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Tag: #fico · 4 post

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Pubblicato 13 apr

Le reazioni della nostra politichetta di sinistrucola al risultato elettorale ungherese raccontano molto di noi e ci fanno capire tante cose. Se uno arrivasse oggi in Italia da Marte e osservasse le reazioni dei nostri, penserebbe che a vincere sia stato come minimo un socialista. Andrebbe bene anche uno di questi riformisti che non trovano spazio a destra e fingono di essere di sinistra: che so, un #Renzi ungherese, un Renzi Máté. Qualcosa del genere. Paolo #Gentiloni non sta più nella pelle: «Inno alla gioia», per commentare un video in cui si vede una spianata di bandiere ungheresi e una piccola bandiera #UE, che viene zoomata fino all’estremo. Prima aveva scritto: «l’Europa è più forte delle autocrazie. Grazie Magyar. I love Hungary». Se la ama tanto, perché non ci fa il favore di trasferircisi per sempre? Poi c’è la dolce Elly, la #Schlein (non l'hanno vista arrivare, ma manco dopo), che commento poco per due ragioni: non amo sparare sulla croce rossa; conta praticamente nulla dentro e fuori dal suo partito. Lei: «Il tempo dei sovranisti è finito». Vedremo. Péter #Magyar è stato nel partito di #Orban (#Fidesz) dal 2002 al 2024: la bellezza di 22 anni, ed era uno dei suoi collaboratori più stretti. Poi ha aderito (a seguito di un percorso piuttosto controverso) a #TISZA, un partito conservatore di (centro)destra. I nostri tuttavia esultano, ed esultano perché destra e sinistra non c’entrano assolutamente nulla: dopotutto loro di sinistra non lo sono mai stati, ammesso che abbia ancora un senso. Esultano per le ragioni che spiega benissimo Enrico #Letta: «L’Europa è più forte. L’Ucraina è più forte». Al netto della politica interna, della corruzione, dello scellerato sostegno a #Netanyahu, #Orban ha rappresentato un ostacolo ai piani neoliberali eurounitari e al grande partito della guerra europeo e del clown di Kiev: chiunque lo sia rischia grosso, e lo abbiamo visto. Lo stesso Orban, nel 2024, fu vittima di uno stranissimo incidente in Germania, dove perse la vita un poliziotto addetto alla sua scorta. Poi ci fu l’attentato allo slovacco #Fico (socialdemocratico, ma sulla guerra in Ucraina ostile ai servi europei dei neocon e dei democratici statunitensi) e quello a #Trump. I nostri festeggiano perché così desiderano quelli che tengono il guinzaglio. Hillary #Clinton: «La fine del regime autocratico di Viktor Orbán è una vittoria non solo per l’Ungheria, ma per tutte le persone nel mondo che danno valore alla democrazia». I nostri semplicemente obbediscono. Occhio però ai false friends, che in queste fasi si riconoscono benissimo: parliamo un momento di Giuseppe #Conte. Il camaleonte si supera: «Ha perso chi ha condotto le Istituzioni verso una svolta autoritaria e illiberale, chi in Europa ha ostacolato misure che avrebbero offerto soluzioni e risposte anche al nostro Paese. (...) Auguriamoci che in Ungheria vengano definitivamente superate la deriva illiberale e le politiche incentrate sulle paure dei cittadini». Orban perde le elezioni, lo riconosce quasi immediatamente (non così scontato dalle nostre parti), e secondo il Professore è la fine dell’autoritarismo illiberale. Già qui ci sarebbe da smetterla e da chiamare uno bravo, ma poi va avanti. Quali sarebbero, infatti, le misure che Orban avrebbe ostacolato e che erano nel nostro interesse? Il PNRR, forse, vanto del governo Conte? Ricordo a tutti che si trattava (e si tratta, lo vedremo purtroppo) di un enorme prestito condizionato, che ci costerà tantissimo nei prossimi anni. Conte ha ottenuto che l’UE ci “prestasse” soldi nostri per fare ciò che vuole lei. Contento lui. Poi però c’è l’aspetto più importante che riguarda l’avvocato: dovrebbe essere grato a Orban perché, in effetti, ha saputo rappresentare al meglio le istanze che proprio il M5S sostiene di avere a cuore. Si è frequentemente messo di traverso sul riarmo all’#Ucraina e sui soldi (ancora nostri) da mandare a #Zelensky per acquistare altri sanitari d’oro. Conte, a ben vedere, dovrebbe essere un sostenitore di... CONTINUA: https://x.com/SavinoBalzano/status/2043610521190973841?s=20

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Pubblicato 12 giu

https://x.com/SavinoBalzano/status/1933067715855499357?t=hWvX9zR7QYecOQk1JFSmsw&s=19 Immaginate un paziente ammalato, da febbraio 2022. In realtà era malato da molti anni prima, ma qualcuno, furbescamente, ha cancellato il periodo precedente dalla cartella clinica. Il paziente è messo male, e si suggerisce una terapia. In molti, sin dall'inizio, denunciavano l'inadeguatezza della cura prescelta, ma venivano letteralmente linciati: sbattuti in prima pagina sul quotidiano più grosso del Paese, sbertucciati, ostracizzati, umiliati in tutti i modi. Alla fine si procede con quella cura e – come prevedibile – nessun effetto positivo viene prodotto. Anzi: si conferma tutto quanto denunciavano i poveri oppositori. Si producono solo effetti negativi, peraltro sulle parti più fragili, più deboli del "corpo sociale". Questo, precisamente questo, accade nell'Unione Europea a partire dal febbraio 2022. Siamo in procinto di emanare un ulteriore pacchetto di sanzioni contro la #Russia, il diciottesimo. Ci raccontano che i pacchetti precedenti abbiano sortito l'effetto desiderato, che la cura sia un successo. La realtà è che la Russia tiene. L'#Ucraina è sempre più fragile, e con essa i popoli europei. O, meglio, la stragrande maggioranza nei popoli europei: qualcuno, in tutto questo, si arricchisce. Come spesso accade. Alcuni provano ancora ad opporsi. Il più coraggioso si chiama #Fico: è il premier slovacco. Nel maggio dello scorso anno, #RobertFico ha subito un gravissimo attentato: la sua vita è stata a lungo appesa a un filo. Un evento descritto quasi come marginale: i nostri telegiornali se ne sono occupati a malapena, certamente controvoglia. Immaginate se qualcosa del genere accadesse a un leader allineato: #Macron, #Merz o al rumeno Nicușor Dan. Le maratone non finirebbero più. Chi ha coraggio deve alzare la testa e deve dire di no a questo coacervo di inetti guerrafondai, a questo manipolo di sciacalli, a questa marmaglia di speculatori. Chi ha coraggio, deve fare come Robert Fico.

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Pubblicato 5 mag

https://x.com/SavinoBalzano/status/1919354130037887318?t=a04FHlBRULckWd4iO4TX3g&s=19 Sentite un po’ questi due e ditemi che ne pensate, perché davvero io comincio a non farcela più. Da un lato l’augusto #Augias: quello del #fascismo goniometrico (vi ricordate quando da Floris giudicava le braccia tese in base all’inclinazione?), quello per cui le Scritture ci inviterebbero al #riarmo. Dall’altro, #Zagrebelsky, quello che ne capisce di #Costituzione. Corrado ci dice che le democrazie sono a rischio. E uno pensa: “Vedrai che si riferisce al fatto che hanno fatto fuori #Georgescu in #Romania e che ora ci stiano provando con #Simion; sicuro si riferirà all’assurdità per cui un giudice di primo grado impedisce a #LePen di candidarsi all’Eliseo; certamente non gli saranno andati giù gli attentati a #Fico, a #Trump, la morte della guardia del corpo di #Orban; non dormirà per le recenti dichiarazioni di Thierry #Breton e per i rischi di messa al bando di #AfD; gli saranno tornate in mente le parole di #Oettinger, quando disse che i mercati ci avrebbero insegnato a votare". Che volete che vi dica? Forse pensa che impedire ai popoli di scegliere chi vogliono sia davvero un rischio grave per la tenuta democratica e costituzionale dei paesi coinvolti. Che ci sia un pericolo reale di implosione sistemica delle impalcature istituzionali. Che il contratto sociale stia andando a farsi benedire: cose così, di mero buonsenso. E invece no, bellezze mie. Vuole dire esattamente il contrario: che non è abbastanza, che non bastano gli interventi “tecnici” contro singole forze politiche, che le tecnocrazie non siano ancora sufficientemente attrezzate contro il pericolo che partiti votati dalla gente rappresenterebbero. Siamo a questo punto. Poi interviene quell’altro, il costituzionalista, il Presidente emerito della Corte Costituzionale. E che ti dice il Gustavo? Bene la #Germania… ma gli altri? Noi? Che si fa? Gente, io sono preoccupato. Ma preoccupato per davvero.

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Pubblicato 1 apr

https://x.com/SavinoBalzano/status/1906973522297000321?t=FACu9A8NQUl6TTLvLUJDhA&s=19 Ieri sera ascoltavo il TG Draghi e, a proposito dell'arresto del sindaco di #Istambul: «si CREDEVA fosse ingiusto». Siamo davvero alla maldestra banalità del male: per giorni ci hanno parlato del dittatore turco #Erdogan, delle autocrazie, delle oligarchie. Poi, improvvisamente, l’arresto di #Imamoglu si "credeva" fosse ingiusto. È ovvio, no? Perché se si insistesse sull’idea dell’arresto politico in #Turchia, a qualcuno potrebbe venire in mente di applicare la stessa logica anche in #Francia. Io non entro nel merito della questione giudiziaria di #MarineLePen, non la conosco e non me la sento di parlarne. Ma una cosa è certa: si susseguono episodi che dimostrano con chiarezza come, contro alcune forze politiche, si attivino poteri che si frappongono tra il Popolo e chi esso vuole come guida. In altre parole, c'è chi parla di #democrazia e stato liberale, mentre ne sabota i fondamenti. Lo abbiamo visto in #Romania con #Georgescu, lo abbiamo sfiorato in #Georgia. A questo si aggiungono l’attentato al premier slovacco #Fico, la vicenda della guardia del corpo di #Orban, gli attentati a #DonaldTrump (su cui qualcuno ha perfino scherzato). Ora persino i roghi di auto prodotte da #ElonMusk. #LePen stava per diventare Presidente della Repubblica Francese, dopo una durissima battaglia politica, mentre all’Eliseo risiede ancora un piccolo uomo ostinato di nome #Macron, che ormai non prende un voto nemmeno dai parenti. Questo è il punto, e non può essere liquidato con una battuta del tipo "la legge è legge". Esiste un pensiero politico, una visione alternativa a quella dominante, che non deve avere legittimazione, non deve competere, non deve esistere. Questo è il cuore del problema. Ignorarlo è semplicemente inconcepibile. E ora la situazione è pericolosa, pericolosissima: se neghi uno sfogo politico a una comunità che forse è maggioranza nel Paese, il rischio di disordini è altissimo. E sapete qual è la cosa più inquietante? Lo sanno benissimo. E sono pronti a correre il rischio: pronti a soffocare, a schiacciare chiunque si ribelli. Pronti a mandarlo al fronte.

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