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Savino Balzano
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Pubblicato 11 feb
https://x.com/i/status/2021507523484737996 LA COERENZA DELLA CADREGA Ragazzi, però cerchiamo di essere un minimo seri. Non dico tanto: un minimo. Che il problema numero uno di #Vannacci sia la classe dirigente l’ho scritto dal primo momento. E si vede sempre di più. Sul decreto armi a #Kiev parlano di coerenza. Sia chiaro: io non manderei più nemmeno una cerbottana a #Zelensky e non lo avrei fatto fin dall’inizio. #Calenda dice che gli ucraini combattono per noi: mi domando come si concili l’idea di un’#Ucraina che combatte per l’Europa con il sabotaggio del #NordStream. Ma è Calenda: la mia stella (s)polare. Aspetto che parli per capire dov’è il torto. Ma siamo sicuri che questi possano parlare di coerenza? È il tredicesimo decreto di aiuti a Kiev: che hanno fatto con gli altri dodici? Li hanno votati o no? Si può anche cambiare idea, per carità, ma in italiano “coerenza” significa un’altra cosa. Tra loro ce n’è uno che è il migliore: si è fatto eleggere in Fratelli d’Italia con un programma (firmato da Giorgia #Meloni in persona) che sosteneva, senza se e senza ma, il supporto anche militare all’Ucraina. Meloni parlava di vittoria, i giorni pari e pure quelli dispari. Costui non ha lasciato il partito quando è nata la formazione politica di Vannacci: lo ha fatto, molto prima, costretto, dopo una pistolettata partita durante un veglione di Capodanno. Coerenza? Un ciufolo. Ora, va bene tutto. Se smettiamo di mandare soldi e armi a quella gente che sfrutta il conflitto per soggiogare il popolo ucraino, io sono contento. Ma cerchiamo di essere seri: si avvicina il 2027 e capisco che il seggio sia importante. Solo, non prendeteci per il culo. Tutto qui. Grazie.
Pubblicato 10 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2021139061688131734?s=20 Ieri una densa discussione con Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano, sulla riforma della #magistratura e sul #referendum. Mi interessava comprendere meglio uno degli argomenti più forti di chi sostiene la campagna per il #NO: in che modo questa riforma trasformerebbe il pubblico ministero nell’avvocato dell’accusa, una sorta di super-poliziotto? Esiste un rischio concreto di modificarne la mentalità, spingendolo ad abbandonare la ricerca della verità pur di dimostrare di avere ragione? In effetti, credo che i sostenitori del #SÌ facciano molto male a tirare in ballo il caso #Garlasco. Poi ho chiesto una proposta. Sì, perché il tema del correntismo esiste ed è vero che il #CSM ne è condizionato, al punto che le sue decisioni hanno in passato danneggiato — per ragioni tutt’altro che nobili — magistrati che onoravano la Repubblica. Dunque, se vincesse il #NO, cosa si fa su questo punto? Non possiamo, credo, lasciare tutto così com’è. Non è mancato un minuscolo riferimento a #Mattarella. Non resisto. Nel podcast, ovviamente, l’intervista integrale, molto più lunga e ricca. Ricordiamo l’ultimo libro di Marco #Travaglio, Perché NO, edito da Paper First. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.
Pubblicato 7 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2020099506830811522?s=20 Quello giudiziario è un potere fondamentale nello Stato di diritto. È essenziale che la #magistratura lo eserciti in piena libertà e indipendenza. Oggi è così? Non scherziamo. Qualora la riforma non passasse, resterebbe comunque irrisolto un problema enorme, di primaria rilevanza costituzionale: la magistratura è ostaggio del correntismo. Oggi non è libera né indipendente e questo rischia di alterare i pesi e i contrappesi dello Stato, fino a renderla un apparato letteralmente eversivo. Non è un bene per un Paese che ambisce a rimanere democratico. Francamente penso che il sorteggio dei membri del #CSM sia l’aspetto più importante della riforma: lo dico da sempre, da molto prima dell’inizio del dibattito sul #referendum. Tant’è vero che anche molti di coloro che, legittimamente, si schierano per il NO sono da tempo favorevoli a questo meccanismo. Dovrebbero infatti avanzare, a mio avviso, proposte proprio su questo punto: che facciamo se i cittadini vi danno ragione? Come risolviamo il problema del correntismo nella magistratura? Lasciamo tutto così? Lasciamo che il CSM continui a penalizzare grandi magistrati solo per la loro indipendenza e la loro distanza da certi meccanismi pregni di consociativismo? Ne abbiamo parlato con Alberto Bagnai, al quale non ho potuto non chiedere anche delle recenti vicende in casa #Lega, a partire dal divorzio con #Vannacci. Soumahoro ha smentito la sua adesione al progetto del generale, ma il semplice fatto che sia stata ipotizzata indica che il problema numero 1 resta quello dei compagni di viaggio. Mettere in piedi un partito nazionale da soli è un’impresa al limite del velleitario. Staremo a vedere. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.
Pubblicato 5 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2019353614628622670?s=20 Chiariamolo: quelli che vi parlano degli Stati Uniti d’Europa sono paragonabili a quei tizi che si piazzano ai bordi delle strade, con un cartone a mo’ di tavolinetto, e vi propongono il gioco delle tre carte per sbarcare il lunario. Stesso grado di disperazione. Non ci saranno mai: nessun Paese, se davvero animato dalla volontà di rappresentare al meglio gli interessi del proprio popolo, rinuncerebbe totalmente alla propria sovranità. Peraltro, l’articolo 11 della nostra Costituzione parla di limitazioni di sovranità, non di cessioni (totali) di sovranità. E fu scritto pensando alle Nazioni Unite, non alla cloaca di cui è guardiana e custode Ursula #VonDerLeyen. Gli Stati Uniti d’Europa sono una foglia di fico: un disperato tentativo di tenere in piedi un sistema che ormai è palesemente nocivo e contrario al nostro interesse. Un banalissimo artificio retorico. Le parole di #Draghi, quando parla di un’#Europa che «rischia di diventare, al tempo stesso, subordinata, divisa e deindustrializzata», sarebbero accettabili solo in tre circostanze. La prima: ammette che per una vita ha detto fesserie, dal momento che l’attuale contesto è il risultato (inevitabile) delle politiche che ha sempre sostenuto. La seconda: ci presenta un certificato medico attestante una sindrome di doppia personalità. La terza: si aggira una persona molto somigliante a #MarioDraghi — un sosia — che dice esattamente l’opposto di quanto ha sempre sostenuto quello vero. Smettetela di prendere in giro le persone perbene. La nostra “informazione”? Ovviamente continua a celebrarlo come fosse il Messia, ma ormai abbiamo perso le speranze. Fortuna che ci siamo noi, che preferiamo parlarne con gente seria come Stefano Fassina. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.
Pubblicato 4 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2019042471385215360?s=20 Oggi mi ha colpito un aspetto della vicenda #Vannacci: i commentatori di “destra” dicono esattamente le stesse cose di quelli di “sinistra”. Libero come La Repubblica: è panico. Non so quanta strada farà, perché ha un problema enorme, gigantesco: non ha una classe dirigente e rischia quindi di tirarsi dentro gentaglia impresentabile. Ma una cosa è sicura: se può provarci, se può tentare l’esperimento, è anche colpa della maggioranza di governo. Trovo un po’ tristi quelli che frignano e urlano al tradimento: siamo sicuri che sia stato lui a tradire? Per certi aspetti forse sì, ma politicamente Giorgia #Meloni ha molto da rimproverarsi: aveva promesso di mettere in riga l’Ue e la finanza internazionale. Oggi sembra una scolaretta, in prima fila, nella classe di Ursula #VonDerLeyen. Lo stesso vale per la Lega di hashtag#Salvini, che continua a votare i pacchetti di sostegno all’#Ucraina. Una cosa è maledettamente sicura: se avessero mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale, Vannacci non si sarebbe mosso di un millimetro, perché lo spazio per tentare l’impresa semplicemente non sarebbe esistito. Oggi, ospite di #Calibro9, con Francesco Borgonovo su Radio Cusano Campus.
Pubblicato 2 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2018408937943396443?s=20 La proposta di iniziativa popolare sulla #remigrazione ha raggiunto e strasuperato, in poche ore, il numero di firme necessarie. Quanto accaduto alla Camera dei deputati ricorda molto ciò che è successo alla fiera Più libri più liberi: alcuni annunciano il boicottaggio di una casa editrice e quella fa il sold out. Alcuni dicono di non far parlare alla Camera i promotori della legge sulla remigrazione e tutti giù a firmare perché sia davvero presentata. Tempo fa la definii la legge ferrea dei sinistri: suggeriscono di fare qualcosa e tutti fanno l’opposto. Ci deve essere una ragione. Un tempo la sinistra condizionava i comportamenti: se parlava Berlinguer, parlava Berlinguer e lo si stava a sentire. Oggi abbiamo opinionisti che in tv discettano della somiglianza tra un cappotto militare in dotazione all’ICE e quello delle SS. Un dibattito più sartoriale che politico. Peraltro ignorando completamente il fatto che quel cappotto, come quel reparto, esistono negli Stati Uniti da decenni. Bella ciao e l’#antifascismo sono cose serie, alla base della nostra Repubblica, e appartengono a tutti: a farne scempio è stata proprio la sinistra, trasformando ciò che avrebbe dovuto essere la nostra religione civile in un significante vuoto, in una filastrocca da canticchiare sul carro del pride. La gente non si appassiona più, eccezion fatta per qualche vecchietto nostalgico ed esagitato. A mio avviso fa benissimo chi critica aspramente il governo per non aver fatto abbastanza e per non aver mantenuto molte delle promesse elettorali, soprattutto sul nostro rapporto con l’ordine sovranazionale: il cappio europeo, l’antidemocratico vincolo esterno, il “pilota automatico” ancora incensato e così via. Ma se su questo piano la destra è ancora vulnerabile, la sinistra non dovrebbe nemmeno mettere il naso fuori dall’uscio, per la vergogna. Per dirne una: se non ci fossero questi qui, avremmo già ratificato il Mes e il Mercosur. Scommetto qualsiasi cifra. È la Costituzione antifascista, mi pare, a stabilire che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli alla partecipazione dei lavoratori. La stessa Carta riconosce il diritto universale al lavoro, alla salute, ai servizi pubblici essenziali. Ammette mere limitazioni di sovranità (non cessioni, come qualche asino continua a ripetere in televisione) e l’articolo 11 era pensato per le Nazioni Unite, non per i tecnocrati europei. Cosa ha fatto la sinistra per decenni, nei suoi governi (Prodi, Letta, Renzi, Gentiloni) e in quelli tecnici che ha tanto convintamente sostenuto (Monti, Draghi)? Esattamente l’opposto: ha tagliato drasticamente, flessibilizzato, liberalizzato e privatizzato. Tutto per compiacere i padroni di Bruxelles, i finanzieri, chi aveva da fare soldi a scapito della gente e dei lavoratori. Hanno fatto peggio della destra, persino ciò che la destra non aveva il coraggio di fare. La Costituzione antifascista era un programma, non una mera cristallizzazione da incorniciare. Non era solo una bella carta da parati con cui arredare le stanze del Quirinale (che pure ci ha messo molto del suo per disattenderla): avrebbe dovuto rappresentare il programma di qualsiasi governo, chiamato a impiegare le forze migliori per la sua attuazione e realizzazione. Questo la gente lo percepisce, lo intuisce e, quando un manipolo male assortito di parlamentari interrompe una conferenza stampa sulla remigrazione, stonando in tutti i sensi #BellaCiao, la gente si irrita e fa l’opposto: sostiene con forza un’iniziativa legislativa che, peraltro, prevede pene severissime per le imprese che assumono e schiavizzano stranieri irregolari, asili nido gratuiti, incentivi forti alle famiglie numerose. Non male, per dei "fascisti". Un tempo, di certe questioni si occupava la sinistra. Oggi, ciò che ne rimane — la #sinistrucola — è troppo impegnata a costringere gli operai a cambiare auto per poter accedere alla ZTL. Fatevi una domanda e, se avete il coraggio, datevi una risposta.
Pubblicato 30 gen
https://x.com/SavinoBalzano/status/2017232322651619659?s=20 Una nuova professione pare andare di moda ultimamente: quella dell’attivista. Creeranno un albo? Una delle più note è lei, l’avvocatA Cathy La Torre. Si avvale di un particolare tipo di intelligenza, pare... #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.
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Pubblicato 29 gen
https://x.com/SavinoBalzano/status/2016831997277089939?s=20 Il più famoso di tutti è lui, #Puente: il fact-checker più noto, quasi quello per definizione. Io non credo nel #FactChecking: penso sia un modo maldestro per derubricare e squalificare alcune idee a vantaggio di altre. Ma se proprio deve esserci, quali titoli dovrebbe avere un arbitro della verità? Basta, secondo voi, una laurea triennale conseguita in undici anni? Ad esempio, uno che fa #debunking praticamente su ogni argomento, che cosa dovrebbe aver letto prima? Che cosa dovrebbe aver studiato prima di esercitare la funzione di sacerdote del vero? Non è meglio fidarsi delle persone e della loro capacità di farsi, liberamente e democraticamente, un’idea? Chi pensa, in generale, di poter prescrivere la verità come fosse una pastiglia (forse più una supposta) si fida davvero delle persone? O forse è mosso dalla supponenza, dalla presunzione, dall’arroganza: dalla convinzione di essere migliore degli altri? Domando. E, soprattutto, ritenete più democratico un sistema in cui trovino spazio tutti i punti di vista o uno in cui qualcuno decide cosa potete leggere e cosa deve essere censurato? Alla gente l’ardua sentenza. Io della gente mi fido.
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Pubblicato 28 gen
https://x.com/SavinoBalzano/status/2016476560887312788?s=20 Domenica scorsa due #carabinieri italiani in servizio presso il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme sono stati fermati in Cisgiordania (nei pressi di Ramallah) mentre effettuavano un sopralluogo per preparare una visita di ambasciatori #UE in un villaggio palestinese. Parliamo di due militari, in servizio presso una sede diplomatica, impegnati nella preparazione di una visita ufficiale di diplomatici: mi parrebbe, a naso, una leggerissima violazione del diritto internazionale. La prima versione, la nostra, parlava di un colono fanatico. Peraltro, ricordiamoci sempre che in Cisgiordania #Hamas non c’è. #Israele, quasi a volerci sfottere, ci ha fatto sapere che non si trattava affatto di un mezzo matto invasato: no, era un militare. Da una parte ci siamo noi che, per certi versi, sminuiamo la questione parlando di uno squilibrato; dall’altra loro che ci dicono che si tratta di un membro delle forze armate. Chissà se può definirsi atto ostile quando un militare di un Paese mette in ginocchio, con le armi puntate, i militari di un altro Paese, per di più stanziati presso una sede diplomatica. Toccherebbe sentire #Tajani, per il quale certe cose però contano fino a un certo punto, lo sappiamo. A proposito di Antonio: ha tuonato dalla #Farnesina. Il ministro Tajani era molto, molto arrabbiato. Chissà se era furioso tanto quanto quella volta in cui i soldati israeliani attaccarono deliberatamente i nostri militari, stanziati al confine con il Libano e impegnati nella missione UNIFIL delle Nazioni Unite. Anche allora tuonò e, se ricordo bene, si annunciarono inchieste, verifiche. Una sorta di “le faremo sapere”. A proposito: ne avete saputo nulla? Si diceva, che preparavano l'arrivo di diplomatici UE. La tizia a capo della diplomazia unionale, la sora #Kallas, niente da dire? Le è sfiggito come il contributo che Russia e Cina hanno speso nel secondo conflitto mondiale? Ci sarebbe poi un altro, piccolissimo aspetto da considerare. Piccolo piccolo. L’articolo 87 della nostra Costituzione, in merito ai poteri del #PresidenteDellaRepubblica, è abbastanza inequivocabile: «Ha il comando delle Forze armate». Il capo delle nostre forze armate è lui, Sergio #Mattarella. Di tutte le forze armate: Esercito, Aeronautica, Marina e anche loro, l’Arma dei Carabinieri. La Benemerita è dunque inclusa. Orbene, fossi uno di quei ragazzi, mi piacerebbe molto che il mio comandante supremo spendesse una parolina pubblicamente, soprattutto laddove a ricoprire tale prestigiosissimo incarico è un signore particolarmente attivo (per la verità, più su altri fronti) nel rimarcare il ruolo del diritto internazionale e nel puntare il dito contro ogni sua violazione da parte di cosacchi brutti e cattivi. Insomma, parrebbe proprio che siamo tutti uguali dinanzi alla legge internazionale, ma qualcuno forse è internazionalmente più uguale degli altri. Noi continuiamo ad attendere.
Pubblicato 27 gen
https://x.com/SavinoBalzano/status/2016106093773009055?s=20 Io renderei illegale il #FactChecking: illegale. Spesso è solo un modo per tappare la bocca a qualcuno. Senza contare che, alle volte, chi si arroga il diritto di decidere cosa sia o non sia fake è un autentico scappato di casa, senza titoli né arte né parte. Insomma, per dirla in breve: se il debunking su #Barbero fosse affidato, chessò, a Luciano Canfora, non lo condividerei comunque, ma potrebbe avere un senso. Se a verificare le parole di #AlessandroBarbero, viceversa, sono quelli che scrivevano che i russi combattono con le pale e con i chip tolti dalle lavatrici, ho qualche piccolissima riserva. Che dite? Preferisco fidarmi delle persone e del dibattito pubblico. Il Ministero della Verità anche no. Non siamo mica a Teheran. ;) #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano
Pubblicato 26 gen
https://x.com/SavinoBalzano/status/2015741983218626865?s=20 La levata di scudi in difesa di #Barbero, a me, fa ridere. Per me #AlessandroBarbero è un mito assoluto, totale. Da sempre ascolto le sue lezioni: il suo approccio alla divulgazione storica è fenomenale, è un fuoriclasse in ciò che fa, oltre a essere un uomo cortese e molto gentile. A lungo mi sono vantato di aver pubblicato un libro con il suo stesso editore, Laterza, e fu uno dei pochissimi a mandarmi un’email di ringraziamento quando gliene inviai una copia. Siamo circondati da cafoni che peraltro hanno molto meno successo di lui. Per quanto mi riguarda, Barbero può dire il cavolo che gli pare: non mi interessa il merito della questione, è un diritto costituzionale e vale per tutti. Figurarsi se non debba valere per un uomo che, comunque, sarebbe bene ascoltare. Con la stessa sincerità, peraltro, ritengo che i contenuti del suo recente video non fossero tutti pienamente convincenti: alcuni passaggi mi sono apparsi un po’ forzati. Ci sto ancora ragionando. Dopotutto, nonostante io ritenga che la magistratura in questo Paese rappresenti un problema enorme a causa delle sue dinamiche interne, non ho ancora le idee chiarissime su come voterò al #referendum. Ciò premesso, lo ripeto: la levata di scudi in difesa di Barbero, a me, fa ridere. Io posso incazzarmi, devo incazzarmi: io e quelli che da sempre scrivono certe cose. Io mi sono incazzato anche quando, soprattutto da sinistra, si provava a sbranare Alessandro Barbero — era settembre 2021 — per aver firmato (insieme ad altre centinaia di docenti universitari) un appello contro il green pass. O quando, poco dopo, qualche cretin* (asterisco perculante a dir poco inevitabile) provava a descriverlo come un fan del patriarcato, mentre cercava di ragionare sul perché le donne — con suo assoluto malgrado — non fossero riuscite ad affermarsi socialmente come gli uomini. Provava a interrogarsi sulle possibili ragioni, con un approccio del tutto scevro da condizionamenti ideologici, eppure venne assalito. Andatevi a leggere gli articoli e i commenti deliranti di quelle settimane. Io posso incazzarmi, anzi devo incazzarmi: perché l’ho fatto durante la crisi sanitaria, quando i social provavano a censurare qualsiasi narrazione difforme da quella ufficiale, da quella corroborata dai media di regime. E la stessa cosa è accaduta durante le crisi internazionali, durante la prima fase della guerra in #Ucraina in primis. È stato lo stesso #Zuckerberg ad ammetterlo candidamente: di aver preso ordini dall’amministrazione #Biden. E poi, ditemi voi se il fact checking può essere affidato a chi scriveva che i russi combattevano con le pale. Per carità, stendiamo un velo pietoso. Io posso incazzarmi, io e chi come me ha criticato con ferocia atti dell’Unione Europea come il #DigitalServicesAct, con i quali le istituzioni unionali cercano di tappare la bocca a ogni testa dissenziente. Io e chi si incazzava quando ogni voce alternativa in Europa, soprattutto se contraria alla guerra e alle logiche di riarmo, veniva bollata (e viene tuttora bollata) come eversiva e fascista. Io e chi ha denunciato le migliaia di arresti che tuttora avvengono in Paesi europei che si vantano di essere democratici e che, in realtà, non lo sono affatto. Non può certo farlo chi si accorge solo degli arresti dell’#ICE di #Trump. Insomma, trovo davvero ridicole certe reazioni. Il video del prof. Barbero è stato penalizzato dall’algoritmo di Meta, e questo è una vergogna, ma abbiamo alle spalle anni e anni di sopraffazioni e umiliazioni riservate a chiunque provasse anche solo a sollevare un dubbio su ciò che si tentava letteralmente di imporre. In tutte quelle circostanze, molti di coloro che oggi si indignano e avanzano persino interrogazioni parlamentari erano dalla parte del bavaglio, e questo non può certo essere nascosto. Squallidi ipocriti.
Pubblicato 24 gen
https://x.com/SavinoBalzano/status/2015009187638493557?s=20 Affossata la legge anti-stupro? Bene, benissimo, ottimo! Tutto sbagliato e, come spesso accade nel nostro Paese quando le iniziative le assume una certa parte, era tutto estremamente stupido e ottuso. La prima cosa che non ho sopportato di questa vicenda è il nome assunto giornalisticamente da questa roba: legge sul consenso o legge anti-stupro. Come se, in assenza di essa, si potesse costringere qualcuno a un rapporto senza consenso; come se, insomma, senza questo provvedimento lo stupro fosse legittimo. Non solo: per l’ennesima volta un provvedimento viene utilizzato per demonizzare una parte politica o chiunque vi si opponga. In poche parole, noi che pensiamo che sia un’enorme boiata saremmo maschi intrisi di cultura patriarcale e sadicamente prevaricatori. Non solo questa legge è del tutto inutile, ma è anche nociva. Si dice: «senza questo provvedimento la vittima sarà costretta a dimostrare di aver subito ciò che dice di aver subito». E vorrei ben vedere! Chi lo dovrebbe dimostrare se non la vittima (eventualmente costituitasi parte civile) e l’accusa? Da quando l’imputato deve dimostrare la propria innocenza? Si è innocenti fino a prova contraria, no? E si è colpevoli solo se si può escludere ogni ragionevole dubbio, sbaglio? Vale per i reati peggiori e invece in questo caso no? Qui si pretende, alla fine della fiera, che sia l’imputato a dimostrare di non aver fatto ciò di cui viene accusato? Colpevole fino a prova contraria? Roba da matti. Immaginate quanto una legge del genere possa essere strumentalizzata. Avete mai parlato con un avvocato che si occupa di diritto di famiglia? Avete la minima idea di cosa possano farsi a vicenda le parti coinvolte in una separazione? Ecco, parlateci e fatevi un’idea. Una roba inutile, di mera facciata, ed estremamente dannosa se a interessare è il senso di giustizia e non una strana forma di strumentale revanscismo. Sono sicuro, assolutamente certo, che di questa stupidaggine non interessi nulla, per prime, alle donne. A quelle dotate di un minimo di sale in zucca, perlomeno. Chi è interessato a queste norme sciocche e a costo zero insiste anche per un’altra ragione: nascondere il fatto di non aver fatto assolutamente nulla per le donne ogni volta che ha avuto la possibilità di esercitare l’azione di governo nel Paese. Non hanno fatto nulla per ridurre le differenze retributive, per affrontare il fatto che i carichi di famiglia spesso ricadono sulle donne, per contenere il ridimensionamento di tutti quei servizi sociali utili a sostenere l’emancipazione femminile: spesso le donne sono vittime di sopraffazione anche perché non godono di un minimo di indipendenza economica. Era più importante azzerbinarsi ai vincoli di spesa imposti dall’Unione Europea, ad esempio. Non crediate che le persone siano tanto fesse — le donne in primis — e non provate a lavarvi la coscienza con simili trovate. Le donne, e in generale chi se la passa peggio, a voi non interessano oggi come non interessavano ieri.