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Comitato Contro La Guerra Milano
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PoliticaL’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori. Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com FB: facebook.com/comitato.milano.5 Email: [email protected]
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Pubblicato 9 gen
STOP INVIO NUOVE ARMI ITALIANE IN UCRAINA PeaceLink, 8 gennaio 2025 Oggi, 34 esponenti di rilievo del mondo della cultura, della società civile, dell’attivismo sociale e del movimento per la pace hanno esercitato il diritto costituzionale di presentare una petizione al Parlamento italiano. La petizione, redatta ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione, chiede ai rappresentanti delle Camere di non convertire in legge il decreto governativo che autorizza l’invio di armi italiane all’Ucraina fino al 31 dicembre 2025. La Costituzione italiana sancisce chiaramente che: "Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità" (Art. 50). Questa iniziativa si colloca quindi pienamente nei diritti democratici dei cittadini, evidenziando un’urgente necessità di riflessione sulle scelte di politica estera e militare del nostro Paese. Questa iniziativa ha come primi firmatari l'arcivescovo Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi, e Alex Zanotelli, missionario comboniano e direttore della rivista Mosaico di Pace, di Pax Christi. La petizione sottolinea come un ulteriore invio di armi contribuirebbe all’escalation bellica in Ucraina, alimentando un conflitto senza prospettive di soluzione negoziale e avvicinando l’Italia a un coinvolgimento diretto nel conflitto. Inoltre, il documento denuncia le gravi conseguenze economiche e sociali di una crescente militarizzazione delle economie europee, con drastici tagli al welfare per finanziare spese di guerra. I firmatari invocano il pieno rispetto della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. La petizione andrà ora al vaglio del Parlamento, che sarà chiamato a decidere se convertire in legge il decreto. I cittadini che vorranno sostenere la petizione potranno farlo anche online cliccando suwww.peacelink.it/noarmiucraina A questo indirizzo si può leggere l'intero testo della petizione. In allegato la parte finale della petizione. INVITIAMO TUTTI A FIRMARE LA PETIZIONE E A DIFFONDERLA
Pubblicato 7 gen
A prescindere dalla più o meno reale correlazione fra gli arresti di Mohammad Abedini Najafabadi in Italia e di Cecilia Sala in Iran, ciò che è interessante in questo articolo è la descrizione della modalità con cui gli Stati Uniti pretendono di imporre la propria legislazione al di fuori del loro territorio. OLTRE CECILIA SALA, C’È UN ALTRO OSTAGGIO: LA REPUBBLICA ITALIANA OSTAGGIO DEGLI USA Alessandro Di Battista, 4 gennaio 2025 Ricapitoliamo. Cecilia Sala è stata ingiustamente arrestata in Iran. Una soluzione esiste, ed è chiarissima: liberare Mohammad Abedini Najafabadi. Si tratta di un ingegnere iraniano fermato a Malpensa mentre era in transito verso Istanbul, accusato di aver aiutato l’Iran a costruire droni. Il tutto su esplicita richiesta del Governo americano. In risposta, l’Iran ha arrestato Cecilia Sala, proponendo uno scambio. Non c’è nulla di nascosto: l’Iran considera l’Italia complice della strategia statunitense basata sugli "arresti arbitrari" di cittadini iraniani nel mondo. Gli USA, insieme a Israele, etichettano l’Iran come "asse del male". Eppure, l’Iran si sta semplicemente comportando allo stesso modo in cui gli USA (e l’Italia, al loro fianco) trattano i cittadini iraniani. Ricordiamo che gli Stati Uniti armano Israele per commettere un genocidio. Seguendo la logica americana qualsiasi ingegnere aerospaziale statunitense che lavora in una qualsiasi fabbrica di armi statunitense se in transito in Italia andrebbe arrestato immediatamente. Giovedì scorso, l’ambasciatore iraniano a Roma ha dichiarato al Ministero degli Affari Esteri che l’Iran si aspetta il rilascio immediato di Mohammad Abedini. Il giorno successivo, l’ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei, è stata convocata dal Direttore Generale per l’Europa Occidentale, Majid Nili, in merito alla detenzione di Abedini. In un comunicato ufficiale, l’Iran ha dichiarato: “La detenzione del signor Abedini è un atto illegale, eseguito su richiesta dell’amministrazione statunitense e finalizzato a obiettivi politici ostili. Questo atto danneggia le relazioni di lunga data tra Iran e Italia, viola i principi del diritto internazionale e può essere considerato una forma di detenzione arbitraria”. Ecco il punto. Al di là degli editoriali e dell’ipocrisia occidentale che invoca il diritto internazionale solo quando riguarda i propri cittadini, mentre lo ignora quando si tratta di cittadini iraniani, c’è un dato oggettivo e inquietante: l’Italia si è fatta trascinare in una guerra non sua, orchestrata dagli Stati Uniti (e da Israele) contro l’Iran. La nostra sovranità è ridotta al minimo. L’Italia è ormai una colonia americana, incapace di agire autonomamente. La soluzione è davanti agli occhi di tutti: il Governo italiano deve liberare Abedini per ottenere la liberazione di Cecilia Sala. Ogni altra strada è solo una dimostrazione di sudditanza. Fonte: https://alessandrodibattista.substack.com/p/oltre-cecilia-sala-ce-un-altro-ostaggio
Pubblicato 5 gen
COMMENTO DI MARIA ZAKHAROVA, RAPPRESENTANTE UFFICIALE DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI DELLA FEDERAZIONE RUSSA, IN MERITO ALL’INTERRUZIONE DELLE VIE DI TRANSITO DEL GAS RUSSO ATTRAVERSO IL TERRITORIO UCRAINO Ambasciata della Federazione Russa in Italia, 2 gennaio 2025 Kiev si è rifiutata di rinnovare gli accordi di transito siglati tra la società russa Gazprom e le ucraine “Naftogaz” e OGTSU (Operatore ucraino del sistema di trasporto del gas). Tali accordi sono scaduti il 1 gennaio 2025, data a partire dalla quale è stato interrotto il transito del gas russo verso l’Europa attraverso il territorio dell’Ucraina. Sottolineiamo che le autorità di Kiev hanno deciso di interrompere il pompaggio del “combustibile blu” che giungeva dalla Russia ed era destinato ai cittadini dei Paesi europei nonostante Gazprom abbia rispettato i propri obblighi contrattuali. L’interruzione delle forniture di una risorsa energetica ecosostenibile e dal costo competitivo come il gas russo non va soltanto a indebolire il potenziale economico europeo, ma ha anche un impatto fortemente negativo sul tenore di vita dei cittadini europei. È evidente come le reali motivazioni che risiedono alla base della decisione presa dal regime di Kiev siano di carattere geopolitico. Il principale beneficiario di questa nuova ripartizione del mercato energetico del Vecchio Continente, nonché principale promotore della crisi ucraina, sono gli USA. A cadere vittima per prima della loro strategia predatoria è stata la maggiore economia europea, quella tedesca, che a seguito delle esplosioni che hanno danneggiato i gasdotti North Stream 1 e 2 si è trovata costretta a rifornirsi di gas naturale a prezzi significativamente più elevati e ha dovuto procedere allo smantellamento di molte delle sue più grandi industrie, leggendari marchi di fabbrica del settore produttivo tedesco. E adesso, a dover pagare il prezzo del clientelismo americano saranno anche gli altri Paesi che fanno parte di quella che, una volta, era un’Unione Europea prospera e indipendente. La responsabilità per l’interruzione delle forniture di gas russo è da attribuirsi in tutto e per tutto agli USA, al regime fantoccio di Kiev, ma anche alle autorità dei Paesi europei, che pur di fornire sostegno finanziario all’economia americana hanno scelto di sacrificare il benessere dei propri cittadini. Fonte: https://t.me/ambrusitalia/2641
Pubblicato 22 dic
Pubblicato 22 dic
La delegazione del World Peace Council si è poi recata nella capitale Nicosia presso la sede centrale del partito AKEL, il Partito Progressista dei Lavoratori, dove è stata ricevuta da Yiorgos Loukaides (parlamentare e membro della Commissione per gli affari esteri e gli affari europei). Loukaides ha ribadito come nemmeno durante la Guerra Fredda si fosse così vicini al rischio di una guerra nucleare, sia per quanto riguarda l'Ucraina sia rispetto a un conflitto di larga portata fra Israele e Iran. Esprimendo le considerazioni del proprio partito sulle cause e le ripercussioni delle guerre in queste regioni, ha sottolineato come in Siria, proprio in quei giorni, stessero agendo nuovamente le forze terroriste legate ad Al Qaeda e sostenute da Turchia, Stati Uniti e Israele. Parlando riguardo alla situazione del proprio Paese, ha dichiarato come l'occupazione turca su Cipro "va risolta con i negoziati in conformità con le risoluzioni ONU", aggiungendo che "nonostante Cipro non sia membro della NATO, è comunque ostaggio delle basi occidentali", definendo la NATO come "strumento di morte, occupazione, colpi di Stato e depistaggi". Infine ha fatto riferimento alla situazione in Georgia, la quale "ha forti similitudini con quanto avvenuto in Ucraina" e che "l'unico risultato che l'Occidente sta ottenendo internazionalmente è quello di spingere la Russia verso la Cina". La visita nella capitale cipriota si è conclusa con il conferimento del Cyprus Peace Award 2024, premio per la pace quest'anno conferito all'UNRWA, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione dei Profughi Palestinesi nel Vicino Oriente, i cui membri che operano a Gaza vengono vigliaccamente assassinati (oltre 250 ad oggi) e falsamente accusati dalla propaganda israeliana e dei governi alleati. Il premio è stato consegnato, alla presenza della delegazione del World Peace Council e delle istituzioni locali, al vice-commissario generale dell'UNRWA Natalie Boucly. Al seguente link un breve rapporto del WPC, assieme alla risoluzione di Solidarietà con il popolo di Cipro: https://www.facebook.com/worldpeacecouncil/posts/pfbid02GF6b7gAzycMPnFXHRBCTdxRRsVv86M7BmQpk2EyyfzLxpoS5aYcoi4wynYfF6cu9l Comitato Contro La Guerra Milano, dicembre 2024
Pubblicato 22 dic
REPORT DELLA RIUNIONE DEI MEMBRI EUROPEI DEL CONSIGLIO MONDIALE DELLA PACE A CIPRO Il 3 e 4 dicembre 2024 si è tenuta a Larnaca (Cipro) la riunione dei membri europei e organizzazioni amiche del World Peace Council (WPC), con rappresentanti da Cipro, Portogallo, Grecia, Svezia, Germania, Serbia, Spagna e Italia, a cui ha partecipato il Comitato Contro La Guerra Milano con un suo delegato. La prima giornata di incontri è stata introdotta dalle relazioni di Tasos Costeas (presidente Cyprus Peace Council), Ilda Figueiredo (presidente Pourtuguese Council for Peace and Cooperation) e Iraklis Tsavdaridis (segretario esecutivo World Peace Council). Interventi in cui è stata sottolineata la gravità della situazione internazionale, in particolare a Gaza, evidenziando poi la condizione dell'isola cipriota, invasa e occupata dalla Turchia sin dal 1974 con il coinvolgimento della NATO e la quale ospita tuttora basi britanniche e NATO che operano a sostegno militare dell'attuale genocidio contro la popolazione palestinese da parte di Israele. E' stata ribadita la responsabilità e complicità di Stati Uniti, Gran Bretagna, NATO e Unione Europea sia nella guerra in Medio Oriente contro Libano e Palestina sia nella guerra fra NATO e Russia in Ucraina, invitando a rafforzare l'unità dei movimenti per la pace e la solidarietà per la Palestina in Europa e nel mondo, assieme al sostegno per tutti i Paesi colpiti dall'imperialismo; con l'auspicio per la liberazione della Palestina e il ritorno dei rifugiati, nonché per la liberazione di Cipro da basi militari straniere e per la riunificazione dell'isola. Sono poi seguiti gli interventi di ciascuna delle organizzazioni presenti, le quali hanno illustrato aspetti inerenti al proprio Paese e al contesto internazionale. Seguono alcuni dei temi trattati: ricordo a 25 anni dall'aggressione NATO contro la Jugoslavia; cambiamento dell'equilibrio mondiale da unipolare a multipolare; individuazione delle cause di guerra per una pace duratura; stop all'invio di armi in Ucraina; condanna dell'autorizzazione all'uso di missili a lungo raggio contro la Russia; indipendenza dell'Europa dall'influenza statunitense che porta a guerra e impoverimento; responsabilità di Occidente e Turchia nel sostenere gruppi terroristici come Al Qaeda, Al Nusra e HTS in Siria; ingresso della Svezia nella NATO e accordi militari con gli USA; aumento della spesa militare in sostegno alla NATO in relazione a povertà e riduzione spese sociali; solidarietà a Cuba, Nicaragua e Paesi colpiti dalle sanzioni occidentali; ingerenze statunitensi nel mondo fra cui manovre militari al largo della Cina; relazione tra Spagna e forze golpiste venezuelane; responsabilità della Spagna nell'attacco NATO contro la Libia e nel favorire il controllo del Marocco sul Sahara Occidentale; repressione della polizia tedesca e propaganda contro le manifestazioni in sostegno alla Palestina; polarizzazione mediatica sul tema della guerra affinché non emergano argomenti efficaci per la soluzione dei conflitti. Segnaliamo a proposito l'intervento del Comitato Contro La Guerra Milano: https://www.facebook.com/photo/?fbid=987700113397634&set=a.640431728124476 La seconda giornata è proseguita con la discussione fra le organizzazioni, circa le proposte di mobilitazione, i suggerimenti e la diffusione delle attività in linea con quelle del World Peace Council, fra cui la campagna "Yes to Peace! No to NATO!".
Pubblicato 18 dic
LA TRAGEDIA DELLA SIRIA E LA PROSPETTIVA DEL GRANDE CAOS CREATIVO Vincenzo Brandi, 15 dicembre 2024 La caduta repentina del governo siriano di Assad è stata oggetto di interpretazioni controverse (sia da parte dei soliti giornalisti di regime, ma anche da parte di qualche militante “antimperialista” dalle idee poco chiare). Al di là di qualche errore che il governo di Assad ha potuto compiere (come quello- si dice -di ignorare i consigli di Russia e Iran e di fidarsi delle monarchie arabe), la ragione principale del crollo è chiarissima, e solo chi non la vuol vedere non la vede. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=997652222402423&set=a.640431738124475 Foto: maggio 2021, festeggiamenti per la vittoria di Bashar Al-Assad alle elezioni presidenziali
Pubblicato 17 dic
Alcune immagini della proiezione del documentario “MAIDAN, LA STRADA VERSO LA GUERRA” e del dibattito tenuto in Casa Rossa a Milano sabato 14 dicembre 2024, a cui hanno partecipato i giornalisti Vincenzo Lorusso di Donbass Italia e Andrea Lucidi.
Pubblicato 16 dic
DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO MONDIALE DELLA PACE SUI RECENTI SVILUPPI IN SIRIA E DINTORNI World Peace Council, Atene 15 dicembre 2024 Il Consiglio Mondiale della Pace (World Peace Council - WPC) esprime la sua più ferma opposizione ai recenti sviluppi in Siria, i quali hanno portato al rovesciamento del governo siriano da parte di forze armate fondamentaliste religiose, attive nella regione da tredici (13) anni. Il WPC ritiene che questa situazione sia il risultato di un intervento imperialista straniero coordinato, nonostante non sia ancora chiaro cosa sia stato concordato dai principali attori e se il risultato sia stato un accordo temporaneo tra le forze coinvolte. Per tutti questi anni, la Siria, un Paese e una società ampiamente laici, è stata teatro di operazioni per gruppi ed eserciti analoghi che hanno agito come proxy di potenti forze regionali e internazionali nei loro piani di controllo delle risorse energetiche, degli oleodotti e delle sfere di influenza in Siria e nei dintorni. Non è un segreto che la Turchia operasse militarmente nel nord-ovest della Siria, gli Stati Uniti da parte loro (insieme alle forze curde) nel nord-est del Paese, mentre Israele bombardava e attaccava strutture militari e civili siriane per tutto questo tempo. Simultaneamente, la Federazione Russa, sulla base del suo accordo bilaterale con la Siria, cercava di salvaguardare i propri interessi con le basi militari sulla costa del Mediterraneo, con un ruolo importante nel sostegno al precedente governo. Indipendentemente dai dettagli degli accordi e/o dalle contraddizioni, la presa del potere da parte dell'HTS (Hay'at Tahrir al-Sham) e di altri gruppi armati (come l'SNA - Syrian National Army), di fatti costituiscono uno sviluppo negativo per il popolo siriano e per i popoli del Medio Oriente. Il WPC denuncia l'ipocrisia delle potenze imperialiste che in passato avrebbero apparentemente affrontato le forze fondamentaliste e le quali ora vengono acclamate come liberatrici della Siria. Gli Stati Uniti, la NATO e l'Unione Europea hanno enormi responsabilità in questo sviluppo, insieme alla Turchia con i suoi piani neo-ottomani e a Israele con la sua guerra genocida in Palestina e Libano nonché i suoi ulteriori piani contro l'Iran. Denunciamo in particolare l'incursione di Israele nel territorio siriano al di là delle alture occupate del Golan, su cui il nuovo regime siriano non ha detto una sola parola. Il World Peace Council esprime la propria solidarietà al popolo siriano, il quale sta entrando in una nuova e incerta fase della sua storia. Il WPC invita i membri e gli amici del WPC e tutte le forze amanti della pace nella regione e nel mondo a rimanere vigili e opporsi ai piani imperialisti in Medio Oriente, come abbiamo sempre fatto. La Segreteria del WPC Fonte: https://www.wpc-in.org/statements/statement-world-peace-council-recent-developments-and-around-syria Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
Pubblicato 14 dic
QUALE LIBERAZIONE PER LA SIRIA? UNA BREVE RIFLESSIONE SUGLI SVILUPPI IN SIRIA Unione Democratica Arabo Palestinese - UDAP, 14 dicembre 2024 COSA STA ACCADENDO IN SIRIA Nelle ultime settimane la Siria ha assistito a significativi sviluppi politici e militari. Alla caduta del governo di Assad vi è stata la presa di potere da parte di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), formazione salafita finanziata e appoggiato dalla Turchia, membro della NATO. Questo sviluppo repentino, per modalità e tempi, sembra essere il frutto di un’intesa volta a ridefinire l'assetto politico del Medio Oriente. La Turchia, che cerca di espandere la propria influenza nella regione, risulta essere, insieme agli USA e ai paesi arabi del Golfo, il protagonista principale di questi sviluppi. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/photo/?fbid=994547849379527&set=a.640431738124475
Pubblicato 12 dic
Pubblicato 10 dic