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Savino Balzano
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Tag: #conte · 18 post
Pubblicato 13 apr
Le reazioni della nostra politichetta di sinistrucola al risultato elettorale ungherese raccontano molto di noi e ci fanno capire tante cose. Se uno arrivasse oggi in Italia da Marte e osservasse le reazioni dei nostri, penserebbe che a vincere sia stato come minimo un socialista. Andrebbe bene anche uno di questi riformisti che non trovano spazio a destra e fingono di essere di sinistra: che so, un #Renzi ungherese, un Renzi Máté. Qualcosa del genere. Paolo #Gentiloni non sta più nella pelle: «Inno alla gioia», per commentare un video in cui si vede una spianata di bandiere ungheresi e una piccola bandiera #UE, che viene zoomata fino all’estremo. Prima aveva scritto: «l’Europa è più forte delle autocrazie. Grazie Magyar. I love Hungary». Se la ama tanto, perché non ci fa il favore di trasferircisi per sempre? Poi c’è la dolce Elly, la #Schlein (non l'hanno vista arrivare, ma manco dopo), che commento poco per due ragioni: non amo sparare sulla croce rossa; conta praticamente nulla dentro e fuori dal suo partito. Lei: «Il tempo dei sovranisti è finito». Vedremo. Péter #Magyar è stato nel partito di #Orban (#Fidesz) dal 2002 al 2024: la bellezza di 22 anni, ed era uno dei suoi collaboratori più stretti. Poi ha aderito (a seguito di un percorso piuttosto controverso) a #TISZA, un partito conservatore di (centro)destra. I nostri tuttavia esultano, ed esultano perché destra e sinistra non c’entrano assolutamente nulla: dopotutto loro di sinistra non lo sono mai stati, ammesso che abbia ancora un senso. Esultano per le ragioni che spiega benissimo Enrico #Letta: «L’Europa è più forte. L’Ucraina è più forte». Al netto della politica interna, della corruzione, dello scellerato sostegno a #Netanyahu, #Orban ha rappresentato un ostacolo ai piani neoliberali eurounitari e al grande partito della guerra europeo e del clown di Kiev: chiunque lo sia rischia grosso, e lo abbiamo visto. Lo stesso Orban, nel 2024, fu vittima di uno stranissimo incidente in Germania, dove perse la vita un poliziotto addetto alla sua scorta. Poi ci fu l’attentato allo slovacco #Fico (socialdemocratico, ma sulla guerra in Ucraina ostile ai servi europei dei neocon e dei democratici statunitensi) e quello a #Trump. I nostri festeggiano perché così desiderano quelli che tengono il guinzaglio. Hillary #Clinton: «La fine del regime autocratico di Viktor Orbán è una vittoria non solo per l’Ungheria, ma per tutte le persone nel mondo che danno valore alla democrazia». I nostri semplicemente obbediscono. Occhio però ai false friends, che in queste fasi si riconoscono benissimo: parliamo un momento di Giuseppe #Conte. Il camaleonte si supera: «Ha perso chi ha condotto le Istituzioni verso una svolta autoritaria e illiberale, chi in Europa ha ostacolato misure che avrebbero offerto soluzioni e risposte anche al nostro Paese. (...) Auguriamoci che in Ungheria vengano definitivamente superate la deriva illiberale e le politiche incentrate sulle paure dei cittadini». Orban perde le elezioni, lo riconosce quasi immediatamente (non così scontato dalle nostre parti), e secondo il Professore è la fine dell’autoritarismo illiberale. Già qui ci sarebbe da smetterla e da chiamare uno bravo, ma poi va avanti. Quali sarebbero, infatti, le misure che Orban avrebbe ostacolato e che erano nel nostro interesse? Il PNRR, forse, vanto del governo Conte? Ricordo a tutti che si trattava (e si tratta, lo vedremo purtroppo) di un enorme prestito condizionato, che ci costerà tantissimo nei prossimi anni. Conte ha ottenuto che l’UE ci “prestasse” soldi nostri per fare ciò che vuole lei. Contento lui. Poi però c’è l’aspetto più importante che riguarda l’avvocato: dovrebbe essere grato a Orban perché, in effetti, ha saputo rappresentare al meglio le istanze che proprio il M5S sostiene di avere a cuore. Si è frequentemente messo di traverso sul riarmo all’#Ucraina e sui soldi (ancora nostri) da mandare a #Zelensky per acquistare altri sanitari d’oro. Conte, a ben vedere, dovrebbe essere un sostenitore di... CONTINUA: https://x.com/SavinoBalzano/status/2043610521190973841?s=20
Pubblicato 8 apr
https://x.com/SavinoBalzano/status/2041786112729809120?s=20 Meloni vive il momento di maggior difficoltà dalla nascita del suo governo. La ragione è una e una soltanto: non c’entrano niente le vicende giudiziarie dei membri del suo governo (erano lì anche quando aveva il vento in poppa), le amanti, le sconfitte referendarie. Il governo è in crisi per l’economia, ovviamente. Francamente, ammetto che mi ha sorpreso quanto abbia retto sulla cresta: immaginavo e scrivevo che il consenso sarebbe crollato molto prima. È l’economia a erodere il consenso: se la gente se la passa male, ti volta le spalle. E invece, nonostante le difficoltà degli italiani, lei teneva: teneva perché l’agenda internazionale si è mangiata praticamente tutto, mettendo in ombra e creando alibi a un governo la cui politica economica è semplicemente drammatica. Il taglio pesante del deficit, il ritorno dell’avanzo primario, l’aumento della pressione fiscale: sembrano scelte made in Mario Monti. E, difatti, la crescita latita, ma soprattutto aumenta il rapporto debito-PIL, a dimostrazione del fatto che il rigore nella gestione dei conti pubblici è tutto fuorché “virtuoso”. Altro che fascisti: erano sfascisti! Ci applaude l’Unione Europea, ci applaudono le agenzie di rating, la BCE, e il ministro dell’Economia è contento: per lui questa strategia era un «dovere morale». E io che credevo lo fosse dar da mangiare agli affamati. Insomma, il governo dell’Italia first è diventato quello dell’austerity first. Questa è la verità, e questa è la vera ragione della scoppola al referendum. Un altro enorme vantaggio di #GiorgiaMeloni è l’armata Brancaleone che vorrebbe candidarsi a soppiantarla: per anni la criticavano sul fascismo, apprezzando tuttavia la "tenuta" dei conti pubblici. L’attaccavano su cose che non esistono e la rispettavano per ciò che di davvero infausto realizzava. Questo per il semplice motivo che, se fossero stati loro a governare, in politica economica avrebbero fatto esattamente la stessa cosa: perché sempre questo hanno fatto. Anche peggio, a dire la verità. Ciò che fiacca la #Meloni è la stessa identica malattia che ha toccato i suoi predecessori: si candidano per cambiare tutto, ma poi si “normalizzano”, si piegano al pilota automatico, al vincolo esterno, al whatever it takes. Occhio a Giuseppe #Conte: pensa di avere qualche possibilità di arrivare a Palazzo Chigi e la prima cosa che tiene a precisare, per tranquillizzare magari chi vigila dal colle più importante di Roma, è che non intende assolutamente discutere un’eventuale riapertura dei ponti energetici con la #Russia. Casomai qualcuno pensi di avere ancora davanti l’avvocato del popolo. Mette le mani avanti, chiarisce, precisa di non essere un problema o una minaccia per gli interessi che la nostra politica è tenuta sempre a preservare, a prescindere da chi vinca le elezioni. E allora è il momento di aprire gli occhi una volta per tutte: mentre ci scanniamo tra destra e sinistra, tifando per un lato o per l’altro di un bipolarismo assolutamente di facciata, qualcuno ride alle nostre spalle e si fa beffe di noi. La nostra democrazia è una vite spanata e, finché qualcuno non avrà il coraggio di mettere radicalmente in discussione il sistema nel suo complesso, saremo qui a parlare ancora del nulla.
Pubblicato 14 dic
https://x.com/SavinoBalzano/status/2000103592762466742?s=20 È davvero avvilente leggere l’analisi che commentatori, opinionisti, intellettuali e giornalisti (immaginate una cascata di virgolette) fanno della posizione di #Conte e #Salvini. Un noto direttore di telegiornale parla addirittura di partito unico filorusso, di partiti sensibili alle ragioni di #Mosca più di quanto lo siano nei confronti di #Kiev. Per essere sensibili alle ragioni ucraine, presumo sia necessario lavorare per il massacro definitivo dei loro giovani. Si parla spesso – e molto frequentemente proprio in relazione a questi due partiti – di populismo. A prescindere dal fatto che ritenga il populismo cosa buona, certe semplificazioni sono tipiche dei demagoghi in malafede: gente priva di qualsiasi onestà intellettuale, spinta dal semplice intendimento di circuire il pubblico. Di ingannare proprio coloro che ascoltano quelle parole alla ricerca di ciò che ingenuamente ritengono essere informazione (un oceano di virgolette). Le persone, però, sanno benissimo come stanno davvero le cose. La gente è stufa di chi ha ancora il coraggio di propinare, in momenti di massimo ascolto televisivo, il Piano #Draghi, suscitando giustamente una risata. E ha altrettanta nausea per una propaganda – perché di questo si tratta, propaganda pagata a suon di milioni di euro – europeista, che prova a far sentire inadeguato e quasi barbaro chiunque nutra un fisiologico e naturalissimo euroscetticismo. Si continua a farneticare di fascismi, di estremismi: #Trump presentato come il male assoluto. Quando però il Segretario Generale della #NATO, lo scendiletto antitaliano Mark #Rutte, ci dice che dobbiamo essere pronti alla guerra e alle sofferenze dei nostri nonni, nessuno suggerisce di chiamare la neuro e sottoporlo – come sarebbe assolutamente opportuno – a un TSO. E lo stesso vale per molte altre esternazioni, ormai così tante da non poterle riportare tutte, a opera di altre vette del pensiero come #VonDerLeyen, #Kallas, Kubilius, #Macron, #Merz, #Tusk, #Zelensky e così via. Addirittura i cessi d’oro in #Ucraina vengono presentati da qualcuno come segnale della salubrità anticorruttiva del Paese, come se nessuno sapesse che certe indagini sono state condotte dagli Stati Uniti. E la questione di fondo è proprio questa: è davvero nell’interesse dell’Ucraina insistere con la strategia in atto? Il nervosismo dei supporter di #Calenda e #Picierno sarebbe comprensibile se le scelte fatte finora fossero state quelle suggerite dalle piazze per la pace. Uno potrebbe giustamente incazzarsi e dire: "Finora abbiamo fatto come dite voi, i risultati sono miserrimi, adesso si cambia". Ma il punto è che fino a oggi abbiamo fatto tutto quello che suggeriva il grande partito della guerra (semplificazioni per semplificazioni). Il risultato è – come tutta la gente dotata di senno prevedeva – la catastrofe per Kiev e l’impoverimento dei popoli europei. Ricordo che dissi le stesse cose negli studi di diMartedi, a maggio 2022, suscitando l’indignazione dei presenti, in particolare quella di Antonio #Caprarica. Non mi hanno più invitato. Diverso è se si ipotizza che certi esponenti politici, invece di fare gli interessi della gente comune a cui chiedono il voto, rappresentino in realtà chi da questo conflitto sta ricavando enormi profitti. Sotto la scialba retorica della guerra per la democrazia e la libertà – peraltro alimentata da chi, alla fine della fiera, propone sempre di tappare la bocca a qualcuno – si nasconderebbero propositi ben più meschini. E dunque torno all’inizio. Questo bipolarismo è completamente spanato. Salvini, sperando tenga duro, sul tema della guerra e del riarmo non ha nulla da spartire con #Tajani e poco con #Meloni. Lo stesso vale per Conte col PD (con chi comanda davvero lì dentro). La guerra è il tema più importante di tutti: in caso di scontro nucleare, ad esempio, immagino che il salario minimo legale rileverebbe assai poco. Non pretendo di risvegliare il moto che portò alla formazione di un esecutivo che, (...) CONTINUA SU X
Pubblicato 31 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1950799845070938377?t=fuBIu6-gsFVRQtSYqxo0Qg&s=19 Non oso nemmeno immaginare lo sguardo di puro sgomento dell’ambasciatore russo, raggiunto dalla notizia della convocazione alla Farnesina da parte di Antonio #Tajani. Il nostro autorevole Ministro degli Esteri vuole chiedergli conto della recente iniziativa russa, che ha inserito #Mattarella nella lista dei russofobi. Me lo immagino, l’ambasciatore, con la gocciolina di sudore gelato che gli cola lungo le tempie. Come uno scolaretto dalla direttrice, dopo averla combinata grossa. Speriamo solo che qualcuno abbia informato Tajani della fine dell’#UnioneSovietica: non vorrei che la propaganda l’abbia confuso anche su questo punto. Più o meno in quegli anni, l’Olp – e dunque l’Anp – riconosceva #Israele, e qualche giorno fa il dettaglio gli è sfuggito. Mi spiacerebbe che gli fosse scappato di mano tutto quel capitoletto del Bignami di storia contemporanea, che avrà acquistato prima di accettare l’incarico, per raggranellare i rudimenti del mestiere. Non si offenda, si scherza! Ora, per entrare un istante nel merito – giusto quanto basta – cosa ci aspettavamo? Questi decidono di fare una lista dei russofobi e arrivano al momento di scegliere se inserirvi o meno il nostro Capo dello Stato. Immagino il loro dialogo. Il primo fa: «E questo #SergioMattarella? Perché ce lo dovremmo infilare? Che ha fatto?». E il secondo: «Mah, sai, a febbraio da Marsiglia ci ha paragonato alla Germania del 1939». E quell’altro: «Oh bella! La stessa Germania che ci è costata più di venti milioni di caduti, circa venticinque, tra militari e civili, quando ci chiamavamo ancora Urss? Quella che noi abbiamo fermato, nonostante nessuno ce lo riconosca per davvero?». Risponde: «Eh sì, proprio quella...». A quel punto la decisione è parsa di mero buon senso ed è stata assunta all’unanimità. Da russo, avrei fatto lo stesso. Una provocazione? Direi che a subirne, e da mesi, sono principalmente loro. Le prese di posizione dei politici italiani che si stracciano le vesti – a partire da quella del camaleontico Giuseppe #Conte – fanno ridere. Apprezzabile il silenzio di #Salvini. Poi, proprio noi vogliamo dare lezioni ai russi? Noi che avevamo le liste di proscrizione dei putiniani sulla prima pagina del più grosso giornale nazionale? Noi che non facciamo esibire gli artisti russi? C’è poco da scandalizzarsi. Volete dipingerli come brutti e cattivi, secondo la narrazione impostaci dal Colle per mesi e mesi? Fate pure, ma chi semina vento raccoglie tempesta.
Pubblicato 4 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1941124323449753878?t=gXmnKIvr_Xk_jH7cOoITow&s=19 Questo è il grande problema del #Movimento5Stelle e di #GiuseppeConte: in fin dei conti, sotto sotto, sono un po' piddini anche loro. Per #Conte, essere patrioti significa sostenere la difesa comune europea. Una #difesa da affidare a Ursula #VonDerLeyen e Kaja #Kallas. Un apparato militare che, all’occorrenza (si rilegga il Manifesto di Ventotene), potrebbe essere impiegato anche internamente, per piegare eventuali stati membri riottosi. Magari se si rifiutassero di accettare la transizione #green o l'#austerità. Qui si rivela un problema di visione davvero insormontabile, che colloca Conte tra quei leader politici immaturi o privi di reale discernimento. Qualcuno potrebbe obiettare che gli attuali vertici dell’#UE non sono eterni e che, prima o poi, arriverà una nuova guida. Ma io vi domando: quale classe dirigente europea, in una prospettiva storica, ha mai realmente fatto gli interessi dei popoli europei, soprattutto di quelli mediterranei? Nessuna. Hanno affamato tutti. Conte attacca #AlternativeFürDeutschland e ne agita lo spauracchio, come farebbe un #Mentana qualsiasi. Eppure, #AfD è apertamente contraria al riarmo; a sostenerlo sono i cosiddetti "moderati". Guardiamo alla Francia: è forse moderato #Macron, che voleva mandare truppe al fronte ucraino? La normalizzazione del #M5S passa anche da questo. Da questo “patriottismo” da fessi.
Pubblicato 8 apr
https://x.com/SavinoBalzano/status/1909492697062424807?t=DrbGQj-rNkGiv9RetXqvyA&s=19 MAMMA LI SOVRANISTIH!!! Mi è piaciuta moltissimo la risposta di ieri sera di #Caracciolo. Sono mesi che provo a ricordare come gli uomini più pericolosi nella parte di mondo che chiamiamo #Occidente siano quelli che generalmente si definiscono moderati. #Biden, un pover’uomo in preda al delirio e controllato da altri, ci ha portato quasi alla terza guerra mondiale. #Macron, da mesi, freme per inviare truppe al fronte contro la #Russia: forse vuole la rivincita dopo la campagna napoleonica andata così così. Nel #RegnoUnito non c’è differenza tra laburisti e conservatori: basti pensare alle strategie di #Starmer e a #Johnson, che soffocò i primi tentativi di dialogo tra #Mosca e #Kiev. Pensate all’#Italia, dove i centristi, moderati per eccellenza, sono i più accaniti sostenitori della strategia delle armi: #Calenda, per esempio, di cui ogni mattina guardiamo i video per ridere, ma che fa sul serio. Ma anche #Tajani e #Schlein, che sono esattamente la stessa cosa. Se poi guardiamo alla #Germania, allora c’è da sudare freddo: modificano la Costituzione, col Parlamento uscente, nonostante ci siano già state le elezioni, per poter investire mille miliardi in armamenti. Il cancelliere uscente è #Scholz, il prossimo sarà #Merz: due personcine a modo. Quelli che vengono definiti #sovranisti sono tutti contrari al riarmo: #LePen, #Orban, #Salvini, #Abascal, #Weidel. Lo stesso vale per quelli che definiscono #populisti: si pensi a #Conte. Anche quelli che un tempo erano sovranisti, poi “normalizzati” per poter governare – tipo #Meloni – non supportano apertamente il riarmo europeo: al massimo si astengono. Sono quelli che si nascondono sotto il banco mentre la professoressa scorre il dito sul registro per decidere chi interrogare. Non sono mica estremiste #VonDerLeyen e #Kallas: la prima è affiliata al #PPE, la seconda a #Renew. Al secondo gruppo fa riferimento anche #Lahbib – quella della fashion-war, quella della borsetta della resilienza. Ma ci ripetono che dobbiamo avere paura dei sovranisti.
Pubblicato 6 apr
https://x.com/SavinoBalzano/status/1908802475810775512?t=rm6rSLpAqNAIyaoqODxV3A&s=19 La piazza di ieri è stata un grande successo, e il Paese — la parte sana dell’#Italia, la stragrande maggioranza — deve essere grato a chi l’ha organizzata. Avevamo bisogno di lanciare un urlo di liberazione, di indignazione, di rivendicazione. La gente voleva affermare il proprio desiderio di #pace, l’opposizione alla folle corsa al riarmo. Voleva denunciare le atrocità della #guerra, e quella #piazza ha permesso a tantissime persone di farlo. Ieri sera, l’informazione ha minimizzato la portata dell’evento, arrivando persino a mettere l’accento sulla partecipazione di qualche soggetto strampalato. Bene: è la prova che le istanze di quel popolo erano giuste, vere. Se i media tentano di oscurarle o denigrarle — in un Paese in cui domina un’informazione disinformante di regime — non servono altre conferme. E non è finita, vedrete: partirà qualche inchiesta su chi ha organizzato i pullman, ad esempio. Come se fosse un crimine. L’indecenza sarebbe stata ricorrere a risorse pubbliche, magari del Comune di #Roma. Ma queste cose accadono altrove. Ci tengo a ricordare che anche a #Milano una piazza si è riempita, affermando i principi della pace e dell’interesse nazionale: anche a loro è giusto rivolgere gratitudine. Detto ciò, c’è un’ipocrisia di fondo che #Conte non può continuare a ignorare, perché è grande come un grattacielo. Quella piazza è incompatibile con il #PartitoDemocratico. #Schlein poteva anche mandare tutti i parlamentari del mondo, ma quelle istanze sono semplicemente inconciliabili con il partito che guida: l’acqua da una parte, l’olio dall’altra. Conte non può continuare a puntare su temi assolutamente secondari per non rompere, perché qui si parla di una questione sistemica, esistenziale: il #PD è il partito della guerra, delle armi, di questa Unione Europea. Persino più dell’ignavo partito della premier. Se per Conte un dialogo è possibile con Schlein, allora dovrebbe esserlo anche con #Tajani. Strano che escluda quello con #Salvini — lo ha escluso anche ieri sera da #Padellaro, a domanda diretta. Una domanda che mi sembrava di assoluto buon senso. Fossi in Conte, chiamerei Salvini oggi stesso: se la pace è davvero la priorità assoluta per i nostri figli, mi pare un interlocutore decisamente più opportuno di chi vota certe risoluzioni al #ParlamentoEuropeo. Risoluzioni che non contano nulla, sia chiaro: l’#UE è un sistema di ingegneria istituzionale che con la #democrazia non ha nulla a che fare. Un po’ come il PD, che la democrazia ce l’ha solo nel nome. E a proposito: che cosa hanno votato il 2 aprile? "la scelta del regime russo di minare l'ordine internazionale basato su regole e l'architettura di sicurezza dell'Europa e di dichiarare guerra ai paesi europei o di cercare di destabilizzarli al fine di realizzare la sua visione imperialista del mondo, rappresentano la minaccia più grave e senza precedenti per la pace nel mondo (...). L'Ucraina deve essere dotata delle capacità militari necessarie per tutto il tempo che le servirà per riportare una vittoria militare decisiva (...)" Caro Conte, potrai anche trovare con questa gente un’intesa sui colori della segnaletica stradale o sulla riforma del catasto, ma difficilmente potrai mettertici d’accordo su un tema come quello per cui hai chiamato a raccolta la piazza di ieri a Roma. E dunque la domanda che ti rivolgo — ringraziando ancora te e la tua comunità per quanto fatto ieri — è: quanto è importante per te la pace? cosa sei disposto a sacrificare e rivedere? Questo è il punto. Il resto sono chiacchiere.
Pubblicato 16 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/1901206383573303560?t=EWeCEBlX5iE7DR47_pXu-Q&s=19 Ieri, al carnevale di Piazza del Popolo, non si è nemmeno capito quanti fossero davvero. Il TG Draghi ha descritto l’evento come l’evento del secolo: secondo loro, ci sono stati i funerali di #Berlinguer, quelli di #GiovanniPaoloII e poi la piazza dei #serrapiattisti di ieri. In poche parole, una cronaca surreale e ridicola, che conferma quale sia il vero problema del nostro Paese: l’informazione. Una democrazia non può funzionare sotto il bombardamento costante della propaganda. Perché di questo si tratta: propaganda. E neanche raffinata: sono rozzi e incolti come un gruppo di ultras urlanti. Ad ogni modo, chi scende in piazza si rispetta sempre. Era una manifestazione di sciocchezze e contraddizioni, ma sono affari loro. Chi invece si deve criticare sono i leader politici. #Calenda è Calenda, c’è altro da dire? Ormai non lo distinguo più dalla caricatura che ne fa #Crozza, ma almeno un briciolo di coerenza ce l’ha. Certo, la coerenza in sé conta poco: se sei coerente nel dire cretinate, non è che diventi ammirevole, ma almeno non ti possono dare dell’ipocrita. Un punticino dai. #Bonelli e #Fratoianni? L’ecologista che pretende cosa, carri armati a zero emissioni? Patetico. E il secondo, dopo la figuraccia della Tesla pagata "poco" (47mila euro), va a fare il comunista in una piazza che difende chi ha costretto i paesi alla macelleria sociale, ammazzando letteralmente la gente (vedi la Grecia). Davvero grotteschi. Ma la vincitrice assoluta è lei, l’unica e inimitabile: la regina del vuoto cosmico, duchessa delle supercazzole. #Schlein: "Noi, come Partito Democratico, ci siamo". Ma noi chi?! Che nel PD conti meno di me? Io non posso crederci: fa le primarie, gli iscritti fanno vincere quell’altro coi Ray-Ban, ogni volta che dà una indicazione di voto i suoi parlamentari le fanno una pernacchia e votano l’opposto. Di quale PD sta parlando? #Conte capisca una volta per tutte che il fronte largo è semplicemente una pattumiera: un coacervo di falliti e leccaculo. Se non li molla del tutto, sulla "fronte" può prendere solo un palo, politicamente s'intende. Questi sono leader senza partito e senza popolo: morti che camminano, politicamente. Esattamente come i fanatici che nell’Unione Europea impongono la logica della #guerra e delle #armi senza alcuna legittimazione democratica. La verità è che alla gente, tutte queste mummie - italiane ed europee - stanno sulle palle. E loro lo sanno. È per questo che non avrebbero alcuno scrupolo nel mandarci al fronte a crepare. Ma non sperateci troppo.
Pubblicato 3 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/1886434393566200041?t=T6iaB-me-oN55_2-6lrFnw&s=19 Cosa può esserci di più triste di un ex Ministro della Sanità che prova a scaricare sui "#novax" le miserie della propria azione di #Governo? Dalla #CommissioneCovid stanno emergendo elementi davvero molto molto molto interessanti: ecco spiegata la disperazione che abbiamo vista in occasione della sua costituzione. Attendiamo con ansia che #Conte, #Draghi e #Speranza si assumano uno straccio di responsabilità. Pazzesco che 'sta gente ci venga a parlare di libertà, democrazia, Costituzione e antifascismo. Il #BattitoreLibero a #5Notizie, #RadioCusanoCampus con @gianluca_fabi.
Pubblicato 3 dic
https://x.com/SavinoBalzano/status/1864002264651989321?t=lQ7WnIJ7iKXN9fIwVls3gg&s=19 #Grillo? un piantarello patetico di 9 minuti: una tristezza cosmica. Che fine indecorosa quella del #Movimento5Stelle: pare di assistere al litigio di due fidanzatini che si mollano. È vero che il #M5S è moribondo e che #Conte l'ha affossato, da quando l'ha trasformato nella brutta copia del #PD (e ce ne vuole!), ma in tutti questi anni #BeppeGrillo che ha fatto? che ha detto? quando ha messo il Movimento nelle mani di #Draghi, ha fatto bene o male al "movimento delle origini" di cui blatera? Quando si vantava del fatto che il banchiere lo chiamasse "#Elevato"? Bella la trovata del carro funebre, ma forse non ha capito che il primo becchino è proprio lui. Il #BattitoreLibero a #5Notizie, #RadioCusanoCampus
Pubblicato 25 nov
https://x.com/SavinoBalzano/status/1861118648246575165?t=1U-jWqFy9TMImmeebX-GGw&s=19 La kermesse del #M5S in realtà era un funeral party, un funerale un po' più allegro. È prevalsa la linea di #Conte: una linea fatta di vuoto, la linea di chi non sa scegliere tra #Biden e #Trump, la linea di chi spera di sopravvivere aggrappandosi pervicacemente alle spalle di un ibrido, di un mostriciattolo che somiglia un po' al #PD e un po' ad #Avs. Il livello del dibattito interno è stato miserrimo: iscritti costretti a scegliere tra "progressisti", "progressisti indipendenti", "di sinistra", "non schierati". Politicamente disperati, avevano un solo obiettivo: liberarsi di #Grillo, di un #garante che ormai provava a garantire solo se stesso, di uno che disse che #Draghi era un grillino e che gongolava quando quello lo chiamava l'elevato prendendolo palesemente per il culo. Il tutto è stato condito con un'ipocrita e stucchevole retorica, vagamente antisistema, la stessa che ti spinge a invitare #SahraWagenknecht, ben sapendo che le sue posizioni sono del tutto incompatibili col partitino che si intende far vivacchiare. Che fine indecorosa.
Pubblicato 3 ott
https://x.com/SavinoBalzano/status/1841901091723842042?t=c19Fq7bh1u6N12vEE32ddg&s=19 Le recenti dichiarazioni di #Conte rappresentano un distillato d'ipocrisia. Il #CampoLargo non è mai esistito: un'improponibile armata Brancaleone senza uno straccio di idea, di prospettiva o visione: il nulla da offrire al Paese. #GiuseppeConte sapeva benissimo con chi aveva a che fare: il #PD è un partito che brama il potere, che lo vede come fine e non come mezzo. #Schlein è un bluff e lo sanno tutti: #Renzi continua a rappresentare una parta importantissima del PD e tantissimi in quel partito preferiscono #MatteoRenzi a Conte. La rivoluzione promessa da #EllySchlein è una gigantesca presa in giro: solo un babbeo poteva bersi la storia di una rivoluzione contro se stessi. Conte lo ha sempre saputo, ma ha finto nella speranza di guidare il carrozzone e di spuntarla in qualche consultazione elettorale: ora fa il duro e puro perché - con l'enorme ritardo di chi proprio non ci sa fare - ha capito che l'alleanza con Elly lo porterà alla tomba (politica). Troppo tardi. La mia al #TGItalia, #CusanoNews7