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Giovani di Parola
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Pubblicato 12 giu
Venerdì 13 giugno Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,27-32) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio». Parola del Signore La fedeltà è un tema complesso per noi uomini, Gesù. Abbiamo rotto il patto col Padre fin dall’inizio, figuriamoci se siamo in grado di non romperlo tra noi. Mettiamo in gioco tutte le dinamiche umane, non siamo forti e non riusciamo a resistere alle tentazioni. Eppure sarebbe così bello amare e farsi amare sempre, per sempre, scegliendosi ogni giorno con cura. Noi ci proviamo, perché è una felicità prima terrena e poi divina. Aiutaci in questo cammino così complesso, sostienici perché se il nostro amore si fonda in te, resta vivo.
Pubblicato 11 giu
Pubblicato 11 giu
Giovedì 12 giugno Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5, 20-26) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!». Parola del Signore Ecco un’altra cosa complessa, Gesù: riconciliarci. Quando si parla di rapporti umani entrano in gioco tante di quelle dinamiche… e non sappiamo come fare per tenere a bada l’orgoglio, la superbia, la voglia di rivalsa. Ci sentiamo deboli nel fare il primo passo. Ci sentiamo stupidi nel perdonare le offese ricevute. Ci sentiamo ingenui nel farci scivolare addosso le cose. Regalaci parole di pace, parole che costruiscano, che diventino ponte e non muri. Perché i legami siano veri, autentici e liberi, non catene che ci inchiodano e ci spezzano. Sia in questa vita, sia nell’altra. Perché la verità, Gesù, è che alla fine queste guerre del cuore ci lacerano, ci fanno vivere anni di tormento e non facciamo altro che star male, ognuno chiuso nella propria solitudine.
Pubblicato 10 giu
Pubblicato 10 giu
Mercoledì 11 giugno Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,7-13) In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi». Parola del Signore Quanto è difficile Gesù predicare il Vangelo oggi. Cosa vuol dire? Come possiamo fare? Come dobbiamo parlare? Ci sembra quasi impossibile, a volte ci nascondiamo. Eppure tu ci dai chiaro l’esempio: entrate, salutate, parlate. La gentilezza, l’educazione, il sorriso. Non dobbiamo far altro che vivere come sappiamo. Non dobbiamo far altro che dimostrare. Perché è così complicato? Forse perché quella pace non ce l’abbiamo dentro, forse perché spesso la nostra fede è mossa solo da entusiasmi momentanei ma poi, nello sconforto, non siamo capaci di mostrare al mondo cosa voglia dire stare insieme a te. Aiutaci, Gesù, a parlare con dolcezza e a entrare in punta di piedi nelle vite altrui.
Pubblicato 9 giu
Pubblicato 9 giu
MARTEDÌ 10 GIUGNO 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (5,13-16) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». Parola del Signore. La Chiesa non è quella del conclave di cui si è tanto parlato ultimamente, o quella dei preti e delle suore e dei pochi collaboratori chiusi nelle sacrestie, quella criticata sui giornali e nelle discussioni in famiglia. Non solo quantomeno. La Chiesa è quella dei preti tra le strade polverose di città dimenticate, degli insegnanti nelle classi affollate delle scuole, delle suore tra i malati che nessuno vuole assistere, dei laici nei posti di lavoro, dei cortili calpestati dai ragazzi che rincorrono un pallone, delle chiese di montagna dimenticate dal mondo. La chiesa siamo noi, nei nostri oratori, nelle nostre relazioni, negli impegni quotidiani, con le mani in pasta nel mondo ma il cuore rivolto al Cielo. Ma se perdiamo di vista Cristo, la Sua relazione personale con ciascuno di noi, la notizia stravolgente che ci porta... Non siamo più chiesa. Siamo donne e uomini buoni, ma non siamo cristiani. Senza Cristo la nostra vita perde sapore, le nostre azioni e parole non portano Vita. È Dio che ci alimenta, e grazie a Lui possiamo davvero portare al mondo un sapore nuovo, una luce nuova, perché una vita in unione con Lui forse passa inosservata, ma lascia sempre intorno un profumo buono di Paradiso che lascia il segno.
Pubblicato 8 giu
Pubblicato 8 giu
LUNEDÌ 9 GIUGNO 2025 Memoria della Beata Vergine Maria madre della Chiesa Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25-34) In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Parola del Signore. È consuetudine nelle case salesiane scrivere delle preghiere da affidare a Maria e poggiarle ai piedi della statua dell'Ausiliatrice per lasciarle alla sua attenzione materna. Infatti era una profonda convinzione di don Bosco che ogni richiesta fatta a Maria Ausiliatrice non sarebbe rimasta inascoltata. È bello fare memoria il giorno dopo Pentecoste, in cui la Chiesa nasce, che la madre perde suo Figlio, ma diventa madre di tutti noi, che le siamo stati affidati da Cristo ai piedi della croce. Come per ricordarci che, se è vero che Cristo è tornato al Padre e la Chiesa ha iniziato a camminare da sola, c'è sempre una mamma a cui possiamo rivolgerci, da cui far ci consolare, a cui affidare tutto. Una presenza certa e delicata che si prende cura di noi e ci porta per mano all'incontro con il Figlio. "Confidate ogni cosa in Maria Ausiliatrice e vedrete cosa sono i miracoli."
Pubblicato 7 giu
DOMENICA 8 GIUGNO 2025 Domenica di Pentecoste Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-16.23b-26) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». Parola del Signore. Quando Gesù ha fatto intendere ai suoi discepoli, ai suoi amici, che sarebbe tornato al Padre, devono esserci rimasti un po' male - con la consapevolezza che non lo avrebbero più visto né ascoltato. E forse proprio per questo le parole di Gesù suonano un po' come delle rassicurazioni e delle raccomandazioni. È vero che per certi versi noi ci sentiamo lontani anni luce da quella quotidianità condivisa dal gruppo di apostoli con Gesù, che noi non possiamo vedere in carne ed ossa; ma quel Dio che si è fatto carne in Cristo è con noi, ora, nello spirito. Grazie alla Pentecoste la nostra vita può davvero essere una vita in unione profonda con il Dio uno e trino che Cristo ci ha fatto conoscere - una vita in cui tutto diventa preghiera perché tutto è vissuto alla presenza del Signore. Se sappiamo farGli spazio nel nostro cuore, nelle nostre relazioni, nelle nostre giornate, Dio prende dimora in noi, inizia ad abitare le nostre azioni e i nostri pensieri - ed è lo Spirito che ci suggerisce cosa fare, cosa dire, dove andare.
Pubblicato 7 giu
Pubblicato 7 giu