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Politica

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Pubblicato 12 mar

Perché l'Occidente odia la Russia? Questo il titolo del libro di Hauke Ritz edito in italiano da Fazi Editore e che ricostruisce la storia dei rapporti tra Europa "occidentale" e mondo russo. A Mosca non è mai stato perdonato quello strappo storico che solo le rivoluzioni sanno apportare. Gli esiti della rivoluzione bolscevica andrebbero ben oltre la fine del progetto sovietico nel 1992, ma anzi toccherebbero il mondo contemporaneo in profondità. La rivoluzione russa portava a conclusione un processo storico iniziato millenni prima: la costruzione di una certa idea di umanità, diritti, giustizia e rapporti sociali. Qualcosa che ha visto contraria la nuova sinistra francese nel secondo dopoguerra e la destra, prima fascista poi tecnocapitalista (quella odierna). Il trait d'union è la rivalutazione di un certo pensiero nietzschiano che intrinsecamente nega la dignità (e quindi l'uguaglianza) di tutti gli uomini. Il discorso di Rubio a Monaco, l'invito rivolto agli europei a conquistare assieme il resto del mondo, il connubio USA + Israele + intelligenza artificiale rendono il mondo un posto molto più pericoloso dove chiunque può essere ucciso o catturato senza un giusto motivo, dove tutti siamo spiati e identificati fin nel più intimo (grazie Palantir): questo è il mondo del super-uomo. I coraggiosi soldati statunitensi di cui film e serie traboccano tutti muscoli, coraggio e sani principi sono i mostri psicoanalitici che devono negare il corpo delle bambine iraniane: esili, gracili e dimenticate sotto le macerie dei bombardamenti. Vogliono liberare le donne iraniane (secondo quali standard poi?) uccidendole tutte. Alla Russia non si perdona aver permesso per la prima volta a una massa di bifolchi, contadini e soldataglia, carne da macello e banditi del Caucaso, di aver preso il poter e aver creato il primo vero stato del popolo, di tutti, per davvero; non dei ricchi attraverso le elezioni (come sono tutte le liberaldemocrazie odierne e passate dell'Occidente). Ai russi non si perdona aver dato una mano decisiva nel processo di emancipazione e resistenza di milioni di persone nel mondo: da Cuba (ora affamata) fino al Mozambico e l'Angola in lotta per la loro indipendenza o la Cina di ieri e di oggi (diventata ormai il maggior competitore degli USA). Ai russi non si perdona neanche aver evocato un pensiero tradizionale e profonda (che personalmente non condivido), ma che comunque è alternativo alla visione post-modernista che divide la società in un eterno conflitto orizzontale e che dimentica invece quella che Marx e i suoi eredi hanno identificato come la contraddizione principale: quella verticale, tra alto e basso. Insomma, il libro vale la pena di esser letto, per capire perché questa russofobia abbia radici profonde, quale razzismo si annidi nella classe dirigente euro-atlantica e come quel razzismo oggi diretto contro milioni di russi, un giorno sarà diretto contro di noi "bifolchi, contadini e soldataglia, carne da macello e banditi del Caucaso" del mondo odierno. ✍️Gab 😻 Segui il Capibara 😽

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Pubblicato 12 mar

Promemoria, con preghiera di massima diffusione.

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Pubblicato 12 mar

Pedro Pedro Pedro Pedro Pe Ci risiamo il governo spagnolo ha rimandato affanculo Israele e USA Cantava Britney Spears, nel lontano duemila: "Oops I did it again" La Spagna ha definitivamente ritirato la propria ambasciatrice da Israele Nel 2024 era stato Tel Aviv a ritirare la massima carica diplomatica per il riconoscimento della Palestina l'ambasciata spagnola rimarrà operativa, ma senza il più alto funzionario. In protesta per il genocidio a Gaza e la guerra al di fuori del diritto internazionale contro l'Iran. Mai come in questi giorni vien voglia di mollare tutto e trasferirsi alle Canarie sotto il buon governo di Pedro Non stupisce sempre la lungimiranza di certa sinistra per cui Madrid non farebbe abbastanza, certo il primo ministro di un paese NATO e UE potrebbe pur sempre farsi silurare inscenando la rivoluzione permanente o forse potrebbe produrre le condizioni per una graduale fuoriuscita del proprio stato dall'orbita di un impero moribondo. Ai posteri l'ardua sentenza. ⚡Segui il Capibara🙌 MIAO 🐈

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Pubblicato 12 mar

L’altro Occidente, tra fanatismo apocalittico e scetticismo mediterraneo La memoria storica dell’Europa meridionale oltre il dogma del potere: la resistenza dei popoli contro il destino dei millenaristi USA di Oscar Monaco C’è un elemento della politica occidentale contemporanea che raramente viene discusso con serietà, perché tocca una zona che il pensiero europeo moderno ha imparato a rimuovere: la dimensione teologica del potere. Eppure è difficile comprendere davvero la traiettoria geopolitica degli Stati Uniti senza riconoscere che il loro immaginario politico non è semplicemente liberale o democratico. È attraversato da una corrente religiosa potente, radicale e profondamente millenarista. Una corrente che vede la storia non come un processo aperto e interpretabile, ma come un copione già scritto. Qui entra in scena il fenomeno del sionismo cristiano evangelico. Una parte significativa dell’America religiosa considera la nascita e l’espansione dello Stato di Israele non come un fatto geopolitico tra altri, ma come un passaggio necessario di una narrazione escatologica. Il ritorno degli ebrei nella terra biblica, il conflitto permanente in Medio Oriente, persino l’idea di una grande guerra finale: tutto viene inserito in un immaginario apocalittico che annuncia la fine dei tempi. Questo non è folklore marginale. È una componente reale della cultura politica americana, una sensibilità diffusa tra milioni di elettori; una matrice che ha influenzato settori importanti dell’establishment politico e strategico. Quando un potere imperiale inizia a leggere la storia come un processo escatologico, la politica smette lentamente di essere diplomazia e diventa missione... continua su capibara.media 🍉 Segui il Capibara 🟠

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Pubblicato 11 mar

Paraguay, ok alla presenza di militari USA Con 53 voti favorevoli, 8 contrari e 4 astensioni, la Camera dei Deputati del Paraguay ha approvato un accordo di difesa che consente il dispiegamento temporaneo di personale militare e civile statunitense all’interno dei confini del Paese. Manca ora la firma del presidente del Paese Santiago Peña, il quale dovrebbe ratificare l’intesa nei prossimi giorni. L’accordo stabilisce un quadro giuridico per la presenza delle forze di sicurezza statunitensi in Paraguay per operazioni di addestramento, esercitazioni congiunte e assistenza umanitaria. Esso inoltre, autorizza gli Stati Uniti ad esercitare giurisdizione penale sul proprio personale presente nel Paese. — ✍️Abbonati per sostenere il nostro lavoro e avere accesso a tutti i nostri servizi.

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Pubblicato 11 mar

Sta succedendo qualcosa di molto strano tra Siria e Libano e nessuno ne parla. Secondo fonti israeliane, Damasco sta ammassando truppe vicino alla frontiera mentre crescono le tensioni tra Tel Aviv ed Hezbollah. L’esercito siriano parla di colpi arrivati dal Libano e promette di reagire, mentre sul terreno si moltiplicano movimenti militari e segnali di escalation. Negli ultimi anni Israele ha colpito la Siria centinaia di volte e ha persino occupato nuove aree del paese, senza che da Damasco arrivasse una reazione. E ora, improvvisamente, nel mezzo della guerra con l'Iran, la priorità diventerebbe il fronte libanese. È una dinamica che fa discutere: quando i bombardamenti arrivano da Tel Aviv si fa silenzio, ma quando il bersaglio è altrove la reazione è immediata… E in Asia occidentale certe scelte dicono più di molti discorsi. 🐈 Segui il Capibara 😻 MIAO!

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Pubblicato 10 mar

Il regime tunisino perseguita la Flotilla per Gaza Cresce la repressione in Tunisia: il regime di Saied colpisce la Global Sumud Flotilla con arresti e violenze per isolare la missione verso Gaza di Marco Santopadre La Global Sumud Flotilla ha denunciato l'arresto a Tunisi dell'attivista Wael Naouar, di sua moglie Jawaher Channa e di altri tre attivisti della struttura organizzativa locale e internazionale dell'iniziativa di solidarietà con Gaza. In un comunicato l'organizzazione parla di una nuova fase di "pressioni e molestie securitarie" contro il movimento di solidarietà con la Palestina e chiede il rilascio immediato degli attivisti arrestati a causa di una indagine giudiziaria avviata dalla Guardia nazionale tunisina, sotto la supervisione del procuratore della Repubblica per sospetti di riciclaggio di denaro, frode e appropriazione indebita di fondi ricevuti attraverso le donazioni. Il caso si inserisce in un clima di crescente tensione attorno alla presenza della Global Sumud Flotilla in Tunisia che prepara una nuova missione nella Striscia per il prossimo aprile. La sera del 4 marzo un gruppo di attivisti è stato bloccato e manganellato al porto di Sidi Bou Said, dove era previsto un omaggio ai lavoratori portuali per il loro sostegno lo scorso anno all'iniziativa della Flotilla. L'iniziativa è stata impedita dalla polizia anche dopo la decisione di ridurla a una semplice visita simbolica e la presenza di attivisti di altri paesi come il brasiliano Thiago Avila, gli italiani Maria Elena Delia e Tony Lapiccirella e Greta Thunberg. Diverse persone sono state ferite e hanno dovuto farsi medicare in ospedale. Il 5 marzo, gli organizzatori hanno denunciato anche il divieto di un'attività pubblica prevista al cinema Le Rio di Tunisi. Venerdì c’è stata una manifestazione di protesta contro gli arresti. La missione 2026 della Global Sumud Flotilla prevede una nuova mobilitazione civile via mare per Gaza, con una struttura di coordinamento internazionale in cui figurano, tra gli altri, il brasiliano Thiago Ávila, il palestinese Saif Abukeshek e il tunisino Wael Nawar. In questo quadro, il fermo denunciato dalla Flotilla appare come l'ultimo episodio di una sequenza che gli attivisti leggono come una stretta sul movimento di solidarietà con la Palestina da parte dei regime di Kais Saied. 👍 Segui il Capibara 🌏

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Pubblicato 10 mar

Salva la data: giovedì 19 marzo, a Roma. Dalle 16 alle 18 ci vediamo nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati per un incontro pubblico che vuole rimettere al centro una parola spesso dimenticata: Costituzione. Non sarà la solita conferenza. Sarà un momento di mobilitazione vera, con sindacati, realtà sociali, associazioni e cittadini che vogliono difendere libertà democratiche, diritti e pace. Si parlerà di censura, repressione, economia di guerra, traffico di armi e solidarietà ai popoli che resistono, a partire dalla Palestina. Abbiamo a disposizione la sala più grande del Parlamento: trecento posti. L’obiettivo è semplice: riempirla tutta e far sentire una voce chiara. Se pensi che sia il momento di esserci, tieniti libero. A breve tutte le info per partecipare. 🐈 Segui il Capibara, MIAO 🐈

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Pubblicato 10 mar

♀️ DONNE, A CHE PUNTO SIAMO? L'8 Marzo è passato da poco, eppure la strada da fare sembra ancora parecchia. Oggi parliamo di carico mentale, lavoro di cura e responsabilità sbilanciate. Per approfondire 👇 - Gender Quality Index 2025 (EIGE) Per supportare la Tribù dei Capibara dona su GoFundMe: https://gofund.me/a96df0c08 🦩 Segui il Capibara 🦥

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Pubblicato 10 mar

Buongiorno a tutti. Riguardo alla grande guerra dell'Asia occidentale, tutti continuiamo a guardare i missili che cadono e ad ascoltare dichiarazioni, spesso contradditorie, ma rischiamo di perdere di vista le tendenze. Sinceramente, io per primo, pur cercando di starci attento. L'ultima settimana ha messo in moto qualcosa di enorme. Ora, gli obiettivi colpiti da ambo le parti non sono più solo militari (USraele attacca deliberatamente civili dal primo momento) e iniziano a comprendere siti di stoccaggio petrolifero e impianti di desalinizzazione. Per ora abbiamo visto la chiusura degli stretti e il conseguente blocco selettivo, ma maggioritario, del traffico energetico. Ma se iniziano ad essere distrutti gli impianti, non ci sarà più niente da trafficare e la scarsità momentanea di energia diventerà permanente. Questo vuol dire uno scenario globale completamente diverso da tutto quello che conosciamo. Un esempio? L'Europa per sempre fuori dai giochi, senza soldi e che va a piedi, la Cina che non ha ancora abbastanza mercato interno per assorbire la sua produzione e dipende da forniture esterne di energia, gli USA che hanno un sacco di petrolio loro ma non hanno più produzione interna né capacità di ricostruirla in tempo. Se riuscite a immaginare gli scenari e le ramificazioni, allora siete molto molto bravi, perché è un altro paradigma e saranno possibili cose che non credevamo. Tornando all'Asia occidentale, paesi importanti e lontani come India e Giappone realizzano cosa vuol dire l' interruzione del flusso di energia attraverso Hormuz. Non gli piace, ma non possono farci niente. Così come i "golfini", che prima hanno collaborato con USraele, servili ed ubbidienti, e adesso sentono il dolore e la paura che i loro staterelli artificiali si sbriciolino, il che non è escluso. L'Iran, che si gioca l'esistenza, deve essere estremamente sofisticato, perché ha bisogno sia di espellere gli Stati Uniti dalla regione che di rendere insostenibile lo stato di Israele nella sua attuale forma e configurazione, perché quest'ultimo potrebbe benissimo star giocando a far scannare a vicenda Iran e Stati Uniti per poi tentare di prendersi la regione. Mi sembra un delirio, ma non sarebbe la prima volta. E i Turchi non staranno a guardare, in quel caso. Quindi, l'Iran deve distruggere la sostenibilità economica e militare di Israele. La guerra diventa sia totale che esistenziale da ambo le parti, mentre l'economia globale emette già i primi scricchiolii, ed è ancora solo l'inizio. Sinceramente, credo che la produzione petrolifera del Golfo alla fine sarà distrutta irreparabilmente e che il mondo non sarà mai più come era. Ora scopriamo quanto eravamo davvero abituati al colonialismo. Ci vorranno anni perché il processo si srotoli, magari è la volta che impariamo a distinguere le cose veramente importanti, grazie alle difficoltà. Sarebbe una bella ispirazione. Un' ultima cosa: ieri sera nella live con il buon Gab continuava a uscire il discorso dell'operazione di terra americana e la sua insostenibilità. Voglio chiarire una cosa: ritengo che non possa funzionare e probabilmente nemmeno iniziare in senso proprio (dove accumulerebbero le forze necessarie?), ma penso sempre di più che potrebbero provarci comunque. Il delirio messianico fa brutti scherzi. L'America farebbe la fanteria di Israele. Per questo dicevo che non risparmiare Israele diventa vitale per l'Iran. Mettetevi comodi, ne avremo per un po'. Senza dimenticarci un sorriso, che siam tutti sulla stessa barca 😊🙏⛵❤️‍🔥 Dani

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Pubblicato 9 mar

🔥 Il mondo come lo conoscevamo è finito. 🫠 Sta a noi decidere quale narrazione vogliamo durante la "fine del mondo". Se siete stanchi della merda delle tv, Gabriele e il buon Daniele Dall'Aglio stasera parlano di Iran, Libano e di due entità occupanti, una che occupa la Palestina, una la terra dei nativi americani, tutte e due in nome di Dio e governate da un comitato di affari che organizza un sorteggio periodico chiamato elezioni. Vi direi di guardarli, perché come dicevano i CCCP nel 1987: "Sei tu chi può darti di più"! 🌎 Link qui: https://youtube.com/live/lAhQttEabLA

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Pubblicato 9 mar

Continua la nostra collab con Mondoradio.net, il nostro Gabriele parla dell'estensione del conflitto al Libano. https://www.mondoradio.net/israele-attacca-anche-il-libano-nel-tentativo-di-estendere-la-pulizia-etnica-alle-altre-regioni-dellasia-occidentale/ 🐈 Segui il Capibara 😽

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