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Giovani di Parola
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Pubblicato 2 ago
Domenica 3 agosto Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,13-21 In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». Parola del Signore Gesù, come si fa a non pensare al futuro? Siamo sempre proiettati al domani: leggiamo gli oroscopi, guardiamo il meteo, prenotiamo vacanze e tutto quello che succerà più avanti… perché pianificare ci rende sereni. Come possiamo fare a non organizzare i nostri giorni e a vivere appieno ogni momento? Come possiamo godere con tutto quello che di buono abbiamo oggi? Insegnaci a guardare il tempo così come le vedi tu: tutto presente. E quello che sarà fatto oggi sarà il massimo di quello che ognuno di noi avrebbe potuto fare.
Pubblicato 1 ago
Pubblicato 1 ago
Sabato 2 agosto Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,1-12) In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!». Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta. Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù. Parola del Signore Quello che non comprendiamo ci fa paura e pensiamo sempre di doverlo combattere, uccidere, eliminare. Così facciamo con chi ci sta accanto, amici, parenti, così facciamo con gli sconosciuti: non comprendiamo quindi cancelliamo. Come se quelle persone non esistessero. E se invece imparassimo dalla loro capacità di fare prodigi? Perché invidiare quando possiamo ammirare e cercare di essere come loro? La fama di Gesù lo precede, così come quella di Giovanni Battista. E non sarebbe meglio incontrare chi è migliore di noi invece di richiederne la testa?
Pubblicato 31 lug
VENERDÌ 1 AGOSTO 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (13,54-58) In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi. Parola del Signore. Quando Gesù spiega la Scrittura nella sua sinagoga, quella dove è cresciuto e ha studiato la Bibbia, non viene preso sul serio. Anzi, viene messo in discussione perché si pensa di conoscere già tutto di Lui. Spesso anche noi siamo così immersi nell'animazione, nella vita della comunità e della parrocchia, nel lavoro, nello studio, negli impegni di famiglia, nella preghiera che diventa routine, che pensiamo di sapere tutto di Gesù e di ciò che ha da dirci. Abbiamo il cuore atrofizzato dall'abitudine, pronti a mettere etichette e giudizi su ciò che viviamo o ci viene proposto. Così, con il cuore un po' indurito, ci chiudiamo alla possibilità di incontrarLo: siamo increduli davanti alla sua presenza nella nostra vita e non siamo più in grado di cogliere i Suoi prodigi nella vita di tutti i giorni, nelle situazioni e persone che ci sono più vicino. Chiediamo al Signore la Grazia di un cuore puro e uno sguardo limpido per cogliere e lasciarci stupire da ciò che fa in noi e accanto a noi.
Pubblicato 31 lug
Pubblicato 29 lug
Pubblicato 29 lug
MERCOLEDÌ 30 LUGLIO 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-46) In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra». Parola del Signore. Il regno dei cieli è questo tesoro inestimabile che, una volta trovato, non possiamo lasciarci sfuggire, costi quel che costi. È questa consapevolezza dell'azione di Dio presente e concreta nella nostra vita che non può lasciarci indifferenti, che ci costringe a non perdere il centro di tutto e a metterci in moto di conseguenza. Se ho questo, non ho bisogno di cercare altro. Ma cos'è davvero questo tesoro? Come lo riconosco? Quando riceviamo una parolina all'orecchio che è solo per noi, quando capiamo che il Signore agisce in noi e ci salva ancora e ancora, quando ci ama nel momento in cui nemmeno noi ci amiamo, e chi chiama a qualcosa che è pensato solo per noi... Beh, la perla preziosa per cui vendere tutto è qui, e una volta trovata è tutto un prima e un dopo.
Pubblicato 28 lug
Pubblicato 28 lug
MARTEDÌ 29 LUGLIO 2025 Santi Marta, Maria e Lazzaro Dal Vangelo secondo Giovanni (11,19-27) In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Parola del Signore. Cristo è venuto nel mondo e si è fatto carne, e così facendo abita tutto di noi: gioie, desideri, relazioni, ma anche paure, ansie, disperazione, perfino la morte. Quando torna dai suoi amici di sempre e trova l'amico morto e le sorelle nel dolore, è lì che resta accanto a loro anche in quelle ferite che lacerano dentro. Lascia a Maria lo spazio per vivere quel dolore; accoglie Marta che subito gli va incontro, che torna a Lui nel momento in cui tutto è perduto. Marta cerca Cristo perché sa che Lui può tutto e ha fede nelle Sue promesse, nella certezza di una vita dopo la morte. Ma Cristo porta vita adesso, non dopo - nella morte, nel dolore in cui siamo, nella disperazione di oggi, in ciò che ci toglie vita, non ci fa essere noi stessi... Lui è la Vita e ci riporta alla Vita. È il centro a cui tornare per fare verità e trovare senso, per ricordarci chi siamo e per chi viviamo. Abita i nostri dolori e disordini per portarci a Dio, alla Vita vera. Crediamo questo?
Pubblicato 27 lug
Pubblicato 27 lug
LUNEDÌ 28 LUGLIO 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (13,31-35) In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Parola del Signore. Davanti ad un cortile pieno di vita, durante l’estate ragazzi o un pomeriggio ordinario, sarà capitato di pensare “è proprio un pezzetto di Paradiso”. Così come in un momento di gioia che sovrabbonda si dice “mi sento in Paradiso”, “il Paradiso me lo immagino così”… ecco, oggi Gesù ci dice a cosa è simile il Suo Regno, quello che chiamiamo Paradiso. Non è un’immagine perfettamente nitida, a 360 gradi, ma una parabola che rende l’idea, che ci permette di poter immaginare ciò che un giorno potremo vedere a tutto tondo. Il regno dei cieli è minuscolo come un granello di senape che neanche si vede quando seminato, ma che diventa un grande albero quando cresce. È un pomeriggio di oratorio che passa, uno sguardo incrociato, una parola arrivata al giusto momento, un tramonto mozzafiato che non si ripete mai uguale, un abbraccio sincero… attimi, istanti in cui il tempo sembra fermarsi, in cui si percepisce un frammento di eternità. Un frammento minuscolo, un assaggio di quel che sarà la vita che verrà, ma che comincia già qua, anche quando è tanto piccolo come un granello di senape o quando neppure si vede come il lievito che scompare nella farina, ma di nascosto cresce.
Pubblicato 27 lug