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Pubblicato 19 mag

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (14,27-31) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco». Parola del Signore Oggi Gesù consegna a ciascuno di noi il più prezioso dei doni: la pace. Quella pace che non proviene dall'assenza di problemi o difficoltà ma dalla consapevolezza che Egli cammina sempre accanto a noi ed anche nella sua apparente assenza opera a nostro favore, affinché nella nostra vita si compia il vero bene. Gesù prepara i discepoli e dunque anche noi, a comprendere che anche quando sembra allontanarsi, nascondersi, quell'assenza come nel caso del sepolcro vuoto, è testimonianza di una presenza ancora più forte e salvifica. Molte situazioni rischiano di turbare la nostra pace ma c'è una certezza che può sconfiggere ogni timore: il Signore cammina con noi ed è per noi. Il male potrà tentarci e non perderà occasione di farlo, ma Cristo ci sostiene e ci guida se solo facciamo spazio alla grazia con cui vuole rinnovare e sostenere la nostra vita. Pensiamo a tutte quelle situazioni, persone, dinamiche presenti nella nostra vita che ci tolgono la pace, che ci spengono, che ci fanno sentire senza speranza. Poi consegniamo tutto a Dio, chiediamo a Lui che è l'onnipotente e che ci ama sopra ogni cosa, di operare attraverso quello che di bello e di difficile viviamo. In questo modo faremo di tutto ciò che fatichiamo a vivere e ci toglie la pace un occasione per affidarci esperimentare la Sua paternità.

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Pubblicato 18 mag

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Pubblicato 18 mag

LUNEDÌ 19 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (14,21-23) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?».Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». Parola del Signore Nel Vangelo di oggi Gesù ci ricorda che Dio è Trinità, è relazione d'amore che unisce il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questa verità non dobbiamo mai trascurarla, soprattutto nella preghiera non dimentichiamo di invocare l'intervento dello Spirito Santo che, come dice chiaramente Gesù in questo passo del Vangelo, ci insegnerà ogni cosa e ci ricorderà ciò che Egli ha detto. Guardando alla Trinità scopriamo che ciò che ci rende simili a Dio è l'amore, perché ogni volta che amiamo, ogni volta che comunichiamo e riceviamo amore facciamo esperienza di relazione profonda con gli altri e con Dio e questo è specchio della Santissima Trinità. Invochiamo lo Spirito Santo, affinché per intercessione del Figlio ci aiuti ad amare come desidera il Padre.

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Pubblicato 17 mag

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Pubblicato 17 mag

DOMENICA 18 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (13,31-35) Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Parola del Signore Questa pagina di Vangelo risponde ad una grande domanda che ogni cristiano si porta nel cuore: come posso rendere viva e vera la presenza di Gesù nella realtà che vivo, in mezzo alle persone che il Signore ha posto al mio fianco, nei vari contesti in cui si svolge la mia esistenza? Gesù oggi ci dice che la risposta è nell'amore. Non un amore qualsiasi, ma un amore che rispecchi il modo in cui ci ama Lui. Oggi allora chiediamoci: come ci sentiamo amati dal Signore? Spesso non riusciamo ad amare l'altro perché fatichiamo ad accogliere l'amore che Dio ha per ciascuno di noi. Diamoci l'opportunità di fare esperienza di questo amore. Sarà questo a darci la forza e la grazia di amare a nostra volta chi incontreremo, rendendo Cristo vivo e presente in tutto ciò che viviamo.

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Pubblicato 17 mag

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (14,27-31) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco». Parola del Signore Oggi Gesù consegna a ciascuno di noi il più prezioso dei doni: la pace. Quella pace che non proviene dall'assenza di problemi o difficoltà ma dalla consapevolezza che Egli cammina sempre accanto a noi ed anche nella sua apparente assenza opera a nostro favore, affinché nella nostra vita si compia il vero bene. Gesù prepara i discepoli e dunque anche noi, a comprendere che anche quando sembra allontanarsi, nascondersi, quell'assenza come nel caso del sepolcro vuoto, è testimonianza di una presenza ancora più forte e salvifica. Molte situazioni rischiano di turbare la nostra pace ma c'è una certezza che può sconfiggere ogni timore: il Signore cammina con noi ed è per noi. Il male potrà tentarci e non perderà occasione di farlo, ma Cristo ci sostiene e ci guida se solo facciamo spazio alla grazia con cui vuole rinnovare e sostenere la nostra vita. Pensiamo a tutte quelle situazioni, persone, dinamiche presenti nella nostra vita che ci tolgono la pace, che ci spengono, che ci fanno sentire senza speranza. Poi consegniamo tutto a Dio, chiediamo a Lui che è l'onnipotente e che ci ama sopra ogni cosa, di operare attraverso quello che di bello e di difficile viviamo. In questo modo faremo di tutto ciò che fatichiamo a vivere e ci toglie la pace un occasione per affidarci esperimentare la Sua paternità.

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Pubblicato 16 mag

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Pubblicato 16 mag

SABATO 17 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 14, 7-14 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. Parola del Signore La Trinità non è un rompicapo teologico, ma un mistero d’amore che ci riguarda. Padre, Figlio e Spirito vivono una relazione profonda e perfetta: non esistono l’uno senza l’altro. E la cosa straordinaria è che Dio vuole includerci dentro questa relazione. La Trinità, allora, non è da capire, ma da abitare. È una comunione che ci invita dentro. Non ci chiede di risolvere un enigma, ma di fidarci e lasciarci coinvolgere. Gesù ci mostra il volto del Padre e possiamo conoscerlo davvero solo quando ascoltiamo il Vangelo e lo mettiamo in pratica. Lascio che il Vangelo mi apra ad un amore che non esclude? Quali sono i momenti che mi ritaglio per coltivare questa relazione attraverso la Parola di Dio? Da questo grande dono di comunione nasce in noi il bisogno di testimoniare: compiere le sue opere, agire come Lui, amare come Lui, servire come Lui. È una chiamata concreta: vivere ogni giorno affinché gli altri nel vederci possano credere e rendere gloria a Dio.

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Pubblicato 15 mag

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Pubblicato 15 mag

VENERDI' 16 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 14, 1-6 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». Parola del Signore Gesù ci guarda negli occhi e dice: “Abbi fiducia in me”. Non ci promette che la strada sarà facile, ma ci assicura che non saremo mai soli anche quando tutto sembra incerto, perché Lui sarà con noi. Non possiamo allora essere turbati, non possiamo essere scoraggiati o avere paura. In chi ripongo la mia fiducia? Riesco a fare passi concreti per seguire Gesù anche se la via può fare paura? Il cuore del cristiano è ricolmo di gioia e di speranza perché Lui è la via, la verità e la vita.Gesù non è una teoria, è un cammino concreto, una presenza viva. Non ci offre solo risposte, ci offre tutto se stesso per essere accolti dal Padre. In Dio abbiamo una dimora sicura. Non siamo vagabondi spirituali, siamo figli attesi.

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Pubblicato 14 mag

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Pubblicato 14 mag

GIOVEDI' 15 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 13, 16-20 [Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: "Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno". Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato». Parola del Signore In un mondo dove tutti vogliono emergere, Gesù ci insegna la bellezza di chinarsi. Amare non è dire parole, ma servire concretamente, senza cercare applausi. Chi è amato da Dio riceve anche un mandato: diventare segno vivo di quell’amore. Mi lascio davvero spingere dall’amore a servire o aspetto il momento giusto? L’amore vero muove al servizio, spinge a uscire da sé per incontrare l’altro; il servizio è il luogo dove l’amore prende forma, si fa visibile e reale. Amare è servire. Non si tratta di fare grandi cose, ma di piccoli gesti vissuti con cuore grande. Gesù ci mostra che servire è la via della felicità. Ho il coraggio di vivere l’amore con gesti concreti, anche quando costa? “Siete beati se lo mettete in pratica”.

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