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Comitato Contro La Guerra Milano

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Politica

L’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori. Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com FB: facebook.com/comitato.milano.5 Email: [email protected]

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Pubblicato 29 giu

SIRIA: AL SHARA CACCIA LE FORMAZIONI PALESTINESI E STRINGE I RAPPORTI CON ISRAELE Pagine Esteri, 27 giugno 2025 Dall’ascesa al potere del nuovo autoproclamato governo siriano, guidato da Ahmad Al-Shara, nel marzo 2025, i rapporti tra Damasco e le organizzazioni palestinesi storicamente presenti sul territorio, stanno subendo un cambiamento radicale che mette in discussione decenni di tolleranza e convivenza. Se in passato la presenza palestinese in Siria dipendeva dall’accettazione dello stato ospitante, oggi si assiste ad un progressivo smantellamento di questo equilibrio. Durante il periodo al potere del presidente scomparso Hafez al Assad – padre del presidente Bashar Assad deposto lo scorso dicembre dai miliziani jihadisti – i profughi e le organizzazioni politiche e militari palestinesi furono accolte sul territorio siriano e nonostante non abbiano mai raggiunto una piena cittadinanza, hanno partecipato alla vita economica e sociale della Siria, diventandone parte integrante. CONTINUA A LEGGERE

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Pubblicato 27 giu

SI VIS BELLUM SPARA BALLE Marco Travaglio, 27 giugno 2025 L’unica cosa seria che dovrebbe fare la Nato, non da oggi ma da quando sparì il Patto di Varsavia, sarebbe sciogliersi per mancanza di nemici. Invece, da allora, se li inventa. Anzi li lascia inventare ai padroni Usa, che ogni due per tre sfornano un Impero del Male: l’Iran sciita, l’Iraq sunnita, l’Afghanistan dei talebani (che piacevano tanto quando combattevano i russi), l’Isis sunnita, di nuovo l’Iran sciita, gli alleati della Russia come la Serbia di Milosevic e la Libia di Gheddafi, poi direttamente la Russia. Ora però Trump s’è messo d’accordo con Putin, che gli ha dato una mano a placare l’ira degli ayatollah e a trasformare la guerra all’Iran in una sveltina di una notte, e può tornargli utile in Medio Oriente e con la Cina. Infatti, al vertice Nato dell’Aja, ha sbianchettato ogni accenno all’“aggressione russa in Ucraina”: è rimasta solo la “minaccia” di Mosca, senza precisare per chi e perché, e una postilla sulla Cina che era appena diventata buona contro i dazi trumpiani ed è tornata cattiva perché si papperà Taiwan d’intesa con Mosca (come se Xi avesse bisogno di Putin). Quindi spezzeremo le reni pure alla Cina, che però affaccia sul Pacifico mentre la Nato è l’alleanza del Nord Atlantico (ma questo Rutte&C. lo scopriranno solo se incontreranno un mappamondo). Il bello è che, mentre sparisce l’ultimo nemico rimasto, la Nato approva un mostruoso piano di riarmo a carico dell’Europa, che non spendeva tanto dalla II guerra mondiale (il 5% del Pil, mentre gli Usa restano al 3). Per difendersi da chi, nessuno lo sa. Sempre dalla Russia, ripetono i trombettieri del riarmo, costretti a inventarsi una balla al giorno per farci digerire un salasso che avremmo rifiutato pure ai tempi della guerra fredda. Dicono che i russi le buscano in Ucraina, ma stanno per invadere Baltici, Finlandia, Polonia e Germania (come minimo); però si scordano di spiegare che cosa se ne farebbe Putin, perché mai dovrebbe attaccare gli amici dell’amico Trump e con quali forze respingerebbe i 32 eserciti Nato. Dicono che gli Usa si sono stufati di mantenere la nostra difesa, come se le loro basi in Europa fossero un favore a noi e non un interesse loro (infatti non han ritirato un marine, un missile, una testata nucleare). Dicono che il 5% non è poi così male perché non sono mica armi (infatti i produttori di carri armati, missili, bombe e bombardieri volano in Borsa), ma cybersicurezza e infrastrutture tipo Ponte sullo Stretto, utilissimo ai nostri soldati per fermare gl’invasori russi tra Scilla e Cariddi. In pratica il ragionier Ugo Rutte e gli altri lecca-Donald prima ci rapinano col riarmo, poi con calma decideranno a cosa serve. Ad aprile Trump disse: “C’è la fila per baciarmi il culo”. Parlava dell’Europa, alla memoria. Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/06/27/si-vis-bellum-spara-balle/8041025/

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Pubblicato 25 giu

L'intervento del Comitato Contro La Guerra Milano al presidio indetto dal Comitato Assange Italia, a un anno dalla liberazione del cofondatore di WikiLeaks Julian Assange, in cui si è sottolineato il legame inseparabile fra la necessità di una corretta informazione e l'opposizione alla gravissima escalation militare in corso, esprimendo piena solidarietà ai Paesi e popoli colpiti dall'imperialismo occidentale e dalla sua propaganda di guerra, assieme alla doverosa richiesta che Assange possa riprendere a svolgere il proprio ruolo di giornalista senza alcuna restrizione.

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Pubblicato 24 giu

In diretta da Piazza dei Mercanti a Milano "STOP WAR ON JOURNALISM! #PARDONASSANGENOW!" https://www.facebook.com/assange.italia/videos/1018715456720682/

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Pubblicato 23 giu

Ricordiamo il presidio di domani, martedì 24 giugno in piazza dei Mercanti alle ore 19.00, indetto dal Comitato Assange Italia e a cui ci uniamo visto il legame inseparabile fra la necessità di una corretta informazione e l'opposizione alla gravissima escalation militare in corso. Hanno finora aderito: - Multipopolare Milano - Miracolo a Milano - Comitato Contro La Guerra Milano - Free Assange Italia - Schierarsi Milano - PCI Lombardia - Movimento per la Rinascita Comunista - Patria Socialista Milano - Resistenza Popolare - Giornalisti Senza Bavaglio - Africa ExPress - Quotidiano online - Punto e Linea Magazine

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Pubblicato 23 giu

DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO MONDIALE DELLA PACE SUL RECENTE ATTACCO STATUNITENSE CONTRO L'IRAN World Peace Council, 22 giugno 2025 Il World Peace Council (WPC) condanna nel modo più assoluto gli attacchi aerei dell'aviazione statunitense contro i siti nucleari iraniani con il pretesto che l'Iran si stia preparando alla realizzazione di armi nucleari. Questo attacco non solo viola ogni aspetto del diritto internazionale, ma costituisce un palese atto di aggressione nonché l'applicazione della “legge della giungla”. Una settimana dopo l'aggressione immotivata e ininterrotta da parte di Israele contro l'Iran, assistiamo a una nuova e più brutale escalation da parte degli Stati Uniti, la quale sta incendiando l'intero Medio Oriente. Questo nuovo coinvolgimento militare aperto degli Stati Uniti crea ulteriori pericoli per l'intera regione e non solo. I piani imperialisti per il Medio Oriente stanno avanzando e comprendono la guerra genocida di Israele contro il popolo palestinese, gli attacchi e le guerre contro la Libia e la Siria con i violenti cambiamenti di regime, gli attacchi e le aggressioni contro i popoli del Libano e dello Yemen e ora l'aggressione all'Iran. La narrazione degli imperialisti è sempre stata falsa e piena di bugie, dalle inesistenti armi di distruzione di massa in Iraq, alle minacce delle forze fondamentaliste che sono state create, finanziate e utilizzate dagli stessi imperialisti, fino alla capacità iraniana di ottenere armi nucleari che non è mai stata dimostrata. Il WPC denuncia l'aggressione degli Stati Uniti, di Israele, ma anche della NATO e dell'UE che sono "complici dietro le quinte" dei crimini imperialisti in Medio Oriente. Il WPC invita urgentemente tutti i suoi membri e simpatizzanti ad agire, a scendere in piazza con proteste e manifestazioni contro l'aggressione e a esprimere solidarietà ai popoli della regione. Non accettiamo né tolleriamo i crimini e le aggressioni imperialiste! La Segreteria del World Peace Council, domenica 22 giugno 2025 Fonte: https://www.wpc-in.org/statements/statement-wpc-about-recent-attack-usa-against-iran Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

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Pubblicato 21 giu

LA PROPOSTA IN QUATTRO PUNTI DI XI JINPING PER SEDARE IL CONFLITTO MEDIORIENTALE Global Times, 20 giugno 2025 Giovedì pomeriggio il presidente cinese Xi Jinping ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin, durante il quale i due leader hanno scambiato opinioni sulla situazione in Medio Oriente. Il presidente Xi ha avanzato una proposta in quattro punti: il cessate il fuoco deve costituire un’urgenza prioritaria, garantire la sicurezza dei civili deve essere la massima priorità, il dialogo e la negoziazione sono le soluzioni fondamentali, e gli sforzi di pace della comunità internazionale sono indispensabili. Questo scambio è avvenuto in un momento critico, mentre il conflitto tra Israele e Iran continua a intensificarsi. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=1138547674979543&set=a.640431738124475

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Pubblicato 21 giu

Comitato Contro La Guerra Milano pinned «GIÙ LE MANI DALL’IRAN E DAL POPOLO PALESTINESE! UNIAMOCI AL PRESIDIO STOP WAR ON JOURNALISM MARTEDÌ 24 GIUGNO 2025, ORE 19.00 IN PIAZZA DEI MERCANTI A MILANO (MM1 DUOMO) Con il supporto e la protezione statunitense e dei governi europei, la furia genocida…»

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Pubblicato 19 giu

GIÙ LE MANI DALL’IRAN E DAL POPOLO PALESTINESE! UNIAMOCI AL PRESIDIO STOP WAR ON JOURNALISM MARTEDÌ 24 GIUGNO 2025, ORE 19.00 IN PIAZZA DEI MERCANTI A MILANO (MM1 DUOMO) Con il supporto e la protezione statunitense e dei governi europei, la furia genocida sionista non ha limiti. Commette impunemente ogni tipo di crimine, minaccia e cerca di ridurre tutta la regione a un cumulo di macerie, come ha già fatto in Palestina, in Libano, in Siria e prova a coinvolgere gli USA direttamente nella guerra, con tutta la loro potenza, contro l’Iran. La guerra contro l’Iran è una guerra non soltanto regionale: è una guerra contro un Paese membro dei BRICS+, dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e il più popoloso Paese del Golfo Persico, dal quale transitano ogni giorno circa il 30% del petrolio e il 10% del gas naturale prodotti al mondo. Destabilizzare la regione potrebbe destabilizzare l’intera economia mondiale e scatenare imprevedibili meccanismi di innesco di una deflagrazione nucleare. Tutto ciò si sta andando a sommare all’aggressione della NATO contro la Russia in Ucraina, che stiamo già pagando e pagheremo ancora a caro prezzo. L’Iran e le formazioni alleate libanesi, yemenite e irachene sono l’ultimo baluardo regionale rimasto a difesa del Popolo Palestinese. Se dopo Damasco, oggi governata dai terroristi proxy di USA e Israele, cadesse anche Teheran, per la causa palestinese potrebbe chiudersi ogni spiraglio. È ora di finirla con le ambiguità, i doppi standard occidentali, la subalternità alla propaganda di guerra. Abbiamo già visto la provetta piena di borotalco sventolata all’ONU da Colin Powell spacciata per antrace a giustificazione della guerra di aggressione all’Iraq del 2003. Soltanto pochi giorni fa sia la CIA, sia l’AIEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica dell'ONU) hanno clamorosamente smentito che l’Iran stia preparando l’atomica. Un Paese che occupa illegalmente territori dal 1948, che non rispetta alcuna risoluzione ONU (anzi accusa le Nazioni Unite di essere una "palude antisemita"), che sta attuando un genocidio (infanticidi inclusi) sotto gli occhi del mondo, il Paese al mondo che più assassina giornalisti perché detesta che i suoi crimini vengano svelati, che soltanto negli ultimi 6 mesi ha bombardato, oltre alla Striscia di Gaza, ben 5 Paesi vicini (Libano, Siria, Yemen, Iraq e Iran), che non riconosce l’AIEA e il trattato di non proliferazione nucleare, che possiede illegalmente ordigni nucleari, non ha alcun diritto internazionale di aggredire un Paese il quale attua un programma legale e riconosciuto di nucleare per uso civile. Non si può più stare zitti, è il momento di mobilitarsi contro chi la guerra imperialista la promuove, la sostiene e la alimenta con soldi, armi e propaganda, così come è il momento di gridare che l’ “entità sionista genocida” non possiede alcun diritto di difesa: l'ideologia di nazioni e popoli “eletti” portano il mondo alla rovina. Tutto questo avviene attraverso la complicità dei nostri mezzi di informazione e con l'assassinio di giornalisti sia in Palestina che in Iran da parte di Israele. Per questo ci uniamo al presidio Stop War On Journalism indetto dal Comitato Assange Italia: https://fb.me/e/5NZi6x2TZ LA GUERRA È CONTRO I LAVORATORI! NON UN UOMO, NON UN SOLDO, NON UN'ARMA PER LA GUERRA Comitato Contro La Guerra Milano Qui l'evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1934569584012973

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Pubblicato 19 giu

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Pubblicato 17 giu

L’AGGRESSORE BUONO Marco Travaglio, 17 giugno 2025 Da venerdì Israele bombarda l’Iran facendo 224 morti e 1300 feriti in tre giorni perché – secondo l’Aiea dell’Onu, che in Israele non può mettere piede mentre conta pure i peli delle barbe degli ayatollah – violerebbe il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) – che Israele non riconosce – per costruirsi forse qualche testata nucleare che non ha, mentre Israele ne ha a bizzeffe: quante non si sa perché non aderisce al Tnp, non riconosce l’Aiea e il suo premier considera l’Onu una “palude antisemita” e le sue risoluzioni carta da cesso. Per un attimo abbiamo temuto che, in omaggio alla regola aurea aggressore/aggredito, Nato e Ue riempissero l’aggressore di sanzioni e l’aggredito di armi, senza escludere l’invio di truppe volenterose all’Iran dagli avanguardisti Starmer, Macron, Merz e Tusk fino alla sconfitta definitiva dell’infame aggressore macellaio assassino. Invece le peggiori sanzioni sono le nuove armi inviate da Starmer e Macron all’aggressore per aiutarlo a “difendersi” dall’aggredito. E ieri il Parlamento europeo, sempre sul pezzo, ha votato un nuovo “regolamento in materia di benessere di cani e gatti e loro tracciabilità”. Così Augias e Benigni andranno ancor più fieri della nostra bella Europa. Intanto i giornaloni pubblicano paginate di “storie e volti delle vittime”: tutte israeliane però (gli iraniani sono come i cinesi: non muoiono mai). E Polito el Drito denuncia sul Corriere la doppia morale sulle due guerre, ma per dire che tutti assolvono Putin e condannano Netanyahu, mentre è l’opposto: tipico caso di doppia morale sulla doppia morale. Così il genio non si accorge che l’amato Occidente, spalleggiando l’amico aggressore contro il nemico aggredito dopo i silenzi complici sullo sterminio di Gaza, perde anche l’ultima foglia di fico dalle pudenda e regala un gigantesco salvacondotto a Putin. Con che faccia l’Occidente rifiuta di riconoscere i territori ucraini occupati dai russi mentre fischietta sulle sette guerre illegali di Bibi contro altrettanti vicini, inclusa l’occupazione del Sud della Siria? Infatti Putin vuole mediare: dopo il plauso postumo di Trump a Israele che bombarda l’Iran e i suoi negoziati, è rimasto il solo a mantenere ottimi rapporti con Teheran e relazioni decenti con Tel Aviv. E si spera che glielo lascino fare prima che Israele riesca nell’insano e illegale proposito di cambiare regime in Iran. I precedenti di regime change sono noti: in Iraq al posto di Saddam arrivò l’Isis, in Afghanistan al posto dei Talebani deboli abbiamo i Talebani forti, in Libia al posto di Gheddafi c’è il caos tribale, all’Olp subentrò Hamas in Palestina e Hezbollah in Libano, in Siria dopo Assad imperversa al Jolani. Ora tocca all’Iran: dopo gli ayatollah cosa può mai andare storto? Fonte: Il Fatto Quotidiano https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/06/17/laggressore-buono/8029425/

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Pubblicato 15 giu

TEHERAN, L’ATOMICA MAI TROVATA E I SITI INTATTI Stefania Maurizi, 15 giugno 2025 È la struttura al cuore del programma nucleare iraniano. Ed è da almeno quindici anni al centro di un’offensiva senza eguali nel mondo. È il sito di arricchimento dell’uranio di Natanz, a circa 250 chilometri da Teheran. Quindici anni fa subì l’attacco della prima arma digitale della storia, il virus Stuxnet, creato dai servizi segreti di Israele in collaborazione con quelli americani, poi misteriosi sabotaggi, e questa settimana un attacco militare su larga scala da parte di Israele, che è solo l’inizio della guerra totale di Benjamin Netanyahu contro il programma nucleare dell’Iran. “Se non verrà fermato, l’Iran potrà produrre una bomba entro pochi mesi, meno di un anno”, ha dichiarato il primo ministro israeliano Netanyahu nel giustificare l’attacco. Eppure, come fa notare la più prestigiosa rivista di controllo degli armamenti nucleari, il Bulletin of the Atomic Scientists, alla data del 22 maggio scorso, i membri della Commissione esteri della camera del Congresso americano – la House of Representatives – sono stati informati in un rapporto ufficiale che “La comunità di intelligence americana continua a stimare che al momento l’Iran non sta conducendo attività legate alle armi nucleari”. Fonte e articolo completo: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/06/15/teheran-latomica-mai-trovata-e-i-siti-intatti/8027181/

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