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Pubblicato 23 gen

SABATO 24 GENNAIO 2026 SAN FRANCESCO DI SALES, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,20-21) In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». Parola del Signore. Nel Vangelo di ieri abbiamo letto la chiamata degli Apostoli. Oggi proprio gli apostoli non comprendono missione di Gesù, vedendo la folla e la sua dedizione totale come segno di squilibrio, tanto da volerlo "recuperare". Gesù è stato un "segno di contraddizione" che ha suscitato reazioni opposte: accoglienza da parte degli emarginati e rifiuto, paura, e giudizio da parte di chi si aspettava un Messia diverso, secondo le proprie categorie. Addirittura gli danno del pazzo dicendo è "Fuori di Sé" ma bene sappiamo che Gesù non agisce secondo la logica del mondo. Oggi ricorre la festa di San Francesco di Sales pastore di anime, che ricondusse alla comunione cattolica moltissimi fratelli da essa separati. Insegnò ai cristiani con i suoi scritti la devozione e l’amore di Dio. ”È l’amore che dà il valore e il prezzo a tutte le nostre azioni.” questa sua frase racchiude molto bene il senso di questo Vangelo!

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Pubblicato 22 gen

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Pubblicato 22 gen

VENERDÎ 23 GENNAIO 2026 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,13-19) In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì. Parola del Signore. Nei giorni scorsi Gesù ci ha fatto capire che le regole valgono “di meno” quando occorre salvare qualcuno. Il Vangelo di oggi sulla chiamata degli apostoli non credo sia un caso. Tra gli apostoli, Gesù non ha scelto chi secondo le “regole” (che il mondo ci vuole far capire come le uniche da seguire) doveva essere scelto: gente colta, potente, ma sceglie gente umile, che non aveva studiato, che lo tradirá, che mentirà per non essere accusato, che contesterà il suo modo di fare… Seguire Cristo significa accettare che il bene non è sempre facile, che la giustizia non è sempre tranquilla…ma ogni volta che permettiamo a Gesù di entrare nella nostra vita, torniamo a vivere davvero e intensamente al di lá dei nostri meriti, del nostro essere “in regola”.

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Pubblicato 21 gen

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Pubblicato 21 gen

GIOVEDI’ 22 GENNAIO 2026 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,7-12) In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse. Parola del Signore. Gesù non è interessato al clamore, è interessato a salvarci. Possiamo paragonare la vita spirituale al fare spazio a Gesù sulla nostra barca. Permettergli di avere un po’ di spazio nel nostro tempo, nelle nostre giornate, nelle nostre cose per continuare a proclamare la buona notizia di essere completamente amati. Gesù non si impone ma agisce nella vita di coloro che gli fanno spazio. E noi gli facciamo spazio o siamo come quei demoni che sanno bene chi è ma non si lasciano cambiare? Siamo come quelle folle che lo cercano solo perché vogliono essere guarite? Si è discepoli quando decidiamo di fare spazio a Colui che ha scelto la via dell’umiltà per portarci la salvezza. Pensare che il Figlio di Dio si è fatto uomo perché ognuno di noi rimanesse libero davanti a Lui ci dovrebbe far capire questo Vangelo!

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Pubblicato 20 gen

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Pubblicato 20 gen

MERCOLEDÎ 21 GENNAIO 2026 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,1-6) In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire. Parola del Signore. In questo Vangelo, Gesù ci mostra come per la misericordia si possono rompere le regole. La misericordia impiegata per salvare una vita è piú delle regole. Secondo te: È lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla? Salvare una vita è fare il bene. La durezza del cuore dei Farisei, che preferiscono la regola alla vita, è condannata da Gesù, con una domanda che invita a scegliere tra il bene e il male, tra l'apertura al prossimo o la chiusura legalistica. E noi nella nostra vita pensiamo prima a ció che si deve o a ció che è umanamente giusto fare?

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Pubblicato 19 gen

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Pubblicato 19 gen

MARTEDÌ 20 GENNAIO 2026 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 2,23-28) In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l'uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato». Parola del Signore. Gesù ci insegna che non basta rispettare una regola per essere nel giusto se perdiamo di vista il motivo per cui è nata. Spesso ci concentriamo così tanto sulla correttezza esteriore da cadere nel moralismo, dimenticando che le leggi servono a far vivere meglio l'uomo e non a schiacciarlo. Non si è brave persone solo perché si seguono le norme, ma perché si comprende il loro valore profondo; così anche vivere la fede non diventa una lista di divieti da seguire, ma una prospettiva nuova di vita. Se riduciamo tutto all'apparenza, rischiamo di allontanare noi stessi e gli altri dal vero messaggio che Gesù ci porta.

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Pubblicato 18 gen

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Pubblicato 18 gen

LUNEDÌ 19 GENNAIO 2025 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 2,18-22) In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!». Parola del Signore. Gesù rompe di nuovo gli schemi e mette in crisi chi vive di sole regole. Mentre i farisei si preoccupano di "fare" (digiuno, preghiere, riti), Gesù chiede: “Perché lo fai?”. Possiamo fare mille cose giuste, ma se non abbiamo chiaro le motivazioni che ci spingono a farle, restano solo gesti vuoti. Vivere la fede non è seguire un'abitudine o una tradizione vecchia, ma avere il coraggio di cambiare modo di pensare e stile di vita. Non si possono mettere idee nuove in una mentalità vecchia: per accogliere la rivoluzione, il vino nuovo che ci dona Gesù, dobbiamo modificare il nostro modo di pensare e di vivere, dobbiamo diventare otri nuove.

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Pubblicato 17 gen

DOMENICA 18 GENNAIO 2026 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,29-34) In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». Parola del Signore. Anche oggi Giovanni il Battista ci fornisce una grande testimonianza. “Io non lo conoscevo”, ad indicarci che la strada che ci porta a Dio è sconosciuta. Chi cerca Dio non lo trova in risposte o luoghi banali; deve essere disposto a mettersi in cammino, con cuore aperto e in ascolto. E anche Giovanni ha dovuto imparare a riconoscere Gesù dopo averlo incontrato; ci è riuscito osservando lo Spirito scendere su di Lui. Questo sembra suggerirci che la fede nasce dallo sguardo, da un’esperienza: alle volte basta fermarci, contemplare, guardare Gesù che viene verso di noi nella concretezza della nostra vita, dove meno ce lo aspettiamo. Imparando a riconoscerlo e lasciandolo agire, possiamo costruire una relazione capace di cambiare completamente la nostra vita.

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