TGINSIGHT CHAT
Giovani di Parola
@GiovaniParola
IstruzioneIl Canale ufficiale di Animatori Salesiani: ogni giorno il Vangelo del giorno seguente sul tuo telefono e altri contenuti utili per il tuo cammino spirituale! #GiovaniDiParola
Post recenti
Pag. 35 di 84 · 1,000 post
Pubblicato 23 ott
VENERDÌ 24 OTTOBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,54-59) In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo». Parola del Signore. Oggi siamo esperti di tutto, la tecnologia ha fatto passi da gigante, ogni giorno vengono infranti record e superate nuove imprese, eppure ancora non si è trovata una risposta alla domanda che dagli albori affligge l’uomo: qual è il senso della vita? Questa domanda continua a presentarsi quando siamo nella sofferenza, nell’ansia o nel disagio, ma spesso preferiamo non ascoltarla e la rinchiudiamo al nostro interno. Il giudizio di cui parla Gesù oggi è proprio la capacità di interrogarsi sulla realtà, di dare un nome alle cose e di cercare risposte profonde, mentre invece noi siamo abituati ad usare il nostro giudizio per far male agli altri. Impariamo ad essere abitati dal bisogno di trovare il senso delle cose per non perdere di vista ciò per cui vale davvero la pena vivere.
Pubblicato 22 ott
Pubblicato 22 ott
GIOVEDÌ 23 OTTOBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,49-53) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». Parola del Signore. Le parole di Gesù nel Vangelo di oggi possono sembrare dure, ma sono uno scossone necessario per svegliarci dall’indifferenza. Viviamo in un tempo in cui manca la passione: siamo spesso tiepidi, poco coinvolti, bloccati dalla paura di soffrire o di fallire. Ci rifugiamo in una pace interiore apparente, ci rifugiamo nel comfort, perdendo di vista la vera felicità. Gesù invece ci invita a "bruciare", a vivere con intensità, anche a costo di dividerci da ciò che ci appiattisce. Essere vivi significa rischiare, scegliere, lottare per qualcosa che conta. Non possiamo ridurre la vita a una collezione da conservare con cura e intatta: è un dono da vivere fino in fondo, anche nel disordine, nella fatica e nelle difficoltà.
Pubblicato 21 ott
Pubblicato 21 ott
MERCOLEDÌ 22 OTTOBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,39-48) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire” e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più». Parola del Signore. La morte è un concetto che ci fa paura e spesso evitiamo di parlarne o pensarci. Invece, il Vangelo di oggi vuole ricordarci che la morte è parte della nostra vita, è come un dono che ci viene fatto alla nascita e che non possiamo rifiutare. Un dono perché ci permette di ridimensionare tutto quello per cui viviamo e di far cadere molte cose inutili. I nostri talenti, le nostre amicizie, la nostra famiglia, la salute, sono tutte cose che ci vengono affidate durante il nostro viaggio e di cui dovremo rendere conto al termine. Essere consapevoli che un giorno tutto questo terminerà può aiutarci a vivere al meglio la nostra quotidianità, può aiutarci a capire per cosa vale davvero la pena vivere e cosa invece possiamo lasciare da parte: solo così, quando arriverà la morte, ci troverà vivi.
Pubblicato 20 ott
Pubblicato 20 ott
MARTEDÌ 21 OTTOBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,35-38) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!». Parola del Signore. Essere pronti, è questo che ci chiede Gesù. Restare vigili, pronti a scattare come un atleta al via della gara più importante della sua vita: la vita eterna rappresenta la nostra gara ed essere pronti significa valorizzare ogni istante. Dio si manifesta in tutti i passaggi più importanti della nostra vita, sia quelli positivi che quelli negativi, e Gesù oggi ci ricorda che soltanto prestando attenzione ad ognuno di questi passaggi possiamo riconoscerlo, per prepararci prontamente al bene ultimo. Don Bosco ripeteva spesso ai ragazzi dell’oratorio di “camminare coi piedi a terra e col cuore abitare il cielo” e questo è ciò che dobbiamo ricordare ancora oggi: vivere la nostra quotidianità ricordando sempre che la meta finale è la comunione con Dio.
Pubblicato 19 ott
Pubblicato 19 ott
LUNEDÌ 20 OTTOBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (12, 13-21) In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: "Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così - disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!". Ma Dio gli disse: "Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?". Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». Parola del Signore. Gesù ci lancia un avvertimento forte e chiaro: la vita non dipende da ciò che possediamo. È un messaggio particolarmente attuale per tutti noi, grandi e piccoli, spesso bombardati dall’idea che il valore di una persona si misuri con ciò che ha: soldi, successo, followers, visibilità, “amici”. Il ricco della parabola fa un grande errore: pensa solo a sé stesso, ai suoi beni, ai suoi progetti, e dimentica Dio e gli altri. Crede di avere tempo, di poter vivere tranquillo e godersi tutto, ma non ha messo nulla di vero nel cuore. E quando arriva la fine, è vuoto. Non lasciamo che le cose riempivano il posto che spetta a Dio nel tuo cuore. La nostra felicità non nasce dal possedere, ma dal donare, condividere, amare. Chiediamoci: “Per cosa sto vivendo?” Solo per me stesso, o anche per qualcosa (e Qualcuno) di più grande? Gesù ci invita a “arricchirci presso Dio”: vivere una vita piena di senso, costruita sulla fiducia, sull’amore, sulla verità. Non basta “divertirsi”. Serve vivere bene. Vivere semplicemente, vivere con la leggerezza nel cuore, non con le mani piene ma con l’anima vuota. Il vero tesoro è una vita spesa per ciò che conta davvero.
Pubblicato 18 ott
Pubblicato 18 ott
DOMENICA 19 OTTOBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (18, 1-8) In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: "In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: "Fammi giustizia contro il mio avversario". Per un po' di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: "Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi"". E il Signore soggiunse: "Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?". Parola del Signore. Gesù con questa parabola ci mette in guardia da un pericolo che riguarda tutti, la cupidigia, cioè l’attaccamento esagerato ai beni materiali, al “possedere sempre di più”, come se la felicità dipendesse da quello che abbiamo e non da quello che siamo. Il protagonista della parabola è un uomo ricco che pensa solo a sé, ai suoi beni, ai suoi progetti, e non si accorge che la sua vita è breve, fragile, e che tutto ciò che ha non lo potrà portare con sé. Alla fine, Dio lo chiama “stolto”, non perché fosse ricco, ma perché ha vissuto solo per sé stesso, senza aprirsi a Dio e agli altri. Ma una vita così è una vita vissuta? Siamo nel mondo e nella società e c’è la necessità di portare tutto ciò che Dio ci ha donato. Cerchiamo di non vivere solo per accumulare: soldi, successo, approvazione. Non sono queste le cose che danno senso alla vita. La vera ricchezza è amare, condividere, vivere con il cuore pieno di Dio. La nostra vita ha valore non per ciò che abbiamo, ma per chi siamo davanti a Dio, e per quanto amore riusciamo a donare. Gesù ci invita a puntare più in alto, a costruire la nostra vita non su ciò che passa, ma su ciò che rimane per sempre. La generosità, la fede, l’amore sincero: questi sono i veri tesori. Siamo ricchi davanti a Dio, siamo preziosi, siamo la sua opera d’arte più bella ed il modo migliore per non sprecare la vita è viverla in Lui, per Lui e con Lui per accrescere e accogliere la vera e grande Bellezza dell’altro.
Pubblicato 17 ott