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Savino Balzano
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Tag: #prodi · 8 post
Pubblicato 2 mag
https://x.com/SavinoBalzano/status/1918303212865822960?t=71LvNPbwwVoE9RxKNu6Big&s=19 «L'8 e il 9 giugno andate a votare per riscattare la dignità del lavoro che questo governo sta calpestando». Non so chi curi la comunicazione di #Schlein. Sappiamo che si avvale di un’armocromista; non è chiaro se paghi profumatamente un consulente politico o qualcuno che la supporti su altri fronti. Ma i lavoratori vanno a votare a un #referendum contro il #Governo? Un eventuale referendum abrogativo del #JobsAct sarebbe uno smacco per #Meloni? Parliamo dello stesso Jobs Act varato tra il 2014 e il 2015 dal governo #Renzi, in una legislatura a trazione #PD (#Letta, Renzi, #Gentiloni)? Ma siamo seri? Ovviamente il giornalista non batte ciglio, ma da #Formigli non mi aspetto più nulla da tempo. Il Jobs Act lo ha scritto e approvato il PD. La demolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – a opera della #Fornero nel 2012 – l’ha votata il #PartitoDemocratico. La #precarietà chi l'ha dunque iniettata nel nostro mercato del lavoro? I salari sono crollati per effetto di misure di #austerità deliberatamente adottate da governi guidati (o sostenuti) dal PD. Lo ha ammesso, di recente, persino Draghi: i salari in Italia sono stati volutamente tenuti bassi per restare “competitivi” sul mercato internazionale. La stranota svalutazione interna (meno nota a Elly, evidentemente). Quanto al taglio dello Stato sociale, è vero che è un disastro e contribuisce al nostro impoverimento: per molti beni essenziali siamo costretti ad attingere a risorse private. Ma basta guardare i dati. I governi più severi sono stati i loro. Nessuno di rilevante nel PD ha mai davvero messo in discussione le politiche imposte dall’Unione Europea. È stata l’#UE a pretendere l’introduzione della flessibilità nel lavoro. Fu #Prodi (che te lo dico a fare!), con il Pacchetto Treu del 1997, il primo a obbedire. E da lì, tutti gli altri a seguire. La #BCE, nel 2011, chiese la semplificazione dei licenziamenti, il taglio degli stipendi, il rafforzamento della contrattazione di secondo livello. E loro, ancora una volta, si sono messi sull’attenti, obbedendo al vincolo esterno, al pilota automatico, al whatever it takes. Provo a dirlo in modo semplice: chiunque non metta in discussione le politiche economiche imposte da Bruxelles, non mette in discussione la debolezza salariale in Italia. Tradotto: chi propone soluzioni facili al problema dei bassi salari, senza una critica radicale ai diktat europei, vi sta semplicemente prendendo in giro. Alla luce di tutto questo, dove si colloca il PD?
Pubblicato 26 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/1904839821241049535?t=RTW-9j152czrYVi7bUIXrg&s=19 Da qualche tempo, qualcuno ha deciso di riesumare un fallito della #politica per eccellenza: Fausto #Bertinotti. Letteralmente un fallito: uno che, sotto la sua guida, ha reso la sinistra extraparlamentare. Con il suo progetto della Sinistra Arcobaleno ha praticamente buttato fuori dal #Parlamento quelli a est del #PD, per intenderci. Una perdita di cui paghiamo molto volentieri il prezzo, sia chiaro, ma tant'è. Ebbene, come fossero degli archeologi, hanno deciso di tirarlo fuori dal sarcofago della #politica che fu, perché rappresenti parte dell'#opposizione a questo #Governo. Se fossi in #Meloni, sarei la persona più felice del mondo. Oltre a #Prodi che tira i capelli alle giornaliste sgradite e #Franceschini che fa la rivoluzione con i cognomi, adesso è tornato il Faustone che si inchina al Manifesto di #Ventotene, definendolo un testo sacro, alla base della Repubblica e della Costituzione. Francamente non saprei proprio da dove cominciare a rispondergli: il #ManifestoDiVentotene, checché se ne voglia pensare, non c'entra assolutamente nulla con la nostra #Costituzione. Semplicemente nulla. Zero. Se un bambino leggesse i due testi lo comprenderebbe al volo. La nuova vecchia star della #sinistrucola, però, ci aiuta a comprendere come stanno combinati questi qua, come si sono ridotti: a riciclare le mummie dell'antiberlusconismo, quelli che, peraltro, #Silvio aveva bellamente asfaltato perché erano inconsistenti anche vent'anni fa. Non lo dico gongolando: l'opposizione ha un ruolo fondamentale in una democrazia, e ne servirebbe una seria anche in questo momento. So che le telecamere possono inebriare, ma fai una cosa, vecchio mio: scendi dalla giostra e torna a sonnecchiare. Puoi fare solo (altri) danni.
Pubblicato 19 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/1902432236567183808?t=hLDjy9pSZPfFMMx83G3Z-w&s=19 In questo Paese c’è ancora chi ha il coraggio di definirsi federalista europeo: i vari #Calenda, #Schlein, #Prodi. Una vergogna. Quando andavamo col cappello in mano a supplicare uno scostamento di bilancio per una sanità allo stremo, una scuola martoriata e trasporti paralizzati, ci rispondevano con un pernacchio degno di Eduardo. E questo significava non poter curare adeguatamente i malati, non garantire una buona istruzione ai nostri figli, non consentire spostamenti dignitosi ai pendolari. Oggi la #Germania se ne infischia di ogni limite di spesa e si prepara a investire mille miliardi in armi! Nel frattempo, Bagnai smaschera #MarioDraghi, e per fortuna nela rete (e in alcune trasmissioni come la nostra) se ne parla molto. Nel resto dell’informazione, invece, si continua a fare ciò che si è sempre fatto nei suoi confronti: leccargli il culo. Ah, poi c’è Calenda che scrive "aridatece #Draghi". Ma è Calenda. Un piccolo commento lo abbiamo dedicato anche a lui. #BattitoriLiberi#RadioCusanoCampus
Pubblicato 21 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/1892869823501042090?t=rkjMmPhaUMpiP4bXY5TXkQ&s=19 Ieri sera, con incredibile candore, e senza alcuna reazione da parte di chi l'ascoltava, #Prodi ha confessato: ha espresso chiaramente la sua idea di #Europa o, meglio, la sua idea di #UE. Testualmente: «bisogna partire dall'accordo fra la #Francia e la #Germania con DIETRO l'#Italia: questa era l'europa quando funzionava. Se non è questo, è chiaro che non si riesca ad andare avanti». Fossi stato io a dialogarci, gli avrei domandato: - cosa intende con "dietro"? - cosa intende con "funzionare"? - cosa inende con "avanti"? Perché la questione è tutta qui: esiste una classe dirigente (di cui #RomanoProdi è espressione, ma non da solo: pensate a #Draghi che ieri sera Romano chiamava familiarmente e affettuosamente "Mario") che ritiene opportuno che il nostro Paese stia dietro ad alcuni altri. Tale posizionamento è utile al conseguimento di determinati obiettivi, a specifici "funzionamenti", che mandino "avanti" qualcuno che non siamo noi (noi restiamo, appunto, dietro). È un preciso approccio culturale prima che politico: a volerlo pensare in buonafede (e ce ne vuole, a mio avviso) quantomeno nutre una visione diffidente nei confronti del suo stesso Paese, non ci crede. A voler essere malfidati, invece, basterebbe ricordare (ancora una volta!) quello che ci promise: «Con l’#euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più». Di cosa abbiamo veramente bisogno? di chi? Dobbiamo affidarci agli uomini che rappresentano questa Europa in Italia? mi riferisco ai Prodi, ai #MarioDraghi, ai #Monti? o sperare finalmente di sganciarci da un apparato istituzionale, che fino a oggi ci ha asfissiato, sperando ti tornare a respirare aria fresca? Io non avrei alcun dubbio. Intanto, complimenti ancora a #Formigli per l'intervista a schiena dritta: l'ha messo veramente alle corde, un dialogo severo e spietato. Da un momento all'altro mi aspettavo gli domandasse qualcosa tipo: «Presidente, ha mai pensato di rimettersi in gioco, di scendere nuovamente in campo? avremmo tanto tanto bisogno di lei...».
Pubblicato 19 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/1892156475264356844?t=od3k7XbCdagLiaYl2HbfSQ&s=19 La rovina della classe dirigente del Paese e, soprattutto, della nostra informazione è certificata dal fatto che si continui a considerare una eccellenza chi domandò in conferenza stampa: «preferiamo la #pace o il condizionatore acceso?». Ancora lo sento descrivere come il migliore tra gli italiani, il più intelligente. Lo stesso che osò dire: «non ti vaccini, ti ammali muori. Oppure, non ti vaccini, contagi, lui o lei muore». Sarebbe costui il meglio degli italiani? Qualcuno preferisce #Monti? quello che lo scorso maggio disse: «dovremmo recuperare una parola desueta: sacrifici. Davvero possiamo avanzare nell'integrazione europea reggendo due guerre senza sacrifici? L'#Italia non si è fatta senza spargimenti di sangue». Ancora, soli pochi giorni fa ha sentenziato: «questo è un momento di vita e di morte per l'#Europa, che sta entrando e deve entrare in un assetto di #guerra. Non deve prendere paura di #Trump, ma deve comunque prepararsi a tutto nei suoi confronti». Un altro, considerato tra i più illuminati del Paese, è #Prodi: uno che di recente ha denunciato che gli #StatiUniti appoggerebbero l'autoritarismo. Infine c'è il migliore dei migliori, il #PresidenteDellaRepubblica, colui che non deve essere nominato (un po' come Voldemort), il quale da giorni ne spara una dietro l'altra: invita ora la #Russia al rispetto delle #NazioniUnite. Abbiamo ricordato le responsabilità sue proprie (da Ministro della Difesa e Vicepremier) in merito ai bombardamenti di #Belgrado, ma anche il suo silenzio assordante quando venne attaccato il contingente italiano in #Libano (gli italiani aderivano alla missione #Unifil, proprio della stessa #Onu, e lui sarebbe anche il capo delle forze armate: dettagli...). Che poi si continua con questa favola per cui #Mattarella sarebbe il leader più amato nel Paese: io francamente questo non lo ravviso, sono stato l'unico in queste ore a notare il trend #mattarellanoninmionome? Ebbene, tutti questi migliori si svegliano proprio adesso: la loro iperattività si scatena in un momento davvero particolare della storia. Piaccia o meno (personalmente non ne nascondo i limiti), #Trump ha avviato finalmente un dialogo con #Putin che potrebbe condurre alla fine della guerra: una guerra costata circa un milione di morti e altri danni umani e materiali del tutto incalcolabili. Si fatica a comprendere perché proprio adesso tanto livore. La verità è che di alcune cose non bisogna proprio parlare: #DonaldTrump viene descritto come un mostro sanguinario, portatore di autoritarismo e odio. Solo qualche giorno fa ha proposto a #Russia e #Cina di dimezzare gli investimenti in armi nucleari, per destinare tali risorse a cose più utili: probabilmente non accadrà, ma un'idea del genere avrebbe dovuto entusiasmare tutti. Invece nessuno ne parla, la stampa e l'informazione nazionali non la menzionano proprio: non è funzionale al racconto che si deve imbastire sugli #Usa di #Donald. La guerra potrebbe finire, Trump propone di dimezzare gli investimenti sull'arsenale nucleare, e #Draghi cosa suggerisce all'#Europa? debito comune da investire in #armi: «fate qualcosa!», rimprovera. La #povertà avanza, gli stati sociali scricchiolano, i popoli sono sempre più furiosi e la strategia dei migliori è sempre la stessa, non cambia mai: investire in odio, armi, #guerra, demonizzando chiunque provi ad opporvisi. Speriamo solo che #PapaFrancesco torni presto.
Pubblicato 9 gen
https://x.com/SavinoBalzano/status/1877376654898593900?t=_UK7DQb1rTABgiMEYjuDXw&s=19 Smettetela di attaccare #Augias per le previsioni sballate sulla liberazione di #CeciliaSala: #GiorgiaMeloni non lo aveva chiamato per informarlo di come procedevano le trattative: cosa pretendete? facile col senno del poi! E lo stesso vale per l'amico #Santoro: se #Meloni gli avesse inviato un telegramma da #MarALago, per anticipargli le notizie su #ceciliasalalibera, il malinteso non si sarebbe creato! #Giorgia è stata quantomeno scortese, diciamolo. #Prodi, invece, lucidamente si preoccupa per la nostra sovrànità nazionale. #RomanoProdi conferma infatti di essere il più grande e lucido statista vivente in #Italia: i rapporti tra #Meloni, #Trump e #Musk sono preoccupanti e, detto da uno che ha reso l'Italia autorevole e indipendente nel mondo, ha un valore inestimabile: grazie Presidente! Il #BattitoreLibero a #5Notizie, #RadioCusanoCampus
Pubblicato 18 lug
PD: UN PARTITO COL CORPO DI SCHLEIN E L'ANIMA DI RENZI È dolcissima l'immagine dell'abbraccio tra @ellyesse e @matteorenzi: dolce ed esplicativa di un fatto tanto vero quanto inconfessabile per entrambi. Sono due facce della stessa medaglia. #Schlein è una trovata pubblicitaria, uno specchietto per le allodole, una invenzione di marketing elettorale: un partito ormai elitario aveva bisogno di raccontarsi come forza politica di massa, interessata alle periferie, preoccupata per chi non arriva a fine mese. #EllySchlein ha cominciato a raccontare la storia della rivoluzione che non hanno visto arrivare, del movimento dal basso verso l'alto, del cambiamento radicale che guarda nuovamente a sinistra, ma è tutto un bluff. Diversamente non potrebbe essere perché tutto il marcio che denuncia, tutto lo scatafascio che ci circonda ogni santo giorno è frutto delle scelte (annose) del suo partito. Sono i falchi del #PD a vedere nell'austerità la via (basti pensare alle ultime dichiarazioni di #Gentiloni sulla "cautela nella spesa", come alle storiche dichiarazioni di #Prodi: "con l'euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più"). Sono i falchi del #PartitoDemocratico a credere nella precarietà nel lavoro (la chiamavano flessibilità): il partito è pieno di gente che avrebbe venduto l'anima della zia pur di far passare il #JobsAct, una riforma drammatica che ha cancellato il diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo, che ha rimosso il diritto al risarcimento del danno sostituendolo con le indennità (rendendo il licenziamento illecito una banale voce di bilancio), che ha sdoganato il demansionamento rendendolo di fatto più facile che nel periodo corporativo, provando ad allentare ogni limite sul controllo a distanza. La #BuonaScuola chi l'ha votata? Il PD e si tratta di una riforma che insegna lo sfruttamento, che impone ai ragazzi di comprendere che la loro formazione è funzionale alle regole del mercato del lavoro, che oggi è un mercato iniquo, feroce, molto spesso mortale. E di buona scuola qualcuno ci è morto, letteralmente. Chi ha votato queste riforme è ancora nel PD o ne è uscito insieme a #Renzi? Molti non si sono mossi di un centimetro e siedono di fianco a #Elly nelle istituzioni. Il PD lamenta le lunghe liste d'attesa per avere una visita in una struttura pubblica, ma la riforma #Bindi ce la siamo dimenticata? E vogliamo parlare delle decine di miliardi di tagli alla sanità che il partito di Elly ha votato dal 2011 in poi in Parlamento, del sostegno fanatico ai governi tecnici, in primis quello del liquidatore #Monti? Chi sosteneva quelle scelte è uscito dal partito seguendo #Renzi o è rimasto al suo posto e oggi "lotta" con Elly? Indovinate un po'. Vogliamo parlare delle armi e della guerra? Dove sarebbe la differenza? L'unica differenza tra i due consiste in questo: #MatteoRenzi continua ad affermare ciò che ha sempre sostenuto (ovvero un'agenda spiccatamente neoliberale), mentre la seconda fa lo stesso parlando d'altro. A questo servono le sue vuote battaglie arcobaleno: a nascondere la macelleria sociale di cui sono stati e sono responsabili, nel disperato tentativo di drogare l'opinione pubblica. Elly si presenta come il simbolo di un partito pentito, ma ammesso che sia vero (e non lo è) il pentimento fine a se stesso conta zero senza espiazione: ci sono milioni e milioni di persone (di ogni sesso, orientamento sessuale, religione, etnia e così via) che patiscono quotidianamente gli effetti delle scelte del suo partito. Se un transessuale oggi viene licenziato illegittimamente, ammesso che la spunti in tribunale, avrà al massimo diritto a qualche mensilità di indennità e questo per colpa delle riforme pensate, volute e votate da chi ancora oggi popola i banchi parlamentari del Partito Democratico. Ed è solo un esempio: lo stesso si potrebbe dire per molti altri ambiti, a partire dalla sanità, dal trasporto pubblico, dall'istruzione. (...) https://x.com/SavinoBalzano/status/1813857387498856701
Pubblicato 19 ago
Che desolazione: Sandro Ruotolo si affanna per raggiungere Romano Prodi e ottenere sostegno alla campagna sul salario minimo. Praticamente come chiedere a un piromane di spegnere l'incendio, al gatto di proteggere il topo, al lupo di salvare Cappuccetto Rosso. La mia ai microfoni di Stefano Molinari di Radio Radio #Prodi#salariominimo#politica#informazione#radio#dibattito#giornalismo https://youtu.be/TQK--EP9Yas