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Tag: #schlein · 38 post

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Pubblicato 13 apr

Le reazioni della nostra politichetta di sinistrucola al risultato elettorale ungherese raccontano molto di noi e ci fanno capire tante cose. Se uno arrivasse oggi in Italia da Marte e osservasse le reazioni dei nostri, penserebbe che a vincere sia stato come minimo un socialista. Andrebbe bene anche uno di questi riformisti che non trovano spazio a destra e fingono di essere di sinistra: che so, un #Renzi ungherese, un Renzi Máté. Qualcosa del genere. Paolo #Gentiloni non sta più nella pelle: «Inno alla gioia», per commentare un video in cui si vede una spianata di bandiere ungheresi e una piccola bandiera #UE, che viene zoomata fino all’estremo. Prima aveva scritto: «l’Europa è più forte delle autocrazie. Grazie Magyar. I love Hungary». Se la ama tanto, perché non ci fa il favore di trasferircisi per sempre? Poi c’è la dolce Elly, la #Schlein (non l'hanno vista arrivare, ma manco dopo), che commento poco per due ragioni: non amo sparare sulla croce rossa; conta praticamente nulla dentro e fuori dal suo partito. Lei: «Il tempo dei sovranisti è finito». Vedremo. Péter #Magyar è stato nel partito di #Orban (#Fidesz) dal 2002 al 2024: la bellezza di 22 anni, ed era uno dei suoi collaboratori più stretti. Poi ha aderito (a seguito di un percorso piuttosto controverso) a #TISZA, un partito conservatore di (centro)destra. I nostri tuttavia esultano, ed esultano perché destra e sinistra non c’entrano assolutamente nulla: dopotutto loro di sinistra non lo sono mai stati, ammesso che abbia ancora un senso. Esultano per le ragioni che spiega benissimo Enrico #Letta: «L’Europa è più forte. L’Ucraina è più forte». Al netto della politica interna, della corruzione, dello scellerato sostegno a #Netanyahu, #Orban ha rappresentato un ostacolo ai piani neoliberali eurounitari e al grande partito della guerra europeo e del clown di Kiev: chiunque lo sia rischia grosso, e lo abbiamo visto. Lo stesso Orban, nel 2024, fu vittima di uno stranissimo incidente in Germania, dove perse la vita un poliziotto addetto alla sua scorta. Poi ci fu l’attentato allo slovacco #Fico (socialdemocratico, ma sulla guerra in Ucraina ostile ai servi europei dei neocon e dei democratici statunitensi) e quello a #Trump. I nostri festeggiano perché così desiderano quelli che tengono il guinzaglio. Hillary #Clinton: «La fine del regime autocratico di Viktor Orbán è una vittoria non solo per l’Ungheria, ma per tutte le persone nel mondo che danno valore alla democrazia». I nostri semplicemente obbediscono. Occhio però ai false friends, che in queste fasi si riconoscono benissimo: parliamo un momento di Giuseppe #Conte. Il camaleonte si supera: «Ha perso chi ha condotto le Istituzioni verso una svolta autoritaria e illiberale, chi in Europa ha ostacolato misure che avrebbero offerto soluzioni e risposte anche al nostro Paese. (...) Auguriamoci che in Ungheria vengano definitivamente superate la deriva illiberale e le politiche incentrate sulle paure dei cittadini». Orban perde le elezioni, lo riconosce quasi immediatamente (non così scontato dalle nostre parti), e secondo il Professore è la fine dell’autoritarismo illiberale. Già qui ci sarebbe da smetterla e da chiamare uno bravo, ma poi va avanti. Quali sarebbero, infatti, le misure che Orban avrebbe ostacolato e che erano nel nostro interesse? Il PNRR, forse, vanto del governo Conte? Ricordo a tutti che si trattava (e si tratta, lo vedremo purtroppo) di un enorme prestito condizionato, che ci costerà tantissimo nei prossimi anni. Conte ha ottenuto che l’UE ci “prestasse” soldi nostri per fare ciò che vuole lei. Contento lui. Poi però c’è l’aspetto più importante che riguarda l’avvocato: dovrebbe essere grato a Orban perché, in effetti, ha saputo rappresentare al meglio le istanze che proprio il M5S sostiene di avere a cuore. Si è frequentemente messo di traverso sul riarmo all’#Ucraina e sui soldi (ancora nostri) da mandare a #Zelensky per acquistare altri sanitari d’oro. Conte, a ben vedere, dovrebbe essere un sostenitore di... CONTINUA: https://x.com/SavinoBalzano/status/2043610521190973841?s=20

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Pubblicato 21 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1991797759167418409?t=yGBkPYQoPZm33Q4eAuwWOA&s=19 La notizia: il sindaco di #Genova, #SilviaSalis, stanzia 156 mila euro per un consulente LGBTQIA+. Il compito della politica dovrebbe essere quello di trovare soluzioni, determinare equilibri, esercitare una mediazione volta a individuare un compromesso tra i vari interessi in campo. E questo, quantomeno, dovrebbe essere il compito della politica di governo. Per farlo, evidentemente, soprattutto laddove le risorse sono limitate (e pare lo siano eccome), è necessario stabilire delle priorità. Non possiamo che dedurre che queste siano le priorità del sindaco di Genova, Silvia #Salis. Ed è rilevante sottolinearlo, dal momento che Salis è, a detta di molti, un possibile nome da proporre per la guida del campo largo, il profilo ritenuto più adeguato da contrapporre alle proposte di #GiorgiaMeloni. Ebbene, io me la immagino, la #Meloni, a sfregarsi le mani: non starà più nella pelle. Davvero possiamo considerare anche solo lontanamente accettabile, con tutti i problemi che le nostre città stanno affrontando, che si stanzi una cifra del genere per una figura di questo tipo? A Genova non ci sono problemi più impellenti e urgenti? Quali sono le priorità della sinistra oggi in Italia? Ammesso che questa si possa ancora definire sinistra. Secondo la segretaria Elly #Schlein, il #PD sarebbe tornato a parlare ai lavoratori, agli operai. Sarebbe insomma tornato nelle fabbriche. Ma come la prenderebbe un’operaia genovese la notizia della nuova trovata di Silvia Salis? Il PD, un mero cartello elettorale completamente privo di idee e visione, conferma di essere il baluardo di un insopportabile politicamente corretto che non riempie la pancia; la patria di perbenisti benpensanti che disprezzano il popolo ma vogliono imporgli un solo modo di parlare, pensare, agire. Il popolo ha fame? Che mangi asterischi e schwa! Sarei proprio curioso di sapere cosa la vedono gli omosessuali e transgender metalmeccanici. La sinistrucola — perché questo è — non ha alcuna possibilità contro la destra: nessuna.

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Pubblicato 24 lug

https://x.com/SavinoBalzano/status/1948284600700031367?t=TUbjNI_YGz28yWTmwBbPMQ&s=19 Sulla vicenda #Sala, #EllySchlein dimostra tutta la debolezza della sua leadership. Ha dichiarato: «Ribadiamo che il #Pd è al fianco del sindaco Sala e continua a sostenere il lavoro che l’amministrazione farà nei prossimi due anni per affrontare le grandi sfide che ha di fronte la città, dall’abitare alla transizione ambientale che va tenuta sempre insieme all’inclusione sociale e all’accessibilità». Certo, qualcuno potrebbe consolarsi — accontentarsi, come farebbe un sottone qualsiasi — del riferimento all’inclusività. Ma la ciccia è un’altra: pieno sostegno al sindaco. #BeppeSala rappresenta, politicamente parlando, tutto ciò che Elly #Schlein aveva promesso di combattere. Né più né meno. È uno che ha collaborato con l’amministrazione di Letizia Moratti. Uno che arriva a guidare la città grazie a Matteo #Renzi — quello del #JobsAct, del "PD che sbagliava", quello che asfaltava l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Per redimersi da quella stagione, la Segretaria ha abbracciato la recente campagna referendaria, finita come tutti sappiamo. Beppe Sala è il sindaco della #gentrificazione. Di quel processo che trasforma la città sostituendo economicamente la popolazione: via i poveri — da destinare a cupi e squallidi quartieri dormitorio — per far posto ai ricchi nelle zone più sfavillanti e luminose. L’idea di Sala per #Milano è la sublimazione di un certo paradigma politico: la ZTL, gli asterischi alla fine delle parole, la schwa a mascherare il vuoto cosmico di politiche sociali per chi resta indietro. Ciò che avrebbe dovuto scardinare chi veniva da fuori per cambiare tutto, chi non era visto arrivare, chi voleva voltare pagina. Al netto delle questioni giudiziarie — sulle quali vedremo — resta una contraddizione evidente: se metti la faccia di #Berlinguer sulla tessera, poi l’indulgenza sulla questione morale imbarazza parecchio. Si chiama karma. Francamente, non so se sia incapacità, assenza di reale volontà, paraculaggine o resistenze troppo forti all’interno del partito. Ciò che vedo è il totale fallimento di un progetto politico che doveva cambiare tutto e che, in realtà, non ha cambiato proprio un bel niente. Come, peraltro, si poteva prevedere fin dal primo istante.

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Pubblicato 10 giu

https://x.com/SavinoBalzano/status/1932337408302886936?t=N_vcA9ApCZh1AH39JBeK6A&s=19 Capito, ragazzi? Se lo dice #Boccia vi dovete fidare: «OGGETTIVAMENTE è così». Hanno vinto e non ce ne siamo nemmeno accorti. Lo ripeto ancora una volta: attribuirsi 12 o 15 milioni di sostenitori sulla base dell'#affluenza è un patetico gioco delle tre carte. Primo, perché a promuovere il #referendum c’era un caravanserraglio infinito, un’armata Brancaleone senza capo né coda. Secondo, perché molti hanno votato entrando nel merito dei quesiti, turandosi letteralmente il naso, cercando in tutti i modi di ignorare il fatto che dietro l'iniziativa ci fosse proprio il #PD. Le faccio un esempio, Onorevole: il mio. Sono andato a votare nonostante Lei e #Schlein. Intendo dire che – pur avendo scelto di non astenermi – non voterei per il #PartitoDemocratico nemmeno se fosse l’ultimo partito rimasto sulla faccia della Terra. Nemmeno se la segretaria del PD fosse mia madre, nemmeno se il capogruppo al Senato fosse mio figlio, io vi voterei. Attribuirsi i voti di chi ha partecipato è semplicemente – mi permetta – un modo imbarazzante di non ammettere la sconfitta. E se anche solo per un attimo volessimo entrare nel merito dei quesiti, non dimentichi un dettaglio "piccolo piccolo": lo scopo del #referendum8e9giugno era abrogare le vostre riforme, quelle volute e introdotte dal Partito Democratico. E allora, Onorevole, la domanda è semplicissima: di cosa sta parlando? Avete perso. La gente non si fida di voi perché non siete credibili. La gente vi evita, vi schiva – e fa bene – come si evita chi ti ha già fregato troppe volte. Avete sostenuto Monti, Draghi, Renzi e chiunque abbia fatto a pezzi il welfare italiano. Non siete nemmeno capaci di ammettere una figuraccia quando è evidente a tutti. Siete politicamente disonesti persino in questo. Per quale motivo la gente dovrebbe fidarsi di voi? La strategia del silenzio, invece? Si fidi, a volte paga. #ReferendumFlop#Referendumabrogativi2025

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Pubblicato 2 mag

https://x.com/SavinoBalzano/status/1918303212865822960?t=71LvNPbwwVoE9RxKNu6Big&s=19 «L'8 e il 9 giugno andate a votare per riscattare la dignità del lavoro che questo governo sta calpestando». Non so chi curi la comunicazione di #Schlein. Sappiamo che si avvale di un’armocromista; non è chiaro se paghi profumatamente un consulente politico o qualcuno che la supporti su altri fronti. Ma i lavoratori vanno a votare a un #referendum contro il #Governo? Un eventuale referendum abrogativo del #JobsAct sarebbe uno smacco per #Meloni? Parliamo dello stesso Jobs Act varato tra il 2014 e il 2015 dal governo #Renzi, in una legislatura a trazione #PD (#Letta, Renzi, #Gentiloni)? Ma siamo seri? Ovviamente il giornalista non batte ciglio, ma da #Formigli non mi aspetto più nulla da tempo. Il Jobs Act lo ha scritto e approvato il PD. La demolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – a opera della #Fornero nel 2012 – l’ha votata il #PartitoDemocratico. La #precarietà chi l'ha dunque iniettata nel nostro mercato del lavoro? I salari sono crollati per effetto di misure di #austerità deliberatamente adottate da governi guidati (o sostenuti) dal PD. Lo ha ammesso, di recente, persino Draghi: i salari in Italia sono stati volutamente tenuti bassi per restare “competitivi” sul mercato internazionale. La stranota svalutazione interna (meno nota a Elly, evidentemente). Quanto al taglio dello Stato sociale, è vero che è un disastro e contribuisce al nostro impoverimento: per molti beni essenziali siamo costretti ad attingere a risorse private. Ma basta guardare i dati. I governi più severi sono stati i loro. Nessuno di rilevante nel PD ha mai davvero messo in discussione le politiche imposte dall’Unione Europea. È stata l’#UE a pretendere l’introduzione della flessibilità nel lavoro. Fu #Prodi (che te lo dico a fare!), con il Pacchetto Treu del 1997, il primo a obbedire. E da lì, tutti gli altri a seguire. La #BCE, nel 2011, chiese la semplificazione dei licenziamenti, il taglio degli stipendi, il rafforzamento della contrattazione di secondo livello. E loro, ancora una volta, si sono messi sull’attenti, obbedendo al vincolo esterno, al pilota automatico, al whatever it takes. Provo a dirlo in modo semplice: chiunque non metta in discussione le politiche economiche imposte da Bruxelles, non mette in discussione la debolezza salariale in Italia. Tradotto: chi propone soluzioni facili al problema dei bassi salari, senza una critica radicale ai diktat europei, vi sta semplicemente prendendo in giro. Alla luce di tutto questo, dove si colloca il PD?

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Pubblicato 28 apr

https://x.com/SavinoBalzano/status/1916769260325540183?t=to0hud06riN_rZ2AgGuq1A&s=19 Voi siete quelli dei pass: green, red, pink, e così via. Il pass è la negazione stessa della #Resistenza. Sia chiaro: non nutro alcuna affinità intellettuale con Alessandro Sallusti. La scorsa settimana è riuscito a sostenere che la #guerra in #Ucraina sia scoppiata a causa dei comunisti, poiché la #Russia sarebbe, a suo dire, un regime di stampo comunista. Insomma, roba a cui rispondere sarebbe impossibile. Con simpatia gli dico che, se a casa qualcuno mi dicesse una cosa del genere, non esiterei un istante a comporre il 118 e attenderei febbrilmente l’arrivo dell’ambulanza. Ciò premesso, trovo letteralmente insopportabile questa ossessione di chiedere alla gente se si dichiara #antifascista. In pratica hanno introdotto un rainbow pass: se ti dichiari in un certo modo, sei ammesso al dibattito pubblico senza alcun pregiudizio. Puoi parlare senza che gli altri ridano, si scambino occhiate d’intesa, o ti trattino con sufficienza. È la dittatura del politicamente corretto: se non esibisci il passepartout del momento, sei fuori. Ti aspettano scherno, ostracismo, esclusione, insulti. Magari finisci anche in qualche lista, con tanto di foto, sbattuto sulla prima pagina del più grande quotidiano nazionale. Roba di questo tipo. E allora ti dicono: «Ma cosa ti costa dire se sei antifascista? Cosa ti costa dire se sei vaccinato?» È questo il punto. Io sono fieramente antifascista. Ricordo con amore quando mio padre mi cantava Bella ciao nella nostra Fiat Duna, e io, da bambino, pensavo dicesse "parmigiano" anziché "partigiano". A volte, ancora oggi, la canto come ninna nanna ai miei figli. Per questo inorridisco. Inorridisco perché sento che me l’hanno rubata. Rubata per condire un nuovo fascismo travestito da antifascismo; per armare la dialettica sciocca e superficiale del politicamente corretto; per imporre una tirannide del pensiero unico, che di pensiero non ha più nulla. Provo rabbia nel vedere come una canzone e un mito che irrigavano il tessuto sociale dell’#Italia siano oggi ridotti a un circo da ballare in qualche sfilata ridicola e priva di senso. Perché mai si dovrebbe fare pubblica ammissione di #antifascismo? E poi, quale antifascismo? Quello della #Schlein e del #PD? Sarebbero loro gli eredi della Resistenza? O forse #Fratoianni e #Piccolotti, impantanati nel racconto imbarazzante della loro Tesla di famiglia? Sarebbe questa gente, davvero? Ma non vi vergognate?

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Pubblicato 24 apr

https://x.com/SavinoBalzano/status/1915351670373970045?t=ksGxhdk79z3nM4bMP7mmOw&s=19 Può sembrare una domanda contorta, ma oggi me lo chiedo: chi è più ipocrita dell’ipocrita che accusa gli altri di ipocrisia? E a vincere il primo premio è proprio Elly. Questo, in sostanza, il messaggio lanciato ieri in aula da #Schlein: accusa gli altri di predicare bene e razzolare male, di commemorare #Francesco dopo aver fatto tutt’altro. Lei, che guida l’unico partito italiano - oltre a #ForzaItalia - ad aver votato l’assurda risoluzione europea di inizio aprile, nella quale si affermava: «la scelta del regime russo di minare l'ordine internazionale basato su regole e l'architettura di sicurezza dell'Europa e di dichiarare guerra ai paesi europei o di cercare di destabilizzarli al fine di realizzare la sua visione imperialista del mondo, rappresentano la minaccia più grave e senza precedenti per la pace nel mondo (...). L'Ucraina deve essere dotata delle capacità militari necessarie per tutto il tempo che le servirà per riportare una vittoria militare decisiva (...)». E ovviamente, non poteva mancare il riferimento alla comunità #LGBT, sottolineando la vicinanza del defunto #Papa, ma "dimenticando" certe sue frasi: quando parlava di «frociaggine», quando invitava le suore a essere «madri, non zitellone», o quando criticava quelle «brutte, con la faccia di aceto». Poi ci ha buttato in mezzo l'#antifascismo, che in prissimità del 25 aprile ci sta da Dio, appunto. Frasi scomode, quelle sottaciute, certo. Assolutamente irriverenti. Ma, a loro modo, significative. Utili a scuotere un conflitto dialettico e intellettuale che questa politica - questa "politichetta" - non è in grado nemmeno di concepire. La Schlein è arrivata a citare persino parte dell’omelia di Pasqua. Quella che le conveniva. E allora mi chiedo: la condotta del suo partito è compatibile con queste parole? "Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo! L’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo. (...) Faccio appello a tutti quanti nel mondo hanno responsabilità politiche a non cedere alla logica della paura che chiude, ma a usare le risorse a disposizione per aiutare i bisognosi, combattere la fame e favorire iniziative che promuovano lo sviluppo. Sono queste le “armi” della pace: quelle che costruiscono il futuro, invece di seminare morte!" E questo senza nemmeno voler ricordare - lo accenno soltanto - che la peggiore macelleria sociale in questo Paese è stata messa in atto proprio dai governi guidati (o sostenuti) dal #PartitoDemocratico: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Draghi. L’ipocrisia di questi giorni davvero provoca conati. Ma quando gli ipocriti per eccellenza si ergono a maestrini, allora sì, c’è solo da svenire.

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Pubblicato 8 apr

https://x.com/SavinoBalzano/status/1909492697062424807?t=DrbGQj-rNkGiv9RetXqvyA&s=19 MAMMA LI SOVRANISTIH!!! Mi è piaciuta moltissimo la risposta di ieri sera di #Caracciolo. Sono mesi che provo a ricordare come gli uomini più pericolosi nella parte di mondo che chiamiamo #Occidente siano quelli che generalmente si definiscono moderati. #Biden, un pover’uomo in preda al delirio e controllato da altri, ci ha portato quasi alla terza guerra mondiale. #Macron, da mesi, freme per inviare truppe al fronte contro la #Russia: forse vuole la rivincita dopo la campagna napoleonica andata così così. Nel #RegnoUnito non c’è differenza tra laburisti e conservatori: basti pensare alle strategie di #Starmer e a #Johnson, che soffocò i primi tentativi di dialogo tra #Mosca e #Kiev. Pensate all’#Italia, dove i centristi, moderati per eccellenza, sono i più accaniti sostenitori della strategia delle armi: #Calenda, per esempio, di cui ogni mattina guardiamo i video per ridere, ma che fa sul serio. Ma anche #Tajani e #Schlein, che sono esattamente la stessa cosa. Se poi guardiamo alla #Germania, allora c’è da sudare freddo: modificano la Costituzione, col Parlamento uscente, nonostante ci siano già state le elezioni, per poter investire mille miliardi in armamenti. Il cancelliere uscente è #Scholz, il prossimo sarà #Merz: due personcine a modo. Quelli che vengono definiti #sovranisti sono tutti contrari al riarmo: #LePen, #Orban, #Salvini, #Abascal, #Weidel. Lo stesso vale per quelli che definiscono #populisti: si pensi a #Conte. Anche quelli che un tempo erano sovranisti, poi “normalizzati” per poter governare – tipo #Meloni – non supportano apertamente il riarmo europeo: al massimo si astengono. Sono quelli che si nascondono sotto il banco mentre la professoressa scorre il dito sul registro per decidere chi interrogare. Non sono mica estremiste #VonDerLeyen e #Kallas: la prima è affiliata al #PPE, la seconda a #Renew. Al secondo gruppo fa riferimento anche #Lahbib – quella della fashion-war, quella della borsetta della resilienza. Ma ci ripetono che dobbiamo avere paura dei sovranisti.

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Pubblicato 6 apr

https://x.com/SavinoBalzano/status/1908802475810775512?t=rm6rSLpAqNAIyaoqODxV3A&s=19 La piazza di ieri è stata un grande successo, e il Paese — la parte sana dell’#Italia, la stragrande maggioranza — deve essere grato a chi l’ha organizzata. Avevamo bisogno di lanciare un urlo di liberazione, di indignazione, di rivendicazione. La gente voleva affermare il proprio desiderio di #pace, l’opposizione alla folle corsa al riarmo. Voleva denunciare le atrocità della #guerra, e quella #piazza ha permesso a tantissime persone di farlo. Ieri sera, l’informazione ha minimizzato la portata dell’evento, arrivando persino a mettere l’accento sulla partecipazione di qualche soggetto strampalato. Bene: è la prova che le istanze di quel popolo erano giuste, vere. Se i media tentano di oscurarle o denigrarle — in un Paese in cui domina un’informazione disinformante di regime — non servono altre conferme. E non è finita, vedrete: partirà qualche inchiesta su chi ha organizzato i pullman, ad esempio. Come se fosse un crimine. L’indecenza sarebbe stata ricorrere a risorse pubbliche, magari del Comune di #Roma. Ma queste cose accadono altrove. Ci tengo a ricordare che anche a #Milano una piazza si è riempita, affermando i principi della pace e dell’interesse nazionale: anche a loro è giusto rivolgere gratitudine. Detto ciò, c’è un’ipocrisia di fondo che #Conte non può continuare a ignorare, perché è grande come un grattacielo. Quella piazza è incompatibile con il #PartitoDemocratico. #Schlein poteva anche mandare tutti i parlamentari del mondo, ma quelle istanze sono semplicemente inconciliabili con il partito che guida: l’acqua da una parte, l’olio dall’altra. Conte non può continuare a puntare su temi assolutamente secondari per non rompere, perché qui si parla di una questione sistemica, esistenziale: il #PD è il partito della guerra, delle armi, di questa Unione Europea. Persino più dell’ignavo partito della premier. Se per Conte un dialogo è possibile con Schlein, allora dovrebbe esserlo anche con #Tajani. Strano che escluda quello con #Salvini — lo ha escluso anche ieri sera da #Padellaro, a domanda diretta. Una domanda che mi sembrava di assoluto buon senso. Fossi in Conte, chiamerei Salvini oggi stesso: se la pace è davvero la priorità assoluta per i nostri figli, mi pare un interlocutore decisamente più opportuno di chi vota certe risoluzioni al #ParlamentoEuropeo. Risoluzioni che non contano nulla, sia chiaro: l’#UE è un sistema di ingegneria istituzionale che con la #democrazia non ha nulla a che fare. Un po’ come il PD, che la democrazia ce l’ha solo nel nome. E a proposito: che cosa hanno votato il 2 aprile? "la scelta del regime russo di minare l'ordine internazionale basato su regole e l'architettura di sicurezza dell'Europa e di dichiarare guerra ai paesi europei o di cercare di destabilizzarli al fine di realizzare la sua visione imperialista del mondo, rappresentano la minaccia più grave e senza precedenti per la pace nel mondo (...). L'Ucraina deve essere dotata delle capacità militari necessarie per tutto il tempo che le servirà per riportare una vittoria militare decisiva (...)" Caro Conte, potrai anche trovare con questa gente un’intesa sui colori della segnaletica stradale o sulla riforma del catasto, ma difficilmente potrai mettertici d’accordo su un tema come quello per cui hai chiamato a raccolta la piazza di ieri a Roma. E dunque la domanda che ti rivolgo — ringraziando ancora te e la tua comunità per quanto fatto ieri — è: quanto è importante per te la pace? cosa sei disposto a sacrificare e rivedere? Questo è il punto. Il resto sono chiacchiere.

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Pubblicato 19 mar

https://x.com/SavinoBalzano/status/1902432236567183808?t=hLDjy9pSZPfFMMx83G3Z-w&s=19 In questo Paese c’è ancora chi ha il coraggio di definirsi federalista europeo: i vari #Calenda, #Schlein, #Prodi. Una vergogna. Quando andavamo col cappello in mano a supplicare uno scostamento di bilancio per una sanità allo stremo, una scuola martoriata e trasporti paralizzati, ci rispondevano con un pernacchio degno di Eduardo. E questo significava non poter curare adeguatamente i malati, non garantire una buona istruzione ai nostri figli, non consentire spostamenti dignitosi ai pendolari. Oggi la #Germania se ne infischia di ogni limite di spesa e si prepara a investire mille miliardi in armi! Nel frattempo, Bagnai smaschera #MarioDraghi, e per fortuna nela rete (e in alcune trasmissioni come la nostra) se ne parla molto. Nel resto dell’informazione, invece, si continua a fare ciò che si è sempre fatto nei suoi confronti: leccargli il culo. Ah, poi c’è Calenda che scrive "aridatece #Draghi". Ma è Calenda. Un piccolo commento lo abbiamo dedicato anche a lui. #BattitoriLiberi#RadioCusanoCampus

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Pubblicato 16 mar

https://x.com/SavinoBalzano/status/1901206383573303560?t=EWeCEBlX5iE7DR47_pXu-Q&s=19 Ieri, al carnevale di Piazza del Popolo, non si è nemmeno capito quanti fossero davvero. Il TG Draghi ha descritto l’evento come l’evento del secolo: secondo loro, ci sono stati i funerali di #Berlinguer, quelli di #GiovanniPaoloII e poi la piazza dei #serrapiattisti di ieri. In poche parole, una cronaca surreale e ridicola, che conferma quale sia il vero problema del nostro Paese: l’informazione. Una democrazia non può funzionare sotto il bombardamento costante della propaganda. Perché di questo si tratta: propaganda. E neanche raffinata: sono rozzi e incolti come un gruppo di ultras urlanti. Ad ogni modo, chi scende in piazza si rispetta sempre. Era una manifestazione di sciocchezze e contraddizioni, ma sono affari loro. Chi invece si deve criticare sono i leader politici. #Calenda è Calenda, c’è altro da dire? Ormai non lo distinguo più dalla caricatura che ne fa #Crozza, ma almeno un briciolo di coerenza ce l’ha. Certo, la coerenza in sé conta poco: se sei coerente nel dire cretinate, non è che diventi ammirevole, ma almeno non ti possono dare dell’ipocrita. Un punticino dai. #Bonelli e #Fratoianni? L’ecologista che pretende cosa, carri armati a zero emissioni? Patetico. E il secondo, dopo la figuraccia della Tesla pagata "poco" (47mila euro), va a fare il comunista in una piazza che difende chi ha costretto i paesi alla macelleria sociale, ammazzando letteralmente la gente (vedi la Grecia). Davvero grotteschi. Ma la vincitrice assoluta è lei, l’unica e inimitabile: la regina del vuoto cosmico, duchessa delle supercazzole. #Schlein: "Noi, come Partito Democratico, ci siamo". Ma noi chi?! Che nel PD conti meno di me? Io non posso crederci: fa le primarie, gli iscritti fanno vincere quell’altro coi Ray-Ban, ogni volta che dà una indicazione di voto i suoi parlamentari le fanno una pernacchia e votano l’opposto. Di quale PD sta parlando? #Conte capisca una volta per tutte che il fronte largo è semplicemente una pattumiera: un coacervo di falliti e leccaculo. Se non li molla del tutto, sulla "fronte" può prendere solo un palo, politicamente s'intende. Questi sono leader senza partito e senza popolo: morti che camminano, politicamente. Esattamente come i fanatici che nell’Unione Europea impongono la logica della #guerra e delle #armi senza alcuna legittimazione democratica. La verità è che alla gente, tutte queste mummie - italiane ed europee - stanno sulle palle. E loro lo sanno. È per questo che non avrebbero alcuno scrupolo nel mandarci al fronte a crepare. Ma non sperateci troppo.

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Pubblicato 12 mar

https://x.com/SavinoBalzano/status/1899855197964320800?t=YIKzRkaWzz19EM1GfGx9tA&s=19 Vi faccio vedere una chicca. Questo è il risultato del voto sull’emendamento proposto dai conservatori europei (con #Meloni in prima linea) per cambiare il nome di #ReArmEurope in #DefendEurope. Ora, capisco benissimo l’imbarazzo di #GiorgiaMeloni: dopo aver sostenuto per anni le follie di un uomo che non era palesemente più presente a se stesso, ora deve trovare un modo per riposizionarsi. Ma il punto è: da che parte sta davvero? Vuole 800 miliardi di debiti da spendere in armi? Sì o no? Perché, cara Giorgia, se chiami la cacca "cioccolata", sempre merda resta. E trattare il popolo italiano come una massa di beoti è inaccettabile. Vai a prendere in giro qualcun altro. È il momento di tirare fuori un po’ di palle: la pacchia non era finita? E in tutto questo, guardate chi ha votato a favore di questa cialtronata: il #PD! Sì, i parlamentari del #PartitoDemocratico hanno deciso di sostenere questa trovata "cosmetica" di #FdI. Un’occasione d’oro per attaccare la premier, facilissima da sfruttare, ma la tentazione del piddino di votare tutto ciò che è sterco per poi servirlo a tavola come fosse profiterole è sempre troppo forte. Non resistono mai, quei monellacci. Ma manco il sostegno di #Schlein vi ha fatto capire che era una ciarlatanata? Andiamo bene...

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