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Comitato Contro La Guerra Milano

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Politica

L’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori. Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com FB: facebook.com/comitato.milano.5 Email: [email protected]

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Pubblicato 14 giu

DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO MONDIALE DELLA PACE SULL'ESCALATION BELLICA TRA ISRAELE E IRAN World Peace Council, 14 giugno 2025 Il World Peace Council (WPC) esprime la sua ferma condanna dei recenti e continui attacchi aerei di Israele contro l'Iran. Il regime israeliano, il quale ha le mani sporche di sangue con la guerra genocida in corso contro il popolo palestinese, sta ora portando avanti i propri piani nell'intera regione. Questo non sarebbe possibile senza il pieno sostegno e l'appoggio degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, che denunciamo con forza. Ancora una volta Israele dimostra di essere l'aggressore del Medio Oriente e il guardiano dei piani imperialisti nella regione. Chiediamo la fine immediata dell'aggressione e di questo nuovo spargimento di sangue che potrebbero degenerare in una guerra di dimensioni maggiori. Invitiamo i Movimenti per la Pace e i membri del WPC a impegnarsi attivamente in proteste e manifestazioni per condannare questo atto di aggressione. Dichiariamo la nostra solidarietà ai popoli della Palestina, dell'Iran, del Libano e dello Yemen, i quali sono tutti obiettivi di questo crimine. Il Segretariato del WPC, sabato 14 giugno 2025 Fonte: https://www.wpc-in.org/statements/statement-wpc-war-escalation-between-israel-and-iran

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Pubblicato 13 giu

Questo striscione lo realizzammo nell'estate 2012, TREDICI anni fa. Mentre altri facevano perdere tempo in questioni marginali se non funzionali all’imperialismo, il Comitato Contro La Guerra Milano ha sempre tenuto la barra dritta grazie alla correttezza dell'analisi e alla genuinità della nostra azione politica. Lavoriamo affinché la ragione possa essere supportata dalla forza. Oggi più che mai.

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Pubblicato 13 giu

Dopo Palestina, Libano, Siria e Yemen Israele attacca l'Iran Stanotte l’aviazione israeliana ha colpito obiettivi a Teheran: un attacco annunciato, che segue mesi di provocazioni, minacce e sabotaggi da parte di Israele, con il sostegno diretto degli USA. Dalla Palestina, dove continua a consumarsi un genocidio, passando per il Libano, dove non cessano gli attacchi israeliani, la Siria occupata, e lo Yemen sotto assedio, fino all’Iran ora sotto attacco, Israele agisce da avamposto dell’imperialismo statunitense in Medio Oriente. Non si tratta di «difesa» né di «rappresaglia»: è il tentativo di allargare il conflitto verso una guerra generalizzata, funzionale ai piani di ridefinizione degli equilibri regionali e di consolidamento dell’egemonia imperialista di Israele e USA. Oggi, più che mai, è necessario ricomporre in Italia un movimento di classe capace di costruire la... Continua a leggere su: Instagram: https://www.instagram.com/p/DK0p-QVoE64/ Facebook: https://www.facebook.com/share/p/16by5PqmCX/

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Pubblicato 7 giu

«Questa è la notizia che è stata bloccata dall'India e dall'Occidente in uno sforzo congiunto. Il 23 maggio sono scoppiati scontri tra i residenti della contea di Dhawang, nel Tibet meridionale (il cosiddetto stato indiano dell'Arunachal Pradesh) e le forze di occupazione indiane, con i manifestanti che gridavano: "Siamo cinesi, vogliamo tornare a casa". Il Tibet meridionale è l'area naturale più favorevole di tutto il Tibet, che appartiene al Tibet cinese fin dall'antichità, e i residenti locali sono tutti aborigeni tibetani, con una superficie equivalente a due province di Taiwan. Nel 1914, i colonialisti britannici fabbricarono una "Linea McMahon" e assegnarono l'area del Tibet meridionale alla colonia indiana britannica. L'India annesse il Regno del Sikkim e prese il controllo del Regno del Bhutan, commettendo un genocidio culturale contro gli abitanti tibetani del Tibet meridionale. Non solo ha proibito l'uso dei toponimi tibetani, ma ha persino inviato soldati indiani direttamente nelle classi degli alunni delle scuole elementari per inculcare con la forza l'insegnamento della lingua hindi. L'India ha anche distrutto le fonti d'acqua locali per costringere i tibetani a trasferirsi. Infine, i tibetani sono entrati in conflitto con le forze di occupazione indiane. Vogliono tornare in Cina e vivere una vita più ricca e migliore. Si identificano con la Cina, non con l'India e non con il cosiddetto governo religioso del Dalai Lama fondamentalista in esilio. Coloro che sostengono l'indipendenza del Tibet, smettano di fingere di dormire.» Fonte video (23/05/2025): https://www.youtube.com/watch?v=SZ_rY6INk4I Tramite Alex Liu (03/06/2025): https://www.facebook.com/alex.liu.39/posts/pfbid02GqhnRC6JHU5AHVbKxjxnCnRhBDw6L4HULY51dq8hwg1SFWcR1cjD1d9tTjc87hoUl

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Pubblicato 5 giu

GLI USA BOCCIANO LA RISOLUZIONE PER UN CESSATE IL FUOCO A GAZA AL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONI UNITE Il Fatto Quotidiano, 4 giugno 2025 Il testo definiva "catastrofica" la situazione umanitaria e auspicava "la revoca immediata e incondizionata di tutte le restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari. L’ambasciatrice americana Dorothy Shea: "E' inaccettabile. Hamas e altri terroristi non devono avere un futuro a Gaza" La risoluzione su un cessate il fuoco a Gaza è stata come da attese bocciata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nonostante il voto favorevole di 14 paesi, a causa del no degli Stati Uniti. L’ambasciatrice americana Dorothy Shea ha annunciato il veto di Washington definendo “inaccettabile per diversi motivi” la risoluzione e sostenendo che “comprometterebbe gli sforzi diplomatici per raggiungere un cessate il fuoco che rifletta la realtà sul campo e rafforzerebbe Hamas”. Ha aggiunto che “traccia anche una falsa equivalenza tra Israele e Hamas”, mentre “Hamas e altri terroristi non devono avere un futuro a Gaza”. La votazione segna la prima volta, da quando alla Casa Bianca è tornato Donald Trump, che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu discute una risoluzione sostanziale relativa alla guerra a Gaza. Il testo redatto dai 10 membri eletti del Consiglio Onu con mandato biennale chiedeva “un cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente, rispettato da tutte le parti”, e il rilascio di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas e da altri gruppi dopo l’attacco a sorpresa del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele. Inoltre, definendo “catastrofica” la situazione umanitaria a Gaza, auspicava “la revoca immediata e incondizionata di tutte le restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza e la loro distribuzione sicura e senza ostacoli su larga scala, anche da parte delle Nazioni Unite e dei partner umanitari”. Dopo giorni di sparatorie sulla folla affamata che faceva la fila per ricevere aiuti alimentari sui quali Washington e Tel Aviv hanno preteso il monopolio nella Striscia, ieri l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk aveva affermato che gli “attacchi mortali” intorno ai siti di aiuti sono “crimini di guerra“, “immorali” e inaccettabili. Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/04/gli-usa-bocciano-la-risoluzione-per-un-cessate-il-fuoco-a-gaza-al-consiglio-di-sicurezza-delle-nazioni-unite/8014696/

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Pubblicato 27 mag

⚡️URGENTE! I fratelli Kononovich sono stati nuovamente arrestati e vengono portati al centro di reclutamento Il 27 maggio 2025, con il pretesto di dover fornire documenti, la polizia convocò alla propria stazione i fratelli comunisti e antifascisti Mikhail e Alexander Kononovich. Lì i fratelli vennero immediatamente arrestati, in quanto ricercati come renitenti alla leva. Alla stazione di polizia è stato letto loro il motivo della loro detenzione e sono stati condotti al TCC (centri di reclutamento territoriali) per essere poi trasferiti nella città di Lutsk, nella regione di Volyn, da dove i fratelli Kononovich saranno inviati al fronte. Il video mostra la risposta di uno degli agenti di polizia alla domanda di Mikhail su cosa la polizia voglia da lui: "Mikhail Adamovich, sei ricercato come evasore della leva, perché non ti sei presentato al TCC nella città di Lutsk, nella regione di Volyn... Ti preghiamo di seguirci all'ufficio del TCC di Kiev." Come possono i Kononovich presentarsi al centro di reclutamento di Lutsk se sono agli arresti domiciliari, indossano braccialetti GPS e non possono lasciare la città di Kiev?! @comitato_bielorussia🇧🇾

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Pubblicato 27 mag

Invitiamo alla massima condivisione dell'appello a sostegno dei fratelli Kononovich, comunisti perseguitati dal regime ucraino la cui vita è in pericolo.

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Pubblicato 26 mag

L'intervento di apertura del TUTTI A CASA, una Costituente contro il Sistema Guerra, di Marcello Gentile, in rappresentanza del Comitato Contro La Guerra Milano durante la manifestazione di sabato 24 maggio a Milano.

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Pubblicato 26 mag

Sabato 24 maggio in Piazza San Babila si è tenuto il #TuttiACasa, l'avvio di una Costituente contro il Sistema Guerra per mandare a casa il Partito Unico delle Armi e degli Affari. Il Comitato contro la guerra Milano è promotore di questo percorso insieme a OttolinaTv, Multipopolare, L’Indispensabile, La Fionda, Paese Reale e Marx21. In un contesto difficile che vede nel silenzio dei media la sua cartina di tornasole, un migliaio di persone hanno partecipato a questa importante iniziativa volta ad avviare una Costituente contro il Sistema Guerra aperta e plurale. Oltre ai nostri militanti Marcello Gentile e Leonardo Cribio, sono intervenute diverse personalità importanti del mondo della politica, della cultura e della difesa dei diritti dei lavoratori: da Moni Ovadia ad Angelo D'Orsi, passando per l'avvocata del lavoro Claudia Candeloro, la giornalista investigativa Germana Leoni, l'economista Gabriel Guzzi, Stefano Orsi, Francesco Maringiò e Shokri Hroub di UDAP. La partecipazione del pubblico e la qualità degli interventi sono stati bel segnale e ora il nostro compito consiste nel dare gambe a un percorso che possa fare realmente la differenza affinché la grande richiesta di cambiamento sociale, per ora silenziosa ma concreta, esca dall'empasse e diventi forza dirompente nella società italiana. La guerra è contro i lavoratori, l'abbiamo sempre detto, diamo voce agli interessi degli oltre 24 milioni di lavoratori italiani.

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Pubblicato 23 mag

TUTTI A CASA! Una Costituente contro il Sistema Guerra per mandare a casa il Partito Unico delle Armi e degli Affari MANIFESTAZIONE NAZIONALE A MILANO PIAZZA SAN BABILA SABATO 24 MAGGIO ORE 16 Da che mondo è mondo, esiste una regola universale talmente ovvia che nessuno ha mai sentito il bisogno di metterla per iscritto: se una classe dirigente porta un paese in guerra contro la volontà del suo popolo e poi la perde, deve andare a casa. Le guerre, infatti, richiedono sacrifici straordinari, ma non per chi sta nella stanza dei bottoni: per questi partecipare a una guerra, di per sé, è una scelta indolore. Anzi, può portare numerosi vantaggi: una carriera straordinaria, un angolino nei libri di storia e anche incredibili occasioni di arricchimento personale. Garantire che se quella scommessa si rivela sbagliata il prezzo da pagare è come minimo l’espulsione da ogni forma di vita pubblica è l’unico deterrente che abbiamo per far sì che scelte del genere non vengano prese a cuor leggero. Negli ultimi 80 anni mai nessuna classe dirigente aveva fatto calcoli più sballati della nostra, senza nessuna distinzione tra le due fazioni del Partito Unico della Guerra e degli Affari. Il piano di riarmo europeo deciso da Ursula von der Leyen per 800 miliardi di euro, che sospende il Patto di Stabilità solo per le spese in armamenti, dopo che per vent’anni ci hanno detto che non c’erano soldi per sanità, scuole e salari, è la dimostrazione più evidente che questa politica non ha più alcuna legittimità culturale, politica, democratica.: Il fallimento della linea iper-bellicista ha scatenato una vera e propria guerra civile tra diverse fazioni delle oligarchie occidentali: i sacerdoti dei vincoli esterni e del pilota automatico – congiornalisti, intellettuali, editorialisti al seguito - cercano ora di riconquistarsi goffamente uno spazio nel dibattito pubblico e per noi che siamo il 99% si tratta di una situazione potenzialmente eccellente. Negli ultimi 40 anni infatti, l’1% più ricco del pianeta ha portato a termine la più grande rapina della storia dell’umanità senza doversi preoccupare di chissà quale reazione popolare: le classi popolari erano troppo occupate a farsi la guerra tra loro a suon di armi di distrazione di massa create ad hoc dalla propaganda a libro paga delle stesse oligarchie. Ora che a scannarsi sono loro, non ci resta che ribaltare alla radice il rapporto e approfittarne per riprenderci tutto quello che è nostro: per questo motivo abbiamo deciso di tenerci alla larga dalle opposte tifoserie – destra o sinistra, trumpiani o anti-trumpiani – perchè, tra fiumi di retorica, cercano ancora una volta di arruolare, sulla base di parole d’ordine rese vuote e ipocrite, pezzi di consenso popolare a favore di una fazione o dell’altra. Noi diciamo senza tentennamenti che se ne devono andare #tuttiacasa! La manifestazione nazionale del 24 maggio a Milano in Piazza San Babila è l'avvio di un percorso ampio e plurale di mobilitazione popolare affinché tutti quelli che non sono responsabili di questa disfatta e che non hanno nessuna intenzione di pagarne i costi, uniscano le forze per restituire al nostro Paese l’indipendenza e la sovranità popolare necessarie per affrontare i cambiamenti e le opportunità che si aprono in questa fase di cambiamenti epocali. Uniamo le forze per lavorare insieme alla costruzione di una “Costituente contro Il Sistema Guerra” PROMOTORI: OttolinaTV, Multipopolare, L’Indispensabile, La Fionda, Paese Reale, Marx XXI, Comitato contro la guerra - Milano

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Pubblicato 12 mag

Come annunciato in occasione della manifestazione del 5 aprile a Roma, il Comitato Contro La Guerra Milano è fra i promotori del percorso #TUTTIACASA all'interno del quale è indetta la manifestazione che si terrà sabato 24 maggio in piazza San Babila alle ore 16.00. Vi invitiamo alla cena di finanziamento che si terrà questo sabato 17 maggio in Casa Rossa alle ore 20.00. A breve seguiranno aggiornamenti riguardo alla manifestazione del 24 maggio, vi invitiamo a partecipare prenotandovi per la cena e a divulgare le iniziative.

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Pubblicato 9 mag

DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO MONDIALE DELLA PACE SULLE CRESCENTI TENSIONI TRA PAKISTAN E INDIA World Peace Council, 8 maggio 2025 Il Consiglio Mondiale della Pace (WPC) esprime la propria seria preoccupazione per le crescenti tensioni tra India e Pakistan, le quali non servono gli interessi dei due popoli. Il WPC condanna qualsiasi tipo di atto terroristico come quello osservato di recente. Riteniamo che sia importante cercare la de-escalation della situazione anziché alimentare ulteriormente il conflitto tra due Paesi che sono in possesso di armi nucleari. Ci opponiamo chiaramente a qualsiasi strumentalizzazione della situazione da parte di Paesi terzi per i propri interessi e crediamo fermamente che i due popoli e i popoli della regione possano vivere insieme in pace e amicizia, nel rispetto del Diritto Internazionale e senza odio e isteria bellica. I bisogni sociali dei popoli meritano il massimo sforzo per combattere la povertà, per l'istruzione e lo sviluppo: non per le élite guerrafondaie che traggono vantaggio dai conflitti. Il WPC invita tutte le parti a trovare una soluzione politica alla situazione attraverso i negoziati per il mutuo beneficio dei popoli. La guerra non è una soluzione e mette in pericolo la pace regionale e globale. Il Segretariato del World Peace Council, giovedì 8 maggio 2025 Fonte: https://www.wpc-in.org/statements/statement-wpc-about-growing-tensions-between-pakistan-and-india Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

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