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Writing Way
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IstruzioneSono editor, ghostwriter e writer coach. Nel canale scrivo e parlo di scrittura creativa, scrittura terapeutica e di comunicazione. Scopri il mio corso high level alessandraperotti.com/corso-editor-e-ghost-writer Contattami @AlessandraPerotti
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Pubblicato 29 nov
Siamo dotati di una memoria retrospettiva (ricordo del passato) e di una memoria prospettica (ricordo del futuro). Ma come si può ricordare il futuro, qualcosa che non è accaduto? Si tratta di ricordare l'intenzione di ciò che vogliamo realizzare, fissarla nella memoria attraverso la scrittura strategica. La memoria prospettica - che solo di recente è diventata oggetto di studio dei processi cognitivi - è importante per la nostra vita. Suggerimento? Scrivere le intenzioni che volete realizzare per il vostro futuro dettagliando le modalità con cui potreste metterle in atto, descrivere anche il risultato già raggiunto. In questo modo esercitiamo la memoria prospettica collegata con il nostro inconscio.
Pubblicato 28 nov
CURATE L'INCIPIT Il mio lavoro di editor è un osservatorio incredibile: leggo testi di ogni tipo e posso raccogliere molti dati sulla scrittura oggi. 🤓 Un dato è certo: si cura poco l'incipit. 😥 Mi riferisco a romanzi ma anche manuali, articoli, post. Eppure è proprio l'attacco che rivela l'abilità dell'autore, è il momento in cui si stringe il patto con il lettore. 🤝 Ci sono poi errori comuni che commettiamo spesso e aspetti che non consideriamo. Ne parlo nel podcast. 👩💼@AlessandraPerotti
Pubblicato 27 nov
Esiste davvero il blocco dello scrittore? Io ritengo di no o almeno si tratta in realtà più di un nostro stato d'animo che di qualcosa di oggettivo; a volte è pigrizia o stanchezza. In altre situazioni non stimoliamo abbastanza la parte creativa del nostro cervello. ✍🏻 Il libro 📕 che vi consiglio oggi s' intitola: Il libro delle idee per la scrittura di Jack Heffron (ed. Audino) Heffron sostiene che: "scrivere è per il 5% ispirazione e per il 95% traspirazione" e, con questo libro, tenta di dimostrare che non è la pratica che nasce dall'idea ma che al contrario le idee vengono dal praticare la scrittura. Sono d'accordo. Bisogna abituarsi a scrivere ogni giorno ritagliandosi uno spazio che renda la scrittura una disciplina inseparabile dal proprio quotidiano. Ma cosa scrivere? A questa domanda il libro risponde attraverso centinaia di esercizi e indicazioni pratiche riguardanti non solo i personaggi o la trama, ma ogni singolo aspetto della narrazione. Il libro delle idee per la scrittura è negli Stati Uniti uno dei più popolari testi di iniziazione alla scrittura creativa, utilizzato anche da giornalisti e sceneggiatori. Cari miei, non avete più scuse: si impara a scrivere scrivendo. Buon lavoro. #ticonsigliounlibro#libri 👩💼@AlessandraPerotti
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Pubblicato 26 nov
CORSO EDITOR & GHOSTWRITER Partirà il 29 febbraio 2020 e terminerà il 27 settembre 2020: lezioni in aula e lezioni online. Dove? Milano, Palazzo delle Stelline. Ma, a dire il vero, non terminerà perché continuerò a lavorare - supportata dai miei collaboratori - con i partecipanti anche dopo per dare sostegno nello svolgimento dell'attività e avviare collaborazioni utili. Sì, è un lavoro bellissimo ma richiede impegno, applicazione e formazione continua. Il corso sarà un cammino di apprendimento intenso con molte esercitazioni sul campo. Insomma, sarà davvero formativo. http://bit.ly/EditorGhostWriter
Pubblicato 26 nov
Confort o comfort?❓❓❓ Ci sono parole in italiano che provengono da altre lingue, ma che ormai sono entrate a far parte dell’uso corrente. Una di queste è quella che ti propongo oggi, perché oltre alle indicazioni sul suo corretto significato e sul modo in cui sia giusto pronunciarla, possano non sussistere dubbi anche su come sia meglio scriverla. Confort o comfort? Ho una bella notizia da darti: sono giuste entrambe le versioni, ma attenzione ✅“confort” deriva dal francese e ✅“comfort” dall’inglese. La diversa provenienza del termine spiega la diversa grafia e anche una diversa pronuncia. Si dirà infatti confòrt alla francese e còmfort all’inglese. Occhio quindi a non pronunciare il termine “alla francese” quando è scritto “all’inglese”. Tuttavia c’è un’altra precisazione da fare. Anche in italiano esiste una parola che richiama, nella forma, quella che stiamo trattando qui, è il vocabolo “conforto”. La sua derivazione però è latina, dal verbo confortare, vale a dire “rendere forte” (con+fortis). In quanto lingua romanza anche il francese confort deriva dal latino quindi i termini, nelle due lingue “cugine”, condividerebbero il significato di aiuto morale, consolazione. L’uso del vocabolo inglese comfort, invece, viene fatto risalire al 1649 nel senso di ”insieme delle comodità offerte agli occupanti di una abitazione o di un mezzo di trasporto”; in seguito, viene ad assumere il significato più generico di “comodità, agio”, sempre comunque nel senso concreto di “tutto ciò che rende agevole e piacevole la vita quotidiana in un determinato ambiente” (vedi Treccani). Con questo significato (e questa grafia) compare per la prima volta nella lingua italiana nel XVIII secolo. Adesso sai tutto e quando devi usare questo termine pensa bene a quello che vuoi che significhi, scrivilo giusto e pronuncialo come si deve. #grammarbreak#scrittura 👩💼@AlessandraPerotti
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Pubblicato 20 nov
Che libro ti consiglio oggi in ambito scrittura?✍🏻 Insegnare non significa soltanto trasmettere ad altri determinate conoscenze perché diventino anche loro. Significa piuttosto rimettersi in discussione di continuo, riflettere e ragionare su quello che si comunica per trarre linfa nuova da argomenti antichi. Con questa logica e questo presupposto Carver ha scritto il libro che ti consiglio oggi, manuale prezioso sia per chi vuole avvicinarsi alla scrittura che per chi desidera migliorare la propria, raffinare lo stile. Il mestiere di scrivere – Esercizi, lezioni, saggi di scrittura creativa di Raymond Carver (ed. Einaudi) Il manuale racchiude una grande quantità di esercizi di scrittura, lezioni, istruzioni per la composizione di una short-story e note sull'arte della concisione. L'insegnamento della scrittura creativa è stato per Raymond Carver qualcosa di più che un modo per guadagnarsi da vivere: le sue lezioni, oltre a dare origine a una vera e propria tendenza letteraria, gli permisero di riflettere sul senso del narrare e di confrontarsi con i grandi scrittori suoi maestri - da Checov a Hemingway -, in particolare sulla forma della short-story. La prefazione del manuale è di un altro grande nome della scrittura: Marcello Fois. #ticonsigliounlibro#libri 👩💼@AlessandraPerotti
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Pubblicato 19 nov
Oggi trattatiamo una delle questioni su cui si hanno più spesso dei dubbi nell'ambito della grammatica e della scrittura. 🤓 Suo/loro o proprio/propri? Comesi usano e quando si usano? Parliamo di aggettivi possessivi e, in modo particolare, di terza persona singolare (suo) e plurale (loro), a cui vanno anche affiancate le forme proprio e propri (e qui occhio alla grafia perché non è raro trovare scritto propio e propi). Ma quando si usano gli uni e quando gli altri? ✅ È opportuno usare “proprio/propri” quando il possessore è il soggetto della frase, per esempio: Luigi ha esposto il proprio quadro in salotto oppure Franca ha prestato a Giulio il proprio libro di storia (il libro appartiene a Franca) ✅È anche necessario ricorrere a “proprio” in tutti i casi in cui si potrebbe generare ambiguità. Per esempio: Mario era un fratello amorevole: condusse per mano la sorellina Lorenza nel proprio mondo fantastico. In questa frase il “mondo fantastico” a cui si vuole fare riferimento è quello di Mario. Ma se scriviamo invece: Mario era un fratello amorevole: condusse per mano la sorellina Lorenza nel suo mondo fantastico, si sarebbe portati a pensare che il mondo fantastico sia quello di Lorenza. ✅ È bene utilizzare “proprio” invece di “suo” anche quando il soggetto è indefinito (per esempio: Ciascuno ha i propri gusti) o quando il verbo è impersonale (per esempio: Bisogna pensare con la propria testa). ✅Si devono usare soltanto gli aggettivi “suo” e “loro” quando il possessore non è il soggetto della frase: per esempio: Ho incontrato Giuseppe e il suo cane. E ancora: Questo è affare loro. #grammarbreak#scrittura 👩💼@AlessandraPerotti
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Pubblicato 18 nov
"Mandaci il tuo manoscritto per diventare subito un autore." "Siamo una nuova casa editrice cerchiamo autori, inviateci i vostri testi." "Hai un libro nel cassetto? Che aspetti? Invialo alla nostra agenzia letteraria." Sono frasi e messaggi che leggiamo ogni giorno sui social. Ma sono reali? Sono possibilità concrete? O canti delle sirene?🧜🏼♀️🧜🏼♀️🧜🏼♀️ Rare volte rispondono agli obiettivi di chi scrive e ha davvero un libro nel cassetto. Abbiamo sempre troppa fretta di pubblicare, il desiderio di vedere il nostro libro nelle librerie spesso ci impedisce di analizzare le proposte di pubblicazione con lucidità. Invece è più che mai necessario per non cadere in trappola o non bruciarsi come autori. Ho fatto di questo argomento una delle costanti tematiche della mia comunicazione perché vedo e incontro ancora troppi autori caduti in trappola. Ti consiglio di ascoltare l'audio di oggi. 👩💼@AlessandraPerotti
Pubblicato 12 nov
Infrazione, inflazione, effrazione: cosa significano e quando si usano?🤓 La lingua italiana nella sua ricchezza di vocaboli è un bacino straordinario di significati e di sfumature. A volte però le parole nella forma si assomigliano talmente tanto da creare confusione. Lo vedo soprattutto negli editing che passano sulla mia scrivania. Allora facciamo ordine. ✅Il termine “infrazione” significa violazione, trasgressione di un ordine (per es.: “Passare con il rosso è una grave infrazione al codice della strada”) ✅“Inflazione”, invece, si usa nel linguaggio economico per indicare un “aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi, o anche diminuzione prolungata del potere d’acquisto (cioè del valore) della moneta”, come riportato dal vocabolario in linea della Treccani. ✅Infine “effrazione” significa “rottura, scasso”. È un termine tipico del linguaggio forense e si usa in espressioni del tipo: “L’uomo, forzando la porta d’ingresso del vicino, ha compiuto un’effrazione”. E allora, occhio alle parole e a tutte quante le lettere che le compongono, mi raccomando.🙌 👩💼@AlessandraPerotti
Pubblicato 7 nov
Ma perché una persona dovrebbe scrivere di sé? Perché un professionista dovrebbe dedicare del tempo ad analizzare attraverso la scrittura la propria storia? Nella mancanza di chiarezza, di obiettivi, quando si ha necessità di ritrovare il talento e l'entusiasmo perché mai dovremmo scrivere? Perchè la scrittura ci trasforma. Ne parlo in questo articolo. https://www.alessandraperotti.com/la-scrittura-autobiografica-ecco-perche-ci-trasforma/
Pubblicato 6 nov
SCRIVERE DI VIAGGI E AVVENTURE🏄♂️🐪🚠 Per scrivere c’è bisogno di un posto tranquillo, meglio se preposto allo scopo e sempre uguale. Lo scrittore ha necessità di stare da solo con i propri pensieri, ma guai se si facesse bastare questo. Per caricarsi di idee e sensazioni giuste, deve vivere, incontrare persone, vedere il mondo che sta fuori. In una parola: viaggiare. La meta non è importante, quello che conta è il tragitto. Raccontare il viaggio, tuttavia, non è così facile come sembri, bisogna conoscere la tecnica. Il libro che ti consiglio oggi è un breve manuale che vuole fornire suggerimenti a viaggiatori girovaghi o sedentari, a chi legge di viaggi o ne vorrebbe scrivere. S’intitola: Parole in viaggio - Piccola guida di scrittura per viaggiatori veri e immaginari di Alessandro Agostinelli, Tito Barbini, Paolo Ciampi (ed. Romano) I tre autori hanno una certa dimestichezza con la materia: Alessandro Agostinelli per essere giornalista e direttore del Festival del viaggio, Paolo Ciampi anche lui giornalista e scrittore di libri di viaggio e Tito Barbini viaggiatore appassionato e scrittore. Buona lettura #ticonsigliounlibro#libri 👩💼@AlessandraPerotti
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Pubblicato 5 nov
È giusto scrivere constatare o costatare?🤔 La questione è molto dibattuta, tanto che nella maggior parte dei dizionari sono indicate come corrette entrambe le forme (così, ad esempio Treccani) in altri è prevista solo la forma constatare e non si trova alcun risultato se s’imposta la ricerca del verbo senza la “n” (si veda il dizionario Sabatini Coletti). E noi allora che cosa facciamo?😤 Andiamo a cercare l’etimo della parola, che è sempre una buona idea.😀 Il verbo deriva dal latino “constare” nel significato di “essere certo, evidente, palese” e passa attraverso il francese “constater” che vuol dire “appurare, stabilire con certezza”. Stando quindi all’etimologia anche noi dovremmo usare la forma “constatare” – che è quella che anch’io preferisco – ma la lingua italiana è legata anche all’uso che se ne fa e in questo caso, nei molti testi che leggo, constato (😊) l’utilizzo diffuso di entrambe le versioni. #grammarbreak#scrivere 👩💼@AlessandraPerotti
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