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Pubblicato 31 mag

DOMENICA 1 GIUGNO 2025 ASCENSIONE DEL SIGNORE Dal Vangelo secondo Luca Lc 24,46-53 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. Parola del Signore. Dopo la Sua Resurrezione Gesù vive l'Ascensione al cielo presso il Padre. Sembra come "ritornare a casa", anche se umanamente potremmo pensare "perché va via?" , in realtà Lui vuole dirci qualcosa di veramente grande e bello: rimarrà con noi per sempre, lo Spirito che è il Suo amore abiterà per sempre la nostra vita. Nella preghiera facciamo l' esperienza di percepire appena quel soffio di vita che scalda il cuore, che asciuga le nostre lacrime e che cura le nostre ferite: è Lui che non è mai andato via ma oltre ciò che possiamo vedere e sentire, è rimasto con noi per sempre!

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Pubblicato 30 mag

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Pubblicato 30 mag

SABATO 31 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,39-56 In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. Parola del Signore. Maria corre ad annunciare le cose grandi e meravigliose che Dio ha fatto per il popolo d'Israele, che Dio ha fatto nella sua vita, che Dio ha fatto nella vita di ciascuno di noi. Perché quello che annuncia Maria è qualcosa che si è già compiuto e che si compirà ancora nella storia e nella vita dell' uomo. Riprendendo la preghiera del Magnifcat ognuno di noi potrebbe scriverla pensando ai doni ricevuti, alle grandi cose che Dio ha compiuto per noi, per la Chiesa, per il mondo intero. Così anche potremmo invocare il Suo nome su tutte quelle situazioni che richiedono la Sua azione e con cuore sincero sperare con la certezza che non ci farà mancare ciò di cui abbiamo bisogno. Ci vuole tanta fede, chiediamola in questa giornata a Maria, donna di fede e donna del Magnificat

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Pubblicato 29 mag

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Pubblicato 29 mag

VENERDÌ 30 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,20-23a) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla». Parola del Signore. Nella nostra vita sono tante le esperienze come quella della donna che partorisce, in cui soffriamo un dolore che poi ci porterà tanta gioia. È la logica della morte e resurrezione che ha vissuto Gesù, è Lui che ci invita a sperimentare questa logica nella vita quotidiana. Spesso sentiamo dire che le cose belle hanno un costo, così è l' amore. Dovremmo imparare dalle madri che sanno soffrire per una gioia più grande e sanno sacrificare se stesse per il bene di un figlio. Amare è anche perdere se stessi perché l'altro possa ritrovarsi, rinunciare a qualcosa per avere molto di più. Non perdiamo di vista questa dimensione del morire per risorgere ogni volta che vi si presenta come occasione per amare realmente.

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Pubblicato 28 mag

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Pubblicato 28 mag

GIOVEDI 29 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (16,16-20) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia». Parola del Signore. Ascoltare quando non si comprendono le parole è come scalare una montagna e non meravigliarsi davanti al panorama raggiunto. Le parole “un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete” possono sembrare misteriose, ma racchiudono una profonda verità: Gesù parla della sua morte imminente e della sua risurrezione. I discepoli nonostante siano stati con lui e hanno vissuto dei miracoli evidenti, non comprendono, perché ancora non hanno sperimentato la Pasqua. Ma arriva la risposta immediata di Gesù che li rassicura: il dolore che proveranno sarà temporaneo, e la loro tristezza si trasformerà in gioia. È un invito alla speranza, anche nei momenti di buio: ciò che oggi ci appare come perdita, un lasciar andare sofferto e impossibile può diventare domani sorgente di vita nuova, se vissuto nella fede e nell’amore.

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Pubblicato 27 mag

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Pubblicato 27 mag

MERCOLEDÌ 28 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (16,12-15) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Parola del Signore. Nelle relazioni interpersonali capita di mostrarsi più vulnerabili, più emotivi, più sensibili, se stessi al 100%, certe volte ci sentiamo compresi sentendo di non portare il peso da soli, altre volte l’incomprensione crea divisione e le nostre fragilità si manifestano; se il rapporto è vero si affrontano e si superano rispettando i tempi e i modi. Gesù riconosce la fragilità dei suoi discepoli, comprende che ci sono verità troppo grandi per essere comprese in quel momento e promette il dono dello Spirito della verità, che guiderà i cuori a una comprensione piena e progressiva del mistero di Dio. Lo Spirito Santo non parla da sé, ma comunica ciò che riceve dal Padre e dal Figlio: è il legame d’amore che unisce la Trinità e che continua ad agire nella Chiesa e nella vita di ogni credente. Queste parole di Gesù ci invitano alla pazienza spirituale, non tutto si comprende subito, ma con l’aiuto dello Spirito, la Verità si rivela e si annuncia a chi cammina nella fede e nell’ascolto.

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Pubblicato 26 mag

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Pubblicato 26 mag

MARTEDÌ 27 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (16,5-11) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato». Parola del Signore. Quanto può far male quando qualcuno va via dalla nostra vita? Una perdita, se importante, fa sempre male, apre un piccolo vuoto dove il dolore pulsa e vive. Gesù questo lo sa, sa che fa male e sa che la sofferenza umana è reale ed è vera. La vede, la sente ma cerca di consolare e di donare una speranza; le sue parole portano una promessa: la venuta del Paràclito, lo Spirito Santo. Gesù afferma che la sua assenza fisica sarà necessaria affinché i discepoli ricevano una Presenza ancora più profonda e trasformante. Lo Spirito Santo sarà Colui che illumina i cuori, che dona la comprensione del peccato, della giustizia e del giudizio. Egli guida i credenti alla verità, li consola e li rafforza nella fede. Le parole di Gesù sono portatrici di fiducia e affermano: anche quando Dio sembra lontano, il suo Spirito è presente, operante, e ci accompagna nel discernimento e nella testimonianza del Vangelo nel mondo.

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Pubblicato 25 mag

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