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Savino Balzano
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Pubblicato 18 nov
𝐈 𝐋𝐔𝐃𝐎𝐏𝐀𝐓𝐈𝐂𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀 @SavinoBalzano Che nel paese ci sia una voglia di tornare a certi valori, a certe attenzioni, a certe passioni è assolutamente comprensibile: c'è un vuoto profondo e un forte smarrimento in gran parte del paese. Manca chi si faccia carico del disagio degli ultimi, dei più deboli, e questo crea fame: una fame di rappresentanza che spesso però induce in errore. Anche chi si reputa più accorto. In totale franchezza vi dico che, per quanto reputi comprensibile quella fame, dall'altro lato non capisco proprio come ci si possa bere la narrazione di "alternative" guidate da figure come la Schlein o Santori. Non lo giustifico perché penso che il gioco sia talmente noto che davvero solo chi non vuol capire non capisce. Certe speranze mi ricordano quelle dei tossicodipendenti che si concedono un'altra dose giurandosi che sia l'ultima o quelle dei ludopatici che mettono tutto nello sforzo di tirare ancora la leva della slot, raccontandosi di poter recuperare ancora quanto perso. Tocca andare in terapia a una certa… Tutta la polemica su Meloni che non dava del lei a Soumahoro, ad esempio, aveva del ridicolo: solo i più sinistri dei sinistri potevano cascarci. Ci dicevano che il tu gli venisse riservato dal momento che la premier assumeva una statura da schiavista: una roba che nemmeno Crozza avrebbe potuto partorire. Che poi è la stessa sensazione che mi provoca Saviano quando in tv va a frignare per difendersi dal processo, piuttosto che nel processo: dice lo vogliano imbavagliare, isolare, e lo sostiene in prima serate nelle trasmissioni più seguite. Una roba, per quanto sostenuta con quel tono sommesso e sofferto, che non dovrebbe commuovere nessuno: e invece eccoli li tutti a difendere lo scrittore assalito dai fascisti. Tornando a Soumahoro, eletto nel proporzionale grazie ai voti di quel partito (il PD) che ha fatto del precaricato il suo primo obiettivo politico, è innegabile come d'effetto fosse la scena di vederlo entrare a Montecitorio con gli stivali sporchi di fango per poi citare Giuseppe Di Vittorio in aula (e sapete quanto a Peppino io tenga...). E però, al netto delle inchieste davvero inquietanti che emergono in queste ore, l'amico si lascia dietro delle opacità notevoli: e a inseguirlo per avere una risposta non sono i fascisti schiavisti, ma i braccianti di colore che si sentono fregati dal parlamentare. Guardatevi il servizio di fanpage: https://www.fanpage.it/politica/dove-sono-finiti-i-soldi-delle-raccolte-fondi-della-lega-braccianti-cosa-ce-di-vero-nelle-accuse-a-soumahoro/ Servizio, lo dico per inciso, che Formigli ha deciso di non citare nel suo programma, a differenza di quelli su Meloni e il suo partito, non a caso il giorno prima delle elezioni. E veniamo al punto ancora una volta: il momento è giunto per fare un salto di qualità, per dimostrare un minimo di maturità, di non essere proprio gli ultimi della classe tra gli scolari della storia. Io non ho idea di come finiranno le inchieste su Soumahoro (lui dice di non sapere nulla di quello che combinava la mamma…), ma non è questo il punto: è necessario comprendere come certi processi politici non possano riprendere il loro cammino banalmente, col "significante vuoto" calato dall'alto al momento giusto, col cartonato assunto come capopopolo ed eletto a tale ruolo dal sistema stesso che cerca disperatamente di sopravvivere. Ad un certo punto diventa una questione di dignità, di mero amor proprio.
Pubblicato 17 nov
𝐂𝐇𝐈 𝐃𝐈 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐂𝐎𝐑𝐑𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐅𝐄𝐑𝐈𝐒𝐂𝐄... @SavinoBalzano Desidero anch'io appellarmi a Giorgia Meloni: la prego, la supplico, la imploro di non ritirare la querela sporta contro Roberto Saviano. Dopotutto un processo altro non è, in un paese civile, che l'accertamento della verità, l'iter di individuazione delle responsabilità: se Saviano ha violato la legge, a maggior ragione lui che della legalità ha fatto una bandiera, è equo che paghi. Mi sorprende (per modo di dire…) questo coro elevatosi a protezione di Saviano, questo scudo ad personam verrebbe da dire: gente politicamente corretta fino allo stucchevole, vedi la Murgia, che si scandalizza dinanzi all'ipotesi di Roberto alla sbarra. Perché mai? Ha dato della bastarda alla Meloni: un atto violento indirizzato peraltro a una donna. Dov'è l'indignazione della sinistra post moderna? Immagino la mente della Gruber in tilt sul punto... Saviano ha insultato una persona, una donna, e lo ha fatto quando quest'ultima non era Presidente del Consiglio: si difenda, gli si riconoscano tutte le garanzie previste dalla legge, e se ha sbagliato paghi. Come accadrebbe per chiunque di noi. Non era uguale per tutti la legge?
Pubblicato 16 nov
𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐁𝐋𝐄𝐌𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐃 𝐞̀ 𝐈𝐋 𝐏𝐃 @SavinoBalzano L'ottusa euforia bellicista di Letta non sorprende, ma resta orridamente imbarazzante. Tuttavia penso lo sia ancora di più il silenzio del "nuovo che avanza" (fortemente voluto dal vecchio!): cos'ha da dire Elly Schlein del desiderio ansioso di guerra mondiale manifestato in ogni circostanza dal suo leader? Dal leader che ne benedice l'ascesa... Il PD è incurabile perché il PD è la malattia. Il problema del PD è il PD.
Pubblicato 15 nov
Colgo una lieve contraddizione. Parte della sua ricchezza non potrebbe investirla sul lavoro, per evitare i 10 mila licenziamenti? @SavinoBalzano
Pubblicato 15 nov
𝐔𝐍 𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐈𝐌𝐏𝐄𝐑𝐃𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄: 𝐈𝐋 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐎 𝐀𝐋 𝐂𝐄𝐍𝐓𝐑𝐎 @SavinoBalzano Ve lo dico con un certo preavviso così chi vuole si può organizzare. Abbiamo pensato a un evento davvero imperdibile: ci tengo tantissimo. A Roma, il 28 novembre, nella cornice di S. Salvatore in Lauro, parleremo di lavoro e democrazia, di libertà sindacale, di partecipazione. Avremo contributi preziosissimi, interventi prestigiosi e ricchi: Carlo Guglielmi, Monica Di Sisto, Valentina Furlanetto, Andrea Fumagalli, Tommaso Vigliotti. Esiste un solo modello costituzionale di lavoro e non è quello che viviamo ogni giorno.
Pubblicato 14 nov
Credo sia semplicemente sconcertante un dibattito politico che ruota attorno alla figura di un concorrente di Ballando con le stelle. Qualcosa di ridicolo. Francamente penso che i suoi convincimenti politici siano del tutto irrilevanti, come irrilevante era il peso politico che esprimeva in piazza. È utile a comprendere come anche il fronte del dissenso dovrebbe ponderare meglio e scegliere meglio i "testimonial" delle proprie lotte. Comici, cantanti da due soldi... cerchiamo di essere seri: noi per primi. @SavinoBalzano
Pubblicato 10 nov
𝐏𝐃: «𝐒𝐈𝐆𝐍𝐈𝐅𝐈𝐂𝐀𝐍𝐓𝐈 𝐕𝐔𝐎𝐓𝐈» @SavinoBalzano Il semplice fatto che nel Partito Democratico esista un dibattito relativo all'opportunità di sostenere o meno la Moratti in Lombardia la dice tutta. È sufficiente a confermare il miglior auspicio che chiunque di noi dovrebbe coltivare: veder sparire per sempre il PD (e tutti quelli che lo rappresentano) dalla vita politica del nostro povero paese. Un partito è tale se rappresenta una parte, ovviamente: una parte caratterizzata e riempita da valori, idee, visione. Sostenere tizio o caio in una competizione elettorale non può evidentemente essere una questione di mera opportunità, di mera tattica elettorale. La scelta deve essere misurata in base alla sua aderenza a quei valori, a quelle idee, a quella visione che attraversano la spina dorsale del partito. Se anche solo per un istante la dentro qualcuno ha preso in considerazione l'opportunità di sostenere la Moratti questo dimostra come in realtà il PD altro non sia che una scatola vuota: un cartello elettorale privo di ogni contenuto, di ogni idealità. Il PD altro non è che una lobby (nel senso tecnico dell'espressione) utile a rappresentare gli interessi dei più forti, delle multinazionali, dei grandi gruppi industriali, sostenuto peraltro da gran parte dell'informazione. Lo scopo del PD è andare al potere (vincendo o perdendo è irrilevante) per rappresentare quegli specifici interessi. Tutto qui. E dunque poco importa se bisogna sostenere Pisapia o la Moratti: per loro non fa alcuna differenza, è identico. L'importante è conquistare il potere. Ora si sono resi conto che persino tra gli elettori piddini qualcuno sveglio lo si trova (a fatica, ma lo si trova) e dunque serve un nuovo volto, un nuovo «significante vuoto» per provare a ricicciare l'improponibile. Il partito che ha più di tutti impoverito e precarizzato il lavoro oggi si presenta contro il suo stesso Jobs Act: è possibile, basta scegliere un volto (apparentemente!) "diverso" da Letta con l'elmetto. E attivano, risvegliano, Elly Schlein e Mattia Santori. La tristezza è nell'osservare chi se la beve sta fregnaccia: chi si affida a due che sguazzano in quel partito, a due che se davvero fossero incompatibili con quelle logiche non potrebbero mai conviverci, sopportarle. Se fossero altro rispetto al PD, starebbero fuori dal PD! Questa nuova trovata di marketing, perché di questo si tratta ai danni dei più deboli, è ancora tutta da scrivere: nel mio piccolo, remerò perché vi vada male.
Pubblicato 9 nov
@SavinoBalzano
Pubblicato 8 nov
𝐔𝐍𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐆𝐄 𝐔𝐌𝐈𝐋𝐈𝐀𝐓𝐀 𝐃𝐀𝐋 𝐒𝐈𝐋𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎 @SavinoBalzano Piccolo esercizio utile a comprendere come sono abili a prenderci per i fondelli. Istruzioni: 1 - Apri home page di Google 2 - Cerca "morti lavoro" 3 - Clicca su "notizie" 4 - Osserva i risultati 5 - Confrontali col dibattito politico in corso Ho condiviso la scelta del Governo di abolire quello stupidissimo bollettino giornaliero di voi sapete cosa: perché non introdurre il bollettino quotidiano dei morti sul lavoro? Lo si potrebbe arricchire con i dati sugli infortuni invalidanti, con quelli sugli infortuni meno gravi. Vi restituirebbe numeri semplicemente spaventosi.
Pubblicato 7 nov
𝐃𝐈 𝐐𝐔𝐄𝐈 𝟑𝟓 𝐌𝐈𝐆𝐑𝐀𝐍𝐓𝐈 𝐍𝐎𝐍 𝐅𝐑𝐄𝐆𝐀 𝐍𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐀 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐎 @SavinoBalzano Volete sapere che penso? Di quei migranti fermi sulla nave non frega nulla a nessuno. È una squallida messa in scena, un teatrino nel quale maggioranza e opposizione sono complici, attori di una farsa sorretta da una narrazione asservita come sempre. La Meloni strizza l'occhio al suo mondo, ma la verità è che lo prende per i fondelli: se davvero volesse mantenere la parola, tenere il pugno duro come diceva, dovrebbe porre in essere il blocco navale che aveva promesso, che ha promesso per anni, che ha richiesto ai governi succedutisi nel tempo, che ha preteso fuori e dentro il Parlamento. L'opposizione? La sinistra "perbene" è anche peggio: se davvero ritenessero, i suoi esponenti, che la dignità della persona debba essere il centro, non volterebbero la testa dall'altra parte un istante dopo lo sbarco. Si, insomma, se davvero tieni al destino di quelle persone devi preoccuparti anche di ciò che viene dopo, della loro integrazione, di come costruire anche per loro un'esistenza libera. Per farlo servono quattrini e i quattrini non ci sono. Perché? Perché alla sinistra (la chiamiamo così per pura convenzione) di questo paese interessano molto di più i conti in ordine che l'integrazione e questa immigrazione di massa diventa schiavitù, lavoro gratuito, tutte cose utili alle multinazionali che favorisce da tempo. Di quei 35 migranti, di quei naufraghi e delle loro storie non frega nulla a nessuno: eppure sono preziosi, preziosissimi. Servono ad alimentare una farsa, un finto scontro che nasconde sempre la stessa roba, la stessa agenda, la stessa indifferenza nei confronti dei problemi veri del paese, di un paese al collasso, sull'orlo della guerra mondiale. P.S. per essere chiari, per evitare fraintendimenti, lo dico chiaro: per me avrebbero dovuto farli sbarcare. La persona al centro e prima di tutto: del resto c'è sempre tempo per discutere.
Pubblicato 3 nov
𝟔𝟓 𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐅𝐀 𝐂𝐈 𝐋𝐀𝐒𝐂𝐈𝐀𝐕𝐀 𝐏𝐄𝐏𝐏𝐈𝐍𝐎 @SavinoBalzano Il 3 novembre di 65 anni fa ci lasciava il più grande cerignolano e il più grande sindacalista di tutti i tempi. Moriva troppo presto Giuseppe Di Vittorio, Peppino, un uomo che ha dedicato tutta la sua esistenza al servizio della causa del lavoro. Chissà cosa direbbe se potesse vedere il mondo del lavoro di oggi? Un mondo del lavoro fatto di vecchie e nuove schiavitù, iniquo, ingiusto. Soprattutto mi domando cosa penserebbe di chi avrebbe dovuto e potuto evitarlo: della politica, del sindacato. Mi domando cosa penserebbe del patrimonio di diritti dissipato, un patrimonio costato sangue. E col suo sguardo severo osserverebbe le donne e gli uomini minori che oggi si fregiano del ruolo di rappresentanti del mondo del lavoro. E domanderebbe loro: "che cosa avete fatto? Che cosa fate?". Nessuna risposta si potrebbe avanzare: nessuna che possa giustificare il più vile dei tradimenti. E dunque solo imbarazzo, solo vergogna. Oggi le nuove variabili indipendenti della contrattazione si chiamano produttività, competitività, sostenibilità. Tutte conducono alla solita ricetta: precarizzazione, impoverimento dei più deboli. Non è mai bello provare a mettere parole proprie nella bocca di un uomo scomparso, soprattutto se unanimemente considerato un grande uomo. Però credo di non essere incauto nell'affermare che Peppino non lo avrebbe mai accettato: per lui le variabili indipendenti erano quelle della dignità, della libertà, dell'equità. Valori che incise insieme ad altri nella nostra amatissima Costituzione. Disperare mai, sarebbe fatale, e lui non lo fece mai: nemmeno nella polvere dei campi arsi dove vide morire di stenti suo padre. Non lo faremo noi, consapevoli di quanto la sfida sia ardua.
Pubblicato 2 nov
𝐃𝐄𝐂𝐑𝐄𝐓𝐎 "𝐀𝐍𝐓𝐈 𝐑𝐀𝐕𝐄": 𝐄̀ 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐎 𝐂𝐇𝐈𝐀𝐑𝐈𝐒𝐒𝐈𝐌𝐎 @SavinoBalzano Il governo non ha ritenuto prioritario aiutare i cittadini in grave difficoltà economica, introdurre misure di contrasto alla povertà e di sostegno al pagamento delle bollette. Eppure si parla da mesi di emergenza economica ed energetica e dunque c'era da aspettarselo un intervento di questo tipo. Anche considerando la natura dell'atto scelto per dare il via all'attività "legislativa", un decreto legge. Un atto che, conviene evidenziarlo, a dispetto di quanto lamentato dalla Meloni in campagna elettorale e durante gli anni della finta opposizione, di certo non conferisce centralità al Parlamento. Ad ogni modo, il decreto legge è uno strumento pensato per gestire le emergenze (sulla carta perché tutti i governi ne hanno abusato enormemente) e dunque vale la pena indagare su quali siano le necessità impellenti che hanno reso opportuno un atto straordinario di necessità e urgenza. Bene ha fatto il governo a consentire il rientro del personale medico non vaccinato. Male, ovviamente, l'opposizione a contestare sul punto. Ma quello che colpisce di questo decreto legge (n. 162 del 2022) è l'art. 5: «Norme in materia di occupazioni abusive e organizzazione di raduni illegali». Colpisce perché è stato presentato come una misura "anti rave". Ora, francamente fatico a comprendere come la priorità assoluta del governo sia quella di impedire ad alcuni debosciati di radunarsi e come questa priorità sia tanto impellente da richiedere un decreto legge, il primo decreto legge dell'azione di questo governo. Insomma, qualcosa non torna per davvero. Viene da pensare che la misura sia orientata a perseguire uno scopo diverso. Dalla lettura del testo, infatti (che vi consiglio di fare sempre non fidandovi delle ricostruzioni altrui: compresa questa), emerge abbastanza chiaramente che la stessa possa applicarsi certamente ai rave, ma non solo. Si legge: «L'invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l'ordine pubblico o l'incolumità pubblica o la salute pubblica consiste nell'invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta, allo scopo di organizzare un raduno, quando dallo stesso può derivare un pericolo per l'ordine pubblico o l'incolumità pubblica o la salute pubblica». Non ci vuole uno scienziato del diritto per comprendere che la disposizione potrebbe essere applicata a manifestazioni di protesta, anche politiche. Qualcuno ha fatto giustamente notare che, se ai rave si intendeva riferire, bastava essere più chiari circoscrivendo la fattispecie. È davvero molto preoccupante perché la misura a mio avviso può (e deve!) essere interpretata come una premessa, e in questo senso si comprende benissimo la sua straordinaria necessità e urgenza, a quanto si intende fare ora e nei prossimi mesi: prima di tutto in relazione al reddito di cittadinanza. Non solo: la crisi internazionale non pare proprio risolversi e anzi le tensioni si acuiscono. Questo avrà pesanti conseguenze sulle già precarie condizioni di vita degli italiani. Lo spettro dell'austerità imposta da Bruxelles si fa sempre più definito e si minacciano già azioni concrete contro il nostro paese. Servirebbe un'opposizione seria, accorta ma soprattutto coerente: che credibilità esprime chi per primo ha manganellato gli studenti nelle piazze, i ristoratori difronte a Montecitorio, i portuali di Trieste? Nessuna. Osservato così, il quadro assume una coerenza d'insieme decisamente più nitida e c'è davvero poco di rassicurante.