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PoliticaLa fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
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Pubblicato 20 ott
Catastrofe emiliana: cementificazione, austerità e vincoli Ue Matteo Bortolon e Cristina Quintavalla Rodolfo il Glabro, nelle sue Cronache dell’anno Mille aveva ritenuto, dinanzi alla violenta inclemenza del clima, soprattutto a seguito di inondazioni, che “gli elementi sembravano essere in guerra fra loro: sicuramente essi erano lo strumento di cui Dio si serviva per punire l’orgoglio degli uomini”. Oggigiorno non siamo arrivati ad attribuire la colpa… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2024/10/20/catastrofe-emiliana-cementificazione-austerita-e-vincoli-ue/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 20 ott
"Mai più!" Avevamo detto meno di un anno e mezzo fa. Invece è successo di nuovo. Ma in realtà non c'erano dubbi. Da maggio 2023 in Emilia-Romagna non è cambiato nulla e oggi ci troviamo con il capoluogo e parte della regione sotto l'acqua, dovendo piangere anche una vita di 20 anni spezzata per l'esondazione di un torrente. Non sono eventi improvvisi e imprevisti. Sono le conseguenze di un territorio stravolto da cemento e speculatori, di un territorio svuotato dai primi che tenevano alla sua cura, agricoltori e boscaioli, di un territorio che coscientemente è stato abbandonato all'incuria e alla manutenzione 0. Oggi, soprattutto, non si possono nascondere le responsabilità politiche dietro a un dito o tutto questo continuerà a succedere e succedere e succedere. Vicini alle popolazioni di Bologna e dell'Emilia-Romagna. @lafionda
Pubblicato 19 ott
La spirale primitiva del taglione Elena Basile Leggo le dichiarazioni dei principali esponenti politici occidentali di fronte all’assassinio di Yahya Sinwar, capo dell'organizzazione politico-militare Hamas, colui anche che pareva disposto a trattare con Israele al fine di trovare una soluzione al rebus: rilascio degli ostaggi in cambio del cessate il fuoco. Tutt’altro che una equazione difficile da risolvere se Israele… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2024/10/19/la-spirale-primitiva-del-taglione/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 19 ott
Il bluff Stellantis Giuseppe Giannini Lo scorso inverno partecipai ad uno dei vari incontri promossi dalla FIOM che, cercando di coinvolgere amministratori, operai, ed interessati, provò a sensibilizzare i governi locali e la cittadinanza sulla questione Stellantis. Nello specifico l’area di riferimento era quella dello stabilimento di Melfi. La fabbrica lucana ha costituito in questo trentennio un’opportunità per migliaia… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2024/10/19/il-bluff-stellantis/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 18 ott
Il piano della “vittoria” di Zelensky Sul wagon-lit, anzi sul “wagon-qui”, Totò-Antonio Scannagatti e l’onorevole Cosimo Trombetta hanno un problema. È entrata Isa Barzizza e i letti nella cuccetta sono solo due. Ma Totò ha un’idea: “C’è a chi piace e a chi non piace. A me piace”. Questa: nella prima parte della notte lui e la signorina dormiranno nel letto di sopra, mentre viceversa nella seconda si sposteranno in quello di sotto, e l’onorevole sempre da solo nell’altro. Passando dalla commedia alla tragedia, anche Volodymyr Zelensky ha un problema: la guerra è persa, i russi continuano ad avanzare nel Donetsk, ma anche verso Dnipro e Kharkiv, mentre gli ucraini continuano ad arretrare e a morire. E della geniale invasione di un fazzoletto di terra russa nell’oblast di Kursk, che doveva costringere Mosca a trasferire le sue truppe dal campo di battaglia principale, nessuno si ricorda più, a parte i 10 mila soldati ucraini lasciati lì alla mercé dei nemici, che lentamente li hanno circondati in 50 mila e li attaccano con bombe plananti in attesa che pioggia, fango, neve e gelo facciano il resto. Ma ora Zelensky ha un’idea: il “Piano della vittoria”, che suona benissimo, tantopiù che mira a “porre fine alla guerra entro il prossimo anno” (dice così ogni anno). E l’ha messa giù in 10 punti, di cui 3 segreti. Ma stranamente, quando li ha esposti a Biden, alla Nato e alla Ue, gli hanno risposto: “Tutto qui?”. Allora ha illustrato il Piano al Parlamento ucraino e si è detto da solo che è molto bello. C’è a chi piace e a chi non piace: a lui piace. E ha ragione: è bellissimo. Funziona così: la Nato autorizza gli ucraini a bombardare la Russia in profondità con le sue armi, rafforza la difesa ucraina con altre vagonate di armi e miliardi (purtroppo finiti), dispiega sul suolo ucraino un pacchetto deterrente strategico ma (bontà sua) non nucleare e soprattutto abbatte tutti i missili russi nei cieli ucraini (e perché no, anche in quelli russi) come fanno l’Iron Dome israeliano e le due portaerei Usa con quelli dell’Iran e di Hezbollah. In cambio l’Ucraina – ma solo nel dopoguerra – entra nella Nato e rimpiazza parte delle truppe Usa in Europa con le sue. Intanto, ça va sans dire, a un suo segnale convenuto, i russi scappano, o si arrendono, o si ritirano, talmente terrorizzati dal Piano della Vittoria da dimenticarsi di avere pronte 6 mila testate nucleari in caso di intervento Nato. E così, come per miracolo, Kiev si riprende la Crimea e le altre quattro regioni perdute senza più sparare un colpo. Strano che nessuno ci avesse ancora pensato. Restano da svelare i tre punti segreti, ma pare che Zelensky vi abbia annotato tre obiettivi ancor più realistici: il palazzo del Cremlino come regalo di Natale, l’annessione della Russia all’Ucraina e il suo fidanzamento con Taylor Swift. C’è a chi piace. Marco Travaglio, 18-10-2024, Il Fatto 📕@lafionda👊🏽
Pubblicato 18 ott
Il dissidio inestinguibile di un siciliano. Note su un libro di Alfio Squillaci Marco Nicastro Di Alfio Squillaci − autore a me, forse a molti, poco noto − avevo letto alcuni anni fa il divertente e coraggioso Chiudiamo le scuole di scrittura creativa (GOG, 2020), che recensii convintamente sulla rivista culturale Pangea. All’epoca parlai solo del libro, senza dare minimamente importanza, né era necessario in… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2024/10/18/il-dissidio-inestinguibile-di-un-siciliano-note-su-un-libro-di-alfio-squillaci/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 17 ott
Fiondate di Storia e sport - Lo Sport nei media, con Francesco Gallo Siamo live con la nuova rubrica de La Fionda sullo sport 👇👇👇 https://www.youtube.com/live/Gz0Ec_bXOP8?si=aJyifIgyQtP-Eg8K
Pubblicato 17 ott
https://x.com/SavinoBalzano/status/1846846448438018071?t=N97sY9daKo0_gZhjdVBOrA&s=19 Martedì scorso, ai microfoni di @diMartedi@La7tv, @EnricoLetta ha dichiarato che dovremmo nominare #ElsaFornero senatrice a vita, per i suoi meriti: avrebbe, secondo #EnricoLetta, salvato l'#Italia. Sono contento della proposta, perché mi dà modo di argomentare ancora una volta come la #sinistra in questo #Paese sia morta da tempo, lasciando spazio a una squallida #sinistrucola traditrice delle istanze del #lavoro e dei più fragili. Quando nel 2002 #Berlusconi tentò di mettere le mani sull'art.18 dello #StatutoDeiLavoratori, scesero tutti in piazza, affollammo il #CircoMassimo: oltre tre milioni di persone per bloccare una riforma sbagliata. Il Cavaliere rinunciò. Dopotutto, come avrebbero potuto (sinistra e sindacati) accettare la modifica di quell'articolo? Sarebbe stata un'indecenza: vi pare? eh già. Nel 2012, esattamente 10 anni dopo, #Fornero fece esattamente la stessa cosa: con la sua riforma, sia per i #licenziamenti disciplinari che per quelli economici, il giudice ha pochissime possibilità di restituire il posto di lavoro al malcapitato in caso di illegittimità. L'avrò scritto centinaia di volte, ma insisto: la riforma non è intervenuta sui licenziamenti legittimi (quelli erano possibili prima e lo sono anche oggi); essa insiste sui licenziamenti illegittimi e, se il giudice arriva a dichiararli tali, potrà quasi sempre disporre il solo indennizzo prestabilito dalla legge (assai diverso dal vecchio risarcimento del danno, peraltro). Grazie alla legge n. 92 del 2012, il licenziamento è divenuto un semplice "costo", peraltro prevedibile già prima del giudizio e dunque privo di rischi: l'impresa si limita a valutare se esso è sostenibile o meno. Se sì, si libera della persona. L'art. 18 dello Statuto, pensato da uomini e donne decisamente migliori di Elsa Fornero, è posto in una parte molto particolare della legge, quella dedicata alle "libertà sindacali". Non è un caso: esporre la persona all'arbitrio serve a inibirne la partecipazione democratica e a subordinarla al silenzioso sfruttamento. Non è necessario far esplodere il fenomeno dei licenziamenti di massa: la riforma era utile a instaurare un clima ben preciso, di timori e insicurezze. Una riforma che coi conti pubblici non aveva nulla da spartire: perché licenziare facilmente le persone dovrebbe aiutare la nostra finanza pubblica? In che modo legalizzare il licenziamento illegittimo avrebbe salvato il Paese? Porta il nome del Ministro del Lavoro di allora, #Fornero appunto, che accusava i nostri giovani di essere «choosy» (schizzinosi) e supportata da gente come #MarioMonti, l'allora Presidente del Consiglio, quello che diceva «che monotonia il posto fisso!»: lui, che campa facendo il senatore a vita. Nominato tale, peraltro, dal primo #PresidenteDellaRepubblica comunista, #Napolitano: la storia sa essere davvero beffarda. Dopotutto, diciamocelo: abbiamo avuto comunisti e comunisti. Però sono contento, perché così si capisce ancora meglio: quando si parla di sinistra salottiera, sinistra ztl, sinistra radical chic, a questo ci si riferisce. Sembrano frasi fatte, espressioni da talk show, ma sottendono una realtà di fondo ineludibile: il primatismo culturale della sinistra non esiste, è una bufala montata dall'informazione. La sinistra, così definita ovviamente, in questo Paese è la massima espressione del più feroce neoliberismo: è per la flessibilizzazione del mondo del lavoro (il Jobs Act lo hanno fatto loro!), per il contenimento della spesa, per il pareggio di bilancio. La visione di questa gente non ha assolutamente nulla a che vedere con la tradizionale visione socialista, nulla a che vedere con lo spirito della Carta costituzionale che recita: «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». ... CONTINUA SU X
Pubblicato 17 ott
Gigi Meroni: il calciatore che ha osato essere se stesso Marvin Trinca Luigi “Gigi” Meroni fu molto di più di un giocatore di talento: nella sua breve, quanto intensa, vita ha attraversato un’epoca segnata da grandi cambiamenti sociale e culturali nell’Italia degli anni ‘60. In pochissimo tempo divenne l’emblema di un nuovo stile di vita e di interpretare la libertà. Meroni riusciva a incarnare lo spirito… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2024/10/17/gigi-meroni-il-calciatore-che-ha-osato-essere-se-stesso/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 16 ott
Dichiarazione UNIFIL (16 ottobre 2024) Questa mattina, le forze di pace in una posizione vicino a Kafer Kela hanno osservato un carro armato Merkava dell'IDF che sparava contro la loro torre di guardia. Due telecamere sono state distrutte e la torre è stata danneggiata. Ancora una volta vediamo un fuoco diretto e apparentemente deliberato su una posizione dell’UNIFIL. Ricordiamo all’IDF e a tutti gli attori i loro obblighi di garantire la sicurezza e l’incolumità del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite e di rispettare in ogni momento l’inviolabilità delle sedi delle Nazioni Unite. (fonte: UNIFIL tramite il proprio canale Telegram @UNIFIL_Lebanon ) 🤕Rimani aggiornato sulle notizie dal mondo, entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 16 ott
https://x.com/SavinoBalzano/status/1846589648732106863?t=myUDKmUWJOqt11hXfU10Bw&s=19 Le recenti dichiarazioni di #Tavares sono semplicemente indecenti: non escludere #licenziamenti in #Stellantis, mentre si chiedono ulteriori #incentivi pubblici, suona come un #ricatto. Mi auguro che gli sbattano la porta in faccia e non solo: è il momento che l'impresa e la famiglia #Elkann diano spiegazioni circa il futuro di un'azienda che ha succhiato avidamente dalla tetta dello Stato per una vita, per poi restituire poco o nulla alla comunità. Si registra generosità solo quando si tratta di staccare #dividendi, guarda caso. E mettiamo in chiaro una cosa: pure la #CassaIntegrazione, adoperata strutturalmente, è una forma di sussidio al quale si dovrebbe rispondere socialmente, quantomeno con un po' di chiarezza. Tutto questo, ad ogni modo, è gravemente acuito dalle infauste politiche dell'#UE: da una parte ideologicamente si impone una conversione dell'#Automotive, dall'altra l'#austerità impedisce di fatto gli investimenti pubblici necessari a sostenerla. Non solo, la stessa induce l'avvizzimento della domanda interna e non consente a chi volesse acquistare le auto elettriche di farlo: costano un occhio della testa. È la #TempestaPerfetta. La mia a #5Notizie, #RadioCusanoCampus, e al #TGItalia, #CusanoNews7.
Pubblicato 16 ott
Pur conducendo una politica di annientamento nei confronti della popolazione di Gaza e pur avendo inflitto importanti perdite ad Hamas le forze israeliane sono lontanissime degli obiettivi annunciati nell'ottobre 2023, così come dal controllo di Gaza. Impantanate lì da oltre un anno le forze israeliane stanno incontrando serie difficoltà nelle operazioni terrestri a ridosso del confine libanese, subendo perdite significative sotto il fuoco costante di Hezbollah. Oltre a colpire con sistematicità Beirut e la valle della Bekaa i bombardamenti aerei israeliani stanno radendo al suolo interi villaggi di confine, nella convinzione che questa scelta possa rendere praticabile la penetrazione terrestre, al momento pressoché in stallo. Gli scarsi successi nelle operazioni terrestri potrebbero far prediligere alla dirigenza israeliana la destabilizzazione interna del Libano, trascinando il paese in una nuova guerra civile. In Italia è passato quasi inosservato il primo attacco israeliano ad una posizione sul confine occupata dall'esercito libanese, fino ad oggi rimasto del tutto a latere dello scontro tra Hezbollah e le forze israeliane. Come se non bastasse l'aviazione israeliana martedì scorso ha bombardato per la prima volta anche nel nord del Libano colpendo il villaggio di Aito - peraltro a maggioranza cristiana - con un bilancio di almeno 8 feriti e 21 morti. Un eventuale allargamento delle operazioni terrestri israeliane alle alture del Golan, alla Siria sud-occidentale e addirittura alla Giordania costituirebbe un aumento dei rischi per Tel Aviv, così come per l'intera regione. Sul confine meridionale del Libano gli attacchi israeliani al contingente UNIFIL si sono ormai fatti consuetudine: i comunicati stampa e le proteste formali difficilmente faranno ricredere l'attuale dirigenza israeliana della loro inopportunità. Certo è che UNIFIL rappresenta un ostacolo per le ambizioni di Tel Aviv che ne pretende, in un modo o nell'altro, il ritiro o addirittura lo smantellamento. Uno scenario che liquiderebbe decenni di lavoro politico e diplomatico, riducendo fortemente il ruolo dei paesi coinvolti - come l'Italia - e lascerebbe campo libero alle manovre israeliane. E' opportuno ricordare come la macchina bellica israeliana non avrebbe avuto e non avrebbe alcuna possibilità di realizzare i principali attacchi in tutta l'area in cui la guerra è già un dato di fatto - Gaza, Cisgiordania, Libano, Siria, Iraq, Yemen - senza le colossali e costanti forniture statunitensi. Gli avvenimenti delle ultime settimane in Libano sembrano il prologo di una lunga guerra: rispetto a questa possibilità occorre avere chiaro come né Hezbollah e né l'Iran mai accetteranno un cessate il fuoco in Libano slegato da un cessate il fuoco a Gaza ed in Cisgiordania. Intanto Tel Aviv sta facendo già i conti con seri problemi economici causati dagli attacchi provenienti dal Libano, dal reclutamento di uomini e dalla paralisi del porto di Elat provocata dagli attacchi nel Mar Rosso delle milizie di Ansar'allah (Houthi). Sia sul piano economico che su quello politico interno Tel Aviv potrebbe non reggere l'urto di uno scontro di lungo periodo ad intensità variabile: in Libano così come a Gaza il tempo sembra giocare tutto contro Israele. ⚡️ Segui il canale Telegram ⚡️https://t.me/mauriziovezzosi