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Giovani di Parola
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Pubblicato 9 ago
DOMENICA 10 Agosto 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,32-48) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più». Parola del Signore. Siamo nell'anno della speranza. Papa Francesco è tornato alla casa del Padre con la parola "Speranza" sulle labbra. Il Vangelo di oggi ci parla di Speranza. Speranza non è ottimismo, non è pensare che tutto andrà meglio, ma è sperare perché siamo certi che il Regno di Dio verrà. Anzi, è già arrivato. Noi cristiani non agiamo in un certo modo perché ci aspettiamo una ricompensa in futuro, ma perché sappiamo che questa ricompensa è già arrivata; non dobbiamo guadagnarcela: Cristo ce l'ha portata. Non sappiamo quando, dove o come il Signore e il Regno torneranno, ma sappiamo che torneranno. Questo è il nostro tesoro più grande, un tesoro che dobbiamo custodire nel cuore. Essere amministratori fedeli non è agire per paura o per interesse "economico", ma agire con la certezza di aver già ricevuto molto prima del nostro tempo: il Regno di Dio. Forse non lo stiamo vivendo come lo immaginavamo con la nostra logica umana... guardatevi intorno e vedete quelle piccole cose che sono già il Regno di Dio, che fanno già parte del vostro tesoro. Vivete nello spirito della Speranza, vivete come il Signore vi chiede oggi, quel Signore che ci abbraccia e ci fa sedere alla sua mensa mentre ci serve.
Pubblicato 8 ago
SABATO 09 Agosto 2025 SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE, VERGINE E MARTIRE, PATRONA D'EUROPA – FESTA Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1-13) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora». Parola del Signore. Non sappiamo né il giorno né l’ora. Ma sappiamo bene che la carità non ha né giorno né ora: sappiamo che tutta la nostra esistenza è una vocazione all’amore e quindi non dobbiamo aspettare occasioni particolari o speciali per amare. Il cristiano non vive facendo calcoli o dividendo la propria vita in compartimenti stagni, come se ce ne fossero alcuni estranei a Dio. Nulla di noi gli è estraneo: ci aspetta in tutto quello che facciamo, pensiamo e sentiamo, tutte le ventiquattro ore della giornata. Se vogliamo essere la luce di Cristo nel mondo, l’amore di Cristo dev'essere sempre presente nella nostra vita: il nostro sentimento deve essere quello di Cristo.
Pubblicato 8 ago
Pubblicato 7 ago
Pubblicato 7 ago
venerdì 08 Agosto 2025 SAN DOMENICO, PRESBITERO – MEMORIA Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,24-28) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni. In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell'uomo con il suo regno». Parola del Signore. Seguire Gesù è una proposta fatta a tutti! Non ci sono liste, non ci sono selezioni. La selezione la facciamo noi stessi! Gesù è chiaro nell’invito: rinnegare se stessi, essere disposti ad abbracciare la croce e camminare! Seguire Gesù è questo! Rinnegare se stessi perché, se il comandamento piú grande è quello dell’amore, occorre non essere sempre al centro o al primo posto e amare il prossimo! La vita non sempre è facile e quella del cristiano non è da meno, fare i sacrifici per seguire Gesù e non per il nostro tornaconto personale, non è una scelta per nulla facile. “Ma chi perderá la propria vita per causa mia, la torverá” su questa frase ti chiedo: hai mai fatto qualcosa con il cuore, per qualcun altro, giá solo per essere cristiano…come ti sei sentito? Trovare la vita significa trovare e vivere un senso, uno scopo, avere una direzione, non vivere solo di svago!
Pubblicato 6 ago
Pubblicato 6 ago
GIOVEDÎ 07 Agosto 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-23) In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Parola del Signore. Pietro sembra che abbia imparato bene la lezione su chi era Gesù, risponde correttamente. Ma possiamo notare come Gesù sottolinea che la fede è un dono: “perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli”. Sta ovviamente anche a noi fare la nostra parte…accogliere il dono, custodirlo, gestirlo per far sì che questo dono non resti solo nostro! Il dono della fede è qualcosa di continuo nel tempo, è qualcosa da chiedere anche in preghiera! Seguire Cristo, non significa avere una via di scampo dalle difficoltá della vita: Gesù stesso non scappa! Ancor di piú rimprovera Pietro perché non pensa secondo Dio! Dio non ci da problemi, difficoltà, prove per farci cadere. Esse fanno parte del nostro cammino di crescita. Da queste situazioni, se le gestite correttamente, ci aiutano a maturare, a fare un passo in avanti nella nostra vita ed essere testimoni vivi di Gesù Cristo.
Pubblicato 5 ago
MERCOLEDÌ 06 Agosto 2025 TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE - FESTA Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,28b-36) In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto. Parola del Signore. Durante la preghiera, Gesù cambia di aspetto: il suo volto diventa luminoso e la sua veste risplende di bianco. È una visione di straordinaria bellezza che svela la sua natura divina. Gesù non è solo un uomo, ma il Figlio di Dio. La Trasfigurazione rivela ai discepoli che colui che cammina con loro è più di un semplice maestro. La voce di Dio Padre è un richiamo all’ascolto: “Questo è il mio Figlio, l’eletto: ascoltatelo!”. La fede non è solo una ricerca di consolazioni o momenti di gloria, ma una disponibilità a seguire Gesù nel suo cammino di sacrificio. La Trasfigurazione è un momento che ci invita a guardare al futuro con speranza, ma anche a vivere la nostra fede con coraggio, a servire con amore e a essere pronti a seguire Gesù anche nei momenti di difficoltà. La voce di Dio Padre che ci dice “Ascoltatelo” diventa oggi un appello urgente a rinnovare la nostra fede, siamo, infatti, invitati non solo ad accogliere questa luce nella nostra vita, ma anche ad amare tutti e a servire il prossimo, facendo della nostra esistenza un riflesso dell’amore che Cristo ha per l’umanità.
Pubblicato 5 ago
Pubblicato 3 ago
Pubblicato 3 ago
Lunedì 4 agosto Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,13-21) In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. Parola del Signore Noi abbiamo solo questo. Cosa ne farai Gesù? Cosa potrai mai fare con così poco? Eppure tu dici “portatemeli qui” e da quel poco fai cose enormi! Dai da mangiare a tutti coloro che erano da te, che ti avevano seguito. Com’è possibile? Hai bisogno di noi per fare grandi cose? Di noi che non abbiamo nulla e non sappiamo fare nulla. E in questo giorno, Gesù, ci insegni il nostro valore e la capacità di essere utili a una folla intera.
Pubblicato 2 ago