2p3X1eNewJiM68qdoROg&s=19 In queste ore non ho potuto fare a meno di pensare a #Francesco con gratitudine. Immagino quello che alcuni potrebbero rispondere e citare: non c'è bisogno, credetemi, lo so da me. Vorrei ricordare con voi un posizionamento in particolare di #PapaFrancesco, quello sulla #guerra e vorrei rammentare a tutti noi un fatto. Quando infuriava il vento gelido della propaganda, quando si diceva che criticare la politica bellicista di #Biden e dell'#UE fosse da criminali putiniani, chi aveva il coraggio, a certi livelli, di spezzare quella squallida narrazione? A me è capitato spessissimo di citare Francesco in questi anni. Ho letteralmente perso il conto di quante volte ho scritto o ricordato in radio o in tv la famosa frase del #Papa che ricordava «l'abbaiare della #Nato alla porta della #Russia». Mi è stato di enorme aiuto: la quasi totalità della stampa e dell'informazione era meschinamente asservita alla narrazione della guerra di civiltà tra bene e male. Chiunque sollevava dubbi era automaticamente ostracizzato, disegnato con contorni mostruosi. Le parole del Papa hanno rappresentato uno scudo inespugnabile: bastava ricordare le sue frasi per provare immediatamente un qualche conforto. Sarebbe un gravissimo errore tacere il fatto che il mantello di Francesco ci ha fornito riparo, quando eravamo soli, quando ci lanciavano pietre e sputi. È sempre stato Papa Francesco a porre un interrogativo di cui nessuno voleva sentir parlare: lui a domandarsi se quello di #Gaza dovesse essere considerato un #genocidio. È stato sempre lui a ricordare che «sono stati bombardati i bambini» e che ciò testimoniva il fatto che quanto vissuto fosse «crudeltà, non guerra». Io posso solo testimoniare quanto vivo, quanto provo, e se decido di raccontarlo sento il dovere morale di farlo con la massima onestà: sono grato a Francesco per avermi offerto un appiglio e per aver garantito una legittimazione a certe posizioni che senza di lui avrebbero faticato enormemente di più. Vivo con apprensione queste ore, con dolore e profonda malinconia, prego per il Papa e spero di vederlo tornare.
Pubblicato 22 feb
DIALOGHI FILOSOFICI Per rispondere dell'attuale disorientamento dell'Occidente abbiamo dialogato con Andrea Zhok, professore di filosofia morale all'università degli Studi di Milano, e autore del nuovo libro "Il senso dei valori" (Mimesis, 2024), e con…
Pubblicato 22 feb
Dietro la crisi ucraina c’è un preciso progetto statunitense: prendere Kiev per ridimensionare le ambizioni regionali e globali di Mosca. Storia di una rivolta pianificata e delle armi utilizzate da Obama per ribadire al mondo chi comanda davvero. di Dario FABBRI LIMES APRILE 2014 1. L’equilibrio di potenza è la cifra della dottrina Obama. A dispetto della vulgata giornalistica che lo vuole restio a intervenire sulla scena internazionale, se non addirittura fautore di un isolazionismo mascherato, in realtà il presidente americano persegue i classici dettami della politica dell’equilibrio. Frenato dai postumi della crisi economica e dall’avversione dell’opinione pubblica per ogni avventurismo militare, Barack ha preferito accantonare l’eccezionalismo dei padri fondatori per adottare la strategia che fu per secoli della corona britannica: impedire l’emergere di una nazione in grado di dominare la propria regione di appartenenza e potenzialmente di insidiare il primato della superpotenza. In quest’ottica la tattica più efficace, e meno dispendiosa, è acuire le tensioni tra i principali attori regionali, obbligandoli a concentrarsi sulle questioni continentali e ad abbandonare le ambizioni globali. Perfino nell’Asia-Pacifico, quadrante cruciale per le sorti del pianeta, dove Washington pratica il containment della Cina sostenendo la corsa agli armamenti di giapponesi, sudcoreani e australiani. In Europa è la Russia ad aver raggiunto una pericolosa posizione di forza. Grazie alla sua scaltrezza, unita alla compiacenza della Germania e alla distrazione degli Stati Uniti, nell’ultimo decennio Putin ha pressoché neutralizzato il cosiddetto «estero vicino» e legato al proprio benessere il Vecchio Continente dipendente dal gas siberiano. Libero di scrutare l’orizzonte, il capo del Cremlino ha potuto dedicarsi a questioni di planetaria rilevanza, provocando alla Casa Bianca più di un imbarazzo, in Siria come in Egitto, quanto con la concessione dell’asilo al fuggitivo Edward Snowden. Matura così la necessità di scalfirne le certezze e provocare al contempo una spaccatura tra Mosca e Berlino. A metà 2013 gli analisti statunitensi individuano nell’embrionale crisi ucraina l’occasione per colpire Putin e costringere la Merkel a scegliere tra la fedeltà atlantica e la sua audace Ostpolitik. L’optimum si raggiungerebbe se l’Unione Europea cadesse nella trappola di integrare l’Ucraina – un fardello economico capace di sferrare il colpo di grazia alla già traballante architettura comunitaria – ma Obama si accontenta di sottrarre il paese all’influenza russa. Ne scaturisce uno scontro combattuto a colpi di operazioni coperte, propaganda mediatica e ritorsioni finanziarie che in poche settimane fa scendere sull’Europa un clima da guerra fredda e pone Russia e Germania sulla difensiva. Segue... https://www.giorgiobianchiphotojournalist.com/blog/fomenta-e-domina/ 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Pubblicato 22 feb
Inchiesta sulla solitudine di massa, la malattia del XXI secolo Alessio Mannino La malattia silenziosa del secolo ha un nome: solitudine di massa. Si diffonde come una selezione al contrario: là dove la vita è movimento, la solitudine porta all’isolamento. L’assenza di relazioni imprigiona in bolle di morte sociale, e non a caso la bolla digitale è la metafora più usata nel nostro tempo. Per la… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/22/inchiesta-sulla-solitudine-di-massa-la-malattia-del-xxi-secolo/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 22 feb
80 anni dopo Gennaro De Mattia Qualcuno diceva, e a ragione, che la storia è un insegnante senza alunni. Oggi stiamo assistendo o vivendo, a seconda dei ruoli, ad una nuova grande lezione della storia e la speranza è che ci sia qualche alunno in ascolto. Ottanta anni dopo la fine della II guerra mondiale, le grandi potenze ritornano al… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/22/80-anni-dopo/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda