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PoliticaLa fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
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Pubblicato 21 feb
La guerra in Ucraina, il futuro della Nato e il ruolo dei Paesi europei Enrico Grazzini La guerra in Ucraina è persa e l’Alleanza Atlantica non esiste più. Mentre Trump e Putin trattano una pace separata, gli europei dovrebbero imporre il disarmo bilanciato in Europa I governi europei che vogliono continuare la guerra in Ucraina, invece di lagnarsi perché il presidente americano Donald Trump si sta accordando direttamente con il… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/21/la-guerra-in-ucraina-il-futuro-della-nato-e-il-ruolo-dei-paesi-europei/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 21 feb
DIALOGHI FILOSOFICI Per rispondere dell'attuale disorientamento dell'Occidente abbiamo dialogato con Andrea Zhok, professore di filosofia morale all'università degli Studi di Milano, e autore del nuovo libro "Il senso dei valori" (Mimesis, 2024), e con Davide Sabatino, danzatore, scrittore e saggista, autore del libro "Il poetico rivoluzionario" (Mariù, 2024). Ne è emerso un coinvolgente confronto sull'attuale compagine storico-culturale. Ma soprattutto sull'uso della parola come esercizio dell'identità politica e sociale dei singoli e delle comunità. Potrete seguire il dialogo sul nostro canale YouTube domani (22/02) alle ore 14 👇 https://www.youtube.com/live/6vTmoa0bLSQ?si=hIpIBLl_AasMBe9p
Pubblicato 21 feb
Wael Al Dahdouh, il giornalismo sotto le bombe Giuseppe Gagliano C’è chi, di fronte a una tragedia, sceglie il silenzio. E poi c’è chi, come Wael Al Dahdouh, trasforma il dolore in un megafono per il mondo. Caporedattore di Al Jazeera a Gaza, ha perso dodici familiari sotto i bombardamenti israeliani, inclusi tre figli e la moglie… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/21/wael-al-dahdouh-il-giornalismo-sotto-le-bombe/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 20 feb
SBERLA DI TRUMP A ZELENSKY 🔨Trump ha bastonato pesantemente su X Zelesnky (definito "attore di modesto successo"), affermando: - che ha chiesto troppi fondi Usa per una guerra inutile; - che in parte non si sa che fine abbiano fatto tali soldi (cioè solleva il sospetto che se li siano fregati); - che è un dittatore (sic!) e non vuole le elezioni che perderebbe. 🤔Di fronte a tutto ciò ci si può chiedere: qualcuno ha già detto "la sinistra riparta da Zelensky e la sua illuminata democrazia"?🤡 Fatti due risate sui guitti atlantisti che hanno ubbidito agli ordini oltre oceano e adesso sono nel panico perché le direttive sono cambiate, segui@lafionda
Pubblicato 20 feb
📺 Il programma 5 Notizie su Radio Cusano Tv, che ha ospite fisso Savino Balzano, ieri ha ospitato anche Thomas Fazi per parlare del suo scambio su X con il Vicepresidente USA Vance e della situazione internazionale tra USA, Ucraina e UE. Sentite cos'hanno detto! 🔴segui @lafionda
Pubblicato 20 feb
Appello a scrittori, poeti, librai, intellettuali, esseri umani Ilaria Palomba Talvolta stento a scrivere quando il dolore prende il sopravvento, anche se dovrei finire un lavoro. Resto atterrita dalla morte dei cari, dalle mie colpe, dall’aver dato consigli forse non corretti, o dall’aver detto cose sbagliate in certi momenti. Forse nella bellezza si estingue la colpa. Nel ricordo degli attimi di gioia vissuti insieme.… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/20/appello-a-scrittori-poeti-librai-intellettuali-esseri-umani/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 20 feb
Sul senso dell’essere custodi Dante Valitutti Benemerita appare, in tempi di scontri tra partiti sull’elezione dei membri della Consulta, la traduzione di alcuni saggi di Dieter Grimm, costituzionalista tra i più importanti dell’odierna Germania. Tale impresa editoriale[1] senza voler toccare le corde della retorica, ci appare già a un primo sguardo come un agile libretto cui tuttavia aggrapparsi,… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/20/sul-senso-dellessere-custodi/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 19 feb
Riflessi prontissimi di Marco Travaglio Delle tre l’una: o il presidente Mattarella s’è reso conto di averla fatta grossa, paragonando al Terzo Reich la Russia che combatté e sconfisse il Terzo Reich mentre l’Italia stava con il Terzo Reich; o ha finalmente saputo che l’Ucraina ha perso la guerra e noi con lei, anche se ora resta da avvertire la cosiddetta Ue; oppure ha cambiato ghostwriter. Fatto sta che ieri ha corretto il tiro, con una giaculatoria più consona al suo stile felpato: “Auspico che la Russia torni a svolgere un ruolo di rilievo nel rispetto della sovranità di ogni Stato, della carta dell’Onu e del diritto internazionale”. Sante parole, se non fosse che nel 1999 un governo da lui vicepresieduto bombardò per 78 giorni Belgrado con la Nato e contro l’Onu, il diritto internazionale e la sovranità di uno Stato: la Serbia alleata di Mosca. Undici settimane di massacri, dai 1.200 ai 2.500 morti quasi tutti civili, fiumi di profughi, distrutta l’ambasciata cinese, polverizzati ospedali, scuole, zone residenziali, treni passeggeri, convogli di fuggiaschi, autobus, mercati, ponti affollati e gli studi della tv RTS (uccisi 16 fra registi, giornalisti e tecnici). Ma la Nato non la chiamò guerra, bensì “ingerenza umanitaria”. Quella brusca rottura della pace europea dopo 44 anni spalancò la strada a un’altra gravissima lesione del diritto: lo smembramento della Serbia col riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo contro la risoluzione dell’Onu n. 1244, che vi confermava la sovranità di Belgrado. La scena si ripeté con le guerre illegali della Nato in Afghanistan (“lotta al terrorismo”), in Iraq (“esportazione della democrazia”) e in Libia (“sostegno alle primavere arabe”). Condanne internazionali? Mandati di cattura della Cpi? Paragoni col Terzo Reich? Nulla. Putin prese buona nota e al momento opportuno ci imitò: l’annessione della Crimea e il sostegno al Donbass (i Kosovo ucraini), poi l’invasione (pardòn, “operazione militare speciale”). Chi ora sventola il diritto internazionale dovrebbe spiegare a Putin, ma soprattutto ai russi, perché vale solo per loro. E Mattarella dovrebbe precisare esattamente quando ha scoperto che Mosca lo violava, visto che fra il 2014 e il 2022 fu proprio lui a insignire delle massime onorificenze della Repubblica Italiana ben 30 ministri, funzionari e oligarchi putiniani, alcuni già sanzionati per la Crimea. Il tutto anni dopo le guerre russe in Cecenia e in Georgia e i bombardamenti in Siria. Ora è una fortuna che a rispondere al paragone col Terzo Reich sia stata la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova e non quello di Putin, Dmitry Peskov, sul cui petto Mattarella nel 2017 aveva appuntato la stella di Commendatore della Repubblica a Mosca. Sennò sai che imbarazzo, per entrambi. 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Pubblicato 19 feb
L’Unione Europea ha perso la (sua) guerra Paolo Cornetti In questi giorni la diplomazia internazionale si sta muovendo in maniera estremamente rapida, molto più di quanto non abbia fatto per mesi. Il vertice di Riyad, capitale dell’Arabia Saudita, sembra aver tracciato il primo passo verso la cessazione delle ostilità in terra d’Ucraina. Le basi su cui si tratterà paiono essere le seguenti: -… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/19/lunione-europea-ha-perso-la-sua-guerra/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 19 feb
L’ascesa di Multiversity: l’università come business? Giuseppe Gagliano L’università italiana sta vivendo una trasformazione storica e inquietante. Per la prima volta, il più grande ateneo per numero di iscritti non è più un’istituzione pubblica secolare come La Sapienza di Roma (111.960 studenti nell’a.a. 2023/24), ma il Gruppo Multiversity – un consorzio privato di università telematiche con ben 169.020 iscritti complessivi. Multiversity… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/19/lascesa-di-multiversity-luniversita-come-business/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 18 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/1891885392858698205?t=JCSUveAvwhn9tVAzKWxq-g&s=19 Le parole di #Mattarella di questi giorni, comprese quelle di oggi, tradiscono una insopportabile ipocrisia: «L'auspicio è che la #Russia torni a svolgere un ruolo di rilievo nel rispetto della sovranità di ogni Stato, è un auspicio che ho sempre fatto nel rispetto del diritto e della carta delle #NazioniUnite». Ancora una volta, basterebbe ricordare quanto accadde a #Belgrado nel 1999: bombardamenti illegittimi, privi del consenso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, causarono oltre 2500 caduti (molti erano civili), 12000 feriti, quasi un milione di profughi, una lunghissima scia di morte dovuta all'uranio impoverito nei proiettili della #NATO. #SergioMattarella non aveva un ruolo secondario nella politica italiana: era Vicepresidente del Consiglio e Ministro della Difesa nel #Governo di Massimo D'Alema. Il Capo dello Stato è uomo astuto e perfettamente consapevole della contraddizione, ma (come scritto decine e decine di volte) non è garante del vincolo interno e della #Costituzione: risponde al vincolo esterno, al pilota automatico, #WhateverItTakes. Quelli chiamano: lui risponde. In questo momento l'#UE tenta un'operazione disperata di opposizione all'amministrazione #Trump e Mattarella prova a rendersi utile allo scopo, tutto qui. Si accusa #DonaldTrump di trattare gli europei come vassalli: qualcuno ha percepito un approccio paritario nei nostri confronti da parte di #Biden e di tutti i suoi predecessori? perché in quelle circostanze non era un problema e lo è soltanto adesso? Si accusano gli statunitensi di non coinvolgere #Zelensky: ma ve lo ricordate come lo misero a cuccia #JoeBiden e #Johnson quando provò a dialogare con #Mosca? A nessuno frega nulla di #VolodymyrZelensky e a nessuno frega assolutamente nulla del popolo ucraino: è stato così durante tutta la #guerra. Siamo dinanzi a un'enorme strumentalizzazione: lo eravamo quando si armavano gli ucraini per combattere una guerra per procura; lo siamo oggi, mentre qualche leader decadente, pur di mantenere un minimo di centralità, prova a costringere un popolo sconfitto a combattere ancora.
Pubblicato 18 feb
Il destino in bilico del NED (National Endowment For Democracy) e l’eterna presenza di Victoria Nuland Andrea Balloni La scelta del Presidente Trump di ridurre finanze, potere e ruolo che l’agenzia UsAid (United States Agency for International Development)[1] ha avuto nella gestione delle relazioni internazionali negli ultimi decenni, pone forti interrogativi anche sul futuro di altre organizzazioni americane con fini filantropici consimili; in particolare il NED (National Endowment for Democracy) rischia di… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/02/14/il-destino-in-bilico-del-ned-national-endowment-for-democracy-e-leterna-presenza-di-victoria-nuland/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda