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Savino Balzano
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Tag: #bce · 9 post
Pubblicato 11 dic
https://x.com/SavinoBalzano/status/1999036105522401761?s=20 Solo in Italia uno come #Draghi può essere ancora preso a modello. Solo qui può essere indicato come punto di riferimento, quasi un faro. È l’ennesimo segnale della decadenza politica e culturale del Paese, e soprattutto del nostro “giornalismo”: le virgolette immaginatele così marcate da lasciare il segno sul foglio. E il punto non è neppure il giudizio morale sul personaggio: dal Britannia alla macelleria sociale inflitta alla Grecia, fino alla famosa lettera della #BCE del 2011 con cui contribuì a spingere il suo stesso Paese verso il declino. Il vero problema è un altro: la sua presunta affidabilità tecnica. Perché uno può anche stargli antipatico sul piano etico, politico o umano, ma se fosse un genio potresti pure fartelo andare bene. Se le azzeccasse tutte, uno direbbe: “Oh, non mi piace affatto, ma almeno nelle sue mani siamo al sicuro”. Il problema è che non ne azzecca una. Parliamo di quello che sosteneva che i non vaccinati si sarebbero tolti di mezzo da soli e avrebbero fatto fuori gli altri. Di quello che ripeteva che il green pass ci avrebbe messi tutti al riparo. È lo stesso che ci invitava a scegliere tra i climatizzatori e la pace in #Ucraina; lo stesso che all’#ONU assicurava che le sanzioni avrebbero piegato l’economia russa. In un Paese serio uno così non lo starebbe ad ascoltare più nessuno: lo travolgerebbero di critiche. Qui, invece, gli tributiamo pure gli applausi. E poi è pure un pentito seriale: nella tesi di laurea spiegava — in sostanza — che l’euro fosse una pessima idea; sull’auto elettrica è passato dal sostenerla al definirla insostenibile; in audizione al Senato ha ammesso che l’avvizzimento dei salari è stato causato dalle politiche europee di compressione della domanda interna… politiche che lui stesso ha sempre suggerito. Ora propone politiche espansive, sì, ma indirizzate non allo stato sociale: agli armamenti. Eppure #MarioDraghi continua a essere presentato non come un politico, ma come il migliore degli italiani, un tecnico straordinario e visionario. Ma se gli togli l’affidabilità — e io non gli affiderei nemmeno un condominio — cosa gli resta, esattamente? Nonostante tutto, ce lo propinano come una sorta di Messia, uno da candidare automaticamente a qualsiasi incarico: Presidente della Commissione Europea, Segretario Generale della NATO, perfino il Quirinale. E forse quest’ultimo ruolo, considerati i tempi, gli calzerebbe anche a pennello. Ma a parlarne, alla fine, siamo sempre noi. O meglio: alcuni di noi. Magari su giornali finanziati anche con soldi dell’Unione Europea.
Pubblicato 24 set
https://x.com/SavinoBalzano/status/1970764885970616818?t=-UJ4Z4tDzMILzQXmLzKkMg&s=19 Oggi mi trovate a pagina 15 del Fatto Quotidiano. La Presidente della #BCE si spella le mani per applaudire la gestione dei nostri conti pubblici. Il ministro #Giorgetti ha gli occhi a cuoricino pensando di centrare (e persino migliorare) il rapporto deficit/PIL al 3%. Siamo bellamente in avanzo primario. Unico problemino: i miliardi da spendere in armamenti. Ma pare che saranno miliardi che non costano nulla: forse abbiamo riacquisito la sovranità monetaria senza accorgercene. La crescita? Zero. Ci consola solo il fatto che #Francia e #Germania se la passano peggio di noi. Tutta questa roba non vi ricorda nulla? Quando era #Monti a seguire questa linea, come reagivamo? Eravamo contenti? E cosa diceva #GiorgiaMeloni? La signora si sbracciava contro la finanza internazionale, contro le agenzie di rating, contro il ricatto dello spread. Oggi gongola quando #Fitch ci fa la pagellina. Consiglio caldamente l’editoriale di oggi di Marco Travaglio: anche sul Medio Oriente #Meloni pare aver cambiato idea rispetto al passato. Ciò che nel 2015 era “doveroso”, nel 2025 viene bollato come “prematuro”. Un po’ volubile la nostra premier, non credete?
Pubblicato 20 set
https://x.com/SavinoBalzano/status/1969341002843299879 Alle volte la storia sa essere davvero beffarda: chi parlava malissimo della finanza internazionale, dei poteri forti, del ricatto dello spread, oggi gongola per la promozione riservata all’Italia. Una promozione che arriva, ovviamente, proprio perché si persevera con l’agenda dell’austerità che Giorgia #Meloni aveva promesso di combattere. Tanto è vero che la nostra politica economica gode del favore della #BCE. Non me ne vanterei più di tanto. Ricorderei inoltre al governo che gli italiani, a cena, non possono mangiare longevità e stabilità. Questi dovrebbero essere strumenti per costruire qualcosa: se li usi per essere più draghiana di #Draghi e più montiana di #Monti, allora servono a poco. Anzi: fanno male, malissimo.
Pubblicato 6 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1941886642836451408?t=Q0B0JgWUAFN3hvlNVnoCDQ&s=19 Mario #Draghi è l'uomo attorno al quale, puntualmente, si condensa il peggio dell'ipocrisia e del conformismo del nostro dibattito pubblico. Viene celebrato come una star, molti ne scrivono definendolo il migliore degli Italiani, forse tenuto anche conto di Cavour, Mazzini e Garibaldi. Eppure, se domandassimo a chiunque - tra le persone comuni - cosa ricordi del contributo che #MarioDraghi ha apportato alle vicende dell'#Italia, a nessuno verrebbe in mente qualcosa di buono. Viene presentato come il più bravo di tutti: ha ricoperto ruoli istituzionali strategici. Dalla guida della Banca d'Italia alla #BCE. È stato Presidente del Consiglio dei Ministri e ha sfiorato il #Quirinale (ci riproverà). È stato ed è tutt'ora un uomo di potere: bene, in che modo ha adoperato questo potere per migliorare la nostra vita? Cosa ha fatto di buono per noi? Una cosa, chiedo una cosa soltanto. Come si spiegano quindi la deferenza - financo il timore - che nei suoi confronti nutrono gran parte della politica e dell'informazione? Queste sono le domande importanti, quelle utili a comprendere davvero se siamo una democrazia autentica oppure no. #BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
Pubblicato 2 mag
https://x.com/SavinoBalzano/status/1918303212865822960?t=71LvNPbwwVoE9RxKNu6Big&s=19 «L'8 e il 9 giugno andate a votare per riscattare la dignità del lavoro che questo governo sta calpestando». Non so chi curi la comunicazione di #Schlein. Sappiamo che si avvale di un’armocromista; non è chiaro se paghi profumatamente un consulente politico o qualcuno che la supporti su altri fronti. Ma i lavoratori vanno a votare a un #referendum contro il #Governo? Un eventuale referendum abrogativo del #JobsAct sarebbe uno smacco per #Meloni? Parliamo dello stesso Jobs Act varato tra il 2014 e il 2015 dal governo #Renzi, in una legislatura a trazione #PD (#Letta, Renzi, #Gentiloni)? Ma siamo seri? Ovviamente il giornalista non batte ciglio, ma da #Formigli non mi aspetto più nulla da tempo. Il Jobs Act lo ha scritto e approvato il PD. La demolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – a opera della #Fornero nel 2012 – l’ha votata il #PartitoDemocratico. La #precarietà chi l'ha dunque iniettata nel nostro mercato del lavoro? I salari sono crollati per effetto di misure di #austerità deliberatamente adottate da governi guidati (o sostenuti) dal PD. Lo ha ammesso, di recente, persino Draghi: i salari in Italia sono stati volutamente tenuti bassi per restare “competitivi” sul mercato internazionale. La stranota svalutazione interna (meno nota a Elly, evidentemente). Quanto al taglio dello Stato sociale, è vero che è un disastro e contribuisce al nostro impoverimento: per molti beni essenziali siamo costretti ad attingere a risorse private. Ma basta guardare i dati. I governi più severi sono stati i loro. Nessuno di rilevante nel PD ha mai davvero messo in discussione le politiche imposte dall’Unione Europea. È stata l’#UE a pretendere l’introduzione della flessibilità nel lavoro. Fu #Prodi (che te lo dico a fare!), con il Pacchetto Treu del 1997, il primo a obbedire. E da lì, tutti gli altri a seguire. La #BCE, nel 2011, chiese la semplificazione dei licenziamenti, il taglio degli stipendi, il rafforzamento della contrattazione di secondo livello. E loro, ancora una volta, si sono messi sull’attenti, obbedendo al vincolo esterno, al pilota automatico, al whatever it takes. Provo a dirlo in modo semplice: chiunque non metta in discussione le politiche economiche imposte da Bruxelles, non mette in discussione la debolezza salariale in Italia. Tradotto: chi propone soluzioni facili al problema dei bassi salari, senza una critica radicale ai diktat europei, vi sta semplicemente prendendo in giro. Alla luce di tutto questo, dove si colloca il PD?
Pubblicato 16 nov
https://x.com/SavinoBalzano/status/1857735567498236328?t=BGl7yqY33j19OP2RM6YMpA&s=19 A prescindere da cosa si pensi di #Musk, credo sia utile questa sua capacità di far esplodere alcune contraddizioni del nostro tempo. Basti pensare a quello che con due battute ha scatenato nel nostro Paese. Nel 2018 il Commissario Europeo al Bilancio, #GuntherOettinger dichiarò: «i mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto». #Mattarella? Muto. Sempre nel 2018, #SergioMattarella impedì a #PaoloSavona di assumere il ruolo di Ministro dell'Economia perché avrebbe potuto destabilizzare i mercati. Sparano sui militari italiani del contingente #Unifil e Mattarella? Quale la protesta del nostro Capo delle Forze Armate? Muto. Il suo predecessore, #GiorgioNapolitano, nel 2011 impose all'#Italia la guerra in #Libia, in palese contrasto con l'interesse nazionale: alla cronaca è ormai stato consegnato ciò che accadde in quella stanza riservata del Teatro dell’Opera di Roma. Ancora #Napolitano, sempre nel 2011, contribuì a disarcionare un governo politicamente legittimato, contribuendo da protagonista a realizzare quanto venne definito «colpo di stato gentile», servendosi peraltro della «dittatura dello spread». Impose un tecnico, un vero e proprio liquidatore, a #PalazzoChigi. Dopo averlo nominato senatore a vita, diede a #MarioMonti l'incarico di realizzare il famoso programma firmato da #Bce e #Ue: un programma, anch'esso, in evidente contrasto con linteresse nazionale e con la #Costituzione. Un programma che, ricordiamolo, portava la firma di #Draghi. Che oggi dal #Quirinale si levino ruggiti di protesta contro chi osa mettere in discussione la sovranità nazionale pare in effetti una bella contraddizione. Non trovate? Ieri, ospite di Borgonovo, nel suo #Walden su #CusanoNews7
Pubblicato 13 nov
https://x.com/SavinoBalzano/status/1856760733394244011?t=jAwIKJ3XNppVhm60CC61HQ&s=19 #Mattarella è sceso in campo in difesa della #Costituzione e della #sovranità nazionale. Ammazza, ci piace questa nuova veste del #Quirinale: pare proprio che l'inquilino si sia svegliato sovranista. #ElonMusk non deve osare un attacco alla #Magistratura: se attacca, il nostro fiero #PresidenteDellaRepubblica risponde. Eh, però, però, però... qualcosina la dobbiamo ricordare. Era lo stesso #SergioMattarella a mettere il veto su #Savona perché destabilizzava i mercati? Il nascente #governo gialloverde lo voleva come Ministro dell'Economia e non se ne fece nulla: le posizioni euroscettiche di #PaoloSavona erano quasi eversive. Allora il nazionalismo del #Colle era più un sovranazionalismo. Non vi pare? E pure il suo predecessore, ve lo ricordate? #Napolitano, quello che disarcionò #Berlusconi per trascinare a Palazzo Chigi #Monti (che intanto aveva nominato Senatore a vita) perché realizzasse il programma della #BCE e dell'#UE: liberalizzare i licenziamenti, indebolire la contrattazione collettiva, tagliare gli stipendi pubblici, tagliare le pensioni, lo Stato sociale e così via. Realizzasse, insomma, il sogno di #Draghi, il pilota automatico #WhateverItTakes. Le cose erano diverse, dirà qualcuno: oggi abbiamo la nuova emergenza, il nuovo pericolo pubblico numero 1, il magnate che mette a rischio la #democrazia (che poi cosa c'entri il pilota automatico con la democrazia ancora non lo abbiamo capito). Anche qui, però, davvero faccio fatica: perché tanta tolleranza nei confronti di #BillGates, nei confronti dei grandi fondi di investimento, delle agenzie di rating, e invece a #Musk gli dobbiamo fare pelo e contropelo? Sapete cosa? sticavoli: tanto si sa che di Mattarella ci possiamo fidare...
Pubblicato 11 set
https://x.com/SavinoBalzano/status/1833864211794927631?t=HFQbCJTpBTbDiRYaj2qcZw&s=19 Due parole sulle #aggressioni a danno del personale sanitario negli #ospedali. In questi giorni ne abbiamo sentite di tutti i colori. A proposito di quella avvenuta presso il #Riuniti di #Foggia, si è parlato - in un servizio di TgDraghi (di seguito, per semplicità, TgD) - della #criminalità nella provincia, della quarta #mafia financo, dello scioglimento del comune per infiltrazioni. A detta loro (questo perché hanno una considerazione e un rispetto di chi ascolta pari a zero), a menare negli ospedali ci sarebbero solo gli affiliati a qualche clan. Tutto molto interessante: in effetti la criminalità è una piaga drammatica nel foggiano (e non solo), ma vi pare possa rappresentare la causa principale di quanto accade? Dopotutto, a pensarci, le aggressioni avvengono un pò ovunque sul territorio nazionale, anche laddove le mafie non rappredentano un prodotto dop o docg, e soprattutto si realizzano principalmente nel pronto soccorso. Un pò meno in radiologia e cardiologia, diciamo. C'è chi vuole introdurre un manager per la sicurezza, chi invoca l'intervento dell'esercito (sic!) a presidio degli ospedali. Ne emerge un quadro a dir poco sconcertante: i sanitari che si difendono dai cittadini ricorrendo ai militari. Ha richiamato nella mia mente l'immagine dei forni presi d'assalto dai poveracci ne I promessi sposi: dite che la rievocazione abbia un senso? Magari il parallelo è fortino, ma vediamo. Nel XII capitolo la gente affamata e infuriata aggredisce un povero garzone che portava del pane, poi si dirige al forno delle Grucce per depredare e distruggere. E pure in quella circostanza si invoca l'intervento del capitano di giustizia, il quale risponde dispiegando la forza dei suoi alabardieri. Il #popolo non aveva accesso al pane, un bene essenziale per la sua sopravvivenza, come oggi non approda alla #cura, alla tutela della #salute, altrettanto irrinunciabile. In entrambi i casi, la violenza si esercita tra "innocenti": chi non ha il pane se la prende col garzone e chi non riesce a curarsi se la prende con medici e infermieri. Aggredire un innocente è ovviamente sbagliato, oltre che controproducente, ma è altrettanto necessario comprendere il moto interiore. Vi siete mai trovati in un pronto soccorso con vostro figlio di pochi mesi febbricitante, senza sapere che cavolo abbia, per ore e ore al freddo, senza riuscire a parlare con un medico? Provate a immaginare cosa si possa provare. Manzoni critica la folla, la considera violenta e irrazionale, miseramente informe, la osserva quasi con disprezzo. Non si può ovviamente giustificare la violenza, soprattutto se esercitata su chi non ha alcuna colpa circa la deprecabile situazione della nostra #sanità pubblica, però manco a dire che chi si incazza sia un matto invasato. Il pane mancava perché il Governatore ne impose l'aumento del costo e le cure mancano perché qualcuno ha deciso di falcidiare la #SanitàPubblica prosciugandone le risorse, a vantaggio di qualcun altro. La storia del nostro #SistemaSanitarioNazionale quale fiore all'occhiello è ormai tramontata, è un lontano ricordo, e bisognerebbe domandarsi il perché. Trovo indegna, odiosa verso il popolo, la totale assenza di una riflessione seria sulle cause che hanno condotto allo sfacelo. Nessun riferimento, ad esempio, al grave definanziamento che la nostra sanità ha subito, soprattutto dal 2011 in poi, proprio a seguito di una letterina velenosa inviata dalla #Bce al nostro #Governo. E chi c'era tra i firmatari di quella letterina magica? C'era guarda caso un altro Governatore. Proprio lui, il nostro orgoglio nazionale, il migliore di tutti, il salvatore dell'#Italia e dell'#Europa, nientemeno che #MarioDraghi. Certe riflessioni ovviamente non ce le possiamo aspettare, saremmo ingenui, soprattutto se nella stessa edizione del TgD si descrive enfativamente il nuovo piano di #Draghi come una sorta di contemporanea rivelazione evangelica ad opera del sopraggiunto Messia. (...) CONTINUA SU X
Pubblicato 22 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1815396609217196131?t=EZXgyd13-dXkrrjAEpNc8w&s=19 Sto leggendo post su post di gente completamente fuori di testa: #Biden si sarebbe tirato indietro per senso dello stato; il suo sarebbe stato un estremo e alto atto di generosità verso il Paese e verso il partito. Dico, ma state bene? Fino a due giorni fa era attaccato alla corsa con le unghie e con i denti: l'hanno defenestrato perché i finanziatori se la stavano squagliando e i #Dem si sarebbero trovati a fine corsa perdenti e pieni di buffi. Tutto qui ragazzi, cerchiamo di essere seri, una volta tanto. Leggo dichiarazioni farneticanti da parte di esponenti politici della #sinistrucola italiana, che parlano di un grande servitore dello stato che fa un passo di lato per il bene comune. La verità? Lo hanno destituito perché in preda al delirio più totale, perché vittima di un'acuta e totalmente invalidante demenza senile. Da anni molti denunciavano il fatto che un uomo bollito fosse formalmente a capo del mondo occidentale, manovrato come un pupo chissà da chi: quando lo dicevamo, guardando centinaia di video virali che ne denunciavano i comportamenti più bizzarri, le reazioni erano violentissime. Comprendo ora l'imbarazzo, ma non potete nemmeno venirci a raccontare certe balle senza suscitare ilarità. E ovviamente già si ci si affanna a costruire il personaggio di quella che lo rimpiazza: una donna, perdipiù di origini afro-asioamericane. Il #PoliticamenteCorretto già sbava. Un attacco al #patriarcato? Come se le donne fossero tutte uguali: #KristalinaGeorgieva, una donna, guida il #FMI; #ChristineLagarde, una donna, guida la #BCE; #UrsulaVonDerLeyen, una donna, guida la #CommissioneEuropea; #RobertaMetsola, una donna, guida il #ParlamentoEuropeo; #KajaKallas, una donna, guida la politica estera dell'#UE. Le cose vanno maluccio, direi, anche per le donne, nonostante tutte queste donne al potere: semplicemente - si sottolinea l'ovvio - le donne non sono tutte uguali. Tocca scegliere quelle giuste e, a occhio, #KamalaHarris non è tra loro. E hanno già avuto pure un presidente di colore, un certo #BarackObama, il riscatto dei più deboli, che bombardò Siria, Libia, Iraq, Afghanistan, Yemen, Somalia e Pakistan. Premio Nobel per la #Pace, che ve lo dico a fare? E ancora una volta il problema è nell'#informazione, la nostra è davvero pessima (dai politici della sinistrucola impossibile pretendere qualcosa di diverso): si impone un racconto sflalsato, fregandosene altamente di quanto risibile esso sia, pur di tentare disperatamente di far apparire cattivo quell'altro. L'epilogo è scontato: #Trump vincerà a mani basse, per fortuna. Di questo e altro, oggi, ospite di @sergioluciano60 e di #GiornaleRadio.