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Politica

La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda

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Pubblicato 30 nov

Un canto al tempo che mi assolva (Les Flâneurs) Ilaria Palomba Di Giorgia Mastropasqua conosciamo l’eleganza, la sua poesia si sposa con un’idea universale di bellezza, che non a caso tiene conto di una delicata armonia musicale. L’alternanza tra novenari, endecasillabi, senari e settenari fa di questa sua seconda silloge un canto che guarda a oriente, per orientarsi, e assolversi. L’idea dell’oriente fa pensare alla… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/30/un-canto-al-tempo-che-mi-assolva-les-flaneurs/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 29 nov

Le quattro narrazioni sul conflitto in Ucraina Emanuele Maggio Le posizioni sul conflitto ucraino si possono riassumere in QUATTRO grandi categorie, a partire dalla differenza tra antiamericanismo e filoamericanismo, declinati secondo interpretazioni MORALI dei fenomeni (cioè fantasiose, sceniche), oppure REALISTE (cioè basate sugli interessi delle Potenze e delle loro élites). ANTIAMERICANISMO MORALE L’antiamericanismo morale è tipico di coloro che istintivamente non credono a… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/29/le-quattro-narrazioni-sul-conflitto-in-ucraina/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 29 nov

L’Europa secondo Angelo D’Orsi: il progetto che non c’è Giuseppe Gagliano Angelo D’Orsi, storico di lungo corso e voce tra le più affilate del panorama intellettuale italiano, da tempo sostiene che l’Unione Europea non sia la costruzione politica che ci viene descritta da decenni, ma un’architettura fragile, più vicina a una promessa disattesa che a una realtà viva. Le sue considerazioni recenti, rilanciate con forza… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/29/leuropa-secondo-angelo-dorsi-il-progetto-che-non-ce/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 28 nov

Il catalogo è questo: vent’anni di abusi, illegalità e censura da parte del social più popolare (e potente) al mondo Domenico Fiormonte La multa di 542 milioni di euro inflitta a Meta da un tribunale spagnolo per concorrenza sleale e illecito trattamento dei dati nel novembre 2025 segna, probabilmente, uno spartiacque storico. Ma ciò che viene “punito” con tale sentenza è il punto di arrivo di un lungo processo. Compiuti e superati i vent’anni di… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/28/il-catalogo-e-questo-ventanni-di-abusi-illegalita-e-censura-da-parte-del-social-piu-popolare-e-potente-al-mondo/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 28 nov

Buon compleanno, Engels Matteo Parini “Non c’è da meravigliarsi se gli operai, trattati come bestie, o divengono veramente tali, o riescono a conservare la coscienza e il sentimento della propria umanità soltanto mediante l’odio più ardente, mediante una perpetua rivolta interna contro la borghesia che detiene il potere. Essi sono uomini finché sentono la collera contro la classe dominante;… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/28/buon-compleanno-engels/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 28 nov

Nigeria: storie da un paese che sfugge ai numeri Michele Agagliate La prima cosa che hanno sentito non è stato uno sparo, né un urlo. È stato un rumore di motori: cupo, intermittente, come se qualcuno trascinasse un vecchio generatore su un prato secco. Nel villaggio di Mangu, nel Plateau State, nessuno dà peso ai rumori notturni. I generatori tossiscono, i camion arrancano, i pick-up… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/28/nigeria-storie-da-un-paese-che-sfugge-ai-numeri/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 28 nov

Il Digital Services Act: Una norma spinta con zelo missionario da tutta la fanteria filo-tedesca di Bruxelles. L’hanno venduta come uno scudo per “proteggere gli utenti”. In pratica è una museruola ben lucidata. Dal 25 agosto 2023 le piattaforme devono eliminare tutto ciò che appare “pericoloso” o “dannoso”. Una categoria così evanescente che ci puoi infilare dentro di tutto: satira, opinioni, scetticismo, ironia, perfino un meme sbagliato. Via tutto. E senza nemmeno sporcarsi le mani: ci pensano i filtri automatici. L’obiettivo dell’UE è che nessun barbaro influenzi gli europei. Perché vogliono farlo loro. In esclusiva. Lo vediamo ogni giorno noi su YouTube: video rimossi o demonetizzati non perché violino una regola, ma semplicemente perché “problematici”. Tradotto: “fuori dal coro”. E questa è solo la cornice esterna di un piano che si sviluppa in mille rivoli. L’ultimo si chiama “Scudo europeo per la democrazia”. Un Grande Fratello costruito ad hoc per individuare quelle che definiscono “minacce narrative”. E indovinate un po’ chi c’è nella lista nera? Lo ha detto chiaramente Kaja Kallas presentando il progetto: se la gente non crede più alle istituzioni europee, la colpa è dei Russi. E noi vi dobbiamo difendere. Con ogni mezzo necessario: fact-checking, ONG, programmi accademici e un regolamento ad hoc, lo European Media Freedom Act. Ma se vuoi dettare l’agenda, la repressione delle voci indipendenti non basta. Ci vuole la vecchia propaganda. E per renderla credibile deve passare dai media che tutti, in qualche modo, continuano a seguire. Anche quando non vogliono. Ne parliamo con Thomas Fazi qui https://youtu.be/giW9m2-0uCU?si=Wf287aucaGA6VAcE 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉 Seguici anche su Spotify https://open.spotify.com/show/1AQC7D1D7lzfeKPwsW69Gl?si=AM6vG700RYG52DVpY15UQA 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

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Pubblicato 28 nov

CONTRO IL PARTITO UNICO DELLA GUERRA E DEL VINCOLO ESTERNO ASSOLUTO La votazione ieri in Parlamento europeo, che di per sé non vale niente, mostra però IL fatto politico allo stesso tempo più rilevante e più taciuto. La risoluzione bocciava il progetto di pace Usa in Ucraina, e ha ottenuto i voti di PD, FI, FDI, AVS. Astenuti o contrari, Lega e M5s. C'è un partito trasversale della guerra. È lo stesso partito dell'osservanza coatta a tutti i vincoli esterni, dal conformismo all'Ue al bellicismo idiota. Questo partito è il vero e unico partito di governo, che però si divide nelle due coalizioni di centrodestra e centrosinistra. In queste due coalizioni, ci sono anche partiti che invece sono contrari - con differenze, sfumature e identità proprie. Però questi finiscono per non contare molto e farsi trascinare dalle decisioni dei rispettivi esponenti del partito della guerra in coalizione. Senza considerare oramai il 50% delle persone schifate da questo finto bipolarismo. Fino a quando non ci si toglierà la maschera e si sfideranno apertamente le vere coalizioni oggi in corsa, ovvero il partito del vincolo esterno monetario, geopolitico e culturale contro un'aggregazione che vuole con realismo riconquistare quote di sovranità in vista della pace, la politica italiana rimarrà sempre un gioco truccato. E le possibilità di un vero cambiamento saranno zero. GABRIELE GUZZI 🤕entra nel canale telegram http://t.me/lafionda

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Pubblicato 28 nov

Stiamo tornando indietro di 100 anni. Follia nazionalista e bellicista! Cosa ci ha insegnato il Novecento? Stop alla propaganda militarista! Davide Sabatino

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Pubblicato 27 nov

Nell'immagine l'eroico sforzo delle forze europeiste contro il vile piccione putiniano. Su uno dei velivoli ci pare di notare Calenda.😁✊ 🔴 Entra nel canale Telegram de @lafionda

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Pubblicato 27 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1993952837672341670?t=0PkSj-vdy9jaYVfkxpWRCw&s=19 Il migliore di tutti ci chiedeva di scegliere tra la pace e i climatizzatori accesi. Il senso di fondo era chiaro: siete così egoisti da anteporre un po’ di frescura al diritto internazionale? Alla dignità di un popolo aggredito? Tre anni fa, sempre lui, parlando all’aula semideserta (per nostra fortuna) delle Nazioni Unite, garantiva che l’effetto delle sanzioni fosse dirompente sull’economia russa. Poi è arrivata Meloni, con il suo supporto a Kiev senza se e senza ma: un sostegno simile a quello di chi ti tiene la mano mentre sali i gradini del patibolo, invece di provare a sottrarti al boia. Diceva la verità solo al telefono con due comici: era novembre di due anni fa e parlava apertamente della stanchezza provocata dalla guerra. Nel frattempo abbiamo fatto tutto ciò che desideravano — e desiderano tuttora — quelli che propongono di “aiutare” (virgolette obbligatorie) l’#Ucraina fino all’ultimo, economicamente e militarmente, fino alla vittoria finale. Oggi qualcuno si scandalizza dinanzi all’ipotesi di un accordo tra #Mosca e #Kiev (o meglio, tra Mosca e #Washington). Si parla di resa e, per salvare la faccia, si finge che l’intervento europeo abbia mitigato chissà quanto le pretese iniziali. La verità, nella sua spietatezza, è semplicissima: stiamo assistendo a qualcosa di drammaticamente prevedibile. Una vittoria sulla #Russia, senza scatenare una guerra nucleare totale, era semplicemente impossibile. E ora emergono, grandi come grattacieli, le contraddizioni di chi vaneggiava di guerra di civiltà, guerra all’oscurantismo, lotta per la democrazia e la libertà. Cosa accadrà adesso, che quella guerra è perduta? Soprattutto: qual è il costo della sconfitta? L’#Ucraina è smembrata, dilaniata, con perdite umane incalcolabili. Il disastro richiederà decenni per la ricostruzione e un tempo lunghissimo di sofferenze, anche a guerra conclusa. I popoli europei sono allo stremo: crescita inesistente, costo della vita alle stelle. La Russia gongola: vince militarmente, vince economicamente, vince politicamente. Era tutto dannatamente prevedibile fin dal primo momento, eppure chiunque provasse ad argomentarlo veniva tacciato di putinismo. Chi erano dunque i veri putiniani? Erano quelli che sostenevano la necessità di fermare immediatamente un conflitto dall’esito inevitabilmente nefasto, cercando di minimizzare i vantaggi per il Cremlino? O erano piuttosto quelli che — per fanatismo o per mera stupidità — sostenevano la via militare contro la più grande potenza nucleare del mondo, massimizzando il trionfo russo? Abbiamo per anni dovuto leggere e ascoltare le più assurde fandonie: che i russi volessero arrivare a Lisbona (salvo poi sostenere che fossero così fessi da non riuscire ad arrivare a Kiev), che combattessero con le pale e i microchip delle lavatrici, che fuggissero dinanzi alle controffensive di #Zelensky, che #Putin fosse morto e che quello in tv fosse una sorta di ologramma. Per una ricognizione più ampia del farsesco, rimando agli editoriali del lunedì di Marco Travaglio. Chi risponderà di tutto questo? Dell’odio generato, del danno inferto al dibattito pubblico del Paese e, dunque, alla salubrità della nostra democrazia? Mi domando cosa penserebbe una madre ucraina che ha perso il figlio al fronte: per cosa sono morti quei ragazzi, e per cosa sono morti tutti i civili uccisi dai bombardamenti russi? I russi possono guardare a questi anni avendo ben chiaro il perché del loro sforzo e del loro sacrificio. Questo privilegio non è concesso agli ucraini. E la colpa è anche dei putiniani, quelli veri.

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Pubblicato 27 nov

La Banca Romana e il lungo filo che porta fino a Siena Giuseppe Gagliano Lo scandalo della Banca Romana appartiene a un’Italia lontana, quella dei salotti umbertini, dei ministri che si muovevano tra Montecitorio e i palazzi romani con passo felpato, dei giornali che sapevano ma tacevano, dei governi che cadevano per un dossier rimasto troppo a lungo chiuso in un cassetto. Ma più si osserva quella vicenda… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/11/27/la-banca-romana-e-il-lungo-filo-che-porta-fino-a-siena/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda

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