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PoliticaLa fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
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Pubblicato 24 apr
Le priorità dei burocrati della UE 🤦 🤕BASTA UE! Entra nel canale telegram http://t.me/lafionda
Pubblicato 24 apr
Perù, il voto di un paese diviso Mauro Morbello Lo scorso 12 aprile 2026 si è svolta in Perù la consultazione generale per il rinnovo del Parlamento e l’elezione del presidente della Repubblica, che nel sistema peruviano esercita al tempo stesso le funzioni di capo dello Stato e di capo del governo. A oltre dieci giorni dal voto, i risultati definitivi non sono… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2026/04/24/peru-il-voto-di-un-paese-diviso/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 23 apr
Cuba: embargo criminale e miopia politica uccidono la solidarietà Flavio Bacchetta Sull’isola caraibica e le sue disgrazie, stampa e media si sono scatenati, descrivendo i sintomi di un malato terminale ma non le cause profonde che sono rimaste a lungo circoscritte nell’analisi di una ristretta nicchia di cronisti tra cui il sottoscritto. Il motivo scatenante della… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2026/04/23/cuba-embargo-criminale-e-miopia-politica-uccidono-la-solidarieta/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 23 apr
Guzzi mette i punti sulle i 💪 🤕Entra nel canale telegram http://t.me/lafionda
Pubblicato 23 apr
Russia sanzionata, Israele no: i doppi standard dell’UE Salvatore Minolfi «He may be a son-of-a-bitch, but he is our son-of-a-bitch…» Nel giro di ventiquattro ore, l’Unione Europea ha approvato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia e nel contempo ha respinto la richiesta di sospendere l’Accordo di Associazione UE-Israele, richiesta formalmente avanzata da Spagna, Irlanda e Slovenia, in ragione dei crimini di guerra… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2026/04/23/russia-sanzionata-israele-no-i-doppi-standard-dellue/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 23 apr
Proprietà pubblica e funzione sociale Francesco Valerio Della Croce Per gentile concessione dell’editore vi proponiamo un estratto di “Pubblico è sociale”, di Francesco Valerio Della Croce, in uscita domani per le edizioni Castelvecchi (Roma, 2026, pp. 53-59). Come è noto, il tema dell’esistenza o meno di un vincolo sociale nell’ordinamento per la proprietà pubblica, al pari di quella privata ha animato… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2026/04/23/proprieta-pubblica-e-funzione-sociale/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 22 apr
Il nuovo “caso Mattei” e la crisi della sovranità simbolica italiana Tiberio Graziani L’articolo interpreta la diffida della famiglia Mattei come segnale di un disallineamento tra memoria storica e prassi geopolitica. Il richiamo a Enrico Mattei mette in luce il deficit di autonomia strategica dell’Italia e l’incapacità di tradurre in azione politica una tradizione fondata su indipendenza energetica e visione multipolare. C’è un dato che, più di… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2026/04/22/il-nuovo-caso-mattei-e-la-crisi-della-sovranita-simbolica-italiana/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 22 apr
📢 Patrioti senza bussola Un sussulto di autonomia dalla coalizione Epstein, poi subito un nuovo riallineamento: armi all’Ucraina, fedeltà al Partito della Guerra di Bruxelles con l’avallo di Re Giorgio. E sull’accordo Ue-Israele, l’Italia si accoda alla Germania e ferma qualsiasi stop. Tradotto: quando non è subalternità o convenienza di corto respiro, è disorientamento e nessuna reale capacità di iniziativa politica autonoma. @lafionda
Pubblicato 22 apr
L’Ue non sospende il patto con Israele, Italia determinante con la Germania Nessuna sospensione dell’accordo Ue-Israele, neanche parziale. E neanche una data in cui si prevede di poterne discutere. Ad annunciarlo ieri, durante il Consiglio Affari esteri del Lussemburgo, è stata l’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas. “Alcuni Stati membri hanno proposto una sospensione totale o parziale dell’accordo di associazione dell’Ue e restrizioni al commercio proveniente dagli insediamenti: a causa della mancanza di un sostegno unanime, tali proposte non sono state approvate. Per le misure già all’esame che richiedono la maggioranza qualificata serve un cambiamento di posizione da parte degli Stati membri, che non abbiamo visto”. Fondamentale la posizione sia dell’Italia che della Germania che si sono opposte sia alla sospensione dell’intero accordo sia a quella della parte commerciale. Lo strappo con Israele è “inappropriato”: questa la formula scelta dal ministro tedesco Johann Wadephul, che ha raffreddato le ambizioni del fronte che avrebbe voluto uno stop immediato – anche soltanto parziale – dell’accordo. Dopo settimane di pressione su Bruxelles, l’asse guidato da Spagna, Irlanda e Slovenia e sostenuto da diversi partner – Belgio e Olanda in testa – si è scontrato, dunque, con la tradizionale cautela tedesca condivisa anche dall’Italia. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha motivato così la posizione del nostro paese: “È stata definitivamente accantonata la proposta di sospendere l’accordo commerciale con Israele, si parlerà l’11 maggio alla prossima riunione dei ministri di altre iniziative che si possono fare e valuteremo”. Si riferisce alle sanzioni individuali contro i coloni violenti in Cisgiordania. Anche per quelle serve l’unanimità, che finora non c’è stata visto il veto dell’Ungheria. “In Italia abbiamo sospeso la conferma automatica del memorandum sulla difesa con Israele, le pressioni le stiamo facendo, ma devono essere pressioni sul governo, non sulla popolazione civile. La nostra posizione è identica alla Germania”, ha detto ancora. La scelta del governo della scorsa settimana di sospendere il memorandum, alla luce di quanto accaduto ieri, sembra davvero un bluff. “Meloni complice di Netanyahu”. Con questo slogan scritto sui cartelloni ieri alcuni attivisti del M5S hanno protestato all’Europarlamento, a margine di un evento sulla pace promosso dagli europarlamentari M5S Danilo della Valle e Carolina Morace e dall’ex ambasciatrice italiana in Belgio, Elena Basile. Ieri non si è comunque neanche arrivati alla conta tra i Ventisette. Ancora una volta sarebbero venute alla luce le crepe interne all’Ue. Già lo scorso anno Bruxelles aveva messo sul tavolo un ventaglio di misure contro Israele, dal taglio degli scambi a sanzioni mirate. Ma nessuna ha finora raccolto i numeri necessari. Wanda Marra, Il Fatto Quotidiano, 22/4/2026 @lafionda
Pubblicato 22 apr
Pensiero critico, critica del pensiero Antonio Cantaro Letture e riletture Il mio apprezzamento per l’ultimo libro di Gaetano Azzariti (“Dove è finito il pensiero critico? Dalla rivoluzione promessa all’utopia concreta”, Manifestolibri, 2025) è fuori discussione. Mi attrae la nitidezza dell’interrogativo contenuto nel titolo: dove è finito il pensiero critico? Trovo stimolante la sua perentoria e incalzante risposta: è finito,… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2026/04/22/pensiero-critico-critica-del-pensiero/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 22 apr
Biagio De Giovanni: in memoria del filosofo giurista Dante Valitutti Poche personalità hanno segnato la cultura e il dibattito accademico e pubblico a Napoli e nel Sud Italia come Biagio De Giovanni: dai suoi studi giovanili più gius-teorici sulla nullità nella logica del diritto – in cui emerge in modo cristallino la matrice del suo maestro Cammarata e del magistero capograssiano – a quelli… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2026/04/22/biagio-de-giovanni-in-memoria-del-filosofo-giurista/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 22 apr
Il bombarolo Di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano Pochi se ne sono accorti, perché ormai la sua autorevolezza è una tacca sotto quella del nano Bagonghi del circo Barnum. Ma Carlo Calenda, radicalizzato nella cellula dormiente ucraina dei Parioli, è passato alla lotta armata, dunque alla clandestinità. Ne ha dato lui stesso notizia sui social, esaltando il più grave atto terroristico dal 1945 contro un’infrastruttura strategica europea: quello che nel 2022 distrusse i gasdotti russo-europei Nord Stream nel mar Baltico, preannunciato da Biden e messo a segno non da Putin (come sostennero gli Usa, l’Ue e i loro servi furbi), ma da un commando ucraino. Testuale: “Ho cercato di distruggere politicamente il raddoppio del NordStream per tutta la mia vita politica. Avrebbe determinato un’indebito (con l’apostrofo, ndr) vantaggio per le industrie tedesche e aumentato la dipendenza dalla Russia. Quindi hanno fatto bene”. Sottinteso: a farlo esplodere. Abbiamo cercato tracce della sua strenua lotta contro la dipendenza dell’Italia dal gas russo, ma invano: da viceministro e ministro dello Sviluppo economico, il partigiano Kalendsky fece balzare gli acquisti di gas russo al 45% del fabbisogno italiano sotto Letta e al 47,8% sotto Renzi e Gentiloni, oltre ad autorizzare la vendita a Mosca di 94 blindati Lince Iveco (poi usati da Putin per invadere l’Ucraina). Nel 2016-’17, dopo l’annessione russa della Crimea e le sanzioni Ue, andò in pellegrinaggio a San Pietroburgo al Forum economico di Putin per siglare accordi miliardari fra aziende italiane e russe, soprattutto Gazprom, e assicurare eterna amicizia al Cremlino. “Stiamo recuperando sull’interscambio, ma bisogna fare di più”. “Quello fra Italia e Russia è un rapporto profondo da molti anni, ora dobbiamo migliorarlo”. “Procedere col ‘made with Italy’ attraendo investimenti di società russe”, “Abbiamo dato piena disponibilità al vicepremier russo a sviluppare nuovi corridoi per il gas”. “La Russia è un partner insostituibile. Noi abbiamo questa posizione in Europa e la ribadiamo ai nostri amici russi”. “La Russia è un partner strategico per l’energia, approfondiamo con le autorità russe i temi delle infrastrutture energetiche e la possibilità di associare imprese italiane e colossi russi”, tipo l’accordo Gazprom-Edison-Depa (greca) per importare gas russo col Turk Stream-Poseidon “fondamentale per un’energia a prezzi competitivi”. Nessuno sospettava che, sotto la grisaglia ministeriale, il bombarolo della Ztl calzasse la muta da uomo-rana e la cintura coi candelotti di tritolo, pronto a far saltare alla prima occasione i gasdotti appena siglati. Se qualcuno lo vedesse aggirarsi per i Parioli vestito da palombaro, è pregato di avvertire la neurodeliri più vicina, prima che si faccia del male da solo. 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist