TGINSIGHT CHAT
Capibara Media
@gabgerm
PoliticaCapibara Media è un progetto editoriale che racconta politica, società e cultura. Video, podcast e approfondimenti per chi cerca informazione critica e una comunità. DONA: https://gofund.me/cd9de700a Contatto: [email protected]
Post recenti
Pag. 30 di 84 · 1,001 post
Pubblicato 23 dic
Senza alcuna segnalazione o motivazione, il reel di ieri sera che segnalava la nuova missione della Sumud Flotilla è stato cancellato da tutti i miei profili social. Semplicemente scomparso nel nulla, lo scopro su segnalazione di una utente. Viaggiamo ormai regolarmente sulla china della censura strisciante e quotidiana, normalizzata. Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify
Pubblicato 22 dic
... E mentre ci prepariamo alle grandi svolte del 2026, visto che siamo degli ipercinetici abbiamo deciso di partire con una selezione dei link consigliati ogni lunedì - mercoledì - venerdì alle ore 13.00 arriverà "Per orientarsi - Segui il Capibara" disponibile su Facebook e sul nostro sito internet (vi lasceremo il link alla rubrica nel primo commento). Qui un numero sempre crescente di autori vi selezionerà alcuni articoli consigliati per capire aree geografiche o tematiche dal mondo. Oggi partiamo con i consigli di Gabriele Germani sul Sud Globale, Daniele Dall'Aglio su Asia Centrale e mondo russo, E. Perindani per parlare di economia nostrana e non solo, Francesco Fiore che ci porta nell'ambito della cultura e della scienza, Giuseppe Aceto tecnologia e IA, infine Daniele Nerds Bigi che spazia dall'America Latina all'economia rivoluzionaria. Condividete e supportate il nuovo progetto di media indipendente e orizzontale, in cui voi stessi siete i protagonisti. #media#politica#capibara https://www.facebook.com/share/p/1BgNbnLzNf/
Pubblicato 22 dic
Uno degli aspetti che più garantiscono la stabilità della pratica nel corso dei secoli è la certezza del controllo sessuale della donna consentito dal fatto che attraverso l'infibulazione i rapporti sessuali vengono impossibilitati fino alla defibulazione. Lascito sgradevole della pratica, che permane anche dopo la scucitura della vulva, demandata al marito al principio della prima notte, i rapporti diventano dolorosi e difficili. Poi la donna è vittima di frequenti cistiti ed infezioni vaginali, nonché ritenzione urinaria. Aspetto ulteriormente pernicioso è la difficoltà dei parti a causa del tessuto cicatriziale frutto della mutilazione, che rende l’area poco elastica. Il difficile passaggio del feto aumenta i rischi di anossia indi problemi neurologici. Non sono rari i casi in cui l’utero arriva a rompersi portando alla morte di madre e figlio. [NDA] In ambito medico inglese è stato proposto un compromesso: la via del minimo taglio rituale, che concili tradizione e vita, ma evitando l'esclusione sociale.
Pubblicato 22 dic
CONTROLLO SOCIALE DELLA DONNA: L'INFIBULAZIONE La storia dell'infibulazione rimonta a tempi remotissimi ed origina nei territori dell'alto Egitto pre faraonico, con diramazioni nelle culture tribali dell'area subsahariana del Sahel e lungo la valle del Nilo arrivando alle ambe abissine. In ambito arabo non a caso è indicata anche come circoncisione faraonica. A tutt’oggi in Egitto, nonostante sia vietata per legge, la modificazione genitale femminile coinvolge tra l'85% e il 95% delle signore. In Somalia è subita dal 98% della popolazione femminile, tanto che è stato definito il paese delle donne cucite dall'antropologa Anni de Villeneuve in "Étude sur une coutume Somalie: le Femmes cousues", in journal de la Société des Africanist del 1937. Contrariamente alla vulgata diffusa tra i profani l'infibulazione (cucitura delle labbra vaginali lasciando aperta solo una breve sezione nella parte inferiore per consentire minzione ed uscita del liquido mestruale) e l’escissione del clitoride non sono contenute nel Sacro Corano e non sono menzionate in alcun ḥadīth autentico enumerato nella Sunna. Autentici sono i racconti di cui si conosce l'intero iter di trasmissione dalla bocca del Profeta Mohamed alla parola scritta, che consentano di certificarne l’origine certa ed incorrotta. La pratica è citata come circoncisione femminile solo in alcuni racconti a catena incerta e non certificata da nessun importante studioso islamico. Non ne parlano i noti al-Bayhaqī, Ibn Ḥajar al-ʿAsqalānī, al-Nawawī e al-Albānī. Quindi possiamo definirli senza remore apocrifi ed escussi dal novero della Sunna e perciò dalla giurisprudenza della legge islamica, non avendo alcun valore giuridico. Non possono in conclusione essere impiegati come base per stabilire una norma religiosa. L’università di Al Azhahar al Cairo, centro di diffusione dottrinale sunnita ed altre istituzioni islamiche contemporanee hanno sottolineato l’incompatibilità della pratica con la Sharia, in quanto istituto culturale preislamico di origine tribale e definito l’infibulazione Haram in quanto nociva e pericolosa, sulla scorta dell'Hadith certificato di Ibn Majah: «Non vi sia danno e non si rechi danno». [NDA] Al contrario la circoncisione maschile è ritenuta, se fatta con criterio, salubre ed igienica. E lo fa sembrare più grandicello. L'infibulazione è diffusa in alcuni paesi totalmente o in parte islamici: principalmente la parte meridionale dell'Egitto, Somalia, Eritrea, Senegal e Guinea, dove viene consigliata come sistema ritenuto utile a controllare e provare la condotta sessuale “corretta” della donna. In Kenia nella prima stagione post coloniale era stata difesa come pratica tradizionale sia tra cristiani, animisti che islamici. In Somalia una donna non cucita viene ritenuta tutt'oggi impura e non riesce a trovare marito, rischiando l’esclusione sociale. In Nigeria l'infibulazione è stata ufficialmente vietata nel 2015 e in Sudan nel 2020. Nel Cristianesimo tutte le mutilazioni sono considerate un peccato contro la santità del corpo e sono ufficialmente proibite. Nel contesto africano però circoncisione e infibulazione rimontano a stagioni precedenti la cristianizzazione o sono il frutto del contatto con altri popoli che la praticano, quindi possono essere riscontrate. In Nigeria buona parte degli uomini sono circoncisi, indipendentemente dal credo. Per quanto riguarda l’infibulazione la troviamo soprattutto tra i copti, sia ortodossi che cattolici d’Eritrea e d’Etiopia, eccetto che nella provincia del Gojjam. Casi ulteriori si riscontrano altrove per esempio tra la minoranza cristiana del Niger ove il 55% delle donne è infibulata, rispetto al 2% delle islamiche. ✍🏻 Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify
Pubblicato 20 dic
🌍 L’Africa non è mai stata “marginale”: è stata anzi al centro della storia mondiale. Molti ancora pensano che il continente fosse isolato prima dell’arrivo europeo — ma è una narrazione coloniale che dobbiamo superare. Dal potente impero del Mali alle città-stato swahili, l’Africa è stata fulcro di rotte commerciali tra Europa e Asia secoli prima degli imperi occidentali. Oro, culture, tecnologie e persone viaggiavano attraverso il Sahara e l’Oceano Indiano, influenzando l’intera area euroasiatica. Questo articolo ci invita a ripensare la storia globale da un altro punto di vista. 👉 Leggi il contributo del nostro Gabriele Germani https://capibaracms.vercel.app/articoli/economia.mondo Condividi se pensi che capire il passato ci aiuti a interpretare il presente.
Pubblicato 20 dic
https://youtu.be/UDouXTLcSz0 La Turchia al centro del caos: diplomazia, Palestina e nuovi equilibri regionali Che succede sulla sponda orientale del Mediterraneo? Come procede l'eterno Trono di Spade tra Ankara e Tel Aviv? E gli USA come si pongono rispetto alla nuova fase dell'accordo di pace, che accordo di pace non è? Buona visione! Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify
Pubblicato 18 dic
Alle 14 LIVE per parlare di USA, Venezuela e Trump Con Giuseppe Germinario e Cesare Semovigo https://youtube.com/live/s04kM7csGiQ Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify
Pubblicato 18 dic
Pubblicato 18 dic
QUALE FUTURO PER IL SOMALILAND? L’esistenza del Somaliland ha dalla sua parte ragioni storiche, culturali (l’influsso linguistico inglese), una maggiore coerenza etnica, la compattezza geografica ed infine una consistenza economica sì miserabile, ma congruente. Può contare su un futuro ruolo internazionale anche diventando il nuovo Gibuti in cui ognuno potrà piazzare la sua base commerciale o militare oppure legandosi a specifici stati. Potrà contare su patroni internazionali che ne garantiranno l’indipendenza per potersi assicurare il suo ruolo strategico e posizionale. Sull'altro lato della medaglia non ci troveremo davanti ad uno stato di stampo occidentale vitale, quanto piuttosto innanzi ad un complesso clanico che gestirà il territorio sfruttando le sue possibilità economiche e non, ma patendo i propri limiti da società segmentaria, dove alla fine qualcuno pianterà sempre un grana perché la società somala pastorale va' immaginata come un grappolo d’uva animato,in cui ogni acino sarà in lotta con gli altri per avere acqua e sole, mentre resta unito solo davanti al pericolo esterno. La società somala si dividerà sempre in famiglie, gruppi, lignaggi, sottoclan, clan e alleanze di clan nella lotta per le risorse ed il potere. Non a caso, seppure nel contesto alquanto stabile del Somaliland, i clan hanno trovato da discutere col kalashnikov in mano ovviamente. ✍🏻 Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify
Pubblicato 17 dic
Importanti manifestazioni degli agricoltori a Bruxelles, Bordeaux e in Grecia e Baviera contro il calo dei compensi agricoli, catalizzatore l'accordo di libero scambio col Mercosur che implica importanti criticità per il settore. Intanto in Italia tutto tace, la Coldiretti conferma il suo ruolo di fiancheggiatrice dei partiti di destra, già affermato ai tempi della DC, cacciatrice di mancette e prebende per pochi.
Pubblicato 17 dic
L'Occidente e il nichilismo felice Ieri pomeriggio camminavo sotto la pioggia battente, praticamente fradicio e cercavo di concentrarmi sulle facce di passanti. Si, io sono il passante fastidioso che ti guarda in faccia e cerca di capire cosa pensi (in realtà, perché sono sempre sovrappensiero e camminando nel quartiere rischio di non salutare gente che conosco se non ne vedo esplicitamente la faccia e il mio cervello fa una sorta di BIIP che mi richiama alla realtà). Nessuno di quei volti esprimeva una qualche forma di gioia o partecipazione natalizia, anzi. I più erano incazzati, qualcuno si lamentava del traffico, della "fretta di fare i regali" ("che coglioni signo, c'hai ragione", ho pensato); non pochi erano tristi; tanti erano soli anche quando erano in compagnia (cosa ancora più triste). Preso un po' dallo sconforto mi sono chiesto se l'umanità fosse sempre stata così. Devo dire che non sono un tecnofobo, ma innegabilmente un po' la digitalizzazione completa delle nostre vite non ha aiutato. La mia impressione è che scrollare 700 video di 30 secondi che parlano di tutto il pensabile, non faccia benissimo al cervello; forse non fa neanche così bene essere investiti da un flusso costante di informazioni (per lo più stronzate) h24: dai video sulla geopolitica centroafricana all'ultimo pezzo di Lady Gaga. Mi sono però chiesto se non ci fosse anche altro. Si, c'è altro, da marxista lo so. Il capitalismo trasforma i rapporti tra persone in rapporti tra cose: triste, molto. Il capitalismo ha la necessità che ognuno di noi si concepisca come libero e solo, che ognuno di noi sia un consumatore standardizzato e un lavoratore-atomo, preso dal proprio particolarismo esistenziale. I tuoi problemi sono i miei? No, i miei sono i miei e devo risolvermeli da solo e anche se fossero comuni, in realtà io vorrei provare ad uscirne da solo, piuttosto che tentare di risolverceli insieme. Potrei anche dire che la tecnica è solo un mezzo, non è nello strumento il problema, quanto nell'uso che ne facciamo e questo è pur sempre storicamente dato dal contesto. Il fatto di vivere in un mondo dove tutto è merce, rende gli usi della tecnica diabolici. La stessa infelicità viene divisa per fasce di reddito. I poveri hanno problemi concreti che se provano a dire vengono criminalizzati. La classe media invece ha vari fenotipi: - Gli eroi dei romanzi russi che per ogni problema piangono qualche lacrima, ma poi la risolvono grazie a Mastercard tra un aperitivo e Zara; - Gli invidiosi che vivono desiderando il raggiungimento di uno status maggiore, ma questi sono ormai fuorimoda, perché anche l'invidia è un sentimento relazionale, invece noi dobbiamo stare soli; - I finti allegri che devono continuare a ripeterti come tutto vada bene, tutto sia meraviglioso, salvo poi piangere al secondo bicchiere di vino; talvolta scadono nel tipo seguente. - I sedati, quelli che sviluppano dipendenze dal gioco, dai farmaci, dai luoghi, ecc. ecc. - I settari, loro neanche concepiscono questo discorso, perché hanno trovato la chiave di volta della vita e se ne sono autoconvinti, beati a loro. La gente se ne inventa di ogni pur di non domandarsi che cazzo stiamo facendo come comunità. Così pensavo ieri mentre camminavo sotto la pioggia, mentre il mondo sprofonda verso la III Guerra Mondiale, che probabilmente tra qualche anno mio figlio post-adolescente sarà chiamato a combattere, contro un paese con seimila bombe atomiche. Mi stavo per rattristare, ma per fortuna avevo le cuffie e Youtube Music mi ha suggerito un jingle di Natale: tutta vita!
Pubblicato 17 dic
https://fb.watch/E2iXZ4dYCT/ Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify