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Giovani di Parola
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Pubblicato 14 apr
Pubblicato 14 apr
MARTEDÌ 15 APRILE 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (13,21-33.36-38) In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte». Parola del Signore. Il Signore già sapeva che Giuda lo avrebbe tradito, che Pietro avrebbe fatto finta di non conoscerlo per ben 3 volte… già sapeva che anche i suoi, quelli che gli stavano più vicini, sarebbero crollati in quel momento. Sa che anche noi non siamo così diversi da loro… quante volte i nostri slanci, i nostri buoni propositi, i nostri desideri più eroici rivelano tutta la nostra fragilità. Anche la migliore delle intenzioni si sgretola quando c’è una croce da abbracciare. Proviamo a non fuggire, a non tentare di sradicarla con tutte le nostre forze, a non far finta di nulla… se c’è una croce che in qualche modo ci affatica, ci pesa, ci risulta difficile da comprendere e da accettare, questo forse è il momento per guardarla e provare ad abbracciarla. Non perché ci piaccia soffrire, ma perché anche lì dove sembra esserci solo buio, tristezza, morte, in realtà c’è il Signore… gli stiamo più vicini di quanto pensiamo.
Pubblicato 13 apr
LUNEDÌ 14 APRILE 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (12,1-11) Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù. Parola del Signore. Quali intenzioni sono alla base del nostro agire? Il vero bene non corrisponde ad un bene falso o "da manuale": spesso anche l’atto più ammirevole e giusto si svuota di significato, se alla radice c’è un’intenzione un po’ marcia e subdola. Il vero bene si manifesta così com’è, non necessita di (auto)giustificazioni e non cerca un tornaconto personale. È un atto spontaneo, che tende allo “spreco” più che al “contenere”, al trattenere per sé. Maria si china ai piedi di Gesù non per sottomettersi, né per sentirsi dire “brava”, ma perché con grande dignità riconosce in Lui il motivo per cui spargere quel profumo, che da Gesù si diffonde in tutta la casa. E il Signore la lascia fare perché conosce le intenzioni del suo cuore. Non è un Vangelo contro i poveri ,che abbiamo sempre con noi e oggi sono coloro che più di tutti incarnano il volto del Signore, ma piuttosto contro le false intenzioni, le ipocrisie che non ci permettono di incontrare il Signore e i fratelli.
Pubblicato 13 apr
Pubblicato 12 apr
Pubblicato 12 apr
L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo. Parola del Signore. Ci siamo, comincia la settimana santa. Entriamo nel vivo di questa storia, che abbiamo sicuramente già sentito altre volte, ma non lasciamoci distrarre da questo: anche se ricordiamo ciò che succede proviamo a restare aperti a ciò che il Signore vuole dirci oggi e nei giorni che verranno. La più grande storia d’amore mai esistita è scritta in queste righe, e non è solo un racconto, ma vita vera che accade. “Non c’è amore più grande di questo”: Gesù dà la vita per i suoi amici, cioè per tutti (persino Giuda è chiamato “amico” nel momento del tradimento). Perdona subito e chiede al Padre di perdonare chi lo ha condannato ingiustamente, chi lo inchiodato ad una croce, chi l’ha preso a schiaffi, gli ha sputato addosso, gli ha tolto i vestiti e si è preso gioco di lui. L’amore che ha per l’umanità - non in sento lato, ma per ogni singolo essere umano, qualunque peccato egli abbia commesso - è oltre ogni nostra logica. Questi giorni proviamo a sostare in questo amore folle, a consegnarGli le ferite che bruciano e i peccati che ci caricano di sensi di colpa… Lui attraversa in pieno il dolore, la solitudine e la morte e fa risorgere, dona Vita nuova.
Pubblicato 11 apr
Pubblicato 11 apr
SABATO 12 APRILE 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (11, 45-56) In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo?Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Parola del Signore. Che cosa facciamo? È l’interrogativo che risuona nella riunione del sinedrio, ma è una domanda che ad un certo punto anche noi dobbiamo farci. Di fronte al Signore che porta vita nuova, di fronte ai segni della sua presenza intorno a noi, di fronte ai testimoni che ci portano da Lui, che cosa facciamo? Che presenza è quella del Signore? È solo uno che “disturba”, che interferisce con i nostri programmi accuratamente sistemati? È uno di cui abbiamo sentito parlare bene, ma resta sempre un po’ distante, c’è magari un rapporto educato e formale, ma niente di più? O è piuttosto uno a cui “lascio fare” nella mia vita? Magari uno di cui vorrei fidarmi, uno che vorrei conoscere sempre di più e per questo ricerco dei momenti, degli spazi, perché ciò avvenga. Uno in cui vorrei credere, non per dovere, né per paura, ma perché riconosco come opera, riconosco che le Sue parole sono verità e che la vita con Lui ha tutto un altro sapore. Il Signore compie miracoli attorno a noi e in noi… che cosa facciamo?
Pubblicato 10 apr
Pubblicato 10 apr
VENERDÌ 11 APRILE 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,31-42) In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: "Io ho detto: voi siete dèi"? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio - e la Scrittura non può essere annullata -, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: "Tu bestemmi", perché ho detto: "Sono Figlio di Dio"? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui. Parola del Signore. Ogni nuova provocazione di Gesù fa salire la tensione dei Giudei; l'ostilità nei suoi confronti ha raggiunto il culmine. E’ proprio vero: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Quind, scatta la sentenza: Gesù è accusato di bestemmia. Quindi condannato a morte. Dio manda il suo figlio sulla terra per dire al mondo che Lui ci ama, che è il Dio con noi, e che gli apparteniamo; eppure questo figlio nel momento in cui annuncia la sua origine, la sua divina provenienza viene fatto fuori in nome della stessa legge di quel Dio che vuole venire a salvarci. Allora niente più salvezza? Il figlio è restituito al mittente dagli uomini? Missione fallita? Tutt’altro. Il fallimento stesso diventa la nostra salvezza. La croce che esprime l’atto di accusa degli uomini nei confronti di Dio diventa paradossalmente il luogo della nostra salvezza. Dio è andato oltre l’ingratitudine umana per fare il nostro bene.
Pubblicato 9 apr
Pubblicato 9 apr
GIOVEDI 10 APRILE 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni 8,51-59 In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno''. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ''È nostro Dio!'', e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio. Parola del Signore Non è possibile che Dio oggi possa turbare la nostra vita e gli equilibri che ci siamo costruiti bilanciando le pratiche devote con una gratificante posizione sociale ed economica. Abramo e i profeti hanno fatto la loro parte, ma per quanto riguarda noi vogliamo vivere in pace, preservati da ogni scossa e nelle sicurezze che abbiamo raggiunto in qualche modo. I Giudei ignorano che la Parola di Dio è viva e garantisce la vita di chi l'ascolta, ma soltanto l'adesione a ciò che è vivo immette in un processo di rigenerazione e di comunione. Decidere di stare con Gesù è una scelta coraggiosa per cui impegniamo la nostra vita e compiamo il salto fondamentale della fede nei confronti di Colui che riteniamo degno di essere ascoltato e creduto.