TGINSIGHT CHAT
Savino Balzano
@savinobalzano
BlogUn canale dove condivido i miei contributi Twitter https://twitter.com/SavinoBalzano Facebook https://www.facebook.com/sav.balzano/
Post recenti
Tag: #fornero · 10 post
Pubblicato 22 giu
https://x.com/SavinoBalzano/status/1936686569663901923?t=G2w0znd9tKrlWK0XZg1IHw&s=19 Sul quotidiano @LaVeritaWeb è apparsa la notizia di alcuni incontri tra #Draghi e #Mattarella. Incontri serali, lontani dalla luce del sole, gestiti con la massima discrezione. Per carità, tutto lecito: ognuno incontra chi vuole. Ma è un passaggio propedeutico alla successione? Si pensa ancora a #MarioDraghi per il #Quirinale? Quali sarebbero, di preciso, i suoi meriti? La sua candidatura viene raccontata come naturale, fisiologica, quasi obbligata. Eppure parliamo dell’autore di alcune delle più grandi boiate degli ultimi anni. La più clamorosa? Forse quella in cui ci invitò a scegliere tra la pace e i condizionatori. Prima ci aveva detto che chi non si vaccinava toglieva la vita al prossimo. Poi ci rassicurò sul fatto che le sanzioni economiche contro la #Russia avrebbero messo in ginocchio #Putin, senza alcun effetto negativo sulle nostre economie. È lo stesso Draghi che – applaudito anche in quell’occasione – ha poi ammesso, nero su bianco, che le politiche europee da lui sempre sostenute hanno distrutto il Paese. E che il contenimento dei salari italiani era una strategia deliberata per restare competitivi nel mercato unico. Parliamo di colui che nel 2011 scrisse la famosa "lista della spesa", poi realizzata con zelo da #Monti – un altro tipetto raccomandabile – e dalla ministra #Fornero, Mrs. "Chiagni e Fotti". In un Paese serio, con un'informazione degna di questo nome, una simile ipotesi verrebbe accolta con una pernacchia. Anzi, con un pernacchio di eduardiana memoria. Ma si sa: da noi, la stragrande maggioranza dei giornalisti la lingua la usa per altro. #BattitoriLiberi, dal lunedì al venerdì, dalle 17 su #RadioCusanoCampus.
Pubblicato 2 mag
https://x.com/SavinoBalzano/status/1918303212865822960?t=71LvNPbwwVoE9RxKNu6Big&s=19 «L'8 e il 9 giugno andate a votare per riscattare la dignità del lavoro che questo governo sta calpestando». Non so chi curi la comunicazione di #Schlein. Sappiamo che si avvale di un’armocromista; non è chiaro se paghi profumatamente un consulente politico o qualcuno che la supporti su altri fronti. Ma i lavoratori vanno a votare a un #referendum contro il #Governo? Un eventuale referendum abrogativo del #JobsAct sarebbe uno smacco per #Meloni? Parliamo dello stesso Jobs Act varato tra il 2014 e il 2015 dal governo #Renzi, in una legislatura a trazione #PD (#Letta, Renzi, #Gentiloni)? Ma siamo seri? Ovviamente il giornalista non batte ciglio, ma da #Formigli non mi aspetto più nulla da tempo. Il Jobs Act lo ha scritto e approvato il PD. La demolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – a opera della #Fornero nel 2012 – l’ha votata il #PartitoDemocratico. La #precarietà chi l'ha dunque iniettata nel nostro mercato del lavoro? I salari sono crollati per effetto di misure di #austerità deliberatamente adottate da governi guidati (o sostenuti) dal PD. Lo ha ammesso, di recente, persino Draghi: i salari in Italia sono stati volutamente tenuti bassi per restare “competitivi” sul mercato internazionale. La stranota svalutazione interna (meno nota a Elly, evidentemente). Quanto al taglio dello Stato sociale, è vero che è un disastro e contribuisce al nostro impoverimento: per molti beni essenziali siamo costretti ad attingere a risorse private. Ma basta guardare i dati. I governi più severi sono stati i loro. Nessuno di rilevante nel PD ha mai davvero messo in discussione le politiche imposte dall’Unione Europea. È stata l’#UE a pretendere l’introduzione della flessibilità nel lavoro. Fu #Prodi (che te lo dico a fare!), con il Pacchetto Treu del 1997, il primo a obbedire. E da lì, tutti gli altri a seguire. La #BCE, nel 2011, chiese la semplificazione dei licenziamenti, il taglio degli stipendi, il rafforzamento della contrattazione di secondo livello. E loro, ancora una volta, si sono messi sull’attenti, obbedendo al vincolo esterno, al pilota automatico, al whatever it takes. Provo a dirlo in modo semplice: chiunque non metta in discussione le politiche economiche imposte da Bruxelles, non mette in discussione la debolezza salariale in Italia. Tradotto: chi propone soluzioni facili al problema dei bassi salari, senza una critica radicale ai diktat europei, vi sta semplicemente prendendo in giro. Alla luce di tutto questo, dove si colloca il PD?
Pubblicato 7 apr
https://x.com/SavinoBalzano/status/1909155482440478747?t=qHztv8w78QQksaH6OhGCbw&s=19 Era il 20 gennaio 2015 e qualcuno prevedeva ciò che sarebbe accaduto. La svalutazione dell'#euro, evidentemente, agevolava le nostre esportazioni danneggiando altri. Se lo dicevi, ovviamente, venivi tacciato di essere un pericoloso estremista reazionario. Magari anche un po' fascista: certe logiche non cambiano mai. I "migliori" ci rassicuravano: era tutto a posto, andava bene così, si poteva fare. Altri facevano notare — qui @AlbertoBagnai — che quel giochetto avrebbe provocato una reazione. Una reazione che, sia chiaro, non arriva oggi per la prima volta: i #dazi non li ha certo inventati #Trump. Oggi sono al centro del dibattito pubblico non perché il tema debba essere gestito con attenzione, ma per alimentare il solito terrorismo mediatico finalizzato all’imposizione di scelte antisociali e neoliberali. Per fare ciò che piace all’#Ue e al #PD, in poche parole. #Meloni aveva promesso di contrastare queste logiche, ma stiamo ancora aspettando. Gli #USA di #DonaldTrump avevano anche un’altra strada per fiaccare le importazioni: falcidiare redditi e domanda interna, l’#austerità. Non hanno trovato un #Monti o una #Fornero a portata di mano, e hanno scelto un’altra strategia. Non devono esserci molti antiamericani da quelle parti.
Pubblicato 22 gen
https://x.com/SavinoBalzano/status/1882141651856244764?t=nxWFp22nTXim9CIvcBXTrw&s=19 La #Fornero ci tiene a dire "con molta pacatezza" (lo dice lei) che sarebbe stata molto imbarazzata a partecipare alla cerimonia di insediamento di #DonaldTrump, dal momento che il discorso del Presidente turbava la coscienza civile. Ebbene, tengo a dire anche io due cose con la stessa identica pacatezza. 1) IMPORTANTE: ritengo sia più conturbante per la coscienza civile riscrivere l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori di modo da indebolire le protezioni dal licenziamento illegittimo; firmare una merdosissima riforma delle pensioni che ha generato veri e propri drammi per anni nella vita di tantissima gente; prendere parte, in generale, a un governo di liquidatori che hanno avuto l'ordine di picconare il nostro Stato sociale, provocando danni inenarrabili. La nostra sanità pubblica, ad esempio, li patisce ancora oggi. Questo francamente mi leverebbe il sonno e mi impedirebbe di incrociare serenamente lo sguardo nello specchio. 2) MENO IMPORTANTE: non deve assolutamente preoccuparsi perché non se la fila nessuno e non sarà invitata ad alcun evento relativo alla presidenza #Trump.
Hashtags
Pubblicato 11 dic
https://x.com/SavinoBalzano/status/1866748508776124709?t=AxEMeyAirpzFBAs7d3J_wg&s=19 Qualche giorno fa, #MarioMonti paragonava l'attuale stallo istituzionale Francese all'#Italia del 2011. A suo dire, dalle parti di #Parigi servirebbero "riforme" importanti, soprattutto per mettere i conti in ordine, e il ritardo accumulato è ormai divenuto insostenibile. Che ve lo dico a fare. La causa di questo immobilismo, secondo #Monti? Stupenda questa: è il "premierato francese". Si, insomma, secondo Mario la differenza tra #Macron e #Napolitano consisterebbe in questo: il primo, a causa del presidenzialismo, gioca un ruolo meramente di parte; il secondo, invece, in considerazione dell'attuale equilibrio tra i poteri in Italia, riuscì ad esercitare un ruolo imparziale, responsabile e di alto profilo. Per Monti, quello di Napolitano fu semplice "arbitraggio": lui non era di parte. E immagino non fosse di parte anche #Mattarella sulla questione #Savona, per carità! Nessuno pensi che da tempo il #Quirinale sia al servizio del pilota automatico, del vincolo esterno! No no, quello si chiama "alto profilo". E neppure gioca un ruolo il fatto che in Francia la maggioranza tra i partiti, ad oggi, non sosterrebbe mai un Monti francese? Gli stessi che infatti sono descritti come reazionari e pericolosissimi per la #democrazia. Che andate a pensare! Vogliamo parlare del sindacato Francese? Paragonarlo alla postura assunta dai nostri in relazione all'operato del peggior Ministro del Lavoro nella storia repubblicana (Elsa #Fornero: lo preciso per il #PD che la votrebbe senatrice a vita) fa letteralmente arrossire. Secondo Monti, in Francia l'#austerità non si può ancora realizzare perché il loro assetto istituzionale è simile al premierato che vorrebbe la maggioranza da queste parti. Insomma, quasi a dire che non si possa realizzare per colpa del Governo italiano, che tanto sempre là si finisce. Magari fosse così! Magari bastasse così poco. La verità è molto più complessa e risiede nel cuore democratico del Paese: il nostro era ammalato, ficcato da anni e anni di propaganda internazionale e nazionale, da un esercito di antitaliani che marciava dentro e fuori dei confini nazionali. Alla fine molti, non tutti, accettarono quel tradimento. In Francia ancora non è possibile e ne vedremo delle belle.
Pubblicato 22 ott
https://x.com/SavinoBalzano/status/1848778969761435800?t=QuO_5oViGKcjw9JreCq5fQ&s=19 Sabato e domenica sarò a Montesilvano, ospite degli amici di @AsimmetrieOrg, per la tredicesima edizione del Convegno Internazionale "Euro, Mercati, Democrazia". Discuterò con @PTridico del mio "Il salario minimo non vi salverà", @FaziEditore. #Goofy13 sarà un momento prezioso di confronto e riflessione. Qualche anticipazione? Beh, a spanne, senza saper né leggere né scrivere, mi sentirei cautamente di prevedere che nessuno di noi perorerà la causa di #Fornero senatrice a vita.
Pubblicato 17 ott
https://x.com/SavinoBalzano/status/1846846448438018071?t=N97sY9daKo0_gZhjdVBOrA&s=19 Martedì scorso, ai microfoni di @diMartedi@La7tv, @EnricoLetta ha dichiarato che dovremmo nominare #ElsaFornero senatrice a vita, per i suoi meriti: avrebbe, secondo #EnricoLetta, salvato l'#Italia. Sono contento della proposta, perché mi dà modo di argomentare ancora una volta come la #sinistra in questo #Paese sia morta da tempo, lasciando spazio a una squallida #sinistrucola traditrice delle istanze del #lavoro e dei più fragili. Quando nel 2002 #Berlusconi tentò di mettere le mani sull'art.18 dello #StatutoDeiLavoratori, scesero tutti in piazza, affollammo il #CircoMassimo: oltre tre milioni di persone per bloccare una riforma sbagliata. Il Cavaliere rinunciò. Dopotutto, come avrebbero potuto (sinistra e sindacati) accettare la modifica di quell'articolo? Sarebbe stata un'indecenza: vi pare? eh già. Nel 2012, esattamente 10 anni dopo, #Fornero fece esattamente la stessa cosa: con la sua riforma, sia per i #licenziamenti disciplinari che per quelli economici, il giudice ha pochissime possibilità di restituire il posto di lavoro al malcapitato in caso di illegittimità. L'avrò scritto centinaia di volte, ma insisto: la riforma non è intervenuta sui licenziamenti legittimi (quelli erano possibili prima e lo sono anche oggi); essa insiste sui licenziamenti illegittimi e, se il giudice arriva a dichiararli tali, potrà quasi sempre disporre il solo indennizzo prestabilito dalla legge (assai diverso dal vecchio risarcimento del danno, peraltro). Grazie alla legge n. 92 del 2012, il licenziamento è divenuto un semplice "costo", peraltro prevedibile già prima del giudizio e dunque privo di rischi: l'impresa si limita a valutare se esso è sostenibile o meno. Se sì, si libera della persona. L'art. 18 dello Statuto, pensato da uomini e donne decisamente migliori di Elsa Fornero, è posto in una parte molto particolare della legge, quella dedicata alle "libertà sindacali". Non è un caso: esporre la persona all'arbitrio serve a inibirne la partecipazione democratica e a subordinarla al silenzioso sfruttamento. Non è necessario far esplodere il fenomeno dei licenziamenti di massa: la riforma era utile a instaurare un clima ben preciso, di timori e insicurezze. Una riforma che coi conti pubblici non aveva nulla da spartire: perché licenziare facilmente le persone dovrebbe aiutare la nostra finanza pubblica? In che modo legalizzare il licenziamento illegittimo avrebbe salvato il Paese? Porta il nome del Ministro del Lavoro di allora, #Fornero appunto, che accusava i nostri giovani di essere «choosy» (schizzinosi) e supportata da gente come #MarioMonti, l'allora Presidente del Consiglio, quello che diceva «che monotonia il posto fisso!»: lui, che campa facendo il senatore a vita. Nominato tale, peraltro, dal primo #PresidenteDellaRepubblica comunista, #Napolitano: la storia sa essere davvero beffarda. Dopotutto, diciamocelo: abbiamo avuto comunisti e comunisti. Però sono contento, perché così si capisce ancora meglio: quando si parla di sinistra salottiera, sinistra ztl, sinistra radical chic, a questo ci si riferisce. Sembrano frasi fatte, espressioni da talk show, ma sottendono una realtà di fondo ineludibile: il primatismo culturale della sinistra non esiste, è una bufala montata dall'informazione. La sinistra, così definita ovviamente, in questo Paese è la massima espressione del più feroce neoliberismo: è per la flessibilizzazione del mondo del lavoro (il Jobs Act lo hanno fatto loro!), per il contenimento della spesa, per il pareggio di bilancio. La visione di questa gente non ha assolutamente nulla a che vedere con la tradizionale visione socialista, nulla a che vedere con lo spirito della Carta costituzionale che recita: «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». ... CONTINUA SU X
Pubblicato 20 set
https://x.com/SavinoBalzano/status/1837046410228670607?t=BPfrtNo11PEMP-AW2iYefQ&s=19 Ci potremo sempre contare perché banalità del male resta una certezza assoluta. Ieri qualcuno, anch'io assai modestamente, prevedeva che l'#Alluvione sarebbe stata strumentalizzata per ripartire a bomba col teatrino ridicolo del #GreenDeal made in #Bruxelles e, difatti, puntuale come un orologio, #Fittipaldi, ospite di #Ottoemezzo di #Gruber, va alla carica con l'accusa ai sovranisti brutti e cattivi di ostacolare la santissima #Ue, che invece - povera e incompresa - vorrebbe salvare il pianeta. La domanda che sottoporrei, mi pare davvero banale e sono imbarazzato per questo, a tali individui è: se avessimo fatto i cappotti termici (a spese nostre), avessimo costretto gli operai a non guidare la loro auto populista e inquinante, li avessimo costretti (a spese loro, ça va sans dire) ad acquistare un'auto elettrica social-democratica o popolare, oggi non patiremmo l'#alluvioneromagna? È questo che mi significate? Non solo: riprendendo le dichiarazioni di #EllySchlein, la guida del quotidiano @DomaniGiornale, sottolinea come criticare gli amministratori locali, il signor @sbonaccini in primis, sarebbe sciacallaggio puro. Ullallà! Niente di meno? Domanderei ancira al Direttore @emifittipaldi, che a mio avviso confonde il mestiere di giornalista con quello di portavoce (di #Schlein e del #PD), se i "tappi" di legname e di detriti che hanno di fatto reso impossibile il corretto fluire dell'acqua non c'entrino proprio nulla col disastro e coi morti (le foto le riportano diversi giornali, non i soliti complottisti trumpiani). Oltre a lambiccarsi il cervello sul ritorno del #fascismo, non le parrebbe utile ragionare - seppur fugacemente - sul macello che gli amministratori dell'#EmiliaRomagna hanno causato in decenni, consumando ad esempio il suolo a velocità forsennata? Sul punto mi pare che anche la Segretaria possa avere qualche piccola responsabilità: ricordo ricoprisse un ruolo particolarmente rilevante in Regione: sbaglio? Che mi dice degli argini, ma soprattutto del fatto che il letto dei canali non viene praticamente più pulito, riducendo drasticamente la portata degli stessi e dunque agevolando enormemente lo straripamento delle acque? No, perché secondo il vostro ragionamento parrebbe quasi che la colpa del casino sia del mio climatizzatore e dell'auto di mio nonno. E mi girano un po' le palle, sono certo comprenderà. Esimio Direttore, mi permetta di chiosare con un ulteriore quesito, piccolo piccolo. Essì perché lei mi parla di "sciacallaggio" da parte di chi evidenzia invece delle fattualità e non mi pare colga viceversa l'azione degli sciacalli, quelli veri. Sia chiaro, per me lei è in assoluta buona fede. Mi consenta di spiegare: dopo aver falcidiato la #sanità con decine di miliardi di tagli, tutti votati dal @pdnetwork, la sua Wonder-Elly ci viene a scassare i maroni sulle liste d'attesa e ci racconta che la colpa è del #Governo in carica; ancora ci scaramella (si immagini il caramello bollente eh, perché cerco di renderle l'idea di quanto la cosa risulti urticante) le gonadi con la storia della precarietà e dei bassi salari, dopo che il suo partito ha appoggiato gli abomini di #Fornero (riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in primis), ma soprattutto dopo aver varato quella robaccia mefitica che è stato il #JobsAct. Ora, perdonerà il tono suburbano e periferico, ma se non è sciacallaggio questo, allora che cos'è? Direi che è proprio il caso di finirla: mancherà anche il senso del grottesco, ma che almeno si rispettino i morti.
Pubblicato 30 ago
https://x.com/SavinoBalzano/status/1829426497444057328?t=Gm73uqs6yVTQK1pY38hX3Q&s=19 Ma il profilo X di Elsa #Fornero lo avete mai visto? Una roba esilarante: nel 2012 esordiva con "Buongiorno amici di Twitter. Tra poco inizierò a "twittare" anche io... Il tempo di imparare": è stato il suo ultimo tweet. Sono passati 12 anni, starà ancora "imparando". La reazione al mio post di ieri devo ammettere avermi stupito. Per carità, la stragrande maggioranza delle persone ha condiviso il fatto che Elsa Fornero sia stata per il Paese come una grandinata sull'uva da vendemmiare, però qualcuno devo dire che ci ha provato a difenderla, con forza, ostinazione, ardimento quasi. E dunque desidero scusarmi. Si perché in alcuni casi ho replicato duramente, senza comprendere che, di fondo, in uno che ti scrive "ad avercene di Fornero!" non alberga un disagio politico, ma psichiatrico. E non sono stato sensibile, mi è scappata la frizione, tipo come a Venditti. Me ne dispiaccio. Però pure voi capitemi: con la bandierina europea nella bio che mi "ricordavano" come nel 2011 fossimo sull'orlo del fallimento, ancora la storia dello spread, che lei ci ha salvato. Questi la vorrebbero al #Quirinale. Per questa gente è credibile la storia del Governo Monti che ci ha tirato fuori dai guai quando le cose si mettevano male: se scavi, sono certo che questi zombie siano orgogliosi di come la #troika abbia "salvato" la #Grecia. I fieri cittadini dell'#UE: qui l'espressione "utile idiota" compie la sua massima sublimazione. E giù a dire "ma da un sindacalista che ti vuoi aspettare?": siete banali. Che poi è un mezzo autogol ragazzi, lo dico con sinpatia: i sindacalisti non sono tutti uguali e gli stronzi (o le stronze) sono proprio quelli che candidano nei partiti che votate. Non fatemi fare nomi, ci arrivate facile facile. Ci possiamo anche scherzare, ma sono sinceramente amareggiato: continuo a confidare nel senso comune della gente, soprattutto di quella più lontana e diffidente nei confronti del bombardamento propagandistico che subiamo ogni giorno, che poi è quella che vive seriamente i problemi quotidiani e prova disperatamente a trovare soluzioni, ma la mandria di babbei lobotomizzati che ruminando ripete ossessivamente le stesse fregnacce, con lo sguardo acuto di una vacca che guarda il treno passare, mi preoccupa. Mi preoccupa sinceramente: resto ottimista, ma alcuni non li recuperi più, troppo tardi. Bene prenderne atto.
Pubblicato 29 ago
https://x.com/SavinoBalzano/status/1829088690846490754?t=tbyeM5k3s2RqZN97h-WkCg&s=19 Io davvero non mi capacito di come qualcuno abbia ancora il coraggio di invitare in trasmissione #ElsaFornero. Soprattutto trovo inconcepibile l'idea che #Fornero possa esprimere giudizi sprezzanti sulla classe politica del Paese. È nota per la sua riforma delle pensioni, ma Fornero è stata anche il peggior Ministro del Lavoro nella recente storia repubblicana. Prese parte al "colpo di stato gentile" del 2011 e figurò nell'esecutivo di liquidatori, frutto dell'inciucio tra #Napolitano e #Juncker (raccontato da quest'ultimo in una intervista). Nessuno cita ad esempio il suo scempio dello Statuto dei Lavoratori. A Elsa dobbiamo la modifica dell'art. 18 (con la legge n. 92 del 2012). Prima funzionava in maniera semplice: venivi licenziato e andavi davanti al giudice. Se questi riteneva il licenziamento illegittimo, ti restituiva il lavoro e disponeva anche il risarcimento del danno. In caso di licenziamento legittimo, invece, ti attaccavi. Su quest'ultimo caso nulla è cambiato: Elsa è intervenuta solo sui licenziamenti illegittimi. Come funziona oggi il meccanismo (inasprito poi da #Renzi nel 2015): se il giudice ritiene che il licenziamento è illegittimo, ti riconosce quasi sempre una indennità. Non può far altro se non in casi assolutamente residuali. Se ti rubano l'automobile, il giudice può disporne la restituzione: se ti fottono il lavoro, no. Elsa racconta di aver contribuito a salvare il Paese: mi spiegate che "utilità" ha comportato questa modifica per le sorti dell'Italia, della nostra impresa, della nostra economia? Il suo capo di allora, #Monti, affermava "che monotonia il posto fisso!": curioso se a pensarla così è uno che fa il senatore a vita: a vita! E lei riteneva i nostri giovani troppo "choosy" (schizzinosi): preferiva chi le teneva l'ombrello a Courmayeur. Dopotutto, è la stessa che recentemente ha sostenuto che 9 euro di salario minimo legale sarebbero troppi: per lei meglio 7. Elsa Fornero è esponente della peggiore nomenclatura, della peggiore accademia: ha servito, si, ma non le ragioni dello Stato, se per esse intendiamo l'interesse collettivo, quello del Popolo. Di ciò ovviamente nessuno le chiede di rispondere e tutti i giornalisti che continuano a invitarla senza presentarle il conto, ascoltandola in estasi come i pastorelli di Medjugorje dinanzi alla Vergine, dovrebbero semplicemente vergognarsi.