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Pubblicato 2 ago
DI QUANTI UOMINI PUÒ DISPORRE L'UCRAINA? Ricollegandomi ad una precedente analisi riguardante la consistenza numerica della popolazione ucraina “I conti della serva” provo qui ad approssimare il numero di arruolabili su cui ha potuto contare il paese dall’inizio conflitto. Partendo dalla cifra media di reclute per milione di abitanti per ogni classe d’età di circa 5.000, che possiamo indicare come coefficiente Y. Il dato è riferibile, in linea generale, ad una popolazione demograficamente matura e stabile di stampo occidentale, quindi paesi che fanno massimo due figli per coppia e stanno decrescendo o crescendo in modo asfittico, così non mi tirate fuori la storia “eh l’Italia nel ‘18” quelli facevano da 5 a 10 figli per coppia, sebbene trovando il contraltare di una piramide demografica vertiginosa quindi già dai 35 in sù la contrazione era drastica e poi erano messi così male che al fronte non era bene inviarli. l'Ucraina ha potenzialmente la possibilità di richiamare 40 classi d’età, dal 1965 al 2005 (60-20). 1965-89 popolazione in crescita da 45m a 52m, con calcolo grossolano facendo una mera media matematica di 48,5 m. Quindi: 48,5 moltiplicato per le classi d’età in esame, 24 per Y. 48,5x24xY= 5.820.000 1989-2005 popolazione in decrescita da 52m a 43m con la media matematica di 47,5m . Le classi sono stavolta 16. 47,5x16xY=3.800.000 5.820.000+3.800.000=9.620.000 Cifra, oltre che approssimata, da depurare: Vanno innanzitutto scorporati tutti quei soggetti fuori dal controllo ucraino, che ne sono fuoriusciti con le migrazioni, con le secessioni del ‘14 e l’avanzata russa del ‘22, che avevo approssimato sui 10 milioni e 500.000 (secessioni -5m avanzata russa -2,5m e avevo poi ardito sulla scorta dei dati di alcuni paesi che distinguono i migranti per nazionalità, quindi facendo un lavoro molto rude, -3m). Disponendo solo della consistenza numerica finale e non del suo andamento nel tempo il calcolo sarà fatto sulle 40 classi d’eta 1965/2005. Quindi: 10,5x40xY=2.100.000 Occorre togliere poi i sette milioni di profughi (il dato riguarda solo quelli provenienti da regioni attualmente ucraine, non le persone fuggite dalle repubbliche popolari e oblast presi dai russi). Viste le difficoltà frapposte dal governo ucraino all'uscita dei maschi in età di leva ho calcolato che solo ⅓ dei profughi fosse maschio, perciò 1.300.000, ma ho raddoppiato il coefficiente Y perché il dato è libero da donne. Quindi: 1,3x40x(Y+Y)=520.000 Perciò: 9.620.000-2.100.000-520.000= [7.000.000] Che come tutte le cifre troppo tonde è il frutto di parecchi arrotondamenti ed ipotesi sui dati di partenza (consistenza numerica degli ucraini). Da questa cifra lorda di 7m vanno poi tolti i circa 250.000 disertori, gli almeno 800.000 renitenti (Fonte Analisi Difesa) e poi il tasto dolente, nonché mistero della fede dei caduti, dispersi, feriti non recuperabili e prigionieri. Dei restanti arruolabili, quanti effettivamente sono sopravvissuti ai casi della vita: incidenti, malattie, crimini, suicidi, fiasco 🍾? Quanti dei vivi sono effettivamente abili a causa di malanni, menomazioni, obesità, dipendenze ecc? Residuano 4-5m (?!) di soggetti, ma teniamo conto che l'attuale esercito al fronte è tratto da questo bacino, i liberi al momento sono o troppo giovani, o troppo disgraziati, o impegnati in lavori utili, o ristretti, o protetti dal Dio Schei e altre divinità piuttosto terrene e se venissero effettivamente convocati, molti di questi finirebbero con estrema facilità nel gruppo dei renitenti a costo di fare i sepolti in casa e bloccando il paese e la sua economia in modo micidiale. l'Ucraina può aumentare il numero degli arruolabili modificando il coefficiente Y, ma questo significa recuperare gli scartati alle visite di leva o richiamate le donne, quindi personale assolutamente privo anche della pur minima formazione militare. Questo è un divertissement quindi prendetelo con grano salis. ✍🏻Andrea
Pubblicato 1 ago
Jovanotti è l'equivalente musicale del PD. Uno che ha contributo a trasformare Che Guevara in una stampa sugli accendini accostandolo nelle sue canzoni (di merda) a Madre Teresa. Ve piacerebbe addomestica il movimento per la Palestina a frikketonaggine e cazzatelle democristiane sulla pace eh? 🙂 A ciancia di due stati insieme a Macron, fra un po' lo dirà pure la Knesset. E posso sentirle le TV a dirci quanto so bravi i leader israeliani che pur continuando ad occupare e fare un genocidio, avranno almeno l'educazione di farlo, come facevano fino a due anni fa, di nascosto. Così i vari Jovanotti del mondo potranno continuare a fare le canzoncelle del cazzo e a rovinare la vita pure alla tartarughe marine facendo i concerti in spiaggia. Eh no caro Jovanotti, con la tua aria da finto giovane crioconservato e 'sto sorriso inebetito da adolescente in ritardo massimo. Sei l'emblema perfetto del vampirismo occidentale, un vecchio che si attacca a tutto per non deperire, ma adda passa a nuttata...
Pubblicato 31 lug
Articolo del Fatto Quotidiano riguardante la famigerata questione dell' autogrill, anche nella sua fase iniziale.
Pubblicato 31 lug
🇵🇸 corridoio di Davide? https://www.instagram.com/reel/DMxovaptie_/?igsh=MXd1ZTRzamQ0eXN3dA==
Pubblicato 31 lug
Pubblicato 31 lug
La testimonianza di Anthony Aguilar ex mercenario della Gaza Humanitarian foundation. La fondazione paravento nata con capitali israeliani e di gruppi sionisti americani per fingere di distribuire viveri nella striscia, ma in realtà una pecetta per tentare di nascondere la carestia indotta ed una trappola per i poveri disperati in fila, preda del tiro a segno dell' esercito più perverso al mondo.
Pubblicato 31 lug
🔴🇦🇩🇦🇺🇫🇮🇮🇸🇳🇿🇱🇺🇵🇹🇸🇲🇩🇪🇵🇸Anche Andorra, Australia, Finlandia, Islanda, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Portogallo, San Marino e Germania si sono uniti per annunciare di voler riconoscere la Palestina
Pubblicato 31 lug
Il Canada si è impegnato ad avviare il riconoscimento di uno Stato palestinese: lo scopo è la soluzione a due Stati. Chiaramente hanno sentito l'esigenza di specificare che "condannano il 7 ottobre, Hamas deve disarmare ed è un gruppo terroristico". Il passaggio arriva insieme ad altri paesi supporter del sionismo: Francia, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, ecc. Pacata la reazione di Trump: "Se il Canada riconoscerà uno Stato palestinese, avremo molti problemi nell'arrivare ad un accordo commerciale". Siamo davanti a una serie di tendenze opposte. La spaccatura nel fronte occidentale tra sinofobi e russofobi. La classe dirigente imperiale si scontra su quale nemico tosare per primo. Trump vorrebbe smollare tutto a proxy nazistoidi, facendo far carico economico all'Europa della questione per concentrarsi sulla Cina. L'UE e un pezzo di Dem vorrebbero invece proseguire tutti insieme contro Mosca, mettere la Palestina sotto il tappeto con qualche formula rituale (proseguendo il genocidio silenzioso) e tentare di cooptare la Cina. Ma perché il riconoscimento di Spagna e Irlanda era diverso? A parte che Spagna e Irlanda (tra mille contraddizioni) lo hanno fatto in un momento diverso. Questi Stati arrivano da percorsi interni per cui il colonialismo e la questione dell'autodeterminazione è centrale. Hanno partecipato alla Conferenza di Bogotà, portata avanti da Gustavo Petro e da altri paesi del Sud Globale. A mio avviso (ma potrei sbagliare), il modello spagnolo costituisce il tentativo graduale di allontanamento da un certo modo di essere Occidente. Non è sufficiente e non è risolutivo, ma non confondiamo il tentativo anglo-francese di salvare Israele (e il suo progetto coloniale) demonizzando Netanyahu, con chi fa sponda con gli anti-imperialisti del mondo emergente.
Pubblicato 30 lug
https://youtu.be/8TTEszF-HQk?si=9TMGuCZd-vF9WgXL
Pubblicato 30 lug
Quindi da una parte Venezia ricercava la libera navigazione e il privilegio/supremazia sul commercio di lunga distanza che si erano già affermati nel corso del X sec. e che divennero manifesti con la Crisobolla del 992 e la creazione delle basi navali intermedie nell'anno 1000. Successi che garantirono il dispiegamento del pieno potenziale commerciale della Città permesso innanzitutto dalla flotta, dalle basi marittime, con forze di intervento rapido per interventi emergenziali e dall’affermazione tecnologica navale poi diventata supremazia con la nascita dell'Arsenale, decisivo per la creazione del suo impero marittimo. Malgrado la fine dell' Impero Romano d'oriente nel 1453 la dottrina navale Orseolo e le sue filiazioni terricole rimasero sino alla data della Dormizione della Repubblica nel 1797. Dall' altro lato Venezia assecondò le costanti geopolitiche che la seguirono pressoché per sempre: l’equidistanza dai due imperi, riconoscendosi gemmazione, ma non in rapporto di subordinazione, di quello orientale in decadimento e al contempo intrattenendo rapporti corretti, ma guardinghi, con quello occidentale, ottenendo così quella sorta di pienezza dei poteri che non sarà mai di nessun altro stato sotto le Alpi, se non il Papato che però introiettava su di sé anche una visione universale e non solo statuale. Venezia era potere autonomo che non dipendeva né dal Papa, come potevano essere gli Este o i Montefeltro, o dall'Impero come i Medici o i vari signori di Milano. I due poteri universali sul resto della realtà subalpina godevano invece di una sorta di “nuda proprietà” per esemplificare e volgarizzare al massimo. Altro punto fermo Veneto fu l’ostilità più o meno sotterranea con il papato, con Papi particolarmente sgradevoli: Gregorio VII e i suoi normanni, Giulio II che animò la lega di Cambrai bloccando l’espansione territoriale della Repubblica nell'entroterra occidentale, Paolo V ed il famoso Interdetto del 1606 ecc. Se la descrizione della dottrina Orseolo somiglia molto al concetto statunitense di dominio dei mari è perché lo studio della dottrina Veneziana si è sviluppata a ritroso, proprio a partire dalla teoria di Rimland ideata da Spykman vedendo la quale gli storici si sono accorti che, nel corso dei secoli, si erano già manifestati fenomeni simili. Probabilmente la dottrina Orseolo è il primo caso di talassocrazia dell'epoca cristiana, così non scomodiamo i fenici. Non è per altro il primo richiamo tra Repubblica Veneta e Usa, la stessa elezione alquanto complicata del presidente americano trae ispirazione dalle complicate procedure elettive in Maxor Censejo, d’altronde all'epoca era l'unica repubblica sotto mano e a differenza della Francia, gli Usa non hanno mai sposato l’antimito della Repubblica Veneta. Dovrebbe semmai creare allarme tra noi antiamericani il fatto che nel 1453 Venezia ha dovuto affrontare la più grande disgrazia geopolitica del mediterraneo, riuscendo però a superarla e che se non avesse trovato la lega di Cambrai e le potenze europee a contestarla nella penisola ne sarebbe uscita con agio reindirizzando la sua strategia e potenza, quindi occhio a seppellire anzitempo lo “strano erede” perché la Repubblica è durata altri tre secoli e pure facendo grossi errori evitabili, che ne hanno pregiudicato l’arrivo nella contemporaneità. ✍️Andrea Alexandro Nałeto Lane F. C. Venice a maritime republic, Baltimore 1973 Lane F.C. Venetian ship and shipbuilders of the renaissance, Baltimore 1934 Ortalli G. Venezia dalle origini a Pietro II Orseolo Torino 1980 Gasparri S. Dagli Orseolo al comune, in AA. VV. Storia di Venezia. Roma 1995 F. Moro, Le grandi battaglie della Serenissima, Gorizia 2022. Reinhold C. Mueller, Venezia nel tardo medioevo. Venezia 2021
Pubblicato 30 lug
Il contrasto con il Papa era infatti un altro fattore di lunghissimo periodo della traiettoria politica Veneziana. All'epoca le brighe pontifice anti bizantine nate per motivi religiosi finirono per perturbare l’Illiria (area di Limes tra cristianesimo orientale e occidentale) e rimisero in moto i croati, tanto che Zara si rivoltò ai Veneti, ma fu subito repressa dall'intervento della flotta nel 1062, ma ancora nel 1070 i croati occuparono il litorale dalmata da Veglia ad Arbe. Nella stessa epoca a causa di divisioni dinastiche che si erano sviluppate in seno al regno croato il Papa fece intervenire i normanni di Amico II in favore di una fazione nobiliare croata più gradita a Roma, ma questi con una campagna di notevole successo catturarono il re e fecero cadere il regno nel 1075, ma si ritirarono subito per ragioni poco chiare, ma probabilmente legate ad equilibri interni al regno normanno del sud italia. Per reazione il Doge coevo Domenico Silvio fece partire la flotta per riportare sotto controllo le città costiere dalmate, che si impegnarono a non consentite più futuri passaggi di forze ostili e riottennero in cambio l’autogoverno minore. Nello stesso tempo il Doge ignorò gli intrighi tra croati e Papa riguardanti l’entroterra, che esulava gli interessi della dottrina Orseolo. Venezia e Papa entrarono poi in contrasto per il controllo del Patriarcato e per il rapporto amichevole che la Città intratteneva con l'imperatore Enrico IV perché la Dominante non tollerava ingerenze pontificie in tali materie, ma senza per questo voler rompere con Roma. Al contempo Venezia volle mantenere il suo rapporto privilegiato con Costantinopoli, aspetto altrettanto poco gradito al Papa. Da questa mini lotta delle investiture, parallela a quella ben più grande tra impero e papato, malgrado gli strali di Gregorio VII che arrivò a minacciare scomuniche, Venezia uscì facendo muro di gomma tanto che nel 1081 il Papa stesso ricucì il rapporto anche perché soddisfatto di aver piegato Enrico IV. Intanto l'Impero Romano d'oriente, l’altro grande polo d'interesse dello stato Veneto, era in piena crisi, tra 1071 e 1081 perse il Mezzogiorno, vide l’Anatolia occupata dai selgiuchidi e si dilaniò in lotte intestine poi chiuse dall' arrivo al potere di Alessio I, ma la debolezza dimostrata attirò le attenzioni moleste dei normanni direttamente nei Balcani. Il Basileo, vista la disperata situazione chiese quindi aiuto ad Enrico IV, ai dalmati e a Venezia, ma rispose solo quest' ultima, anche perché vedeva nell’insediamento dei normanni su ambedue le rive del canale d’Otranto un pericolo mortale. Domenico Silvio chiese comunque in cambio ad Alessio una nuova Crisobolla con richieste piuttosto esose: il Doge doveva diventare Protosebastos, il Patriarca di Grado Hiyperimos con i rispettivi emolumenti, Venezia ottenere esenzioni per dazi, tributi e tasse; libertà di commercio nell’ impero ed infine tre moli e magazzini a Galata. Si concretizzò così nuovamente l’impianto della dottrina Orseolo, dove la strategia fornata da potenza militare e disegno geopolitico si traduce in economia. La prima guerra normanna del 1081/85 ebbe un andamento altalenante con buoni successi, come la battaglia navale di Durazzo, ma anche cadute, tanto che portò alle dimissioni del Doge Domenico Silvio in favore di Vitale Faliero, dopo la sconfitta navale di Corfù. Il confronto si concluse a favore di Alessio I soprattutto grazie alla resistenza dei locali e alla morte del Guiscardo, ma Venezia riuscí comunque ad ottenere la riconferma della Crisobolla e soprattutto imparò l’importanza delle isole Ionie, che infatti saranno occupate nel 1386 dopo averle tolte agli Angioini. La dottrina Orseolo si dimostrò quindi la visione geopolitica del Ducato prima e della Repubblica dopo, come si sostanziò dall'incrocio tra interesse nazionale e costanti geopolitiche di lungo periodo che si manifestarono nell’ambito della cerniera costiera euro-mediterranea che era lo spazio vitale dello Stato Veneto.
Pubblicato 30 lug
VENEZIA I 🦁 Dopo la morte di Orseolo Dopo la fine del dogado di Pietro II la dottrina navale di Venezia affrontò nuove sfide dettate dai cambiamenti internazionali. Al sud della penisola latina i normanni, dopo aver conquistato la Sicilia agli arabi, mossero contro il meridione continentale e nel 1053 con la battaglia di Civitella sul Fortore ne assunsero il controllo. Il Papa che all' inizio vi si era opposto alla fine trovò negli ex mercenari varighi un alleato spendibile, ma che crearono molti problemi a Venezia ed ai suoi interessi.